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  1. #1
    Yezidism
    Ospite non registrato

    maggio06 150ennio della nascita di Sigmund Freud: Un Bilancio

    Salve, è stupefacente la sordina con cui si sono celebrati i 150 anni della nascita di Sigmund Freud, il 6 maggio scorso.
    Qualche articoletto d’ufficio nelle pagine culturali, prima della frettolosa e definitiva risepoltura dell’ex-grande del ‘900.
    La psicanalisi è passata di moda per sempre; i giovani non possono nemmeno immaginare l’impero che questa mitologia pseudoscientifica esercitò sulla collettività occidentale, la presa totalitaria che ebbe sulle coscienze.
    Sembra passata senza traccia l’epoca (era solo ieri) in cui «andare in analisi» era una moda sociale privilegiata da far sapere in giro (bisognava essere ricchi, a 150 mila lire a seduta), in cui ogni giornalista (specie se donna) sapeva distinguere tra «inconscio» e «subconscio», padroneggiava i termini della pseudoscienza come super-Io ed Es.
    La psicanalisi non solo era una terapia, ma una visione del mondo, una gnosi sostitutiva della fede, un mito originario che spiegava ogni cosa presente, una chiave interpretativa totale.
    Tutto ciò è finito di colpo e apparentemente senza traccia.
    Non è più di moda «andare in analisi», né sospettare in un episodio passeggero di stitichezza un sintomo di «regressione nella fase sadico-anale», né spiegare il Terzo Reich (o il comunismo, il liberalismo, o Cristo stesso, fate voi) in termini di «irrisolto complesso di Edipo».
    Nessun intellettuale à la page interpreta più il mondo secondo i canoni del freudismo.
    Come mai?
    Piacerebbe rispondere che la coscienza pubblica s’è accorta finalmente che la psicanalisi non guariva nulla.
    Freud stesso lo sapeva fin troppo bene.
    Cominciò con l’escludere dalla sua «cura» i veri malati mentali quelli che un tempo si chiamavano schizofrenici e paranoici, gli psicotici, per occuparsi solo dei «neurotici»: per esempio i sofferenti di claustrofobia e gli assillati dalla mania di lavarsi troppo spesso le mani, o da timidezze e pulsioni poco confessabili.
    Occorreva inoltre che i pazienti fossero colti e borghesi, per avviare la relazione psicanalitica, meglio ancora se benestanti.
    I pazienti «sperimentali» di Freud venivano quasi esclusivamente da famiglie ebraiche borghesi della Vienna del tardo ‘800, veri nidi proliferanti di nevrosi e snobismi, di arrivismi e sensi di colpa, oltrechè di «schadenfreude».
    Su questo, Karl Kraus ha sparato aforismi definitivi: «la psicanalisi è quella malattia mentale di cui pretende di essere la cura», «quelli che oggi si chiamano uomini vanno dallo psicanalista a farsi abortire».
    Ma tutta questa enorme frode è durata quasi un secolo.
    In cui gli psicanalisti facevano proliferare il loro bla-bla su riviste molto chic, e tenevano in analisi anche per sette, dieci anni (a 150 mila lire per 45 minuti) alla ricerca di «traumi infantili» - inevitabilmente sessuali e incestuosi da «far emergere dal subconscio» in cui li aveva «rimossi» il super-ego (questo moralista), nella presunzione con ciò di guarire lievi sintomi che passano da sé in qualche mese.
    Non visti sotto l’inutile bla-bla, nel frattempo, gli psichiatri veri, quelli che avevano la parte sgradevole del lavoro, dovendo contenere i matti se possibile senza le camicie di forza, identificavano farmaci raffinatissimi che modificano la chimica cerebrale molecolare.
    Quattro settimane di pasticche e il peggio passa, senza bisogno di sapere se il disturbo nascesse dal fatto che il paziente, a tre anni, aveva visto i genitori in coito, o fosse stato punito durante la defecazione.
