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Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 42
  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di Serena75
    Data registrazione
    31-03-2005
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    206

    un clinico può imparare a lavorare con i bambini?

    ciao! tra le 100000000 stanze in cui sono intervenuta, eccomi anche qui...io sono ps.clinica, ma mi capita sempre più frequentemente di ricevere invii (per ora sempre ridirezionati) sui bambini.
    La mia domanda è: può un clinico lavorare con l'infanzia?
    nel senso: preparandosi, può acquisire la formazione necessaria?
    quali i percorsi più giusti, quali i testi consigliati?magari il volontariato dove?
    e poi: lavorare con gli adolescenti in cosa si differenzia rispetto al mondo degli adulti? come mi consigliate di recuperare?

  2. #2
    Penelope*
    Ospite non registrato
    Anche io mi sono sempre chiesta se una laureata un psicologia clinica potesse lavorare con i bambini. Mi hanno sempre risposto che è possibile.E' vero?

  3. #3
    Postatore Epico L'avatar di Ele*
    Data registrazione
    13-12-2002
    Residenza
    *Campi Bisenzio*[FI]
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    10,523
    secondo me si.tutto è possibile,se c'è alle basi una buona formazione ma soprattutto se c'è voglia di mettersi in gioco e lavorare con i bambini.Faccio un esempio stupido:nn avevo mai preso un bambino in braccio prima di prendere la bambina che guardo adesso.con l'esperienza nn solo ho imparato a tenerla in collo,ma tantissime altre cose
    per il volontariato dovresti informarti presso associazioni che si occupano di bambini chesso'su case famiglia-orfanotrofi[esistono anora ]o centri affidatari..e tutto fa esperienza,a mio avviso,basta volerlo.


    Questa qua è per te
    e anche se non e` un granché
    ti volevo solo dire
    che era qui in fondo a me.
    Perché sei
    viva viva cosi come sei quanta vita mi hai passato
    e non la chiedi indietro mai

    *Non si vede che col cuore.L'essenziale e'invisibile agli occhi*-Il Piccolo Principe-
    *..per una magia così,dice,vale la pena vivere..*
    //qUeLLe DeL cUrLy PoWeR\\
    Proud To Be A Ciccins
    fondatrice con Rae del f.c.f.c.[fancazziste fan club]con sede in una bella spiaggetta della Croazia...1°adepta:claudina!
    FemminaComeLaVita
    "ah beh, cos'è la vita senza draghi?"
    ..vogliono ballare un po'di piu',vogliono sentir girar la testa,voglio sentire un po'di piu',un po'di piu',le donne lo sanno,le donne l'han sempre saputo..
    La mia Libreria

  4. #4
    Partecipante
    Data registrazione
    05-03-2005
    Residenza
    provincia Varese
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    53
    Vi lancio una provocazione:

    non sarebbe meglio che uno psicologo clinico lavori con uno pricologo dello sviluppo? Non migliorerebbe il lavoro di entrambi?

  5. #5
    Ospite non registrato
    lancio una provocazione anche io:

    perchè uno psicologo clinico non potrebbe lavorare con i bambini?

    chi è per voi uno psicologo clinico?


  6. #6
    Partecipante Assiduo L'avatar di Serena75
    Data registrazione
    31-03-2005
    Messaggi
    206
    provocazioni interessanti, entrambe. un clinico potenzialmente ha uno spettro d'azione vastissimo di cui spesso non è neppure consapevole, forse questo è uno di quei casi...?
    tuttavia, se lo strumento trasversale per gli adulti è il colloquio, in qualunque campo/utenza lo si voglia applicare (con le debite differenze rispetto agli obiettivi), per i bambini no, ovviamente. Gli strumenti principi, credo, sono il gioco ed il disegno.Io ammetto di non aver competenze in merito, ossia, non so usare e leggere questi strumenti. Che poi il lavoro con il bambino giri anche e a volte soprattutto intorno alla famiglia e che un clinico abbia gli strumenti per gestire la situazione, credo sia vero.
    Però, come fare una diagnosi, come intervenire? come si fa terapia con un bambino?
    un'eventuale risposta sarebbe troppo vasta, immagino, ma vorrei dei consigli.
    grazie!

  7. #7
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    743
    Io lavoro con i bambini e credo ci voglia un approccio diverso rispetto agli adulti, tanto che infatti non riuscirei a lavorare con gli adulti (solo per quello che riguarda la genitorialità).
    All'università ho fatto una doppia formazione dando sia esami del clinico sia dello sviluppo e poi mi sono ritrovata a lavorare subito con i bambini.
    Penso che si possa essere uno psicologo clinico dello sviluppo perchè vi sono situazioni in cui sono richieste entrambe le competenze, così come si può essere solo psicologo clinico (e si lavora con gli adulti) o solo psicologo dello sviluppo (e si lavora con scuole, comunità e altro).
    Quando dico psicologo clinico dello sviluppo e psicologo solo clinico o solo dello sviluppo non intendo che il primo sia qualcosa di superiore agli altri due, è qualcosa di diverso e basta (è che non mi veniva un termine per spiegare che è come se ci fosse un'area di intersezione fra clinico e sviluppo e questo vuol dire che chi è clinico dello sviluppo non padroneggia ciò che è fuori da quell'area e non che è tutti e due).

