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Discussione: Un consiglio

  1. #1
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
    Data registrazione
    08-02-2006
    Residenza
    Roma
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    259

    Un consiglio

    Ciao a tutti, avrei bisogno urgentemente di un consiglio.
    Cerco di spiegare in breve il problema.

    Tramite un conoscente, un ragazzo mi ha chiesto delle consulenze psicologiche.
    Io, essendo psicologa, iscritta all'albo, ho accettato di incontrarlo. Abbiamo fatto 2 incontri, dai quali sono emerse delle problematiche che una neo-psicologa, non ancora iscritta ad una scuola di specializzazione (dovrei iscrivermi adesso) non può essere in grado di affrontare, sia per il mio bene, che per il benessere del paziente.

    Come glielo dico???

    Sono in una brutta situazione, in quanto il soggetto in questione, pur essendosi recato da me solo per 2 volte, sembrerebbe tenerci molto, e non mi sembra che sia propenso all' essere inviato ad altri servizi. Ma io non posso seguirlo, nessuno psicologo non psicoterapeuta potrebbe.

    Oggi pomeriggio dovrebbe venire...Come gli dico che non posso più seguirlo? O forse dovrei comunicarglielo telefonicamente invece di farlo venire fin qui per, in pratica, liquidarlo? Sinceramente temo anche una sua reazione......

    Per favore rispondetemi!!!

  2. #2
    psicocapo
    Ospite non registrato
    Devi parlare cono lui di persona, spiegagli la situazione ed indirizzarlo da un buon psicoterapeuta(conosci qualcuno? Se no, prova a cercare). Guai a telefonargli, sarebbe irresponsabile. Comunque complimenti per esserti posta il problema. Sono sicuro che farai la cosa giusta. Fammi sapere.

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di Angelsea
    Data registrazione
    24-03-2006
    Residenza
    torino
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    208

    un consiglio...

    ciao, da ciò che hai scritto non è semplice capire quali siano le problematiche del tuo paziente.
    Non mi sembra una buona idea contattarlo telefonicamente per dirgli di non venire in seduta. Piuttosto ti consiglierei di ricavarti ancora del tempo (1-2 sedute) per "accompagnarlo" verso un invio, cogliendo l'occasione per rassicurarlo e per capire il perchè lui non abbia intenzione di andare da qualcun altro che ha maggiori competenze per le problematiche che lui presenta.
    La cosa migliore che mi viene in mente è quella di spiegargli con parole semplici e chiare che tu non puoi prenderlo in carico perchè, a tuo avviso, lui necessita di un percorso differente.
    ...che ne dici? fammi sapere...buona giornata, ciao
    Angelsea

    "Cinque sensi; un intelletto inguaribilmente astratto; una memoria che seleziona alla rinfusa; un bagaglio di preconcetti e di assunti così numerosi che non posso mai esaminarne se non un piccolo numero e mai avere coscienza di tutti. Quanta parte della realtà totale può lasciare passare una macchina simile?"

    C.C. Lewis, Diario di un dolore

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
    Data registrazione
    08-02-2006
    Residenza
    Roma
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    259
    Prima di tutto grazie per avermi risposto...

    Per motivi di privacy non posso spiegare quali siano le problematiche, comunque penso sia sufficiente dire che non si tratta affatto di problemi affrontabili da un semplice psicologo, considerando anche che la persona in questione è già stata più volte ricoverata in centri psichiatrici (ma non vuole assolutamente fornirmi alcuna documentazione). Probabilmente non risce a portare avanti un percorso terapeutico e farmacologico.

    Inoltre, seppur ripreso ed invitato a non farlo più, ha iniziato anche a telefonarmi per una sorta di "sfogo".... Insomma, non si può andare avanti.

    Un altro problema, fondamentale, è la sua condizione economica, che non gli consente di intraprendere un percorso terapeutico da un privato...Pertanto dovrei indirizzarlo presso un centro di igiene mentale della ASL, ma sono convinta che sarà un invio inutile...