    Un sano materialismo pratico ha finito per collegare certe demenze a intossicazioni da metalli pesanti, e a ridurre il rischio di suicidio nella depressione con farmaci modulatori della serotonina.
    Senza indagare su «cause interiori» forse inesistenti, né supporre un subconscio che probabilmente è esistito solo dentro gli ebrei borghesi di Vienna.
    Ma supporre che la psicanalisi sia stata seppellita dalla coscienza che non curava, è dare troppo credito ai pazienti di ieri.
    Le signore-bene di Milano, come già prima quelle di Vienna e di New York, lo sapevano benissimo.
    Andavano dall’analista perché questi prendeva sul serio fatti irrilevanti una lettera non spedita per dimenticanza, una conoscente «non vista» per la strada come sintomi significativi.
    E i sogni più banali erano sviscerati come sacri messaggi della Pazia che si nascondeva nel profondo della signora.
    In una parola, perché con la psicanalisi le vite più disperatamente comuni e mediocri diventavano «interessanti».
    La psicanalisi, fulminò ancora Kraus, «ha dato una coscienza di classe all’inferiorità».
    E poi, perché sul divano si parlava molto di sesso.
    E forse è questo il motivo della sparizione del freudismo.
    Di sesso ormai ne abbiamo troppo, e c’è pochissimo di cui parlare.
    La libido, che Freud elevò a potenza radicale della vita, ci ha lasciato.
    Viviamo e anche i giovani ignari vivono nelle devastazioni sociali che la psicanalisi, come altri totalitarismi, come il comunismo reale e anch’esso «scientifico», ci ha lasciato.
    Quali?
    Per millenni, maternità e famiglia sono state circondate da un’aura sacra di rispetto e di santità.
    Freud «spiegò» che il poppante, gonfio già di libido, trae piacere dalla madre, sicchè la sessualità infantile, «perversa polimorfa», si «fissa» sulla mamma.
    Il padre «reprime» la sessualità del poppante minacciandolo di castrazione (e le femminucce? Spiegazione pronta: loro al contrario hanno «l’invidia del pene»); il complesso di Edipo viene rimosso e confinato nel subconscio, alimenta sensi di colpa… e così via mitologizzando.
    E se qualcuno obiettava che lui, proprio, di andare a letto con sua madre non aveva mai pensato,era subito bollato come un super-represso, uno schiavo del super-io.
    Naturalmente, la religione veniva interpretata di conseguenza: Dio è la figura proiettata del «padre castrante», la fede è la totemizzazione della sopraffazione sessuale originaria del padre, la sua accettazione-castrazione.
    Non ci voleva molto perché George Bataille ma anche tutta la «sinistra freudiana» (Reich, Fromm, Marcuse) ne deducesse le conseguenze «politiche».
    La prima democrazia fu instaurata nel branco proto-umano quando i maschi massacrarono il padre che si accaparrava tutte le femmine, la sola vera liberazione è sessuale, e la libertà che conta è quella che spezza i tabù, a cominciare dall’incesto per finire col parricidio.
    Per concludere: la libertà è «trasgressiva», ed ecco perchè oggi la democrazia politica non è una lotta contro la tassazione, lo sfruttamento dei lavoratori e la guerra, ma per i diritti gay; è «orgiastica», ed ecco le discoteche, la «libera droga», le «sensazioni forti» che i giovani inseguono.
    La famiglia è «repressiva» e «patologica» per definizione, da curare con divorzio e aborto facili.
    La libido è un’esigenza legittima che va esercitata fin dalla più tenera età per scongiurare nevrosi, la maternità un incidente da evitare.
    In generale, tutto ciò che è superiore fame di eternità, aspirazione alla grandezza, all’eroismo, alla pura e semplice onestà va ridotto alla sua «verità», che è sempre inferiore.
    Il mistico cristiano, l’artista, il cavaliere non fanno che «sublimare la libido» o la volontà di potenza che non possono esercitare direttamente.
