• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 1 di 3 123 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 35
  1. #1
    Partecipante L'avatar di lale
    Data registrazione
    26-07-2004
    Residenza
    SALENTO
    Messaggi
    42

    psicologa anche in Europa

    Salve a tutti gli opsiani, vi siete mai chiesti quale sia il livello di utilizzabilità del nostro titolo e quello di una eventuale specializzazione a livello europeo o comunque estero???!!

    ....io si... ...ma non riesco a darmi delle risposte, qualcuno è in grado di chiarire a me e a chi fosse interessato questa complessa questione??!!
    Grazie per l'attenzione!!
    lale

  2. #2
    Partecipante Assiduo L'avatar di GRONCHIO
    Data registrazione
    18-10-2004
    Residenza
    Roma/Viterbo
    Messaggi
    127
    Questo argomento mi interessa moltissimo e anche io proprio poca fa cercavo su internet info su questo.
    Se non ricordo male in dei vecchi numeri del giornale dell'Albo degli Psicologi che arriva a casa c'erano degli articoli in merito all'equivalenza o meno della nostra laurea rispetto a quella ottenuta in altri paesi della UE.
    Ultimamente, ci penso molto alla possibilità di andare via alla ricerca di qualcosa di più ....soddisfacente.
    Pensavo, inoltre, che anzitutto andrebbe contattato l'ordine e poi non sarebbe comodo e semplice presentarsi direttamente alla'ambasciata del paese che ci interessa con un Cv compilato secondo il modell EUROPASS?
    Troppo ingenua?
    I miei sogni sono lucciole, perle di un animo ardente. Nelle tenebre calme della notte lampeggiano in frammenti di luce. Rabindranath Tagore.

    La cambio io la vita che
    non ce la fa a cambiare me
    bevi qualcosa, cosa volevi
    vuoi far l'amore con me
    la cambio io la vita che
    che mi ha deluso più di te
    portami al mare, fammi sognare
    e dimmi che non vuoi morire...

  3. #3
    Partecipante L'avatar di lale
    Data registrazione
    26-07-2004
    Residenza
    SALENTO
    Messaggi
    42
    Ingenua?? Non credo!!
    In realtà questa tendenza alla scarsa informazione credo limiti notevolmente le nostre possibilità in termini di sbocchi professionali. Ricordo anch'io di aver letto su un vecchio numero di una rivista un articolo che riportava una sorta di regolamentazione per l'esercizio della professione di psicologo all'estero. Ad esempio, un periodo di affiancamento, la buona conoscenza della lingua, la compilazione di un modulo ad hoc...ecc..rientravano in questa...scusa il mio essere vaga ma ricordo davvero ben poco... .....
    Quello che dici, Gronchio, è prezioso e non ingenuo...tuttavia mi chiedo ancora se esistano delle norme note a tutti di cui io (o noi!!!) ignoro l'esistenza!!! Se così fosse le tue idee rimagono comunque puntuali e graditissime.
    lale

  4. #4
    Partecipante L'avatar di lale
    Data registrazione
    26-07-2004
    Residenza
    SALENTO
    Messaggi
    42
    http://www.mopi.it/news/template.asp?cod=353

    dopo ore di estenuante ricerche...forse ho trovato qualche informazione in più!!
    lale

  5. #5
    Partecipante Affezionato L'avatar di korsy
    Data registrazione
    07-07-2004
    Residenza
    London - UK
    Messaggi
    89
    Per carità lasciamo perdere il mopi l'eap et similia...sì perché si dovrebbe sapere che tali signori si stavano adoperando per rendere la psicoterapia una professione "autonoma"quindi non più una specializzazione per psicologi o medici bensì un'attività aperta a tutti previa formazione quadriennale:una manna dal cielo per le scuole di psicoterapia, una tragedia sul piano professionale
    Deo gratias l'iniziativa è stata bloccata in sede europea dall'EFPA la quale invece ha portato avanti una piattaforma per la definizione degli standard minimi per l'esercizio della professione di psicologo e psicoterapeuta in europa:

