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  1. #1
    Partecipante Super Figo L'avatar di Pedrita
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    la testimonianza di una psicologa su come [non] si lavora nel Lazio

    "… Ma gli psicologi clinici cosa fanno?


    Testimonianza di una psicologa.

    (La prima esperienza descritta risale al 2000 circa, ma temo che nulla sia cambiato. La seconda, invece, è recentissima.)



    I.

    La mia ricerca di lavoro come psicologa mi condusse, circa quattro anni fa, in una Comunità terapeutica della provincia di Roma (a Capena), dove mi vennero subito prospettate delle possibilità di inserimento lavorativo (previo un non ben precisato periodo di tirocinio).

    Dopo circa sei mesi di volontario tirocinio, e di qualche turno retribuito, cercai di chiarire con i responsabili la mia posizione lavorativa nella Comunità chiedendo se ci fossero per me reali possibilità di lavoro. Una di loro (che durante i sei mesi dovetti letteralmente rincorrere per poterci parlare) mi rispose in modo piuttosto secco e, ovviamente, frettoloso che non cercavano momentaneamente altro personale. Però, se lo avessi voluto, avrei potuto continuare la frequenza, ma senza garanzia di un lavoro (per inciso il lavoro “garantito” in questa Comunità non esisteva ma aveva tutti i caratteri della estrema precarietà, tranne che per gli infermieri).

    Tuttavia, le cose erano già da qualche tempo ormai intuibili e tra i diversi episodi illuminanti, uno dei più clamorosi fu il seguente. Recatami, infatti, successivamente in Comunità per accomiatarmi dalle mie 'pazienti', mi accorsi che a coprire il turno di “lavoro”(!) di quella mattina era una VOLONTARIA (una psicologa che aveva da pochi giorni terminato lì il suo intero tirocinio annuale post-lauream).

    Presi atto della cruda realtà: “co’ ‘sti chiari di luna” è meglio tenere a giro gli ex-tirocinanti che, tanto bisognosi (!) di imparare, non osano rivendicare il loro diritto di guadagnarsi il pane quotidiano; piuttosto che “assumere” psicologi riconoscendone il ruolo e la professionalità; piuttosto che garantire un minimo di qualità nel servizio attraverso anche una continuità nella relazione operatore-paziente (vi ricordo che parliamo di persone sofferenti dal punto di vista psichico-esistenziale).

    Ma tanto che importava!!! …C’erano gli psico-farmaci che mettevano tutto a tacere (abusandone evidentemente!).

    IL RISULTATO È CHE IN QUELLA COMUNITÀ, COME IN TANTE ALTRE INDIVIDUATE, SI SUSSEGUIVANO NEGLI ANNI LUNGHE FILE DI PSICOLOGI IN CERCA DI LAVORO CHE NELL'ATTESA DI TROVARE QUALCOSA DI PIÙ REMUNERATIVO E MENO PRECARIO TOLLERAVANO LE CONDIZIONI IMPOSTE IN QUESTI LUOGHI DI PENITENZA. La professione dello psicologo è legata ai valori sociali, perciò, bisogna lavorare gratis?!? C’è effettivamente bisogno di psicologi, purché volontari e martiri di questa degradata società.

    Questa è la realtà. Questo è il “come è” con il quale bisogna confrontarsi dopo aver cercato di far tesoro del “come dovrebbe essere”, attraverso anni e anni di costosissimi studi.
    Che cosa stiamo facendo per contrastare questo sfruttamento e la bassa qualità del servizio?
    Sebbene la mia esperienza risalga a qualche anno fa, il mio caso non è a tutt'oggi isolato. Recentemente mi è capitato di conoscere analoghe esperienze di colleghi psicologi.


    II.

    Situazione analoga, se non peggiore, nelle Cooperative di ass. domiciliare che seguono pazienti del DSM. Utenti con seri problemi di natura psicologica vengono affidati nei migliori dei casi ad assistenti domiciliari psicologi precari (costretti dalla loro condizione di disoccupati a mettere a disposizione la loro competenza a basso costo) e nei peggiori dei casi ad assistenti domiciliari precari che non hanno la formazione adeguata e che spesso si limitano, consentitemi la metafora, a portare a “spasso il cane” intorno al palazzo o al giardino per 4 ore!

