• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 18
  1. #1

    scuole private e pubbliche

    Mi spiegate nei dettagli le differenze fra scuole di specializzazione private e pubbliche?Grazie

  2. #2
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
    Data registrazione
    21-02-2006
    Residenza
    Bologna
    Messaggi
    974
    I dettagli dettagli sono molti e dipendono dalle scuole...
    In generale potrei dirti alcune differenze che mi vengono in mente adesso:
    - le scuole pubbliche sono un po' più economiche, quelle private più costose
    - le scuole pubbliche prevedono frequenza di uno o due giorni a settimana, in genere venerdì e sabato, ma alcune anche infrasettimanali; le scuole private in genere hanno frequenza un sabato e domenica al mese
    - le scuole pubbliche sono di ambito universitario, così come i docenti per la maggioranza; le scuole private si avvalgono di professionisti del settore
    - le scuole pubbliche non sempre sono specifiche per indirizzo, mentre quelle private lo sono quasi sempre (terapia cognitivo-comportamentale, scuola freudiana, lacaniana, ecc.)

    Detto ciò, io ho scelto una scuola pubblica. Ho appena cominciato, ancora non posso dare giudizi precisi. Però sono contenta di essere tornata a scuola!!!!

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
    Data registrazione
    08-02-2006
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    259
    Però il problema delle scuole pubbliche è l'accesso...So, per quanto mi è stato riferito, che l'ammissione è molto difficile, pochi posti...e tante persone che vorrebbero iscriversi.

    So che una differenza importante è costituita dal titolo rilasciato, a tal proposito ci sono molte discussioni aperte nei 3ad. In pratica sembra che il titolo rilasciato dalle scuole pubbliche sia più completo di quello rilasciato da quelle private, in particolare per quel che concerne i concorsi nelle ASL (ma non so se è tutto preciso quello che sto scrivendo). Ma, ad esempio, la scuola a cui dovrei iscrivermi io, seppur privata, rilascia lo stesso titolo di quelle pubbliche. In pratica poi ci sono differenze da scuola a scuola.

    Tata_Moni puoi dirmi per l'analisi personale come funziona? E' prevista anche per le scuole pubbliche? Che scuola frequenti?
    Illy

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di pallina2
    Data registrazione
    05-04-2006
    Residenza
    Pisa
    Messaggi
    252
    nelle scuole pubbliche l'analisi personale non è contemplata mentre nelle scuole private è fortemente consigliate se non obbbligatoria. questo è secondo me il punto centrale riguardo alle reali competenze he si posssono acquisire tamite un corso di specializzazione. il lavoro di terapeuta noin si può fare senza avere sperimentato in prima persona un percorso psicoterapico, non solo perchè la teoria non basta (l'università ce ne dà già molta) ma perchè per aiutare gli altri dobbiamo aver elaborato inostri vissuti...e tutti abbiamo una storia...anche perché sennò, da cosa nascerebbe la motivazione di fare un lavoro così bello ma anche così duro come lo psicologo e lo psicoterapeuta (a questo proposito consiglio la lettura del classico di Alice Miller "il drammma del bambino dotato e la ricerca del vero sè" è molto belo, breve, e uno dei primi capitoli si intitola " il dramma del bambino dotato e come siamo diventati psicoterapeuti". soprattutto dalla terapia viene la capacità di non agire i moti interni del paziente, ma di saperli elaborare e restituire in un modo sano per lui e per noi.
    il massimo, secondo me, è affiancare ad una scuola pubblica l'analisi personale (che da loro non è richiesta), capisco che ci può essere il problema soldi ma è fondamentale e anche molto bello.

    ciao ciao!

  5. #5
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
    Data registrazione
    21-02-2006
    Residenza
    Bologna
    Messaggi
    974
    Io ho appena appena cominciato la scuola di specializzazione in psicologia del ciclo di vita a padova. La storia della selettività è vera: noi eravamo in 60 a fare l'ammissione e ne prendevano 30, quindi hai 50 e 50 di passare. Però le domande non erano impossibili e come al solito alla conoscenza occorre aggiungere il buon senso (stesso discorso è stato per l'esame di stato).
    Concordo anche sul percorso di psicoterapia, anche secondo me è importante. Tuttavia non mi fossilizzerei sulla psicoterapia classica da tre sedute la settimana per 4 anni. Ora va molto di moda un tipo di supervisione che oltre ad analizzare il caso analizza anche i bias del terapeuta. Secondo me può essere sufficiente, se il livello di nevrosi del terapeuta non è troppo elevato non vedo perchè andare a cercare l'isola che non c'è.
    I maligni dicono che la terapia obbligatoria serve come autofinanziamento per gli psicoterapeuti più che come effettivo aiuto agli specializzandi...