    I soli normali sono i transessuali, i pervertiti e gli omosessuali, in quanto «liberati».
    Ancora una volta, lasciamo la parola a Kraus: la psicanalisi (ma si può dire lo stesso del comunismo e del liberismo dogmatico) è «la vendetta del mollusco contro l’uomo, del commerciante contro l’eroe, del ghetto contro Dio», e tutto ciò «fa rapidi progressi,
    opporsi ai quali vuol dire essere reazionario».
    Questa è la devastazione che Freud ha portato, l’argine che ha rotto.
    Se il katechon è «ciò che trattiene l’Anticristo», Freud esercitò con successo l’opera contraria, spalancò le porte.
    Ne era perfettamente cosciente, se alla sua «Interpretazione dei sogni» appose in exergo i versi di Virgilio: «flectere si nequeo superos, Acheronta movevo», poiché non posso piegare le divinità superiori, sommuoverò le forze infere.
    Il risultato non sembra allegrissimo, specie per i giovani, i nostri ragazzi che ci circondano flaccidi e infelici, e di Freud non colgono che le rovine.
    C’è chi sospetta che le ragazze, specialmente, manifestino gravi sintomi.
    Quali?
    Proviamo a ricordare com’era la normalità, prima del regno della libido «liberata».
    La donna sapeva che il fiore della sua bellezza adolescente era breve, che presto l’età e le gravidanze avrebbero attenuato la sua attrattività sessuale.
    Per questo la comunità onorava la moglie e la madre: la inseriva nella coscienza condivisa che lo sfiorire era compensato dalla partecipazione a qualcosa di eterno, la trasmissione della vita (e della vita «umana», cioè allevata alla civiltà), consolata dall’amore dei figli, da una fedeltà del marito su cui la società stessa vegliava.
    Ipocrisia repressiva, spiegò Freud, e diede il via alla «liberazione».
    Il risultato attuale è questo: le adolescenti soffrono di «scarsa autostima», si concedono facilmente meno per lussuria, e tantomeno per eros, che per provare a se stesse di essere attraenti, di valere qualcosa.
    Se si sposano, fanno leva sulla loro appetibilità sessuale, ma non saranno mai sicure che un’altra sia più appetibile.
    La concorrenza, qui, non finisce mai.
    Forse per questo troppe giovani donne oggi distruggono il proprio corpo reificato, ridotto a cosa da godere?
    Anoressia e bulimia sono in aumento esponenziale.
    Il 40 % delle studentesse attraversa almeno un episodio, procurandosi una mostruosa grassezza o una magrezza spaventosa.
    I giornalisti, psicanalisti da strapazzo, accusano le modelle filiformi, che offrono un modello da non seguire.
    Ma che dire, quando si apprende che le anoressiche o bulimiche ricorrono spesso ad auto-mutilazioni?
    E’ la moda, ovvia risposta, il piercing, il tatuaggio… in Inghilterra, certi ospedali forniscono un «kit di mutilazione» con lamette almeno sterilizzate.
    L’auto-mutilazione è un segno estremo di disagio psico-sociale.
    Era una pratica dei galeotti, degli schiavi; all’autolesionismo ricorrono le belve in gabbia.
    E che dire dei maschi che si spiaccicano in auto il sabato sera, gonfi di ecstasys?
    Sono un numero enorme: la classe di età che muore di più è quella dei 14-24enni, superata solo dagli ottantenni.
    E’ un segno di felicità, di pienezza?
    Ecco un bell’argomento per il bla-bla psicanalitico: e se il nome delle droghe velenose fosse rivelatore, come simbolo?
    L’eroina al posto dell’eroismo e dell’eros di cui i nostri giovani sono defraudati.
    L’ecstasys come surrogato dell’estasi mistica, a cui non devono nemmeno più aspirare.
    Pasticche per calmare, illusoriamente, la fame repressa di divino, di dignità, di significato.
    Che frode, questa liberazione…….
    Insomma a 150 dalla nascita il maestro e la sua sessualità liberata tornano alla ribalta più che mai e voi che ne pensate?