    Europsy Project:european diploma of Psychologist

    L'entrata in vigore di tale direttiva permetterà la libera circolazione degli psicologi in tutta l'europa.
    P.S.
    L'attuale curriculum formativo degli psi italiani coincide con quello previsto dalla direttiva(5anni formaz universitaria+1anno tirocinio)
    ciao ciao

  6. #6
    Partecipante L'avatar di lale
    Data registrazione
    26-07-2004
    Residenza
    SALENTO
    Messaggi
    42
    Fantastico!!! Non posso fare altro che ringraziarti per le informazioni!!
    lale

  7. #7
    Partecipante Assiduo L'avatar di GRONCHIO
    Data registrazione
    18-10-2004
    Residenza
    Roma/Viterbo
    Messaggi
    127
    Grazie Korsy per le notizie che ci hai dato.
    Penso che sarebbe comunque utile lasciare aperto uno spazio di discussione per condividere le conoscenze su centri, enti, università, ospedali ecc. seri e riconosciuti che si occupano di psicologia (secondo i vari approcci) o anche, semplicemente, le esperienze di chi ha avuto modo di fare un periodo all'estero per lavoro.
    Forse, condividendo tutte queste notizie e ovviamente impegnandoci a cercarne altre potremmo chiarirci sulle reali possibilità che noi psicologi/psicoterapeuti abbiamo all'estero.
    è un peccato non valutare seriamente tale opportunità solo perchè ne sappiamo troppo poco. Che ne dite?
    I miei sogni sono lucciole, perle di un animo ardente. Nelle tenebre calme della notte lampeggiano in frammenti di luce. Rabindranath Tagore.

    La cambio io la vita che
    non ce la fa a cambiare me
    bevi qualcosa, cosa volevi
    vuoi far l'amore con me
    la cambio io la vita che
    che mi ha deluso più di te
    portami al mare, fammi sognare
    e dimmi che non vuoi morire...

  8. #8
    Partecipante Affezionato L'avatar di korsy
    Data registrazione
    07-07-2004
    Residenza
    London - UK
    Messaggi
    89
    Prego, è un piacere

  9. #9
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717

    Riflettete con la vostra testa!

    Originariamente postato da korsy
    Per carità lasciamo perdere il mopi l'eap et similia...sì perché si dovrebbe sapere che tali signori si stavano adoperando per rendere la psicoterapia una professione "autonoma" quindi non più una specializzazione per psicologi o medici bensì un'attività aperta a tutti previa formazione quadriennale:una manna dal cielo per le scuole di psicoterapia, una tragedia sul piano professionale
    Sarebbe interessante che tu spiegassi perché tale iniziativa sarebbe una "tragedia" sul piano professionale.

    Io la trovo lapalissiana...

    E' interessante peraltro notare che, quanti si trovano in Italia a contestare tale linea, sono:
    [list=a][*]giovani laureati in Psicologia specializzandi in Psicoterapia o da poco specializzati sui quali viene effettuato banalmente terrorismo psicologico sui possibili disastri della Psicoterapia come professione autonoma ("Vi ruberanno il lavoro anche i filosofi!" Tuonerà qualche cattedratico...)[*]Psicoterapeuti laureati in materie che non siano Medicina o Psicologia (Sic! Senti da che pulpito viene la predica...!)[/list=a]
    E' a tutti evidente (almeno alle persone di buon senso) che il percorso di specializzazione in Psicoterapia è indipendente dalla laurea di provenienza. Prova a pensare: sia che tu provenga dalla laurea in Medicina sia che tu provenga da quella in Psicologia ti ritrovi a fare dopo lo stesso percorso. O ammetti che la laurea in Psicologia e Medicina sono uguali... o c'è qualcosa che non va!

    Ti sei chiesto come mai l'ultimo ordinamento ministeriale ha previsto praticamente la ripetizione di tutte le materie che si facevano al "vecchio" triennio di clinica all'università? Dinamica I, dinamica II, etc.?

