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  1. #1
    psicocoscienza
    Ospite non registrato

    mezzo scandalo per il codice Da Vinci

    il film più chiacchierato degli ultimi tempi ha fatto smuovere la religione in una competizione che non ha nulla di religione
    Ultima modifica di psicocoscienza : 19-05-2006 alle ore 11.52.53

  2. #2
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
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    Persino Vespa ha capito che è tutta pubblicità per la religione e per la Chiesa in particolare.
    L'importante è che se ne parli. Più forte, pubblica e plateale sarà l'opposizione della Chiesa e più se ne parlerà.
    Chi non è impegnato a risorgere, è impegnato a morire. Bob Dylan

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    visto che come tema è attuale, va benone parlarne...
    ma così nn è molto chiaro: ti posto un paio di articoli, così magari si capisce meglio su cosa discutere.


    Appello del cardinale ai microfoni della Radio Vaticana
    Anatema sul Codice da Vinci
    Bertone: «Non leggetelo. C'è una strategia anticattolica. Cosa accadrebbe se stravolgessero la Shoah o Maometto?»

    Chi ancora non l’avesse letto, farà bene a non chiederne una copia nelle librerie cattoliche, tratto in inganno da una trama che intreccia i suoi molteplici fili con la storia della Chiesa e la vita di Gesù. Sugli scaffali non ne troverà traccia, e probabilmente si beccherà un’occhiata in tralice da più di un commesso. Perché da oggi Il Codice Da Vinci , clamoroso successo internazionale dell’americano Dan Brown, è ufficialmente off limits . Bandito. «Scomunicato». Ci aveva già provato qualche mese fa un misconosciuto scrittore spagnolo, José Antonio Ullate Fabo, giornalista cattolico di Navarra. Il suo La verdad sobre el Codigo Da Vinci mancava però di un elemento fondamentale: l’autorità. Ieri contro il «Codice satanico» è sceso in campo uno dei principi della Chiesa, il cardinale Tarcisio Bertone, arcivescovo di Genova. Di fatto, è il Vaticano stesso a rompere il silenzio corrucciato con il quale aveva reagito alla pubblicazione del thriller esoterico di Brown.

    «Non leggete e non comprate quel romanzo».Un appello ai microfoni della Radio Vaticana, per combattere uno stereotipo secondo cui «bisogna leggere questo libro per capire le manipolazioni che la Chiesa avrebbe operato nel corso della storia». Stereotipo che circola soprattutto nelle scuole, e per cui «non si può essere giovani moderni senza aver letto il Codice ». Di fronte alle «bugie a buon mercato» del bestseller, Bertone schiera la verità del Vaticano. E la verità è che «c’è un grande pregiudizio anti-cattolico» (un’idea del resto condivisa dal sociologo Usa Philip Jenkins): «Se fosse stato scritto un libro pieno di menzogne su Buddha o su Maometto, o se fosse uscito un romanzo che avesse manipolato la storia dell’Olocausto o della Shoah, che cosa sarebbe accaduto?».

    Bertone è stato il vice di Ratzinger all’ex Sant’Uffizio, culla dell’ortodossia cattolica. La quasi-scomunica era quindi nell’aria, anche perché proprio per stasera il cardinale ha organizzato un dibattito (a Genova, in Sala del Quadrivium) per smascherare «inesattezze e falsità» del thriller. Un romanzo che un tempo si sarebbe detto «popolare», pure un po’ furbetto nel suo mescolare abilmente Gesù ai templari, il genio di Leonardo a delitti da manuale noir . Fiction, insomma. Ma dal contenuto esplosivo. Brown, di suo, non ha fatto nulla per sedare le polemiche: quando nel calderone finiscono la liaison tra Gesù e la Maddalena, un figlio segreto e un’Opus Dei «custode» di misteri per i quali non esita a uccidere, a furia di rimestare qualche turbamento verrà a galla. Il resto è abilità manageriale. Da due anni ormai lo scrittore va dicendo che la sua è un’opera di pura invenzione, salvo affermare en passant che «tutte le descrizioni di documenti e rituali segreti rispecchiano la verità». Un colpo al cerchio, uno alla botte. Un approccio naïf che non convince Bertone: «C’è una strategia nella diffusione di questo castello di menzogne», non a caso uscite «dopo l’evento dell’Anno Santo. Giovanni Paolo II ha avuto un impatto eccezionale con l’attualità dell’umanità, e questo ha disturbato molti». Un pizzico di dietrologia, seguita da un cenno alla «strategia di marketing» e un rimprovero secco alle librerie cattoliche che vendono il romanzo «per motivi di lucro».