  2. #2
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    La psicanalisi è passata di moda per sempre; i giovani non possono nemmeno immaginare l’impero che questa mitologia pseudoscientifica esercitò sulla collettività occidentale, la presa totalitaria che ebbe sulle coscienze.
    Come ebbe a dire Mark Twain: "Le notizie circa la mia prematura dipartita sono di parecchio esagerate...". Ti consiglierei di aspettare altri 150 anni, prima di dire che sia "passata di moda".
    Peraltro, non penso si tratti di "mitologia psudoscientifica". Non ha nulla di mitologico ( La mitologia dunque è la scienza delle antiche favole proprie d'una etnia o di una nazione (mitologia Indo-europea, mitologia greca, ecc.); le raccoglie, le collega, cerca di interpretarle e di capire, nello studio delle loro origini, dei loro significati e dei loro sviluppi, l'animo degli nomini che le immaginarono. ).
    Quanto alla "presa totalitaria", mi chiedo dove stia. Se sei in grado di dirmi (a memoria) i nomi di cinque psicoanalisti viventi e operanti in lombardia ti pago da bere. Poi esci e chiedi i nomi di cinque calciatori, attori, cantanti, ballerine ecc. con le stesse caratteristiche. E vediamo chi esercita una "presa totalitaria".

    Non è più di moda «andare in analisi», né sospettare in un episodio passeggero di stitichezza un sintomo di «regressione nella fase sadico-anale», né spiegare il Terzo Reich (o il comunismo, il liberalismo, o Cristo stesso, fate voi) in termini di «irrisolto complesso di Edipo».
    Eh... potenza dei meccanismi di difesa... . Seriamente, ma dove cavolo hai mai letto un'interpretazione in termini edipici di uno psicotico come Hitler? (Dal punto di vista teorico, è un ossimoro). Comunque ti consiglio vivamente "Sindromi psicosociali" di Giuseppe Di Chiara.

    Cominciò con l’escludere dalla sua «cura» i veri malati mentali quelli che un tempo si chiamavano schizofrenici e paranoici, gli psicotici, per occuparsi solo dei «neurotici»: per esempio i sofferenti di claustrofobia e gli assillati dalla mania di lavarsi troppo spesso le mani, o da timidezze e pulsioni poco confessabili.
    Ti auguro non capiti mai a te, carissimo... Nel caso, vedrai che non sono "sindromi da malato immaginario", come sembri ritenere (in buona compagnia dei medici pre-freudiani... Bel "progresso").

    Continuo poi. Voglio lasciare anche ad altri la possibilità di cercare di farti riflettere.

    Buona vita, ma...

    Prima di azionare le dita, assicurarsi che il cervello (area motoria supplementare compresa) sia colegato...

    Saluti inconsci

    Guglielmo

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    07-02-2005
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    Monza
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    Re: maggio06 150ennio della nascita di Sigmund Freud: Un Bilancio

    Originariamente postato da Yezidism
    è stupefacente la sordina con cui si sono celebrati i 150 anni della nascita di Sigmund Freud, il 6 maggio scorso.
    Qualche articoletto d’ufficio nelle pagine culturali, prima della frettolosa e definitiva risepoltura dell’ex-grande del ‘900.
    non ho capito che c'entra questa introduzione col resto del tuo post (sorry, ho dovuto saltare qualche riga... era infinito e un po' confuso)?
    da questa apertura sembra che ti dispiacia... poi lo attacchi su ogni finaco

  4. #4

    Re: maggio06 150ennio della nascita di Sigmund Freud: Un Bilancio

    Originariamente postato da Yezidism
    Quattro settimane di pasticche e il peggio passa, senza bisogno di sapere se il disturbo nascesse dal fatto che il paziente, a tre anni, aveva visto i genitori in coito, o fosse stato punito durante la defecazione.
    Un sano materialismo pratico ha finito per collegare certe demenze a intossicazioni da metalli pesanti, e a ridurre il rischio di suicidio nella depressione con farmaci modulatori della serotonina.
    ridurre? ma siamo proprio sicuri?