    Recentemente è successo che una cooperativa ha perso il suo utente (e il corrispondente introito economico) perché è finito in un ospedale psichiatrico giudiziario; allora, di colpo tutto finisce, la coop. se ne chiama fuori, non segue più il caso e la famiglia dell’utente ripiomba nella più profonda solitudine e disperazione.
    La conclusione? E’ la stessa: utenti e operatori sociali privati di dignità e di rispetto."
    dal sito www.sosprecari.it/precari.asp?ar=56

    ovviamente non sono io però trovo impressionante che dal 2000 anno a cui si riferisce la collega ad oggi le cose non sono cambiate: perchè? forse dobbiamo farci un esame di coscienza? non so...

    [<<<Tutti sul lettino>>>clikka!
    questo è un video di sedute psicoanalitiche nei diversi film!
    il mio avatar è un quadro di BoB ArT

  2. #2
    psicosarix
    Ospite non registrato

    Re: la testimonianza di una psicologa su come [non] si lavora nel Lazio

    Originariamente postato da Pedrita
    "… Ma gli psicologi clinici cosa fanno? [...]
    non fanno nulla cara Pedrita ... sono stata lontana dal pc qualche giorno e solo ora leggo il tuo thread ... quello che mi lascia perplessa sono le 70 visite ricevute e nemmeno un commento scritto ... fosse stato anche solo un "che pizza sempre le solite menate ... tanto lo sappiamo che è così", nulla nemmeno questo!!! ormai siamo lobotomizzati o anestetizzati, evidentemente!
    gli psicologi clinici stanno diventando le ancelle di psichiatri e medici specializzati in psicologia clinica e non fanno nulla o quasi per cambiare le cose!
    negli altri settori come va? conosco persone dell'area psy dello sviluppo ... non mi pare siano messi meglio ... dell'area psy sociale e lavoro ... sono surclassati dai laureati in filosofia e lettere ... gli sperimentali? ... non ne conosco nessuno, forse sono tutti all'università? boh!

    Originariamente postato da Pedrita
    [...] ovviamente non sono io però trovo impressionante che dal 2000 anno a cui si riferisce la collega ad oggi le cose non sono cambiate: perchè? forse dobbiamo farci un esame di coscienza? non so...
    se le cose non cambiano è anche perchè non facciamo nulla (al netto della situazione del sistema sanitario e dell'econmia italiana, che naturalmente incidono) per cambiare le cose, ormai non ci piangiamo nemmeno più addosso ... mi pare ...
    pemettiamo di medicalizzare ogni cosa, perchè non rivendiachiamo (come categoria certo, come singoli si può fare ben poco) competenze, spazi, opportunità.

    lo psicologo clinico, se continuiamo così, si estinguerà. sarà sostituito da un medico (psichiatra o p.clinico) e a noi non resterà che somministrare test, diventeremo degli impiegati dei test.

    conosco una ragazza, tanto per aggiungere una testimonianza, che da 4 anni lavora come psicologa clinica (è pure specializzata in psicoterapia) in un reparto di neurologia e fa solo ed esclusivamente somministrazione, punteggi dei test e statistica.
    perchè resta? perchè anche se pochissimo, la pagano, ma è molto delusa e vorrebbe trovare altro, perchè la psicologia clinica non si può ridurre alla sola somministrazione di un test e ad un punteggio statistico.