    Quando fu varata la legge di ordinamento ci furono migliaia di Psicoterapeuti di professione che si sentirono "costretti" ad iscriversi all'ordine degli Psicologi semplicemente per poter lavorare in santa pace. Ma costoro non si sono MAI sentiti Psicologi. Si sono sempre sentiti Psicoterapeuti. Lo stesso vale per la Psicoanalisi.

    Inoltre dovremo sostenere che tutte le migliaia di Psicoterapeuti iscritti all'Ordine, ma non laureati in Psicologia sono tutti dei cialtroni.

    A margine 1: chissà cosa ne pensano quelle mummie dei baroni universitari che insegnano alla facoltà di Psicologia e che la laurea in Psicologia non sanno nemmeno come si scrive...

    A margine 2: il Mo.P.I. non si "è adoperato", ma si sta adoperando tuttora. E con ottimi risultati. E poi: dove hai letto che l'iniziativa è stata bloccata?

    A margine 3: ti consiglio di leggere questo articolo si Serge Ginger a proposito della Psicoterapia (http://www.mopi.it/archivio/articoli...te.asp?cod=345). Immagino tu sappia chi sia Ginger... spero lo vorrai leggere ugualmente anche se Ginger non è laureato in Psicologia...

    Ragazzi riflettete con la vostra testa!

  10. #10
    veneziano
    Ospite non registrato

    E allora riflettiamo...

    Allora, vediamo da chi viene la proposta.
    Dal MOPI.
    Il MOPI è ben noto nella comunità professionale perchè gestisce numerosi percorsi formativi dedicati ai non-laureati in Psicologia, ed è famoso perchè negli anni '90 ha finanziato e gestito i ricorsi per far entrare nell'Ordine degli Psicologi CENTINAIA di persone senza alcun titolo (compresi moltissimi privi del tutto di laurea), aiutandoli con i ricorsi di massa quando le Università o gli Ordini si opponevano a questa "invasione dei panettieri", come era stata definita tempo fa; da allora il MOPI si è costruito negli anni una robusta base di consenso elettorale ed economico, grazie anche alla riconoscenza di queste centinaia di persone che erano state traghettate nell'Ordine degli Psicologi in maniera "non ordinaria", e che ovviamente guardavano con benevolenza a tutte le proposte formative che arrivavano da chi aveva fatto il miracolo di farli entrare là dove, a rigore di legge, avrebbero avuto qualche difficoltà ad entrare.
    Adesso, esaurita quella fonte di possibile introito (ormai nell'Ordine è sempre più difficile entrare senza i titoli richiesti per legge), è stata individuata la nuova gallina dalle uova d'oro: i Counsellors (per cui sono stati "inventati" e propagandati numerosissimi corsi di formazione privati) e gli "Psicoterapeuti" nè psicologi nè medici.

    Con la propaganda "pseudoscientifica" per cui la Psicoterapia sarebbe slegata e completamente indipendente sia dalla Psicologia che dalla Medicina (e non si capisce bene a cosa sarebbe legata, quindi), si vuole "imbarcare" in quest'avventura tutta quella fetta di mercato composta da "desperate housewives", filosofi disoccupati, laureati in lettere senza lavoro, etc. etc. a cui viene detto: amico, non serve passare cinque anni in Università a fare quei noiosi e difficili esami di Psicologia, o addirittura sei a fare Medicina... iscriviti invece alla Scuola X, in quattro anni ti impegni per un pò di weekend, e ti ritroverai il titolo di Psicoterapeuta... lo STESSO titolo per cui alcune decine di migliaia di giovani psicologi devono invece impegnarsi seriamente per 10 anni (5 di Psicologia, 1 di Tirocinio, 4 di Scuola).... riduzione del 60% del tempo necessario, ed anzi, in quattro anni acquisisci subito la possibilità di fare Psicoterapia, possibilità che paradossalmente il "tontolone" che si è iscritto contemporaneamente a te a Psicologia non avrà neanche quando si sarà laureato !