    comunque sarebbe carino riportare le fonti senza fare copia e incolla (sempre che tu non sia l'autore del pezzo)
    anche perché, come in questo caso, fanno capire mooolte cose sull'articolo riportato

    Freud, o del veleno, di Maurizio Blondet
    Ultima modifica di Mia_Wallace : 22-05-2006 alle ore 21.53.29
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  5. #5
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Lepre*marzolina
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    nei peggiori bar di caracas...
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    ho guardato un po' il sito che riportava l'articolo...quello che Mia ha dovuto citare ed ho trovato che fa capo ad una libreria-casaeditrice che si presenta cosi'....

    La libreria non ha uno scopo commerciale ed ignora pertanto, volutamente, le opere che contrastano l'orientamento cattolico di fondo
    e fatevi un giro tra i libri proposti!!!!
    ora ognuno è libero di dire cio' che vuole...ma almeno , se cita, controlli le fonti!!!

    Quattro settimane di pasticche e il peggio passa, senza bisogno di sapere se il disturbo nascesse dal fatto che il paziente, a tre anni, aveva visto i genitori in coito, o fosse stato punito durante la defecazione
    ma hai mai visto persone che prendono quelle che tu definisci "pasticche" e che vedi come una panacea??? credo proprio di no.... sennò non parleresti cosi'
    Ultima modifica di Lepre*marzolina : 22-05-2006 alle ore 22.56.12
    dove c'è gusto non c'è perdenza

    ho sempre amato il mio prossimo...finchè era poco....



    Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. 640 pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà
    C.P.



    E' cosi' difficile divertirsi di questi tempi, anche sorridere fa male alla faccia

  6. #6
    Johnny
    Ospite non registrato

    Re: maggio06 150ennio della nascita di Sigmund Freud: Un Bilancio

    Originariamente postato da Yezidism
    Salve, è stupefacente la sordina con cui si sono celebrati i 150 anni della nascita di Sigmund Freud, il 6 maggio scorso.
    forse è stato rimosso

    bè, a parte gli skerzi, secondo me è sbagliato dire che Freud è "passato di moda", xke non si tratta di una moda.

    è stato un tassello importante e ha contribuito non di poco all'evoluzione della psicologia ovvio che non tutte le scienze sono immortali e assolute...ma questo fa parte del gioco; sono appunto i paradigmi di cui parla Khun (si scrive così?) ogni epoca ha un paradigma, che viene sostituito nell'epoca successiva, è così ke funziona la scienza.

    A mio avviso (parere personale) trovo che Freud abbia dato vita a una teoria completa, di cui le fasi dello sviluppo psicosessuale sono parte importante, che può essere usata come teoria di riferimento x interpretare molte patologie.
    Può essere criticata o meno, ma credo ke non si possa negare che sia una teoria coerente e completa.
    Ultima modifica di Johnny : 22-05-2006 alle ore 23.01.08