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di Serena75
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    perchè in effetti restare in silenzio, di fronte a queste dichiarazioni? perchè non dire la propria, non raccontare di sè? anch'io stavo per non rispondere ed in effetti il motivo era solo che.......... non ho più parole?e sono stanca di sentire solo lamentele (mi riferisco alle mie, naturalmente).

    sto riuscendo ad entusiasmarmi ancora evitando di pensare in negativo(che non vuol dire smettere di pensare).

    però mi rendo anche conto che, la controparte di questo atteggiamento è
    la perdita della comunicazione, del legame, della solidarietà, della colleganza
    la dispersione di idee, di consigli

    quindi faccio sentire la mia voce per dire niente di speciale
    in fin dei conti non so cosa fare per cambiare le cose se non che crederci di più e impegnarmi.
    quindi lamentarsi sfinisce, ma confrontarsi aiuta, questo penso.

    comunque anch'io, per ricollegarmi al discorso, sono degna rappresentante delle situazioni descritte...mai lavorato come psicologa, poco lavoro da operatrice (spesso gratis), tanto studio, tanti soldi e per essere chiari adesso non sto proprio lavorando.
    che ne dite?è così perchè è roma?

  4. #4
    Partecipante Affezionato L'avatar di stea-holland
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    23-03-2006
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    ummmhh per prima cosa vorrei dire che la comunità citata nel primo esempio esiste ancora e lavora proprio nello stesso identico modo...sei anni e non è cambiato nulla !!!!
    e poi...non lo so, io sono particolarmente sfiduciata....ormai mando curriculum dappertutto senza più sapere nemmeno che lavoro sto cercando...psicologa, operatrice, risorse umane, asili, scuole...non mi ricordo piu che volevo fare da grande...in questi mesi sono in olanda con una borsa di studio per il perfezionamento all'estero...esperienza fantastica ma...trovare lavoro a casa propria sembra impossibile sarà che tanti accettano queste situazioni e lavorano quasi gratis pur di fare qualcosa, che tanto cooperative onlus e quanto altro sembrano non coglire la leggera sottile differenza fra tirocinanti, volontari qualsiasi e psicologi laureati...
    sarà roma??? non mi sembra che in altre città le cose vadano meglio...e ancor peggio è capire quanto ormai "noi" siamo rassegnati e assefuatti a certi trattamenti....
    stefania

  5. #5
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da stea-holland
    [...] ...in questi mesi sono in olanda con una borsa di studio per il perfezionamento all'estero...[...]
    se riesci ti andrebbe di dirci come va all'estero?
    cosa fa uno psicologo, che incarichi ricopre, quali sono le sue mansioni, com'è impiegato all'inteno dei vari settori, se lavora in gruppo, se ci sono delle leggi che regolano il suo lavoro ... quello che riesci a dirci, quello che sai o vedi ... magari conoscendo anche altre realtà potremmo prendere degli spunti sia come singoli che come categoria! che ne dici?

    ...........................................

    anche io la penso come te Serena75,
    è vero molti cominciano a pensare che non ha senso lamentarsi e devo essere sincera l'ho pensato anche io a volte ... poi però mi rendevo conto che se smettevo di lamentarmi smettevo anche di arrabbiarmi e di provare a cambiare le cose.
    dopo che mi sono lamentata e che ho passato il momento di sconforto mi viene sempre la voglia di non lasciarmi andare e continuare a provare!!!
    così ho pensato che se lamentarmi mi aiuta anche a non mollare ben venga qualche lamentela ... soprattutto se, come dici tu, il silenzio finisce col farci perdere la possibilità di comunicare, di sentirci parte di un gruppo, di essere solidali e non sentirci soli, di scambiarci idee e consigli!!!
    e anche di aggregarci, come avviene più spesso di quanto pensiamo!
    cerchiamo di non demordere

  6. #6
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    In effetti di discussioni simili ne abbiamo già viste molte in questo forum. Il più è passare dalle parole ai fatti!!! Per esempio, gli psicologi dell'emilia romagna hanno avuto poco tempo fa in mano uno strumento per provare a cambiare le cose: le elezioni dell'ordine. Ha votato credo il 25% degli aventi diritto ed è stato rieletto lo stesso ordine che era già in carica prima e che, oltre a non aver fatto molto in termini di tutela e promozione della professione, aveva pure indetto le elezioni 4 ANNI IN RITARDO!!!

    Ritengo che questo sia solo uno degli esempi di quanto noi stessi ce ne freghiamo della nostra condizione, quindi alla fine trovo che continuare a produrre lamentele sterili sia veramente inutile, se non si passa mai all'azione!


