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  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di cpz
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    10-07-2004
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    112

    i farmaci e la psichiatria... guardate il video!!


  2. #2
    Partecipante Assiduo L'avatar di Roby81
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    Ciao ho osservato il video...
    non ci sono parole...
    sono a conoscenza dell'uso di questi farmaci su bambini con disturbo di attenzione ed iperattività perchè ho appena finito di seguire un corso di psicopatologia, e la docente ci ha accennato all'uso di psicofarmaci per questi bambini, che però in Italia è vietato, anche se in strutture, come ospedali, la somministrazione è consentita a scopo di ricerca (credo).
    Si va da un eccesso all'altro... il farmaco deve aiutare e non uccidere, e la cosa che mi sconcerta di più è il fatto che si tengano nascoste le controindicazioni!
    ....mantenetevi folli e comportatevi come persone normali....

    Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli. T. Jefferson


  3. #3
    sono senza parole

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di valeria_cen
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    18-10-2004
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    410
    non l'ho nemmeno guardato tutto perchè mi dà la nausea.
    ma come si fa a mettere in giro certe idee?
    io sono x i farmaci solo in caso di emergenza, ma dare la colpa di certe cose ai farmaciè falso e tendenzioso.
    non è che magari uno che prendeva antidepressivi si suicida xchè è depresso e non xchè prende farmaci?
    chi ha visto bambini con adhd sa che in casi estremi, se le terpaie non sono supportate da farmaci i bambini subiscono conseguenze (sociali, d'apprendimento) che ne influenzano negativamente il futuro.
    qs campagna aprioristica contro i farmaci mi sembra pericolosa.
    già la gente è sufficientemente diffidente ...
    ogni volta che sputi per aria ti ricasca sempre...

    S.M.

    visitate il sito www.borgocometa.it

  5. #5
    Attenzione
    Ospite non registrato
    ATTENZIONE:

    indipendentemente dai contenuti del video in questione, bisogna essere estremamente prudenti perchè il CCDU (dal cui sito è tratto il video) è in realtà una organizzazione di copertura della setta di SCIENTOLOGY, la quale utilizza queste organizzazioni di copertura per cavalcare temi pubblici (che per altri aspetti potrebbero essere condivisibili) al fine esclusivo di portare avanti una campagna "settaria" contro la psichiatria E LA PSICOLOGIA.
    In questo caso, quindi, si può parlare di un pericoloso scopo "manipolatorio" e non dichiarato della campagna contro gli psicofarmaci in età evolutiva...

    Scientology purtroppo sembra aver messo in atto una lunga storia di intimidazioni, minacce, campagne stampa e "persecuzioni" proprio nei confronti di psichiatri e psicologi, a cui spesso ha puntato a "sostituire" i propri "modelli pseudoreligiosi".

    Per maggiori informazioni su queste attività, anche contro la psicologia, si può consultare il più celebre sito italiano di informazioni sulle reali attività di Scientology:

    http://xenu.com-it.net/
    http://xenu.com-it.net/cosa.htm
    Ultima modifica di Attenzione : 23-06-2006 alle ore 16.51.25

  6. #6
    Partecipante Affezionato L'avatar di cpz
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    10-07-2004
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    112
    non lo sapevo... ho solo girato una mail che mi era arrivata da nostri colleghi.. Comunque grazie dell'info... non sapevo assolutamente che scientology fosse dietro a questa cosa...