  7. #7
    Yezidism
    Ospite non registrato
    salve... ma dai allora non avete capito il senso ironico.... ho ripercorso le tappe della psicanalisi con voluta visione ignorante in merito per poi alla fine far vedere come invece si è rivelato veritiero... vi siete soffermati solo sulla grossolana introduzione (da scettico freudiano) ma non avete letto invece quando parlo di attuale "sessualità liberata" di famiglia attuale vista come luogo di castrazione.... non mai come adesso è attuale freud... io evidenziavo solo le critiche che ha ricevuto negli anni 90 da altri approcci della psicologia.... in soldoni possiamo dire che all'inizio freud è la psicanalisi fù visto come un dio... poi fù quasi abbortito ed ultimamente sembra rinato..... o almeno sembra che i posteri hanno confermato le sue teorie... come è scritto sopra può darsi anche che la società si è evoluta (socio/economicamente) al punto da essere simile al livello socio economico dei clienti di freud (borghesi) e quindi si hanno più sintomi standard come: tradimento, arrivismo, gelosia ecc...
    quello che mi premeva è che a 150 anni dalla nascita di freud e soprattutto in questo contesto storico italiano che vede il legalizzarsi dei pacs e di nuovi tipi di famiglia, come non si può riconoscere a freud il merito di essere stato un grande studioso della sessualità umana.... di essere un grande laico... un uomo veramente moderno... come faremo noi a spiegare l'omosessualità, il profilo di un serial killer, un sogno, la passione per uno sport con le teorie di skinner? come dicevo sopra il modello interpretativo che ci ha dato freud è talmente vasto da poter includere di tutto (da hitler al sogno dell'uomo sulla luna) i migliori modelli ovviamente sono così... sta poi a chi usa tale modello il saperlo usare... pensare semplicemente a quanti miliardi di dollari hanno guadagnato i pubblicitari che primi adottarono le tecniche psicanalitiche nelle ricerce di marketing... quelli che negli anni 70 si chiamavano parrucconi... per fermarli hanno dovuto leggiferare fino addirittura ad arrivare alle pubblicità subliminali...
    hanno dato più spinta le teorie psicanalitiche all'economia liberale americana che tutte le teorie di keynes e smith messe insieme... tutti sanno che è inutile avere un prodotto se non c'è nessuno motivato a comprarlo! come ti motivo all'acquisto? qual'è il tuo legame simbolico col prodotto? è vero che un prodotto parla all'inconscio? ecc... qui intervenne freud erano gli anni 60/70 pieno liberismo americano e psicopubblicità con le sue teorie diede una grande spinta al liberismo... oggi torna alla ribalta con la sessualità e laicità... come ho scritto sopra questo periodo storico all'insegna di freud possiamo chiamarlo:il periodo della sessualità liberata... e cmq a 150 anni per spiegare un sogno c'è solo la teoria di freud come modello di riferimento.... chissà se veramente in futuro ci sarà il periodo della liberazione dei sogni? io in freud sono stato sempre molto fiducioso...

  8. #8
    Originariamente postato da Yezidism
    salve... ma dai allora non avete capito il senso ironico....
    a me non sembra per niente ironico

    Originariamente postato da Yezidism
    ho ripercorso le tappe della psicanalisi con voluta visione ignorante in merito per poi alla fine far vedere come invece si è rivelato veritiero...
    ah, quindi l'articolo l'hai scritto tu?
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  9. #9
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    Re: maggio06 150ennio della nascita di Sigmund Freud: Un Bilancio

    Originariamente postato da Yezidism
    in cui ogni giornalista (specie se donna) sapeva distinguere tra «inconscio» e «subconscio», padroneggiava i termini della pseudoscienza come super-Io ed Es.
    Questa più che altro mi sembra una bella lezione di luoghi comuni... Sarà anche ironico, ma perchè ribadirli sempre...
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  10. #10
    Partecipante Affezionato L'avatar di cucciola
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    Io non ho capito....