    Eh, si, riflettendo con la mia testa mi sembra proprio una proposta interessantissima.
    Soprattutto per chi organizza questi corsi, puntando magari ad acquisire una bella fetta di mercato.
    Poi, dell'utenza affidata a psicoterapeuti "selvaggi" (non-psicologi e non-medici), o delle migliaia di giovani psicologi seri ed onesti "rimasti al palo", che fanno il doppio della fatica per poter fare la metà, chi se ne importa...

  11. #11
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717
    Credo che le tue fonti siano un po' corrotte... vediamo di fare un po' di chiarezza nella storia della professione.

    Quello a cui ti riferisci è la questione relativa all'articolo 34 della L. 56/89, norma transitoria che prevedeva l'ingresso nell'Ordine da parte di coloro che, al momento dell'entrata in vigore della Legge, erano iscritti ad una scuola di specializzazione in Psicoterapia (previo superamento dell'esame di Stato, ovviamente). Tale norma non è stata proposta dal Mo.P.I. il quale, all'epoca della Legge, nemmeno esisteva!

    Prima dell'entrata in vigore della Legge non esistevano riconoscimenti ufficiali per le scuole di Psicoterapia e dunque non vi era, all'epoca, il vincolo dell'obbligo della Laurea in Psicologia e in Medicina. Sostanzialmente se volevi fare lo Psicoterapeuta c'erano due strade: per farlo ad orientamento analitico era sufficiente sottoporsi ad un percorso di analisi individuale (tanta quanta ne riteneva utile il tuo analista); per farlo di altri orientamenti si doveva imparare il "mestiere" presso una scuola. Dunque prima della legge ti potevi iscrivere ad una scuola sapendo poi di fare lo Psicoterapeuta. Ma mentre eri iscritto alla scuola ecco arrivare la Legge che diceva che tu, per iscriverti a quella scuola, d'ora in avanti avresti dovuto possedere la laurea in Psicologia o Medicina. E' parsa a tutti, dunque, cosa ovvia, sanare quel centinaio di persone che erano a metà del loro percorso (ripeto: centinaio).

    Ora, se queste persone erano, come dici tu, panettieri, altrettanto lo erano gli iscritti all'Ordine che avevano fatto le STESSE scuole. Con la differenza che questi ultimi, avendo già iniziato a lavorare, potettero usufruire di altri articoli transitori della Legge (art. 32, 33, etc.), cosa che non potettero fare i neo allievi.

    Dopodiché si creò una questione particolare: di queste centianaia di persone (ti ripeto: un centinaio su circa 20.000 iscritti) ce ne erano meno di dieci (ti ripeto: meno di 10) prive di laurea. Il motivo era semplice: le scuole non richiedevano l'obbligo della laurea in quanto non era, all'epoca, un vincolo di legge.

    Cosa fece il Mo.P.I.? Una cosa di ovvio buon senso ovvero proporre l'inserimento di questa decina di allievi senza tanta pubblicità e senza tanto clamore (ti ripeto: meno di 10). Anche in considerazione del fatto che costoro avevano superato l'esame di Stato all'Università.

    L'Ordine e l'Università hanno dato il loro diniego e pertanto è iniziato un percorso giudiziario che si è concluso solo alcuni mesi fa. Cosa è accaduto nel frattempo? Che una Legge del 1994 (mi sembra) NON richiesta dal Mo.P.I. abbia riaperto i termini dell'articolo 34 e dunque si è assistito ad un imbarco in massa di molte persone.

    Che comunque non hanno mai superato il migliaio. Per cui, ti ripeto, stiamo discutendo di circa 1000 persone su 50.000 iscritti.

    La sostanza è la seguente: se l'Università avesse rilasciato l'abilitazione a quella decina (ti ripeto: meno di 10) di non laureati non si sarebbe mai assistito all'ingresso degli altri 1000.