  7. #7
    Postatore Compulsivo
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    che le multinazionali farmaceutiche stiano cercando di allargare sempre più gli stati "riconosciuti" di patologia e malattia è fatto innegabile

    che queste medicine di "nuova concezione" agiscano sul sintomo e non sulla malattia è altrettanto innegabile... come il fatto che non si curano poi del prezzo pagato per toglierlo... i famosi effetti collaterali troppo spesso taciuti per non togliere i farmaci dal mercato, per non buttare a puttane miliardi di investimento

    che la ricerca sia finanziata dal farmaceutico e quindi debba poi rendere conto del tipo di metodologie e risultati ottenuti e da ottenere è fatto innegabile

    che le farmaceutiche finanzino sempre più istituzioni e strutture, a patto di vedersi spingere loro brand e prodotti è fatto altrettanto innegabile



    Originariamente postato da valeria_cen
    chi ha visto bambini con adhd sa che in casi estremi, se le terpaie non sono supportate da farmaci i bambini subiscono conseguenze (sociali, d'apprendimento) che ne influenzano negativamente il futuro.
    non voglio banalizzare, ma io ho 33 anni, ero un casinista della madonna (espulsioni comprese) e sono qui bello felice... i miei genitori e i miei nonni altrettanto...

    questa "battuta" per dire che la visione di un fenomeno comportamentale è data dalle lenti che ciascuno porta... e spesso queste sono deformate da interessi di altro genere...
    bisogna quindi calmierare l'irrequietezza per non mettere il bambino a rischio della profezia che si autoavvera? troppo alto il prezzo umano, sociale e culturale da pagare...

    bambini irrequiti sono sempre esistiti ed anche se alcuni vanno a "finire male" sti cavoli... è sempre successo ed è naturale che in una certa % succeda...

    qui no, qui si gioca sul modello del perfetto, semplice, subito e normale per togliere (apparentemente) qualsiasi difetto, scostamento dalla media e dal modello ideale e socialmente accetto (secondo i canoni imposti da attente azioni di marketing e ricerca farlocchia)
    oggi giorno vogliamo tutto, subito, in modo facile... siamo dei cazzoni, questa è la verita... ci stanno lobotomizzando... un perverso circuito vizioso in cui, per fuggire da stress e trovare pace, ci ritroviamo sempre più stressati e meno felici...

    suvvia apriamo gli occhi... e si che noi psicologi dovremmo poter vantare di un pensiero un'anticchia più complesso


    nic

  8. #8
    Partecipante Super Esperto
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    Scusami Nico, ma affrontando così la questione si rischia davvero di banalizzare.
    Non stiamo parlando di bambini vivaci che poi crescono e imparano a focalizzare la loro vivacità e a controllarla.
    Si parla di patoloogie serie, con pesanti effetti collaterali non solo per la famiglia ma per il bambino stesso...
    la prescrizione di farmaci ai bambini è un argomento serio sul quale credo che le "battaglie ideologiche" non portino a nessuna soluzione e rischino di portare avanti ciecamente la propria battaglia solo per il gusto di andare avanti, senza riflettere in modo accurato.
    La realtà non è mai solo bianca o solo nera e forse noi come psicologi possiamo avere una visione allargata, ma non certo onnipotente.
    Non siamo medici e questo significa che la nostra opinione non vale meno di quella di un medico, ma nemmeno di più.
    Solo un medico specializzato (neuropsichiatra, no semplice pediatra) può prescrivere farmaci: io non ho la competenza nè per dire sì nè per dire no.
    Posso però accorgermi quando sono di fronte ad una patologia (ADHD) o quando sono di fronte alle conseguenze di un approccio educativo sbagliato, ad un bambino vivace mal sopportato da insegnanti poco empatiche o ad un bambino che magari è dislessico e per la frustrazione e le difficoltà connesse ad una dislessia non riconosciuta vive la scuola in modo negativo.
    A pelle potrei anche dire che prescrivere farmaci ai bambini non mi piace, ma credo che questi argomenti vadano affrontati con maggior competenze di quello che mi suggerisce la mia pelle...
    Vimae

  9. #9
    Barbara077
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Vimae

    Non stiamo parlando di bambini vivaci che poi crescono e imparano a focalizzare la loro vivacità e a controllarla.
    Si parla di patoloogie serie, con pesanti effetti collaterali non solo per la famiglia ma per il bambino stesso...