    Resta da chiedersi, adesso, che effetto sortirà la scomunica sulle coscienze dei lettori. Una nota legge del mercato stabilisce un legame di crescita proporzionale tra polemiche e vendite, fedele al motto «anche male, purché se ne parli». E non è molto che nelle vetrine italiane ha fatto la sua comparsa un nuovo romanzo di Brown, Angeli e demoni . Scritto tre anni prima del Codice , tradotto solo dopo il suo successo planetario. In cui, nella Roma della Controriforma, una setta di scienziati è perseguitata fino alla morte... indovinate da chi?
    16 marzo 2005
    __________________________________________________ _______________

    La Welborn è un’editorialista, redattrice del settimanale cattolico “Our Sunday Visitor” e autrice di vari libri, tra i quali “Prove It!” (“Provalo!”), una serie di opere di apologetica destinate ai giovani.



    D - Il Codice da Vinci” non è altro che un romanzo di pura invenzione? Perché pensa che sia importante scrivere un libro di questo tipo?

    R - “Il Codice da Vinci” è sicuramente un’opera di pura invenzione, e da molti punti di vista. Nel contesto di questo romanzo, però, l’autore, Dan Brown, presenta molte affermazioni sulla storia, la religione e l’arte, e le presenta come verità, non come parte del suo mondo di finzione.

    Ad esempio, uno dei punti centrali di Brown è il fatto che i primi Cristiani non credessero che Gesù fosse divino e che Gesù e Maria Maddalena fossero sposati.

    Pone queste affermazioni in bocca a personaggi eruditi e le sottolinea con frasi come “gli storici affermano” o “gli studiosi sostengono”. Brown, inoltre, presenta all’interno del suo libro come veritiere, nonostante la loro scarsa affidabilità, fonti che vengono presentate anche in una bibliografia disponibile sul web. Ha poi affermato più volte in varie interviste che parte di ciò che fa nel suo libro è presentare una “storia perduta” per i lettori fino a questo momento, e che è contento di farlo.

    Per questo motivo, “Il Codice da Vinci” è certamente un romanzo, ma al suo interno l’autore fa affermazioni sulla storia, le presenta come fatti largamente accettati ed è questo elemento del romanzo che ha inquietato alcuni lettori e che richiede una risposta.



    D - Quali sono le affermazioni più importanti sulle origini cristiane che Dan Brown fa in questo romanzo? Cos’è che ha maggiormente inquietato la gente, come lei afferma?

    R - Nel suo romanzo, Brown pone in bocca a degli eruditi varie affermazioni, nessuna delle quali può essere davvero considerata come rispondente a verità.

    Il libro si basa su un Gesù, maestro mortale di saggezza, che cercava di reintrodurre la nozione del “sacro femminile” nella coscienza e nell’esperienza umane. Ha avuto seguaci e si è sposato con Maria Maddalena, che è ritenuta il leader di questo movimento.

    A tutto ciò si è opposto un altro partito, il “partito di Pietro”, che la lavorato per nascondere la verità, cosa che è riuscita in ultima istanza con le azioni dell’imperatore Costantino, che ha “divinizzato” Gesù nel Concilio di Nicea del 325.

    Ciò che ha lasciato inquieti i lettori è proprio questo fatto di suggerire che la Chiesa cristiana si sia impegnata a nascondere, distruggendola, la verità, così come l’idea – proposta da Brown con affermazioni come “gli storici ritengono” – del fatto che Gesù non venne considerato divino dai Suoi primi seguaci.



    D - Come risponde lei a queste affermazioni nel suo libro?

    R - Per prima cosa, preciso le contraddizioni inerenti a queste dichiarazioni. Semplicemente, non hanno alcun senso a vari livelli.

    Ad esempio, Brown afferma che il “partito di Pietro”, cioè il Cristianesimo ortodosso, si è opposto a Maria Maddalena e l’ha demonizzata.

    Nei primi secoli in cui questo presumibilmente avveniva – i primi tre secoli del Cristianesimo –, abbiamo molti esempi di Padri della Chiesa che sostenevano come Maria Maddalena fosse oggetto di una devozione particolare. Maria Maddalena è onorata come Santa nel Cattolicesimo e nell’Ortodossia. Come è possibile che sia stata demonizzata?

    Oltre a questo, e cosa ancora più importante, Brown afferma che Costantino fondamentalmente inventò la nozione della divinità di Cristo per rafforzare il suo potere ed unificare l’Impero.

    Se fosse stato realmente così, cos’era allora questo “partito di Pietro” dell’ortodossia che secondo Brown lottava contro i devoti di Maria Maddalena durante questi secoli? Non regge.

    Alla base di tutto questo c’è la questione delle fonti, che ho trattato largamente nel mio libro. I lettori hanno bisogno di capire che le fonti dalle quali dipende Brown sono soprattutto scritti gnostici che nella migliore delle ipotesi risalgono alla fine del primo secolo, ma molto probabilmente sono decisamente successivi.

    Brown ignora completamente gli scritti del Nuovo Testamento, che anche gli studiosi più scettici fanno risalire al primo secolo, così come le testimonianze dei Padri greci e latini e l’evidenza liturgica di questi primi tre secoli.

    Considerando questo, non c’è motivo di considerare seria qualsiasi affermazione di Brown sulle origini cristiane.