    E questa è storia. Ti invito dunque a riflettere su dove ricercare le cause dell'iscrizione dei mille...

    Veniamo ora alla Psicoterapia. C'è poco da dire: sei anacronistico e, ancora una volta, molto male informato. Come tu possa definire una propoganda pseudoscientifica quella sulla Psicoterapia è cosa assai strana. Lascia stare gli esponenti di questo pensiero in Italia, ma pensa a tutto il dibattito nel resto d'Europa. Sono tutti cialtroni? O pensi che la "longa mano" del Mo.P.I. sia arrivata ad estorcere al resto d'Europa posizioni di comodo? Accidenti quanto è potente e persuasivo questo Mo.P.I.!!!

    Quanto agli anni di studio io farei attenzione. Un laureato in economia che decide di iscriversi ad una scuola di specializzazione in Psicoterapia studia esattamente gli stessi anni di uno stesso iscritto laureato in psicologia. A meno che tu non voglia sostenere che 5 anni di economia sono niente rispetto ai 5 anni in psicologia...

    Comunque, ammesso tu abbia ragione, vediamo chi sarà disoccupato domani. Tra qualche anno sarà pienamente in vigore la libera circolazione dei titoli e delle professioni in Europa. Dunque uno Psicoterapeuta belga potrà venire a lavorare in Italia e lo stato italiano col piffero che gli potrà porre il vincolo della laurea in Psicologia!

    Non a caso si è già verificata una sentenza favorevole che ha creato un precedente: uno Psicoterapeuta svizzero non laureato in Psicologia e Medicina che è stato autorizzato dal Tribunale (non dal Mo.P.I., dal Tribunale...) a lavorare in Italia come Psicoterapeuta. D'altraparte in Svizzera il percorso per arrivare alla Psicoterapia è diverso da quello italiano...

    A margine, ti segnalo che il Mo.P.I. non eroga, né riconosce, né patrocina alcun corso di formazione in quanto è un associazione di politica professionale. Non so dunque dove tu abbia letto o sentito tale baggianata: gli unici introiti del Mo.P.I. derivano dalle quote sociali versate dai proprio iscritti. Ti segnalo infine che oltre l'80% degli iscritti al Mo.P.I. sono Psicologi regolarmente laureati in Psicologia. Circa il 15% sono Psicologi laureati in materie diverse e, infine, il 5% non sono Psicologi.

    Se veramente provi tale avversità verso chi è Psicologo e non ha la laurea in Psicologia di inviato a pensare che:

    - la maggior parte dei professori con i quali hai dato esami all'università non avevano la laurea in Psicologia, ma erano Psicologi

    - molti docenti di scuole di specializzazione riconosciute MIUR non hanno la laurea in psicologia

    Sono tutti cialtroni e panettieri? No, e la cosa è ovvia. La Psicologia esisteva PRIMA della Legge di Ordinamento e dunque la Legge altro non poteva che definrie le linee guida dal momento della sua entrata in vigore in poi. Non poteva essere certo retroattiva mandando a farsi benedire tutte le migliaia di persone che avevavo titoli di studio diversi. Ti ricordo poi che l'istituzione della laurea in Psicologia è del 1975.

    Che succede dunque? Una cosa ovvia: quando gli psicologi non laureati in Psicologia passeranno a miglior vita ecco che si realizzerà il tuo sogno: un ordine degli Psicologi fatto solo di laureati in Psicologia.

    Dubito che quel giorno l'Ordine esisterà ancora... ma questa è un'altra storia.

