• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Visualizzazione risultati 1 fino 6 di 6

Discussione: ematofobia

  1. #1
    Yezidism
    Ospite non registrato

    ematofobia

    Ciao, volevo sapere quali sono le cure per l'ematofobia e da cosa dipende nel senso se è una cosa biologica o solo psicologica...

  2. #2
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    Dipende dagli obiettivi terapeutici che si individuano con la persona.
    Se si vuole agire esclusivamente sul sintomo ci sono terapie brevi e cognitivo comportamentali che con le fobie funzionano moltissimo.
    Se ci si prefigge di inquadrare il problema in una cornice più ampia e capire maggiormente la funzione del sintomo all' interno del sistema allora può essere indicata una terapia sistemico-relazionale.
    Personalmente ricordo un caso in cui era evidente che l' ematofobia era un segnale che emetteva la persona rispetto un problema più ampio che riguardava i rapporti con gli altri. In questo caso l' intervento sul sintomo non era quindi sufficiente per esaurire la richiesta d' aiuto, ben più complessa, da parte della persona.

    Direi che è difficile dare un' origine biologica al disturbo. Meglio utilizzare la griglia di interpretazione bio-psico-sociale seconda la quale puoi ereditare alcune predisposizioni ma per sviluppare il sintomo è necessario un ambiente che lo favorisca.

    Saluti
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  3. #3
    Yezidism
    Ospite non registrato
    ciao rubens, io pensavo ad una origine biologica anche perchè come fobia sembra essere interculturale e interterritoriale... mentre l'aracnofobia sembra più un discorso psicologico legato alla cultura occidentale... secondo te l'ematofobia non è la dimostrazione che in fondo l'uomo è un animale benevole?

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    Originariamente postato da Yezidism
    ciao rubens, io pensavo ad una origine biologica anche perchè come fobia sembra essere interculturale e interterritoriale... mentre l'aracnofobia sembra più un discorso psicologico legato alla cultura occidentale...
    Non ho capito cosa vuoi dimostrare, puoi essere più chiara?


    secondo te l'ematofobia non è la dimostrazione che in fondo l'uomo è un animale benevole?
    Una generalizzazione un pò forzata.
    L' ematofobia come anche le altre categorie di disturbi nervosi non indicano nulla di come in realtà possa manifestarsi il problema in una persona specifica.
    Vi saranno una serie di ematofobici tutti connotati da caratteristiche diverse. Generalizzare è pericoloso.

    Personalmente vedo l' ematofobico essenzialmente come un problema. Le persone che presentano questo disturbo hanno difficoltà anche nel mangiare carne al sangue ed è un disturbo egodistonico. Difficile farne una bandiera di benevolenza della razza umana.

    rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  5. #5
    Yezidism
    Ospite non registrato
    ciao.. allora ti spiego il mio caso.. mangio bistecche al sangue come fossi una tigre e di solito pulisco a mani nude anche il pesce che pesco, il problema è che se mi taglio e vedo uscire una goccia del mio sangue mi cominciano a tremare le gambe divento bianco e se continuo a guardarlo posso anche svenire... inennarrabile è la sensazione che provo quando a volte sono obbligato a fare un prelievo del mio sangue per le analisi.... la stessa sensazione la ho se vedo il sangue per terra o nei contenitori, anche se qualcuno vicino a me sanguina non posso guardare lo stesso anche se è un film.... io pensavo fosse qualcosa di biologico legata alla percezione del colore rosso un pò come succede al toro...
    a me a volte da fastidio anche guardare le vene soprattutto quelle dei bracci, del collo e delle gambe... qunado le guardo in un battere di milionesimo di secondo penso che quelle vene potrebbero scoppiare e far fuoriuscire il sangue... questo produce in me un immediato distoglimento dello sguardo dalle vene... quasi un ripudio... la peggior tortura a cui posso essere sottoposto è assistere mentre qualcuno si taglia i polsi! al solo pensiero nella mia mente si forma uno sforzo di vomito... lo so è strano... ma l'umanità dice che ci sono i vampiri coloro che amano il sangue e gli ematofobici come me che fuggono dal sangue... cercavo di capire cosa significa questo dualismo nell'umanità, rubens metti anche che io sono uno O+ donatore universale... ma da cosa può dipendere io di questa cosa ne ho sempre sofferto come se fosse geneticamente parte di me un riflesso innato....

  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    Il tuo racconto è chiaro.
    Posso dirti come mi muoverei io se avessi una situazione come la tua.
    Il primo passo, dal mio punto di vista, è quello di chiarire gli obiettivi. Un lavoro che puoi fare con lo psicologo potrebbe essere la ricerca 'delle cause' o una contestualizzazione del sintomo. Un altro lavoro che potresti fare è la ricerca dell' eliminazione del sintomo. Non sempre i 2 interventi coincidono.
    L' intervento specifico sul sintomo si rispecchia in epistemologie precise, terapie brevi o comportamentali. L' intervento sulla comprensione del sintomo all' interno del sistema segue un' epistemologia sistemico-relazionale e tante altre.
    Le cose poi non sono proprio così nette questa casomai è una piccola traccia che seguirei ponendomi in un' ottica di soluzione del mio problema.

    Se considerassi ciò che tu mi hai scritto con gli occhi di un terapeuta potrei farti alcuni commenti ' a caldo'.
    Sembra che tu sia vittima di una suggestione che ti porta a collegare ad una percezione empirica una serie di sensazioni che contribuiscono ad accrescere dentro di te l' escalation verso lo svenimento.
    Con una serie di tecniche di desensibilizzazione potresti riuscire a gestirlo (e tanti altri colleghi che leggono questo thread potrebbero consigliarti molte tecniche).
    Personalmente credo possa essere più funzionale creare un' anamnesi del problema ed arrivare a comprenderlo il più possibile, prima di tentare una tecnica pragmatica.

    Ciao
    rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

Privacy Policy