  6. #6
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
    Messaggi
    743
    Io frequento, invece, una scuola privata e mi trovo abbastanza bene.
    La storia della selettività è vera: ci sono molte più scuole private e quindi entrare è abbastanza facile (anche perchè pagando una retta piuttosto alta un alunno è una fonte di guadagno).
    Per questo bisogna stare un pò più attenti sulla scelta e privilegiare scuole che operano da un pò di anni e che sono un pò più rigide sull'accettarti senza iscrizione all'albo (se ti prendono senza significa che la tua retta gli fa molto comodo, se sono rigidi significa che sono una scuola rinomata, con molte richieste, e si possono permettere di scegliere).
    L'approccio è molto più pratico; sento di una collega che fa una specializzazione pubblica e spesso ha tesine da fare o esami di fine anno.
    Nella scuola privata (almeno la mia) non è così: c'è un esame di fine anno che è più una chiacchierata su come ti sei trovata perchè non essendoci un'impostazione universitaria (nella scuola pubblica i professori sono prof. universitari, quindi abituati a trattarti da "studente") danno per scontato che se ti sei iscritta studi e approfondosci, perciò nessuno controlla "quanto" sai.
    Insomma molto lavoro è lasciato alla coscienza personale perchè ti trattano meno da studente e più da professionista.

    Le ore di lezione però sono meno e concentrate soprattutto sulla pratica (supervisione di casi in gruppo) perciò la teoria te la devi fare da solo a casa...
    Una cosa positiva è che i docenti sono psicoterapeuti che nel resto della settimana lavorano e quindi hanno una buona esperienza, mentre nella privata spesso sono docenti universitari che nel resto della settimana fanno lezione o si occupano di ricerca e quindi hanno un'impostazione meno pratica e molto più teorica anche nell'affrontare il caso.
    Nelle scuole private, inoltre, ci sono un certo numero di supervisioni obbligatorie (che si pagano a parte se superano un certo numero o sono comprese nella retta in alcuni sporadici e fortunati casi), non so se nelle pubbliche questo sia obbligatorio.
    Vimae

  7. #7
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
    Messaggi
    743
    Dimenticavo: per l'analisi personale spesso è vero quello che dice Tata_moni...
    un buon criterio è quello di verificare se l'analisi viene richiesta necessariamente con un analista della stessa scuola (cosa veramente poco corretta) e se c'è flessibilità nel riconoscere analisi precedenti e non sempre ortodosse...
    Mi spiego: la scuola che ho scelto consiglia un'analisi personale senza obbligarti ad iniziarla per forza quando cominci la scuola, la inizi quando ti senti di farla, possibilmente entro la fine del primo biennio, e la fai con le modalità che tu scegli, una volta a settimana o due o tre, nessuno controlla "quante" volte.
    Anche l'orientamento lo scegli tu: certo se è più vicino a quello della scuola (che è psicodinamica) è meglio per te ma anche qui nessuno controlla e giudica, sta a te scegliere quello che ti senti più vicino...
    In questo modo l'analisi diventa qualcosa che fai per te e la tua formazione, non qualcosa che fai per pagare la casa al mare di un docente della scuola!
    Vimae

  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
    Data registrazione
    08-02-2006
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    259
    Anche secondo me l'analisi personale è fondamentale, anche se non condivido affatto quelle scuole che ti obbligano a 3 / 4 sedute a settimana... Per fortuna quella a cui ho scelto di iscrivermi io prevede l'analisi personale sin dal primo anno, però una volta alla settimana, alternando individuali e gruppo (una volta individuale e una volta gruppo, una individuale ed una di gruppo, quindi in tutto 4 al mese).
    Grazie Pallina per il consiglio del libro, appena mi ritaglierò un pò di tempo lo leggerò!
    Illy

  9. #9
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    3,834
    altro aspetto: in italia ci sono SOLO 8 scuole universitarie (o giù di lì...), ma nessuna legge vieta di aprirne di più...