    Credo sia diverso occuparsi della stesura di un PEI per un bambino con handicap (ci vuole uno psicologo dello sviluppo e infatti io non saprei farlo) o di un bambino che mi viene portato perchè manifesta difficoltà comportamentali legate ad una problematica narcisistica (qui ci vuole una competenza clinica).
    Sul come fare diagnosi credo che l'osservazione del gioco, i test, il disegno e anche i colloqui (i bambini parlano meno degli adulti, ma a volte dicono cose molto interessanti, magari raccontandoti l'ultima avventura del loro personaggio Disney preferito, sei tu che devi poi saperla leggere) siano fondamentali, insieme a colloqui con i genitori ( e qui ci vuole una competenza anche clinica dato che a volte il problema è dell'adulto e quindi lo devi saper riconoscere) e con la scuola.
    Sulla terapia credo che una buona scuola di specializzazione orientata all'infanzia possa dare tutti gli strumenti, ma bisogna comunque suddividere le competenze: uno psicoterapeuta degli adulti secondo me non ha gli stessi strumenti di uno psicoterapeuta infantile e viceversa...
    Vimae

  8. #8
    Francy
    Ospite non registrato
    Vi rispondo velocemente, poi ne prossimi giorni, se vi va, approfondiremo il tutto

    Approvo in pieno le parole di Vimae.
    Secondo me non c'è motivo per cui uno psicologo clinico non possa occuparsi dei bambini
    L'unica cosa fondamentale è che sia "specializzato" nell'area infantile.. non possiamo negare il fatto che l'approccio cambia notevolmente se ci si trova davanti ad un adulto o ad un bambino, così come cambiano i metodi e le teorie

  9. #9
    Partecipante
    Data registrazione
    05-03-2005
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    provincia Varese
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    53
    Io ho lanciato quella provocazione perchè lavoro con i bambini ma mi rendo conto che un clinico, con il suo modo differente di approcciarsi, potrebbe in alcuni casi essere molto utile, per cui sono anche io d'accordo con Vimae

  10. #10
    Francy
    Ospite non registrato
    Che lavoro fai?

  11. #11
    Partecipante Figo L'avatar di stellanera
    Data registrazione
    26-02-2006
    Residenza
    cagliari
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    840
    Certo che uno psicologo clinico può occuparsi di bambini...lo psicologo clinico non si occupa di disturbi dell'adattamento e del comportamento?molti disturbi di questo tipo si presentano sin dalla più tenera età,come per esempio l'autismo...
    *Stella*


  12. #12
    Francy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da stellanera
    Certo che uno psicologo clinico può occuparsi di bambini...lo psicologo clinico non si occupa di disturbi dell'adattamento e del comportamento?molti disturbi di questo tipo si presentano sin dalla più tenera età,come per esempio l'autismo...
    il tipo di approccio e il lavoro terapeutico, però, cambiano

  13. #13
    Partecipante Assiduo L'avatar di Serena75
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    31-03-2005
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    206
    ed infatti è questo che mi rende titubante rispetto agli invii di cui vi avevo parlato...se possibile, come potreste descrivere l'approccio diagnostico e terapeutico rivolto ad un bambino?
    e soprattutto, come intraprendere questo percorso, quindi ad esempio quali testi mi consigliereste, lotre all'eventuale prtatica che occorrerebbe fare?

  14. #14
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di lovingpsico
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    16-12-2005
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    lombardia
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    1,094
    scusate, io mi iscrivo ora alla speicalistica in psicologia clinica, all'interno di questa vorrei scegliere l'indirizzo psicologia dello sviluppo. Questo perchè nella mia mente è forte l'idea di lavorare con l'infanzia/adolescenza...eppure il mio titolo sarà psicologa clinica! Mi auguro che avrò le basi per affrontare l'area dello sviluppo, no? Vedo che siete già inseriti dal punto di vista lavorativo...è tanto vincolante l'indirizzo scelto? Nel senso, psicologo clinico cosa non può fare? E' chiaro poi secondo me che ognuno sa quali sono le lacune da colmare...ma questa è questione di buon senso e professionalità! io vorrei sapere qualcosa dal punto di vista formale...cioè una volta laureata in psicologia clinica, sarò pronta per lavorare con bambini? coa non potrò fare? Come lavorare con i bambini senza avere fatto psicoterapia?
    ...non si finisce mai di imparare, lo so...
    Grazie per i vostri chiarimenti!

  15. #15
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
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    13-10-2005
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    Ferrara
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    Quanta medicina che c'é nelle cose che ho letto in questo 3d. Quando è nato il corso di laurea in psicologia, in Italia, nel 1971, esistevano tre indirizzi: sperimentale, didattico, applicativo. Non credo che chi lo ha impostato così fosse completamente stupido, anche se in Italia eravamo effettivamente gli ultimi arrivati.
    Quello che voglio dire è che un livello troppo elevato di specializzazione, secondo me, snatura la figura dello psicologo in quanto operatore sanitario capace di apertura mentale e duttilità nel mettere in relazione le variabili comportamentale al fine di trovare connessioni che consentano di decodificare la situazione.
    E se i problemi dei bambini fossero un sintomo di una situazione familiare degradata? Su chi si dovrebbe intervenire? Sui bambini o sugli adulti con cui vivono? E allora che psicologo ci vorrebbe? Quello per i bambini o quello per gli adulti? O quello per gli adolescenti?
    Chi l'ha detto che con i bambini non si può fare un colloquio? E' più difficile, ma si può fare.
    Io penso ad uno psicologo molto consapevole di varie problematiche, ma non troppo specializzato.
    Se faccio il confronto tra il mio corso di laurea e quello attuale vedo che viene sempre più utilizzato un modello di approccio scimmiottato dalla medicina, che infatti tende al massimo della specializzazione.
    Non vorrei che costringere gli psicologi a frammentarsi in tante categorie sempre più specializzate e quindi sempre più piccole, finisse per togliere potere contrattuale alla figura stessa dello psicologo in quanto tale
    Chi non è impegnato a risorgere, è impegnato a morire. Bob Dylan

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