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Visualizzazione risultati 1 fino 10 di 10
  1. #1
    Partecipante Esperto L'avatar di maryflower
    Data registrazione
    06-06-2006
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    firenze
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    consigli su caso clinico

    Vi descrivo il caso di una mia conoscente, laureanda in psicologia.
    Ragazza normalissima, molto intelligente, molto empatica, una con le p...e quadre, molto volitiva nelle sue cose, abituata a prendere le sue decisioni da sola e a portarle avanti a dispetto di tante difficoltà. Infanzia e adolescenza traumatiche per patologia di un genitore, breve allontanamento da casa; situazione che poi si è risolta felicemente. Primo fidanzato violento che l'ha mandata in ospedale per le botte; dopo varie vicissitudini alquanto infelici trova un bravo ragazzo con il quale avvia importanti progetti di vita privata. Il suo problema è che è terrorizzata dagli insetti, in particolar modo dalle mosche: dice che quando sente una mosca che le gira intorno si sente in balia della mosca, piange, urla, si nasconde dove può....talvolta anche in pubblico, anche se la maggior parte delle volte nelle situazioni pubbliche riesce a trattenersi abbastanza bene. La mia amica mi ha detto che il suo primo ragazzo, quello che la picchiava, aveva una "mosca", quella specie di pizzetto che qualche anno fa andava di moda: ho pensato che forse il suo terrore per le mosche può essere relativo al fatto che forse non ha superato quel trauma, dato che a suo tempo non si rivolse a uno psicologo. Voi che ne pensate?
    Vi ringrazio per i suggerimenti che vorrete darmi!

  2. #2
    Partecipante Affezionato L'avatar di andreaurbino
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    24-10-2005
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    Urbino
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    89
    Non lo so... mi sembra strano che la sua fobia per le mosche si sia creata per "estensione semantica" da un segno fisico del suo ragazzo abusante. Forse meccansmi di questo tipo possono avvenire nei bambini, ma negli adolescenti-adulti mi sembra improbabile. Comunque non voglio escludere questa interpretazione ed aspetto altri commenti, mi sembra un argomento interessante.

    Ciao Ciao
    - che differenza c'è tra psicologo, psichiatra e psicoanalista?
    - lo psicologo costruisce castelli in aria, lo psichiatra ci abita, lo psicoanalista riscuote l'affitto!

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Ale_è_Ale
    Data registrazione
    22-07-2005
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    1,046
    secondo me è qualcosa di precedente, un bel pezzo prima del fidanzato abusante... a pelle, mi butterei sull'infanzia...

    spoiler (evidenzia per vedere il testo):
    il ragazzo abusante potrebbe già essere un sintomo più che una causa a sua volta...


    Ale
    Alessandra -------<---<---@


    "(...) I riflettori chiudono gli occhi, le lampade contemporaneamente chiudono le palpebre, e la folla spalanca la sua enorme bocca per l'applauso (...)" F. Depero; Notturno Metropolitano; da Prose Futuriste


    "Great Karen Walker!" - "Honey, what's going on with your hair?" - "Give me a Martini, and don't waste room with those olives!"

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di maryflower
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    06-06-2006
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    firenze
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    453
    Ale la tua intuizione mi sembra più logica della mia! Mi potresti ampliare il concetto? E poi, mi sapresti indicare anche un pò di fonti dove trovare qualche spiegazione teorica circa la fobia degli insetti?
    Vi ringrazio entrambi!

  5. #5
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Ale_è_Ale
    Data registrazione
    22-07-2005
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    1,046
    il mio concetto è quello che ho scritto... c'è da dire che mi sento poco a mio agio a fare ipotesi a spanne online... non so... è semplicemente che la patologia di un genitore (e la complessiva situazione che ne deriva) è un peso in grado di lasciare una ferità molto profonda, mentre invece i partner successivi sono più proensa a pensare che si "scelgano" nel bene e nel male (i genitori non si possono scegliere)... i motivi possono essere infiniti...