    Buona giornata

  12. #12
    psicosarix
    Ospite non registrato

    Re: psicologa anche in Europa

    ciao a tutti,

    questo thread era molto bello, secondo me, sia perchè dava introduceva il tema della psicologia in europa (e non è male sapere come stanno le cose fuori, come se la cavano e magari prendere spunti), sia per questa notizia sul futuro della psicoterapia ... se passa una direttiva europea poi ci dobbiamo attenere ad essa ... dunque ci sono ricadute sul piano pratico e del lavoro ...

    che dite vogliamo riprendere il thread?
    qualcuno ha delle altre informazioni sula psicologia in europa?
    pensate davvero che possa esistere una terapia psico (psicoterapia) senza conoscere la psico?

    riporto le parti dei contributi precedenti che mi hanno colpita di più:


    Originariamente postato da lale
    Salve a tutti gli opsiani, vi siete mai chiesti quale sia il livello di utilizzabilità del nostro titolo e quello di una eventuale specializzazione a livello europeo o comunque estero???!![...]
    Originariamente postato da korsy
    [...] Con la propaganda "pseudoscientifica" per cui la Psicoterapia sarebbe slegata e completamente indipendente sia dalla Psicologia che dalla Medicina (e non si capisce bene a cosa sarebbe legata, quindi), si vuole "imbarcare" in quest'avventura tutta quella fetta di mercato composta da "desperate housewives", filosofi disoccupati, laureati in lettere senza lavoro, etc. etc. [...] per rendere la psicoterapia una professione "autonoma" quindi non più una specializzazione per psicologi o medici bensì un'attività aperta a tutti previa formazione quadriennale [...]
    Originariamente postato da quattrostracci
    [...] vediamo chi sarà disoccupato domani. Tra qualche anno sarà pienamente in vigore la libera circolazione dei titoli e delle professioni in Europa. Dunque uno Psicoterapeuta belga potrà venire a lavorare in Italia e lo stato italiano col piffero che gli potrà porre il vincolo della laurea in Psicologia!
    Non a caso si è già verificata una sentenza favorevole che ha creato un precedente: uno Psicoterapeuta svizzero non laureato in Psicologia e Medicina che è stato autorizzato dal Tribunale [...] a lavorare in Italia come Psicoterapeuta. D'altraparte in Svizzera il percorso per arrivare alla Psicoterapia è diverso da quello italiano...[...]

  13. #13
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717
    Ciao psicosarix, provo a raccogliere il tuo invito. Attualmente in Europa, nonostante la Comunità Europea, ogni Stato è sovrano nella regolamentazione delle professioni. Dunque, che che se ne dica, un primo monito: diffidate da tutti coloro che "offrono" sedicenti titoli abilitanti anche all'estero in quanto allo stato attuale non è così. Ogni paese infatti ha le sue Leggi in materia di regolamentazione. Se, ad esempio, in Germania la professione di Avvocato è regolamentata, non è possibile per un Avvocato italiano andare ed esercitare: deve prima richiedere l'autorizzazione. Questo è possibile, anche all'inverso, in Italia. Uno Psicologo estero, ad esempio, può far richiesta di riconoscimento del titolo al Ministero di Giustizia. Se sussistono particolari requisiti potrà esercitare la professione.

    C'è poi la questione del titolo. Poiché il titolo è una cosa, il percorso di studi (che eventualmente ti ha portato a conseguire quel titolo) è un'altra.

    In Francia, ad esempio, non esiste né un ordine degli Psicologi né una Legge che regolamenti la professione. O meglio, la Legge esiste (del 2004), ma tuttora è inapplicata. Poniamo il caso che uno Psicologo francese voglia esercitare in Italia: che succederebbe?

    Il problema poi si accentua se consideriamo gli stati extra UE. Allo stato attuale dei fatti l'Australia è equiparata all'Uganda. Pertanto uno Psicologo australiano, regolarmente iscritto all'Ordine australiano (ovvero ad una struttura equivalente al nostro Ordine) con la laurea in Psicologia avrebbe serie difficoltà ad esercitare in Italia.

    Ora si pone un problema non da poco: se è vero che attualmente le cose stanno così, è anche vero che nel giro di pochi anni i titoli e le professioni saranno liberamente circolanti tra gli Stati membri. Dunque come risolvere il problema?