    La realtà non è mai solo bianca o solo nera e forse noi come psicologi possiamo avere una visione allargata, ma non certo onnipotente.
    Non siamo medici e questo significa che la nostra opinione non vale meno di quella di un medico, ma nemmeno di più.
    Solo un medico specializzato (neuropsichiatra, no semplice pediatra) può prescrivere farmaci: io non ho la competenza nè per dire sì nè per dire no.
    Posso però accorgermi quando sono di fronte ad una patologia (ADHD) o quando sono di fronte alle conseguenze di un approccio educativo sbagliato, ad un bambino vivace mal sopportato da insegnanti poco empatiche o ad un bambino che magari è dislessico e per la frustrazione e le difficoltà connesse ad una dislessia non riconosciuta vive la scuola in modo negativo.
    A pelle potrei anche dire che prescrivere farmaci ai bambini non mi piace, ma credo che questi argomenti vadano affrontati con maggior competenze di quello che mi suggerisce la mia pelle...

    Condivido pienamente!!

  10. #10
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Monza
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    Originariamente postato da Vimae
    Scusami Nico, ma affrontando così la questione si rischia davvero di banalizzare.
    Non stiamo parlando di bambini vivaci che poi crescono e imparano a focalizzare la loro vivacità e a controllarla.
    Si parla di patoloogie serie, con pesanti effetti collaterali non solo per la famiglia ma per il bambino stesso...
    la prescrizione di farmaci ai bambini è un argomento serio sul quale credo che le "battaglie ideologiche" non portino a nessuna soluzione e rischino di portare avanti ciecamente la propria battaglia solo per il gusto di andare avanti, senza riflettere in modo accurato.
    La realtà non è mai solo bianca o solo nera e forse noi come psicologi possiamo avere una visione allargata, ma non certo onnipotente.
    Non siamo medici e questo significa che la nostra opinione non vale meno di quella di un medico, ma nemmeno di più.
    Solo un medico specializzato (neuropsichiatra, no semplice pediatra) può prescrivere farmaci: io non ho la competenza nè per dire sì nè per dire no.
    Posso però accorgermi quando sono di fronte ad una patologia (ADHD) o quando sono di fronte alle conseguenze di un approccio educativo sbagliato, ad un bambino vivace mal sopportato da insegnanti poco empatiche o ad un bambino che magari è dislessico e per la frustrazione e le difficoltà connesse ad una dislessia non riconosciuta vive la scuola in modo negativo.
    A pelle potrei anche dire che prescrivere farmaci ai bambini non mi piace, ma credo che questi argomenti vadano affrontati con maggior competenze di quello che mi suggerisce la mia pelle...

    Hai espresso meglio di come sarei stata capace io quello che penso :-)

  11. #11
    Postatore Compulsivo
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    Originariamente postato da Vimae
    Scusami Nico, ma affrontando così la questione si rischia davvero di banalizzare.
    scusami tu


    Originariamente postato da Vimae
    Non stiamo parlando di bambini vivaci.
    Si parla di patoloogie serie
    Riporto il link all'articolo (uno dei tanti) "ADHD, la malattia inventata"
    http://www.girodivite.it/ADHD-la-mal...inventata.html



    Originariamente postato da Vimae
    la prescrizione di farmaci ai bambini è un argomento serio sul quale credo che le "battaglie ideologiche" non portino a nessuna soluzione e rischino di portare avanti
    forse è l'asprezza o l'ironia a far pensare alla battaglia ideologica?
    proprio perché l'argomento è scabroso, sarebbe bene conoscere i molti meccanismi che poi regolano (a monte) le scelte...



    Originariamente postato da Vimae
    Solo un medico specializzato (neuropsichiatra, no semplice pediatra) può prescrivere farmaci
    Ciò non significa che li presciva giustamente ed adeguatamente
    Devo riportare anche qui quelle 2 o 3 cose scontate su viaggi e informatori scientifici, oppure è sufficientemente chiaro che SPESSO può accadere che il medico specializzato (neuropsichiatra, no semplice pediatra) ha interesse a prescrivere certi farmaci?


