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Visualizzazione risultati 1 fino 7 di 7
  1. #1
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    mente, corpo, psicologie

    Da qualche tempo, sto mettendo al centro delle mie riflessioni e dei miei studi il corpo e l'importanza del corpo. Può darsi sia una "resistenza" mia, di fronte ad un corso di studi che mette l'accento sulla "mente". Ma, sempre più spesso, mi ritrovo a dare importanza al corpo, a questo "involucro materiale".
    Bistrattato, spesso. Governato, altre volte. E, tuttavia, nonostante tutti i tentativi di imprigionarlo, riesce a far sentire la propria voce.
    Sarà che (freudianamente parlando) le pulsioni sono forti, più forti delle remore e delle critiche.
    Sarà che mi sembra manchi qualcosa, nella psicologia che leggo e che studio.
    Fatto sta che mi piacerebbe confrontarmi con voi su questo tema: che importanza ha il corpo in psicologia? E, soprattutto, in una psicologia clinica che vedo sempre più "tirata" verso la dimensione "mentale", come se gli esseri umani fossero dei puri spiriti?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  2. #2
    Johnny
    Ospite non registrato
    sempre freudianamente parlando, la psiche nasce "per appoggio" dal soma.

    e poi se non ci fosse corpo non ci sarebbe psiche, infatti il cervello è un organo del corpo.

    Per non parlare dell'importanza che ha il corpo nella vita psichica, x esempio degli adolesceti ma non solo.

    Poi c'è la psico-somatica (influenza sul corpo dei conflitti psichici) e la somato-psichica (influenza delle condizioni del corpo nella vita psichica)



    insomma...secondo me il corpo è importante
    Ultima modifica di Johnny : 24-07-2006 alle ore 21.46.02

  3. #3
    Partecipante L'avatar di fiori di campo
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    io credo che tra mente e corpo c'è spesso o forse sempre una sorta di corrispondenza, cioè il corpo "parla" con un linguaggio non verbale che non è solo quello che ci hanno insegnato e cioè dei gesti, mimica, tono di voce, postura ma anche con sintomi neurovegetativi e malattie/salute che esprimono contenuti mentali consci e inconsci.

  4. #4
    Partecipante Assiduo L'avatar di akemi
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    corpo e mente sono un'unità
    "L'unico modo per resistere alla tentazione è cedere"
    (Oscar Wilde)

  5. #5
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    e poi se non ci fosse corpo non ci sarebbe psiche, infatti il cervello è un organo del corpo.
    io credo che tra mente e corpo c'è spesso o forse sempre una sorta di corrispondenza
    corpo e mente sono un'unità
    Tutto vero. Ma...
    Ma come si declina, nel concreto, nella nostra esperienza di psicologi (o di studenti, poco conta il ruolo, in questo). Il rapporto della nostra psicologia con il corpo. Con il corpo dell'altro o dell'altra - paziente, cliente, vedete voi. Col suo essere bambino, bambina, adulto. Affascinante, seducente, repellente. Invecchiato o giovanile.
    E col nostro? Con le farfalle nello stomaco di fronte a due occhi profondi, con le viscere attorcigliate in modo differente di fronte al compito d'esame, al primo paziente, ad un caso nuovo.

    Si può "sentire" col corpo quel che fiumi di parole non possono dire? Si può tradurre questo sentire?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  6. #6
    Partecipante L'avatar di fiori di campo
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    è questo il difficile: tradurre. perchè il corpo parla senza parole.
    E' probabilmente peggio che cercare di capire chi parla un'altra lingua perchè non ci si può aiutare col linguaggio dei gesti.

  7. #7
    Johnny
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da willy61
    Tutto vero. Ma...
    Ma come si declina, nel concreto, nella nostra esperienza di psicologi (o di studenti, poco conta il ruolo, in questo). Il rapporto della nostra psicologia con il corpo. Con il corpo dell'altro o dell'altra - paziente, cliente, vedete voi. Col suo essere bambino, bambina, adulto. Affascinante, seducente, repellente. Invecchiato o giovanile.
    E col nostro? Con le farfalle nello stomaco di fronte a due occhi profondi, con le viscere attorcigliate in modo differente di fronte al compito d'esame, al primo paziente, ad un caso nuovo.

    Si può "sentire" col corpo quel che fiumi di parole non possono dire? Si può tradurre questo sentire?

    Buona vita

    Guglielmo
    Non so se ho ben capito la domanda.......ma dico la mia:
    che tra corpo e mente ci sia un'unità, è un dato di fatto, basta considerare ad esempio l'isteria, conversione "nel" corpo di conflitti che sono "mentali"...lo stesso Freud dice che ciò che provoca i sintomi nevrotici non è tanto il "trauma reale", quanto lo "spavento", il "ricordo", la "fantasia" del trauma che comunque hanno oprignie da un trauma che è prima di tutto reale e fisico.

    per quanto riguarda il "si può sentire col corpo quel che fiumi di parole non possono dire? Si può tradurre questo sentire?", credo di si....è proprio quella che Bion chiama "reverie", la "significazione degli affetti" x Freud, il "silenzio degli affetti" di Semi ...e cioè il "sentire" gli affetti del paziente e restituirli elaborati e digeriti sotto forma di parole.


    x fare una citazione: «il compito dell’analista è quello di dar voce alla dimensione afettivo-sensoriale del paziente, non esprimibile con gli strumenti del processo secondario ma attraverso una funzione paraeccitatoria e di reverie, così che questo affetto-sensazione possa cercare la sua rappresentazione ».
    Queste sensazioni sono affettivo-sensoriali proprio xke, essendo a-verbali, o pre-verbali, si manifesano nel "soma" e vengono "sentite" nel soma, come sensazioni corporee e carnali.


    Ovviamente parlo da studente, quindi non ho l'esperienza clinica x poter dire opinioni "mie"...e come avrai ben capito prediligo l'approccio dinamico...e non so se ho centrato la domanda
    ciao
    Ultima modifica di Johnny : 02-08-2006 alle ore 21.15.14

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