    Consideriamo ad esempio che, sempre in Francia, meno del 50% degli Psicoterapeuti sono laureati in Psicologia o Medicina. La maggior parte sono operatori sociali, infermieri, educatori, etc. Questo intanto significa che, evidentemente (almeno in Francia) la "terapia psico" può essere esercitata al di là della laurea specifica. E la Francia non è certo rinomata per gli innumerevoli danni compiuti da questi cialtroni... quindi evidentemente la strada c'è.

    Per un momento voglio concordare con chi sostiene della necessità di avere una laurea in Psicologia per fare la Psicoterapia. Bene, ma allora i Medici che c'azzeccano (come direbbe un Ministro della Repubblica...)? Mi sono andato a rivedere il piano di studi di Medicina, ma continuo ancora a non capirne la ragione. Se qualcosa mi sfuggisse, prego qualcuno di voi di farmi chiarezza.

    Intendo questo: se un esperto di anatomia ha i numeri per fare lo Psicoterapeuta, perché non può averli anche un esperto di latino e greco? Mi si perdoni, non volevo ridurre Medicina allo studio dell'anatomia, era solo per fare un esempio.

    Perché, se si sostiene che è necessaria una preparazione in Psicologia allora non c'è storia: solo il laureato in Psicologia dovrebbe fare lo Psicoterapeuta.

    Ma qui la storia ci insegna qualcosa: laddove, ad esempio, la Psicoanalisi si è sviluppata in terreno medico, ecco che anche le Leggi si adeguano al tessuto sociale e, infatti, in Italia la Medicina è riuscita a mantenere la supremazia.

    In Francia, invece, dove prevaleva l'impostazione filosofica, vediamo come la maggior parte degli Psicoanalisti abbia alle spalle una formazione in filosofia.

    Il vero problema qui, a voler parlare seriamente, è di tipo epistemologico (e va avanti fin dai tempi di Freud) ovvero se una domanda genericamente definita "di cura" debba necessariamente essere un qualcosa di oggettivabile, standardizzabile, scientificizzabile.

    A mio parere la storia dell'uomo dimostra il contrario. Qui si parla di problemi di potere. Del potere di certe categorie che in certi luoghi e in in certe epoche si estrinsecano e si sollevano a Legge.

    Ma tra qualche anno queste "storie" inevitabilmente si incontreranno, si scontreranno, saranno cioé chiamate ad interagire tra di sé in quanto non è logico supporre che un affermato professionista tedesco con venti anni di esperienza clinica alle spalle, si debba rimettere a studiare Psicologia per esercitare in Italia.

    Un altro problema è che noi accomuniamo sotto un unico tetto molti saperi diversi tra di sè. Questo fatto, ad esempio, non accade per gli Ingegneri: un Ingegnere spaziale tedesco è lo stesso di un Ingegnere spaziale italiano. Così come un meccanico francese sa fare (e fa) esattamente le stessa cose di un meccanico svedese. Ma per la Psicologia e, ancor più, per la Psicoterapia le cose stanno diversamente. La materia è ancora veramente giovane e ancora deve trovare una una sua forma. Ecco perché in Francia un infermiere può diventare Psicoterapeuta mentre qui in Italia si griderebbe al colpo di Stato...

    Voglio infine ricordare che quando si volle formare l'Ordine degli Psicologi ed affrancare così la Psicologia della Medicina i Medici si ribellarono e si gridò allo scandalo.

    Ora si sta cercando di fare lo stesso, ma nella parte dei Medici ora ci sono gli Psicologi. E se lo Psicologo ora si indigna vuol dire che segue la legge dei due pesi e delle due misure (allora per lui andava bene, ma oggi per gli altri non va più bene!).