    Quindi, con il mio post non sono contro tutto e tutti
    Dico che è molto complesso e che veniamo spesso presi per il culo senza neppure saperlo.
    Ciò non ha nulla a che fare con l'oggettiva utilità di alcuni farmaci.
    Ora, questo è il mio punto di vista. Rispetto epr gli altri

    Buona giornata
    nicola

  12. #12
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    giusto oggi ne è uscito uno nuovo...
    http://www.repubblica.it/2006/06/sez...-denuncia.html

    vabbuò... è più che giusto non generalizzare, ma - personalmente penso che... - la situazione è molto sporca e può capitare (poi la frequenza ognuno se la deciderà secondo sue convinzioni) che si attribuiscano con eccessiva superficialità degli stati di malattia e si propenda per tamponi farmacologici... fra l'altro (apparentemente) veloci, semplici ed immediati...

    ciauz
    nic

  13. #13
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Originariamente postato da Vimae
    Scusami Nico, ma affrontando così la questione si rischia davvero di banalizzare.
    Non stiamo parlando di bambini vivaci che poi crescono e imparano a focalizzare la loro vivacità e a controllarla.
    Si parla di patoloogie serie, con pesanti effetti collaterali non solo per la famiglia ma per il bambino stesso...
    Carissima Vimae

    Anche se riconosco la tua esperienza, e so che è maggiore della mia, non credo che Nico stia "banalizzando" la questione.

    Credo sappiamo tutti piuttosto bene come sia difficile definire quando un comportamento sia - o meno - patologico. E sappiamo tutti come la decisione di adottare un approccio "categoriale" nella stesura del DSM sia stata - e sia tuttora - ampiamente contestata sia da psicologi che da psichiatri.

    Inoltre, ed è questo il punto centrale, ho i miei dubbi che tutte le voci del DSM corrispondano effettivamente a "patologie". Non vi è praticamente nessun comportamento umano che, in misura più o meno grande, non venga contemplato da queta classificazione come "patologico".

    Ora, una simile estensione del concetto di "patologia" ha l'unico effetto di rendere indistinguibile ciò che veramente è patologico da ciò che rappresenta solamente una variazione (magari rara, magari non socialmente accettata o accettabile) statisticamente "normale" del comportamento umano.

    Inoltre, non è così peregrino chiedersi da dove origini il DSM, né da chi vengano pagate le persone che l'hanno scritto. Ti rimando al mio blog, nel quale potrai trovare due articoli.

    Il primo, pubblicato dal corrispondente scientifico de "Il Manifesto", alcuni anni fa, evidenzia il fatto che le case farmaceutiche hanno letteralmente "costruito a tavolino" una serie di "disturbi psichiatrici". Cito una parte dell'articolo: "Pfizer e Glaxo non sono le sole case ad aver sfogliato il Manuale diagnostico. Ogni casa si trova la sua bella sindrome che colpirebbe una 15 milioni di americani, un'altra 9 milioni. Sono statistiche manipolate, spesso prodotte da centri studi finanziati dalle case farmaceutiche e che estrapolano dalle situazioni lievi alle sindromi gravi. A credervi, alla fine, ironizza Mother Jones, non c'è un americano che non sia preda di un disordine di ansietà. Secondo uno studio del 2000, finanziato da Pfizer e pubblicato dall'American Journal of Obstretrics, ben il 20% di tutte le pazienti di ostetricia-ginecologia avrebbe bisogno di un trattamento psichiatrico per sindromi che vanno dalla depressione ai disordini di ansia alimentare."

    Il secondo, del "Washington Post", inizia con queste parole: "Every psychiatric expert involved in writing the standard diagnostic criteria for disorders such as depression and schizophrenia has had financial ties to drug companies that sell medications for those illnesses, a new analysis has found.

    Of the 170 experts in all who contributed to the manual that defines disorders from personality problems to drug addiction, more than half had such ties, including 100 percent of the experts who served on work groups on mood disorders and psychotic disorders. The analysis did not reveal the extent of their relationships with industry or whether those ties preceded or followed their work on the manual".