  7. #7
    Partecipante Assiduo L'avatar di Serena75
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    31-03-2005
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    si, lamentarsi e basta non serve, porta solo a disperarsi, però, magari mi sbaglio, ma in effetti l'alternativa spesso è il silenzio più che la "sommossa" e allora mi chiedo: dobbiamo vergognarci di dire che siamo confusi e abbiamo bisogno d'aiuto?
    è questo il motivo per cui non siamo in grado di ribaltare le situazioni avverse? ma siamo sicuri di essere così tanto colpevoli della situazione che viviamo? le nostre lamentele sono la causa o la concausa dei nostri problemi o magari ne sono una conseguenza? naturalmente sto estremizzando, ma dico questo per lanciare una provocazione: gli psicologi se ne fregano davvero dei loro problemi, sono quindi lobotomizzati, anestetizzati e rincoglioniti, o forse sono anche o solo troppo duri con se stessi?
    a volte mi chiedo, colpevolizzandoci troppo, non è che ci diamo la zappa sui piedi da soli?
    del tipo "zitto tu non piangere che è colpa tua"........

  8. #8
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    No, non è "Zitto tu che la colpa è tua"
    ma "Dai, muoviti, se non frega a te di fare qualcosa a chi dovrebbe interessare??"

  9. #9
    Neofita
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    Ciao Pedrita. E' la prima volta che partecipo ad un forum e inizio oggi rispondendo al tuo messaggio. Io sono laureata dal 1999. Con la scusa del fare esperienza ho sempre fatto la psicologa gratis. Ho fatto esperienza all'estero come psicologa, ma questo non ha alcuna importanza perchè purtroppo, lasciamelo dire, in Italia non serve e non basta avere un buon CV. Nelle decine di colloqui che ho fatto mi è sempre stata chiesta una qualche "conoscenza" che garantisse per me. Alla fine disperati io e mio marito siamo tornati all'estero. Se non fosse stato per motivi personali non sarei mai tornata. In più sono tornata in cinta. ora ho partorito, ho 32 anni e sto ancora "cercando". Ho un CV di 5 pagine..a cosa mi è servito? Ho aspettato 6 anni prima di fare un figlio perchè volevo inziare a lavorare, mettere a frutto le mie conoscenze, i miei anni di studio. Con la scusa di farmi fare esperienza ho sempre fatto il mio lavoro gratis, credendo a promesse fatte solo per tenermi inchiodata a queste speranze di inserimento lavorativo. I primi 2 anni di specializzazione me li sono pagati lavorando tutta la settimana e molti fine settimana in un call center. Ora, senza lavoro, ho lasciato la scuola. Bè mi sono stufata. In 7 anni ne ho fatta di esperienza e non voglio più essere presa in giro e fare volontariato. Ho gettato la spugna? Forse. A volte penso che prima o poi le cose in questo paese cambieranno e la ruota girerà. So di essere stata lunga, ma dovevo cogliere l'opportunità finamente di dire quello che penso. Termino con una domanda "Non avrei fatto meglio ad impiegare il mio tempo a cercarmi la famosa conoscenza che tutti mi chiedono invece che riempire le pagine del mio cv?"

    Ciao da Philadelphia

  10. #10
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    21-02-2006
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    "La famosa conoscenza" non è sempre detto che debba essere una cosa sporca di raccomandati incapaci (ANCHE SE SPESSO LO E'!!!). Ad esempio, facendoti tante esperienze, anche tu avrai conosciuto dei professionisti più in alto di te che avrebbero potuto darti qualche dritta o parlar bene di te ad altri che potevano offrirti lavoro. E' il famoso passaparola che in alcuni casi porta a qualcosa. Forse tu non hai incontrato persone che si prendessero a cuore la tua situazione, credo.