    Ale


    PS dimenticavo, non ho idea di fonti da riferirti...
    Ultima modifica di Ale_è_Ale : 10-07-2006 alle ore 23.48.59
    Alessandra -------<---<---@


    "(...) I riflettori chiudono gli occhi, le lampade contemporaneamente chiudono le palpebre, e la folla spalanca la sua enorme bocca per l'applauso (...)" F. Depero; Notturno Metropolitano; da Prose Futuriste


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  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di maryflower
    Data registrazione
    06-06-2006
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    Ok ti ringrazio ugualmente

  7. #7
    Partecipante Assiduo L'avatar di grillo parlante
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    31-03-2005
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    roma
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    172
    per capire meglio quando è insorta la fobia dovresti chiederlo alla tua amica.
    Se lei ti dice che da quando ha avuto il suo primo ragazzo, quello violento allora le due cose potrebbero associarsi; se invece ti dice che già ne soffriva prima dell'incontro con il ragazzo violento, allora è un altra cosa.
    E' vero che le fobie è difficile che insorgano in età adulta, ma non è del tutto vero anzi...
    Spesso, specie in casi di disturbo post traumatico da stress, le fobie insorgono in seguito a qualche trauma.

    Il DSM IV distingue tre tipi di fobie quella specifica (il caso della tua amica) quella sociale e l'agorafobia.
    Secondo la spigazione psicodinamica la fobia nasce quando pensieri proibiti sessuali o aggressivi, che portano a una ritorsione punitiva minacciano l'inconscio, tanto che viene attivito un segnale d'ansia che azione tre meccanismi di difesa: spostamento, proiezione, evitamento. Queste difese eliminano l'ansia rimuovendo il desiderio proibito ma creano una nevrosi fobica.

    Non dimentichiamo poi che è una paura eccessiva rispetto al pericolo reale e che potremmo distinguerla a più livelli che va dalla fobia lieve (sfido a chi non ha una piccola fobia) alla fobia più marcata e anche più preoccupante che necesiterebbe di una terapia.
    Chiedi quindi alla tua amica più o meno quando è insorta questa cosa o almeno da quando lei ne ha ricordo.
    Fammi sapere
    baci
    grillo parlante

  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di maryflower
    Data registrazione
    06-06-2006
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    Questo lo so, le è venuta in età adulta, lei dice qualche anno fa, per questo avevo pensato al trauma del compagno violento, perchè non ha precedenti di fobie. é una cosa che prendo a cuore perchè mi dispiace molto per lei, vedessi come scatta davanti a una semplice mosca....solo che non so come aiutarla, dallo psicologo non ci va...costa troppo.....e io che posso fare dunque?

  9. #9
    senzanome
    Ospite non registrato
    bè a leggere il tuo caso potrebbe anche trattarsi del fenomeno della generalizzazione. una fobia specifica può estendersi a situazioni stimolo che siano simili allo stimolo fobico originario. teoria cognitivo-comportamentale... terapia desenzibilizzazione sistematica... che ne pensate???

  10. #10
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
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    Credo che dovresti sondare quando e in concomitanza a quali avvenimenti sia nata la sua fobia. E dal momento che ora si ripresenta con forze provare a vedere se ci sono dei parallelismi tra i due periodi.

    In riferimento alla fobia specifica c'è poco in letteratura (ho fatto una tesi sull'organizzazione fobica), tuttavia non mi fiderei dei testi e delle teorie che propongono un'ipotesi etiopatogenetica generale in cui far rientrare il caso singolo, specie in un campo ancora tanto oscuro come quello che presenti.
    Opterei per colloqui meno centrati sul contenuto della fobia e più sui processi che la sostengono 8 a secondo del tuo "credo di riferimento).
    Di fatto la diagnosi di fobia specifica non mi sembra nemmeno così scontata.
    I casi in letteratura che si presentano in terapia per questo problema si contano quasi sulle dita di una mano... di fatto la storia che presenta farebbe ipotizzare qualcosa di più....
    Personalmente, qualora avessi più dati (e qualora la diagnosi fosse qualcosa che mi interessasse in maniera fonadamentale) indagherei in virtù di un possibile disturbo di personalità senza escludere una sindrome ossessiva (mosche, sporco, abuso...)

    Ciao imbocca al lupo,
    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

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