    Posso però accorgermi quando sono di fronte ad una patologia (ADHD) o quando sono di fronte alle conseguenze di un approccio educativo sbagliato, ad un bambino vivace mal sopportato da insegnanti poco empatiche o ad un bambino che magari è dislessico e per la frustrazione e le difficoltà connesse ad una dislessia non riconosciuta vive la scuola in modo negativo.
    A pelle potrei anche dire che prescrivere farmaci ai bambini non mi piace, ma credo che questi argomenti vadano affrontati con maggior competenze di quello che mi suggerisce la mia pelle... [/B]
    Il problema, maturalmente, è che ci "accorgiamo" della presenza di una "patologia" solamente perché quest'ultima è stata definita e catalogata come tale. Nessuno parlava di ADHD 25 anni fa, come nessuno parlava di schizofrenia prima di Kraepelin. Osserviamo esattamente quello che sappiamo che possiamo vedere. Ma, in questo modo:

    1) Ci sfugge tutto quel che non cerchiamo mai, perché non è codificato in nessun DSM

    2) Ci comportiamo in modo "antiscientifico", cercando semplicemente conferme, e non disconferme, alle teorie sulla patologia che abbiamo nella nostra testa (e che siamo felici di veder continuamente confermate dal mondo esterno).

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  14. #14
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    Non so quanto sia questione di esperienza (si vede così tanto che mi occupo proprio di bambini ADHD?) ma ti assicuro che la diagnosi da DSM credo che ormai la facciano solo all'esame di stato...
    E' vero che il rischio di un simile approccio è quello di vedere solo ciò che si vuole vedere, ma credo che questo rischio appartenga più a professioni solite a categorizzare e diagnosticare...
    credo che come psicologi si possa avere una visione più ampia che va al di là delle polarizzazioni, delle prese di posizione (i farmaci fanno male punto e basta) o della banalizzazione (io ero vivace e sono una persona normale, che bisogno c'è dei farmaci).
    Detto questo nessuno dei bambini che ho avuto in consultazione o in cura ha mai preso farmaci, anche perchè l'incidenza dell'ADHD è del 4% sulla popolazione...
    Solo che nella realtà i bambini diagnosticati ADHD (e di conseguenza spesso sottoposti a trattamento farmacologico) è molto, molto più alta: lì io vedo un abuso.
    In altre situazioni ripeto: non sono un medico e non ho sufficienti competenze per schierarmi pro o contro i farmaci.
    Posso schierarmi solo dove vedo farmaci prescritti senza che vi sia una reale patologia, ma dove c'è... non riesco a farlo.
    Il buon senso mi direbbe no, ma basta il buon senso in questi casi?
    Vimae

  15. #15
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    In altre situazioni ripeto: non sono un medico e non ho sufficienti competenze per schierarmi pro o contro i farmaci.
    LEGGE No. 56 18 febbraio 1989
    Ordinamento della professione di psicologo.
    La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato:
    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA promulga la seguente legge:


    Articolo 1. Definizione della professione di psicologo.

    1. La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.
    Non mi pare che non abbiamo competenze, come psicologi per effettuare una diagnosi, indipendentemente dal fatto che non siamo psichiatri.

    Posso schierarmi solo dove vedo farmaci prescritti senza che vi sia una reale patologia, ma dove c'è... non riesco a farlo.
    Ma, se posso, su cosa ti basi per stabilire se esiste o meno una reale patologia? Sull'esperienza clinica? Sul buonsenso? Sulle linee guida del DSM o dell'ICD 10?

    Perché il problema è serio e, dal mio punto di vista, riguarda il nostro ruolo di psicologi (non tanto l'ADHD in sé, che è solo un'occasione per sollevare la questione). Siamo professionisti che intendono "curare"? Esperti dello "status-quo"? Rivoluzionari che negano qualunque esistenza ai "dirsturbi mentali"? Una miscela di tutto questo? Tutt'altro?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

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