  11. #11
    Partecipante Affezionato L'avatar di stea-holland
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    per prima cosa rispondo a psicosarix: io sto usufruendo di una borsa di perfezionamento post-lauream che prevede quindi che tu non lavori ma "perfezioni" in un campo di studio che dai prova di aver gia seguito in italia. il mio personale progetto ha riguardato le scuole e i bisogni educativi speciali, sto effettuando un progetto di ricerca sulla sindrome down e lo stile di attaccamento dei bambini inseriti nelle scuole speciali (qui ci sono le scuole speciali aimhe!) nei confronti della loro educatrice di riferimento....insomma è una ricerca, perche di ricerca in questo campo mi occupavo (ci provavo !!!!)....

    un'altra cosa...se ti chiedono una "raccomandazione" di raccomandazione si tratta altrimenti ti chiedono le referenze, cosa ben diversa! e credo veramente che sia desolante aspettare chi si prenda a cuore il tuo caso....non siamo "casi umani", siamo professionisti...

    ...come ti capisco philadelphia...io tornerò il mese prossimo, il curriculum cresce ma non vedo molte speranze...e devo decidere se fare la specializzazione o....vivere!!! ....e considerando che anche il mio compagno è uno psicologo la vedo dura ....beh in bocca al lupo per il lavoro, la famiglia e il bambino!!!
    stefania

  12. #12
    Partecipante Figo L'avatar di tata_moni
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    Originariamente postato da stea-holland

    un'altra cosa...se ti chiedono una "raccomandazione" di raccomandazione si tratta altrimenti ti chiedono le referenze, cosa ben diversa! e credo veramente che sia desolante aspettare chi si prenda a cuore il tuo caso....non siamo "casi umani", siamo professionisti...

    ...come ti capisco philadelphia...io tornerò il mese prossimo, il curriculum cresce ma non vedo molte speranze...e devo decidere se fare la specializzazione o....vivere!!! ....e considerando che anche il mio compagno è uno psicologo la vedo dura ....beh in bocca al lupo per il lavoro, la famiglia e il bambino!!!
    Ragazze, credo che se ci pensate bene potreste anche scoprire che tutti noi ci comportiamo come le persone che guardano alle raccomandazioni. Ad esempio, se doveste scegliere un ristorante e non aveste idea di dove andare, un vostro amico di fiducia vi dicesse "Vai lì che si mangia bene", è probabile che voi lo ascoltereste. E' questo il meccanismo di cui stavo parlando. Non ho fatto questo esempio per banalizzare la cosa, ma per far capire che è piuttosto normale accettare dei suggerimenti se non si sa cosa fare. Diversa è la situazione di chi entra in un posto perchè è figlio di o moglie di. Ma in alcuni casi, se uno dimostra di fare bene il proprio lavoro e lavora con persone che non sono stronze e menefreghiste, può capitare di sentirsi dire: "Sai, al tal convegno ho incontrato il primario di x e parlando è saltato fuori che sei una brava psicologa e guarda caso lui cerca una persona, perchè non ti presenti?" Non mi sembra che questo equivalga a non essere trattato da professionista, anzi, questo passaparola è innescato proprio dalla professionalità che abbiamo dimostrato!

  13. #13
    Partecipante Affezionato L'avatar di stea-holland
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    Originariamente postato da tata_moni
    Ragazze, credo che se ci pensate bene potreste anche scoprire che tutti noi ci comportiamo come le persone che guardano alle raccomandazioni. Ad esempio, se doveste scegliere un ristorante e non aveste idea di dove andare, un vostro amico di fiducia vi dicesse "Vai lì che si mangia bene", è probabile che voi lo ascoltereste. E' questo il meccanismo di cui stavo parlando. Non ho fatto questo esempio per banalizzare la cosa, ma per far capire che è piuttosto normale accettare dei suggerimenti se non si sa cosa fare. Diversa è la situazione di chi entra in un posto perchè è figlio di o moglie di. Ma in alcuni casi, se uno dimostra di fare bene il proprio lavoro e lavora con persone che non sono stronze e menefreghiste, può capitare di sentirsi dire: "Sai, al tal convegno ho incontrato il primario di x e parlando è saltato fuori che sei una brava psicologa e guarda caso lui cerca una persona, perchè non ti presenti?" Non mi sembra che questo equivalga a non essere trattato da professionista, anzi, questo passaparola è innescato proprio dalla professionalità che abbiamo dimostrato!