  14. #14
    psicosarix
    Ospite non registrato
    grazie quattrostracci! per aver raccolto il mio invito e per le cose interessanti che hai detto!

    certo ... quello della differenza fra gli stati potrebbe rivelarsi un vero problema!!! sarebbe meglio cominciare ad affrontarlo xchè non credo che la nostra categoria potrebbe sopportare troppi sconvolgimenti, ma soprattutto dovremmo stare attenti al modo in cui verrebbe recepita la direttiva ... scusate ... ma in Italia non si sa mai come va a finire! [guardate la scuola di specializzazione in psicologia clinica (è stata allocata tra le specializzazioni mediche ... per chi ancora non lo sapesse) e mi pare che in europa non sia così].

    sono con te ... quello che abbiamo oggi è frutto di scelte "politiche e di lobbie" del passato e se mi hanno informata bene anche la possibilità per medici di fare psicoterapia è stato un "obolo" pagato alla "libertà".

    mi sembra di capire, e la cosa è molto interessante, che in altri stati psicologia e psicoterapia non sono considerate, come da noi, cioè la stessa cosa, indivisibili!!! è così? o ho capito bene?

    io trovo che il terreno della psicoterapia sia sempre stato un campo minato e penso che in italia la patologia della psiche abbia impegnato troppo la psicologia, che non è riuscita a crescere negli altri suoi innumerevoli settori.



  15. #15
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717
    Hai capito perfettamente: in (molti) altri stati la Psicoterapia non è considerata una specializzazione in Medicina e Psicologia, ma ha un suo percorso autonomo. E, per chi non lo sapesse (scusate lo sfogo, ma qui spesso trovo persone che sparano sentenze senza essere documentate) il percorso è molto più duro di quello italiano!

    Sì, perché in Italia, quando c'è aria di cambiamento, si cerca sempre di dire che sono tutti "trucchetti" per studiare di meno...

    Così come dici bene per la Medicina: è stato un obolo da pagare, e salato! Quello di continuare a farla esercitare dai Medici. Ma pensa l'assurdità: un Medico specializzato in Psichiatria è AUTOMATICAMENTE Psicoterapeuta. Cioé: non è che dopo la laurea può frequentare la scuola di specializzazione: è sufficiente che faccia domanda al proprio Ordine ed è automaticamente Psicoterapeuta. Questo non vuol dire che non ci siano Medici bravi, ma semplicemente che il sistema è sbagliato.

    Sempre per chi non lo sapesse è stato l'ex Presidente dell'Ordine Nazionale, Pierangelo Sardi, a portare in Europa la proposta di far diventare la Psicoterapia la 44^ specializzazione della Medicina. Sic!

    Molti si chiederanno perché. E' semplice: nel pubblico le specializzazioni mediche sono contingentate ovvero è lo Stato che in anticipo decide quanti oculisti e quanti ortopedici debbano lavorare per il SSN e dunque, di conseguenza, ecco calcolato il numero chiuso delle scuole di specializzazione.

    E tutto questo a che pro? E' altrettanto semplice: per desautorare le Scuole private di Psicoterapia che, secondo questi signori, sembrano essere la radice di tutti mali.

    Occorre allora fare un ripassino di storia: la Psicoterapia esiste in Italia grazie all'iniziativa privata che, da nonno Freud in poi, si è sviluppata e si è prodigata per favorire la ricerca in Psicoterapia. E non grazie al mondo accademico, le cui scuole di specializzazione (poche) riservano molti posti a Medici e pochi agli Psicologi.

    Tuttavia al mondo c'è chi sta peggio: pensa, in America, tuttora solo i Medici possono diventare Psicoanalisti (non Psicoterapeuti, proprio Psicoanalisti). Se non sei Medico puoi fare lo stesso il tuo percorso psicoanalitico, ma alla fine non ti danno l'autorizzazione per esercitare.

    Occorre davvero rimboccarsi le maniche onde prevenire futuri e bruschi scossoni, mettendo da parte nazionalismi che paiono proprio ridicoli nel 2006.

    Occorre inoltre, e qui lo ripeto, pensare con la propria testa e non attraverso la demagogia di certa classe dirigente.

Pagina 1 di 3 123 UltimoUltimo

Privacy Policy