  11. #11
    Yezidism
    Ospite non registrato
    ciao, cucciola in realtà non c'è quasi nulla da capire il 3d voleva essere un modo dove ognuno di noi desse un parere +- sindacabile sull'opera di freud dato che in questo mese ne ricorre il 150 esimo anno dalla nascita.... un modo per ricordarlo sia come eloggio oppure come critica ma semplicemente un modo per ricordarlo... io mi aspettavo che qualcuno rispondesse con le sue idee/opinioni in merito all'opera di freud invece ho trovato solo risposte che si soffermavano ad analizzare se la psicanalisi fosse scienza o pseudoscienza... personalmente reputo la psicanalisi una pseudoscienza al confronto di altre teorie psicologiche più prettamente scientifiche come i riflessi pavloviani, il condizionamento operante, le tecniche cognitivo comportamentali, le teorie di piaget ecc.. resta cmq il fatto che alcuni fenomeni psicologici tipo i serial killer, i sogni, l'omosessualità, le isterie ecc.. per spiegarli devo per forza ripiegare sulle teorie pseudoscientifiche di freud... un pò come in economia... nessuna teoria economica è scienza ma per spiegare certi fenomeni devo sempre ripiegare a teorie economiche pseudoscientifiche... chi nella vita ha letto Pareto può capire l'esempio di economia che ho fatto... personalmente ho molto rispetto di freud lo considero da sempre un vero genio anzì era uno dei pochi geni conscio di essere genio esattamente come dante alighieri... che dire di lui? come ricordarlo? possiamo dire che lui dopo 2000 anni di religioni ha riaperto una porta che era stata chiusa dai tempi di aristotele e diogene.... ha dato una visione dell'uomo completamente slacciata dai retaggi religiosi, razziali, culturali e sessuali, freud fù il primo in molti settori della mente... dagli autoesperimenti sulla cocaina all'interpretazione dei sogni allo sviluppo del bambino fino alla psicanalisi dell'arte e della letteratura.... ho sempre detto che se un giorno avessi il piacere di partecipare a qualche seduta spiritica potendo scegliere uno spirito da evocare come potrei dire di non essere onorato nel poter dire spirito di sigmund freud se c6 batti un colpo!!!

  12. #12
    Partecipante Esperto L'avatar di Isildur
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    Originariamente postato da Yezidism
    personalmente reputo la psicanalisi una pseudoscienza al confronto di altre teorie psicologiche più prettamente scientifiche come i riflessi pavloviani, il condizionamento operante, le tecniche cognitivo comportamentali, le teorie di piaget ecc..
    E' una scienza o non è una scienza?
    Quali sono le caratteristiche di una scienza (cosa rende "scienza" una scienza)?
    In cosa è manchevole ed in cosa no, la psicoanalisi?

    Emma Watson CBCR Fans Club

  13. #13
    virginella
    Ospite non registrato
    Ironico o non ironico purtroppo hai ragione tu.
    I 150 anni dalla nascita di Freud ci sono stati e sono effettivamente stati celebrati in modo approssimativo e superficiale... perchè?
    Io credo che i motivi siano molti anche se non condivido la tua posizione. Tra i motivi, a mio avviso, è opportuno ricordare che, diversamente da 100 anni fa, come tu stesso ricordi, la psicoanalisi deve competere con una forma di terapia delle medesime condizioni cliniche che viene proposta da multinazionali e divulgata da "scienziati" che hanno costruito le loro carriere svolgendo studi "scientifici" sull'efficacia di farmaci. Questi studi, nella maggioranza dei casi, sono stati finanziati dalle stesse multinazionali in oggetto. Questi studi sono stati pubblicati su riviste "scientifiche" di proprietà di queste multinazionali (come editori) e sono stati accolti in congressi internazionali sponsorizzati da case farmaceutiche. Non credo che di questi tempi un pensiero che non produce profitto per una grossa azienda, come quello psicoanalitico, sarebbe potuto sopravvivere a lungo alla concorrenza.
    Che colpa abbiamo noi (psicoanalisti) se di psicoanalisi parlano solo persone che non la conocono? Perchè il pensiero psicoanalitico per un comune cittadino deve essere quello esposto da Crepet, Andreoli o altri telegenici psichiatri? Che colpa abbiamo noi se il corpus psicoanalitico, nella sua complessità, deve essere ridotto ad un fatterello nel quale un bambino perverso e polimorfo si vuole trombare sua madre ma non lo fa per paura che suo padre lo eviri?
    Non credi, e concludo, che sia proprio l'approccio che tu ci hai presentato, perquanto ironico, la pietra tombale della psicoanalisi?