    Pertanto mi sento anche in colpa, mi sembra quasi di abbandonare una persona in cerca di aiuto, che, al momento, non sono purtoppo in grado di fornirgli.

    Sono però convinta che ad ogni incontro lui si "attaccherà" sempre di più a me, e sarà sempre più difficile allontanarlo... Per questo ho deciso, con amarezza, di farlo oggi.
    Illy

  5. #5
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
    Data registrazione
    21-02-2006
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    Bologna
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    974
    Ciao!
    Anche secondo me è impensabile "liquidarlo" per telefono, sarebbe brutto per lui e per te sarebbe solo una difesa dall'ansia di incontrarlo ancora.
    Inoltre, per una persona è sempre penoso essere sballottato da uno specialista all'altro, ogni volta bisogna ricominciare e per di più elaborare la perdita del terapeuta precedente. Se non te la senti di proseguire con lui, cerca almeno di accompagnarlo ad un altro che effettivamente sia disponibile a continuare una relazione con lui.
    In seguito, ti consiglio di trovarti un professionista esperto che ti faccia da supervisore, perchè difficilmente ci sono problematiche che una persona appena iscritta all'albo sappia gestire... Dipende da noi, non da quanto è grave il paziente! Non è detto che il supervisore sia a pagamento, a me lo fa la mia tutor del tirocinio, che io stimo molto. Cerca un aggancio!

  6. #6
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    743
    Non so cosa consigliarti adesso se non quello che già hanno fatto altri: accompagnare questa persona verso una terapia più adatta alle sue problematiche.
    Posso però dirti cosa fare per il futuro dato che anche a me sono in passato capitate situazioni in cui io non potevo fare molto e ci voleva un altro professionista.
    Quando inizio a vedere una persona faccio prima una sorta di "contratto": ci vedremo un tot di volte (dalle 2 alle 6 volte, dipende dal contesto) per capire insieme quale sia il problema e poi decideremo cosa fare.
    Effettuo quindi una consultazione preliminare alla presa in carico proprio per avere il tempo di valutare se questa presa in carico è possibile senza che la persona si faccia delle aspettative che dovrei poi tradire (e se a questo punto il paziente se la prende ha anche ragione: il professionista sono io e sta a me evitare pasticci del genere).
    Nella fase di consultazione raccolgo l'anamnesi e applico test, poi facciamo un incontro (o più incontri in alcuni casi) di restituzione nel quale definiamo come muoverci (il che può significare anche andare altrove).
    Cerco di essere rigorosa anche sul setting e se mi telefonano fuori orario trasformando la telefonata in seduta sono ferma fin dalla prima volta, invitandoli a riparlarne in studio quando ci vedremo o, se si tratta di qualcosa di urgente, invitando la persona a fissare un nuovo appuntamento.
    Altrimenti c'è la volta in cui posso ascoltare e divento "buona" e la volta in cui non posso ma, dato che il paziente non sa, diventi "cattiva" e lo vive come un attacco.
    Vimae

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di Princesa76
    Data registrazione
    16-10-2004
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    roma
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    298
    Concordo sul fatto che la cosa migliore da fare è un invio, farai del bene al tuo paziente anche se non potrà capirlo in un primo momento, ma farsi carico di una situazione che non si riesce a gestire nel migliore dei modi non è senza dubbio la scelta piu giusta. In bocca al lupo e non demordere...situazioni del genere non fanno che accrescere la nostra esperienza, e sappiamo quanto è necessario!!!ciao

  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
    Data registrazione
    08-02-2006
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    Roma
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    259
    Non avevo pensato all'idea di accompagnarlo io presso una struttura adeguata alle sue problematiche. Ottimo consiglio, grazie.
    Purtroppo so già che lui non proseguirà, considerando i problemi economici che afferma di avere (per intenderci, non mi ha mai pagata, diceva sempre che l'avrebbe fatto la volta successiva...).
    E non penso che ci siano professionisti disposti a lavorare gratis... Una cosa è lo psicologo in cerca di esperienza e con tanta volgia di farsi conoscere, altro è lo psicoterapeuta affermato che di sicuro non effettua volontariato.
    Ed anche presso i centri di igiene mentale si paga comunque un tiket...