    a roma, per esempio, quest'anno un docente ha tolto un esame e, guarda caso, aveva appena aperto una sua scuola privata sull'argomento...

    insomma, il giochino è chiaro mi sembra...


    come peculiarità possiamo dire che:
    una pubblica è mooolto più economica di una privata
    una pubblica da accesso a Concorsi per Dirigente Psicologo (che sono pochissimi), mentre una privata no
    sia la pubblica che la privata danno accessi a Concorsi per Dirigente Psicoterapeuta (praticamente inesistenti da secoli)
    una privata ha obbligatorio tirocinio ed analisi, mentre la pubblica no (uno lo potrebbe fare comunque)

    a voi le conclusioni
    nicola piccinini

  10. #10
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
    Data registrazione
    21-02-2006
    Residenza
    Bologna
    Messaggi
    974
    Il tirocinio c'è anche nella pubblica, almeno a padova sono 400 ore di lezione e 400 di tirocinio.

    Bravo anche per aver ricordato della questione del concorso per dirigente psicologo: non è che io speri di diventarlo, ma diciamo che non voglio precludermi questa possibilità, dal momento che lavoro come libera professionista in ospedale, sia mai che fra un milione di anni mi assumano... Ma non mi sono iscritta alla pubblica per questo! Mi sono iscritta a Padova perchè c'è l'indirizzo per gli anziani e perchè è accessibile economicamente.

  11. #11
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
    Data registrazione
    08-02-2006
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    259
    Scusate, allora vi chiedi di dare uno sguardo qui http://www.igatweb.it/

    C'è scritto chiaramente: "Il titolo rilasciato è equipollente alla specializzazione universitaria necessaria per la partecipazione ai concorsi pubblici nel settore sanitario"

    In base a quello che avete scritto dovrei dedurre che è una presa in giro? O magari alcune scuole private danno comunque un titolo equipollente a quelle pubbliche?

    E poi vorrei aggiungere che a me piacerebbe tantissimo frequentare una scuola universitaria...ma purtroppo è praticamente impossibile superare l'esame di ammissione...
    Illy

  12. #12
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
    Messaggi
    743
    Io non mi preoccuperei tanto della possibilità data dalle scuole di accedere ai concorsi...
    nel senso che secondo me non deve essere questo il criterio di scelta dato che tanto di concorsi se ne fanno pochi e anche se ne facessero di più non basterebbero mai a coprire le centinaia di specializzandi che escono ogni anno (ogni corso è composto da 15-20 persone, se lo moltiplichiamo per il numero di scuole si supera il centinaio di psicoterapeuti l'anno: ma davvero pensate che la ASL possa assorbire tutti? Ma nemmeno con un cambiamento radicale dei servizi si potrebbe).
    I criteri di scelta dovrebbero basarsi sulla preparazione che dà, soprattutto se pensiamo che il nostro futuro sarò di lavorare privatamente e quindi se saremo bravi lavoreremo altrimenti no.
    Fare una specializzazione sperando di aver maggiori possibilità di trovare lavoro rischia di far andar incontro a forti delusioni perchè comunque il lavoro di psicologo è inquadrato come una libera professione, eppure tutti sognano una carriera di dipendente in ASL dove non importa se sei bravo, preparato e se metti passione nel tuo lavoro: a fine mese hai il tuo piccolo stipendio fisso a prescindere, un pò come 30 anni fa (e forse ancora adesso) c'era il mito del posto "statale".

    Intendiamoci: non ho nulla contro la ricerca di una stabilità economica e personale, però il rischio è che poi ci siano persone (anzi, enti) che sfruttano questa ricerca facendo intravedere la scuola di specializzazione come un modo per ottenere il posto fisso.
    A questo punto frequentare una scuola, pubblica o privata, non è più una scelta personale formativa ma un dovere, un passo in più verso un traguardo che, ho l'impressione, sia ben poco reale e ci sia un pò sventolato davanti solo per incanalarci verso una determinata strada, senza chiederci se sia la nostra ma prendendola ciecamente per raggiungere quel traguardo lì.
    La scelta di una scuola, pubblica o privata, dovrebbe basarsi sul tipo di approccio che sentiamo più o meno vicino, sulla qualità formativa che può darci e non sul fatto che ci possa permettere di partecipare ad un fantomatico concorso che probabilmente non ci sarà mai (e anche se invece ce ne fossero a decine probabilmente non basterebbero mai).
    Vimae