  14. #14
    Partecipante Affezionato L'avatar di cucciola
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    in giro
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    Virginella, credo di concordare molto sul tuo punto di vista...
    ad ogni modo, ho cercato di capire...ebbene credo che oggi come oggi, credo che si sia un pò dimenticato il significato profondo della parola "psiche", perchè ormai è sulla bocca di tutti e tutti ne sanno dare una propria opinione leggendo su e giu' su qualche rivista, o ancora meglio, ascoltando qualche provetto saputello in tv (almeno parlo di come li vedo io)!!!
    Certe volte, vi parlo per esperienza, quando magari, vedi persone che conosci e stanno intorno a te, che parlottano delle problematiche dei figli...e poi....non ne prendono atto, o meglio, nn si fanno carico del problema...
    bene per me Freud è stato questo..al di là delle teorie, e dei colpi geniali che lo hanno contraddistinto, lui è stato colui che ha dimostarto come ci si potesse prendere cura di chi non appartenesse ai canoni "normali".

  15. #15
    Yezidism
    Ospite non registrato
    salve, ilsidur sulla questione del concetto di scienza è una storia lunga... quello che dico della psicanalisi del fatto che non la considero una scienza pura ci sono vari motivi; il principale è quello che è troppo cultural specifica (se applichi freud ad aborigeni o poligami va tutto all'aria, se lo applichi all'uomo occidentale europeo è vangelo!) il secondo punto dove scricchiola di scientificità è il corrispettivo neurale/biologico (non esitono neuroni dell'io del es e del super io), di contro a freud il beaviorismo di skinner oltre che essere transculturale (tutti gli uomini) è anche animale (ratto, cane, pesce ecc.) con skinner posso spiegare l'apprendimento dall'uomo alla farfalla ma mi rimane difficile trovare il complesso di edipo in una aragosta.... ricordiamoci poi che la memoria umana è stato dimostrato che al livello neurale funzioni con il rinforzo post tetanico che detto skinneriamente è il rinforzo operante....
    per molti aspetti reputo molto più scientifiche le teorie di skinner, quelle di lewin, quelle di naisser sulla memoria, quelle della gestalt che non quelle psicanalitiche freudiane...
    resta il fatto che per spiegare/comprendere la pedofilia, i sogni, l'omosessualità, i raptus, l'emotività, i serial killer, la leadership, l'inconscio ecc.. si deve ricorrere alla teoria di freud...
    questo secondo me perchè la psicanalisi ancora non ha terminato l'evoluzione che la vede passare da pseudoscienza a scienza.... un pò come era prima il discorso alchimia/chimica...
    lo sappiamo che tutti che c'è del vero nella teoria di freud il problema è che non si riesce a generalizzare la teoria, resta difficile anche sposare darwin con freud... se si parla di selezione naturale darwiniana si finisce dritti dritti in braccio a skinner più che a freud...
    ad esempio per freud sembra che i complessi edipici siano genetici ereditari... il ciò porta a dedurre che siano frutto di qualche spinta selettiva, esattamente come il ridere, il piangere, ecc.. ma se fosse così perchè molti miliardi di uomini sul pianeta non hanno complessi edipici? siamo solo noi occidentali ad aver subito una spinta selettiva da produrci fenotipicamente i complessi edipici?
    un uomo incredibile, freud ha inventato una teoria che se viene applicata agli occidentali è una scienza superesatta se questa stessa teoria viene applicata agli orientali crolla come un castello di sabbia.... un vero enigma...
    forse se pensiamo di usare freud per capire confucio ci accorgiamo perchè....
    freud è nato nel 1856 mentre confucio è nato nel 551 a.c. per rendere l'idea il pensiero di confucio nasceva 200 anni prima di alessandro magno e quasi 600 anni prima della nascita di jesu cristo... bene 600 anni prima della notte di betlemme confucio molto skinnerianamente diceva: "Non sono nato saggio, ma è con gli studi che sono diventato saggio" poi rincara la dose quasi sfiorando il rinforzo dice confucio "Imparare senza riflettere o riflettere senza imparare non vi porta alla buona comprensione" per ultimo confucio arriva afreud e dice: "Se si incontra un saggio bisogna seguire il suo esempio; se costui non è un saggio, bisogna fare un giro su se stessi" ecco il problema è il saper riconoscere i saggi... freud ho sempre pensato che sia un saggio.

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