    Comunque sia ci proverò, almeno per non farlo sentire abbandonato a sè stesso...

    Per Tata_Moni: Concordo con te sulla necessità di un supervisore, purtroppo da me gratis non lo fa nessuno! Per fortuna a breve mi iscriverò ad una scuola di psicoterapia che prevede supervisioni già dal primo anno.

    Però vorrei aggiungere che una cosa è gestire una persona con problematiche lievi di ansia, o di depressione, o di attacchi di panico... Altro è trovarsi di fronte tentativi di suicio...ecc ecc ecc. Quindi la gravità del paziente non è compatibile con un semplice psicologo che non è in grado, nè autorizzato, ad effettuare terapia ma esclusivamente sostegno. Una cosa è sostenere una persona che sta attraversando un periodo difficile, altro è trovarsi di fronte disturbi psichiatrici gravissimi.
    Illy

  9. #9
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    La cosa più urgente quando ci si trova di fronte ad un tentatio di suicidio è prevedere da subito un trattamento psichiatrico farmacologico a fianco di uno psicoterapico. Non so se l'informazione può esserti utile.

    Non sono d'accordo nel dire che gestire problematiche lievi di ansia e di depressione o di attacchi di panico sia più facile di un tentato suicidio. Oppure, sono d'accordo nel dire che una patologia più lieve è meglio per incominciare, ma ripeto che molte difficoltà sono proprie di chi comincia a fare colloqui. Non è facile nemmeno quando uno ti parla di ansia fare la cosa giusta. E' vero che se non c'è il rischio che questo vada ad ammazzarsi, gli errori possono anche essere visti come meno gravi, ma la supervisione serve comunque.
    Tu poi hai già detto che la farai, quindi mi sembra che tu ti stia muovendo bene!

  10. #10
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Dampyr
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    Credo che già il fatto di esserti posta il problema di "non essere in grado di.." sia già qualcosa che ti fa onore. Non tutti l'avrebbero fatto.
    Accompagnalo tu stessa verso la struttura che ritieni più adeguata alle sue problematiche cercando di fargli capire che è la cosa migliore per lui e che anche un eventuale trattamento farmacologico sarà fatto per il suo bene.

  11. #11
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
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    Grazie 1000 a tutti!

    X Tata_Moni: Intendevo proprio dire che, a mio avviso, sia più semplice, almeno per iniziare, un caso "psicologico" rispetto ad uno "psichiatrico". E ti ringrazio per i consigli, ora ho finalmente capito l'importanza della supervisione, prima non me ne rendevo conto!

    Speriamo che la persona in questione la prenda bene, sia come reazione verso sè stesso...che verso di me...
    Illy

  12. #12
    eranto74
    Ospite non registrato
    ciao illy1980...ma ache scuola di specializzazione ti sei iscritta?io sono di brindisi e sto valutando le scuole presenti sul nostro territorio alla ricerca di una a me congeniale e per la cui formazione io risulti adeguata!Ti ringrazio se mi risponderai!Ciao e in bocca al lupo per il tuo oramai, credo, ex paziente!!

  13. #13
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
    Data registrazione
    08-02-2006
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    Dovrei iscrivermi all'IGAT http://www.igatweb.it/
    Illy

  14. #14
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
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    08-02-2006
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    Si tratta di psicoterapia della Gestalt e Analisi Transazionale, molto interessante!! E tu verso cosa se orientata?
    Illy

  15. #15
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
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    08-02-2006
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    Rieccomi! Ieri è andata bene, ho parlato col mio oramai "ex paziente" e sembra che l'abbia presa bene.
    Ora mi si pone il problema di dove inviarlo; ho deciso di non abbandonarlo a sè stesso, e,quindi, di accompagnarlo verso un nuovo percorso terapeutico. Il problema è, ovviamente, di tipo economico. Lui non paga, e, per quanto ne so, anche alla ASL si paga un tiket seppur minimo, vero?
    Illy

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