    SI credo semplicemente stiamo parlando di cose diverse, su due piani completamente differenti...philadelphia probabilmente ha avuto esperienza di posti dove servono le vecchie care raccomandazioni (tipo qualche concorso qua e là...) ....altra cosa è il giro di persone che conoscono il tuo lavoro, che ti stimano e ti propongono....
    stefania

  14. #14
    Neofita
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    Originariamente postato da tata_moni
    Ragazze, credo che se ci pensate bene potreste anche scoprire che tutti noi ci comportiamo come le persone che guardano alle raccomandazioni. Ad esempio, se doveste scegliere un ristorante e non aveste idea di dove andare, un vostro amico di fiducia vi dicesse "Vai lì che si mangia bene", è probabile che voi lo ascoltereste. E' questo il meccanismo di cui stavo parlando. Non ho fatto questo esempio per banalizzare la cosa, ma per far capire che è piuttosto normale accettare dei suggerimenti se non si sa cosa fare. Diversa è la situazione di chi entra in un posto perchè è figlio di o moglie di. Ma in alcuni casi, se uno dimostra di fare bene il proprio lavoro e lavora con persone che non sono stronze e menefreghiste, può capitare di sentirsi dire: "Sai, al tal convegno ho incontrato il primario di x e parlando è saltato fuori che sei una brava psicologa e guarda caso lui cerca una persona, perchè non ti presenti?" Non mi sembra che questo equivalga a non essere trattato da professionista, anzi, questo passaparola è innescato proprio dalla professionalità che abbiamo dimostrato!

    Bè forse, anzi sicuramente, parlando di "conoscenza" ho creato confusione. Intendevo proprio raccomandazione. Qualche anno fa navigando in Internet ho visto il sito di una clinica privata appena aperta, una clinica oncologica. Ho spedito il cv e poi chiamato il Direttore per un appuntamento. Lui tutto gentile mi ha detto."Va benissimo, ci possiamo incontrare..ma chi la manda?" Quando gli ho detto che nessuno mi aveva inviato da lui, improvvisamento non era più interessato al mio cv.
    Tata_moni fai l'esempio del ristorante. Si è vero, ma è anche vero che se vedo un risotrante che non conosco, non ho mai visto prima e che nessuno dei miei amici conosce e può garantire per come si mangia, non per questo non entro e provo. Posso basarmi su altre cose che non siano l'impressione di altri. Come mai questo all'estero non accade? Prima viene valutato il tuo cv e nessuno ti chiede chi conosci, se sei sposata o se hai figli. L'italiano non conosce il signficato della parola meritocrazia.

  15. #15
    Neofita
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    Originariamente postato da stea-holland
    per prima cosa rispondo a psicosarix: io sto usufruendo di una borsa di perfezionamento post-lauream che prevede quindi che tu non lavori ma "perfezioni" in un campo di studio che dai prova di aver gia seguito in italia. il mio personale progetto ha riguardato le scuole e i bisogni educativi speciali, sto effettuando un progetto di ricerca sulla sindrome down e lo stile di attaccamento dei bambini inseriti nelle scuole speciali (qui ci sono le scuole speciali aimhe!) nei confronti della loro educatrice di riferimento....insomma è una ricerca, perche di ricerca in questo campo mi occupavo (ci provavo !!!!)....

    un'altra cosa...se ti chiedono una "raccomandazione" di raccomandazione si tratta altrimenti ti chiedono le referenze, cosa ben diversa! e credo veramente che sia desolante aspettare chi si prenda a cuore il tuo caso....non siamo "casi umani", siamo professionisti...

    ...come ti capisco philadelphia...io tornerò il mese prossimo, il curriculum cresce ma non vedo molte speranze...e devo decidere se fare la specializzazione o....vivere!!! ....e considerando che anche il mio compagno è uno psicologo la vedo dura ....beh in bocca al lupo per il lavoro, la famiglia e il bambino!!!
    Ciao stea_holland, da dove torni il prossimo mese? Sei all'estero? Crepi il lupo per il lavoro, la famiglia e il bambino e...in bocca al lupo anche a te e al tuo compagno

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