  13. #13
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    3,834
    Originariamente postato da illy1980
    Scusate, allora vi chiedi di dare uno sguardo qui http://www.igatweb.it/

    C'è scritto chiaramente: "Il titolo rilasciato è equipollente alla specializzazione universitaria necessaria per la partecipazione ai concorsi pubblici nel settore sanitario"
    .

    potresti inviargli una mail per chiedergli se questa equipollenza riguarda solo il ruolo di Dirigente Psicoterapeutao anche quello di Dirigente Psicologo?

    Poi potresti farci sapere che ti rispondono?
    grazie

  14. #14
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
    Data registrazione
    21-02-2006
    Residenza
    Bologna
    Messaggi
    974
    Originariamente postato da Vimae
    Io non mi preoccuperei tanto della possibilità data dalle scuole di accedere ai concorsi...
    nel senso che secondo me non deve essere questo il criterio di scelta dato che tanto di concorsi se ne fanno pochi e anche se ne facessero di più non basterebbero mai a coprire le centinaia di specializzandi che escono ogni anno (ogni corso è composto da 15-20 persone, se lo moltiplichiamo per il numero di scuole si supera il centinaio di psicoterapeuti l'anno: ma davvero pensate che la ASL possa assorbire tutti? Ma nemmeno con un cambiamento radicale dei servizi si potrebbe).
    I criteri di scelta dovrebbero basarsi sulla preparazione che dà, soprattutto se pensiamo che il nostro futuro sarò di lavorare privatamente e quindi se saremo bravi lavoreremo altrimenti no.
    Fare una specializzazione sperando di aver maggiori possibilità di trovare lavoro rischia di far andar incontro a forti delusioni perchè comunque il lavoro di psicologo è inquadrato come una libera professione, eppure tutti sognano una carriera di dipendente in ASL dove non importa se sei bravo, preparato e se metti passione nel tuo lavoro: a fine mese hai il tuo piccolo stipendio fisso a prescindere, un pò come 30 anni fa (e forse ancora adesso) c'era il mito del posto "statale".

    Intendiamoci: non ho nulla contro la ricerca di una stabilità economica e personale, però il rischio è che poi ci siano persone (anzi, enti) che sfruttano questa ricerca facendo intravedere la scuola di specializzazione come un modo per ottenere il posto fisso.
    A questo punto frequentare una scuola, pubblica o privata, non è più una scelta personale formativa ma un dovere, un passo in più verso un traguardo che, ho l'impressione, sia ben poco reale e ci sia un pò sventolato davanti solo per incanalarci verso una determinata strada, senza chiederci se sia la nostra ma prendendola ciecamente per raggiungere quel traguardo lì.
    La scelta di una scuola, pubblica o privata, dovrebbe basarsi sul tipo di approccio che sentiamo più o meno vicino, sulla qualità formativa che può darci e non sul fatto che ci possa permettere di partecipare ad un fantomatico concorso che probabilmente non ci sarà mai (e anche se invece ce ne fossero a decine probabilmente non basterebbero mai).

    Sono d'accordo con te quando dici che bisogna scegliere una scuola pensando al tipo di formazione che vogliamo e non al fatto che abbia degli sbocchi di lavoro o meno. Secondo me quella è una decisione che va presa ancora prima. Per esempio, io ho scelto Padova, come ho già detto, perchè c'è la possibilità di approfondire le tematiche relative all'invecchiamento, settore nel quale mi sono inserita e vedo sbocchi lavorativi interessanti PERCHE' MI PIACE E MI SENTO CAPACE IN QUESTO SETTORE. Io lavoro in ospedale non per i motivi della stabilità (che non c'è) nè perchè non faccio niente, anzi, mi faccio (scusate l'espressione colorita) UN DISCRETO MAZZO! Lavoro in ospedale perchè mi piace e sono contenta di avere il privilegio di fare un lavoro che mi appassioni.

    Dopo questo sfogo difensivo... buona scelta a tutti!

  15. #15
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
    Data registrazione
    08-02-2006
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    259
    OK Nico mi informerò quanto prima e vi farò sapere!
    Illy

Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo

Privacy Policy