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  1. #1

    Lavorare in proprio per i ragazzi

    Sono anni che mi dedico al volontariato ed ho avuto molto contatto con ragazzi di diverse età dalle scuole elementari e superiori, ho completato la mia esperienza nel settore con due figli che hanno avuto difficoltà scolastiche e ho aiutato un’amica a fare una tesi psichiatrica sul disagio giovanile leggendo molti testi in proposito. Conclusione: La migliore prevenzione del disagio giovanile inizia con la prevenzione del disagio scolastico. Tutti gli psicologi sanno che il disagio in generale, e in particolare nella fase delicata dell’adolescenza, affonda le sue radici nella scarsa autostima. Un’esperienza scolastica di insuccessi risulta fallimentare per chi la vive che elabora un vissuto che va in tutt’altro senso rispetto all’autoefficacia, all’agenticità (V. Bandura), alla crescita equilibrata, per non parlare dei conflitti emotivo-affettivi in famiglia che ad ogni richiamo della scuola reagiscono con rimproveri e castighi e dei conflitti relazionali con i “bravi” per cui si preferisce il confronto con i “meno bravi” anche se pessimi perchè non crea competizione e sconfitta.
    Cosa c’entra tutto questo col lavoro? C’è tutto un mercato che ancora non è stato scoperto e sarebbe il caso venisse scoperto per primo da esperti della “persona”. Con un po’ di spirito d’iniziativa e l’aiuto di enti preposti spesso presso i comuni o le camere di commercio si possono avviare cooperative, associazioni, ecc. per riempire questo vuoto del dopo-scuola. I ragazzi fanno tante attività ma non fanno i compiti perché sempre più spesso i genitori lavorano entrambi e non possono controllare. Una ripetizione occasionale, oltre ad essere costosa, non risolve il problema di assicurare assiduità allo studio. Ci sono poi molte fonti di finanziamento a livello europeo e degli enti locali e si può collaborare con le scuole integrando progetti anche con la collaborazione di docenti interni pagati a carico del fondo d’istituto o con finanziamenti finalizzati dal ministero per la prevenzione dell’emarginazione scolastica, a cui spesso da sole le scuole non partecipano perché non hanno tempo o modo di elaborare il progetto (finanziato anche per €11.000,00 x scuola solo al personale interno). Inoltre so per certo che i genitori sono disposti a pagare per un buon servizio che sostituisca il salasso, di solito inutile, delle ripetizioni con un’attenzione all’andamento globale anche in materie come storia che, non sembra, ma come altre materie orali miete molte vittime.
    Non è uno scherzo realizzare questo progetto, richiede pianificazione finanziaria a medio e lungo termine, programmazione, organizzazione, un buono staff e soprattutto tanta pazienza e amore per i ragazzi. Bisogna cercare altre persone disposte a condividere il progetto e lavorare insieme.
    Si trovano già di queste esperienze su internet a livello di oratorio e di quartiere, ma si può fare di più e per di più farne un lavoro! E’ tempo che il lavoro si sappia inventare e non aspettarne uno già bello e pronto, che al 90% non ti soddisfa. Che ne pensate? Risolverebbe problemi individuali dei ragazzi, familiari, occupazionali e sociali. Non è l’uovo di colombo?

    Chi desidera procurare il bene altrui ha già trovato il proprio - Confucio

  2. #2
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
    Data registrazione
    13-10-2005
    Residenza
    Ferrara
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    425
    Come ho già detto in altra parte del forum, non posso che essere d'accordo con te.
    Anni fa un assessore alla sanità del Comune mi disse che il futuro era nei "servizi alla persona".
    Oggi vedo due categorie particolarmente a rischio disagio: adolescenti e anziani; che ci riconducono entrambi a disagi familiari. Nel senso che 30anni fa la psichiatria, o meglio l'antipsichiatria, ci portava verso la famiglia per decodificare i comportamenti devianti. Oggi secondo me la famiglia è diventata il capro espiatorio di contraddizioni sociali, (precarietà del lavoro, assistenza agli anziani e malati gravi, scuola, sostanze a rischio) che vengono da fuori e che la famiglia non riesce spesso a risolvere per mancanza di definizione di ruolo e strumenti. Quindi penso che siamo sicuramente alla vigilia di un disastro sociale al quale sarà difficile rimediare in tempi brevi.
    Sono in forte aumento i tentativi di suicidio tra adolescenti, che spesso riescono; abbiamo un aumento delle tossicodipendenze, alcol compreso, soprattutto al femminile.
    Forse l'unica possibilità è investire oggi sui giovani, in termini di educazione alla salute, sia fisica che psichica.
    Per farlo occorrono sicuramente interventi sul sociale e socializzanti, per cui credo che spazio per la psicoterapia in senso stretto ce ne sia poco e sia poco efficace. Occorrono idee e nuova definizione di ruoli di figure professionali che possano lavorare sui gruppi in quanto appartenenti ad una generazione. Sicuramente lo psicologo è una di queste figure.
    Non staccherei troppo famiglia e scuola. Mi sembrerebbe come la storia dell'uovo e della gallina. Anzi penso che la soluzione sia nella ricostruzione di un rapporto scuola-famiglia, che ormai non esiste quasi più. Penso che le variabili in gioco siano troppe per pensare che si possa lavorare solo sulla scuola o solo sulla famiglia. Deve nascere una collaborazione strategica e condivisa.
    Per concludere, mi dispiace che la distanza tra casa tua e casa mia sia così importante. Sono disponibile ad un brainsorming all'interno del 3d, sia sui contenuti che sui metodi. E' sempre meglio che niente.
    Chi non è impegnato a risorgere, è impegnato a morire. Bob Dylan

  3. #3
    Partecipante L'avatar di cinziaponzio
    Data registrazione
    20-10-2004
    Residenza
    PZ
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    34

    ciao

    Ciao, insieme ad altre mie colleghe abbiamo aperto uno studio associato proprio volto alla realizzazione di questa tipologia di progetti.il nosto problema è che dovrebbero finanziarci o i comuni o le scuole e spesso questi non hanno fondi. mi interesserebbe sapere come si possono ottonere dei finanziamenti europei o quanto meno delle informazione a tal proposito. grazie ed in bocca al lupo anche a voi che intraprendete tale attività

  4. #4
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
    Data registrazione
    19-11-2004
    Residenza
    modena
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    1,268
    autostima..mi piace molto l'idea e credo che sia proprio il punto di partenza migliore...

    ma secondo voi come si può lavorare su questo?
    esercitazioni? film? questionari?

    nel pratico intendo...
    da settembre inizio a lavorare con i ragazzi e mi sto scervellando un po' sopra su questi temi...ci confrontiamo anche sui metodi?

  5. #5
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
    Data registrazione
    07-02-2005
    Residenza
    Monza
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    3,204
    ciao
    anch'io sono molto interessata a questi aspetti di prevenzione più in generale.
    se ne potrebbe parlare qui :-)
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  6. #6
    Siccome il tema è complesso da trattare sul forum ho inserito un articolo dal titolo LAVORARE ALLA PREVENZIONE DEL DISAGIO GIOVANILE ATTRAVERSO LA PREVENZIONE DEL DISAGIO SCOLASTICO e lì indico alcune modalità di organizzazione sulla base della mia esperienza. Sarei contenta di poterci confrontare e magari elaborare un progetto comune.
    Ho molto apprezzato l'intervento di saperessere e rigiro a tutti l'invito ad una collaborazione strategica e condivisa - anche nella progettazione perchè no attraverso un forum.
    Una domanda a saperessere: che vuol dire brainsorming all'interno del 3d?

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