    D - Qual è il ruolo dell’Opus Dei ne “Il Codice da Vinci”?

    R - Mi sembra che ne “Il Codice da Vinci” l’Opus Dei ricopra il ruolo che in genere nei vecchi romanzi e nelle polemiche anticattoliche era dei Gesuiti: una società mondiale segreta con legami unici con il Papa, i cui scopi non sono affatto buoni.

    Brown fa una caricatura dell’Opus Dei in questo romanzo, anche se tenta di scusare i suoi appartenenti e li trasforma in vittime, più che in gente da disprezzare.

    Non è necessario, però, dire che “Il Codice da Vinci” è pieno di dichiarazioni e di caratterizzazioni sbagliate dell’Opus Dei, com’è dimostrato dalla figura interessante di un “monaco” del movimento, fatto che, già di per sé, toglie credibilità a tutto ciò che Brown afferma sull’Opus Dei, dal momento che questa non ha monaci.



    D - Sono attendibili le affermazioni di Brown sull’opera artistica di Leonardo?

    R - Assolutamente no, ed è ancora più scioccante vedere quanto siano evidenti i suoi errori in quasi tutti gli aspetti della vita e dell’opera dell’artista che cerca di presentare. Nel mio libro sono riportati molti dettagli, ma credo che il punto di inizio sia il nome stesso dell’artista.

    Brown si presenta come una specie di devoto ed esperto di storia dell’arte, ma si riferisce costantemente all’artista in questione parlando di “da Vinci”, come se fosse il nome, mentre non è altro che l’indicazione della sua città natale.

    Il suo nome era “Leonardo”, ed è questo il nome con cui è chiamato in qualsiasi libro d’arte che si consulti. Una persona che si dichiara esperto d’arte e si riferisce all’artista come a “da Vinci” è credibile quanto chi si proclama storico della Chiesa e si riferisce a Gesù parlando di “di Nazareth”.



    D - “Il Codice da Vinci” è anticattolico?

    R - Lo è in questo senso: Dan Brown considera il Cattolicesimo colpevole di supposti crimini che, se fosse davvero così, renderebbero colpevole tutto il Cristianesimo.

    Dopo tutto, non è solo il Cattolicesimo che crede che Gesù sia divino, recita il Credo di Nicea e accetta il canone del Nuovo Testamento. Non è solo la Chiesa cattolica ad aver avuto un ruolo – e nemmeno così grande come sostiene Brown – nell’esecuzione di streghe durante la fine del periodo medioevale e agli inizi dell’epoca moderna.

    Come statunitense, posso dirle in tutta franchezza che i vescovi cattolici non hanno avuto responsabilità durante i processi contro le streghe del secolo XVII a Salem, nel Masachusetts.

    E’ in questo senso che si può dire che “Il Codice da Vinci” è anticattolico.



    D - Perché crede che le affermazioni di Brown sulle origini cristiane siano state accolte con tanto entusiasmo, anche da coloro che si dichiarano Cristiani?

    R - Perché, purtroppo, non hanno ricevuto una buona educazione sulle origini storiche del Cristianesimo. Il mio libro è essenzialmente un tentativo di fare qualche correzione signorile a questa situazione.

    Incoraggio i lettori a non dipendere dalle sciocchezze raccontate in questo romanzo per ampliare la loro comprensione delle origini cristiane.

    Se sono interessati a scoprire chi fosse Gesù in realtà e cosa abbia predicato, c’è un modo molto accessibile per farlo, che non ha nulla di segreto o di occulto: è il Nuovo Testamento. E’ la vita sacramentale della Chiesa. Se vogliono incontrare Gesù, comincino da lì. Rimarranno sorpresi da ciò che troveranno.

    ciao e buona discussione a tutti! :-)
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  4. #4
    Johnny
    Ospite non registrato
    sinceramente non ho letto il libro ...e dopo tutte queste polemiche credo di non andare a vedere neanke il film, che, fra l'altro, è stato giudicato dagli addetti ai lavori come un "flop"

  5. #5
    io ho trovato interessanti anche questo articolo e questo, dal sito dell'opus dei che, in coincidenza con l'uscita del film ha organizzato anche un incontro "per rispondere alle molte domande ricevute in questi mesi a proposito del film “Il Codice da Vinci” riguardanti l’atteggiamento della Chiesa Cattolica e dell’Opus Dei in particolare.

    L’open house presso un centro dell’Opus Dei vuole offrire l’opportunità di conoscere direttamente la realtà della Prelatura.

    Nel corso della manifestazione sarà proiettato il documentario “Passionately loving the world” sulla vita dei fedeli dell’Opus Dei negli Stati Uniti, si potrà visitare il centro e documentarsi sulle attività apostoliche e formative dell’Opus Dei."
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  6. #6
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Originariamente postato da rasputin
    sinceramente non ho letto il libro ...e dopo tutte queste polemiche credo di non andare a vedere neanke il film, che, fra l'altro, è stato giudicato dagli addetti ai lavori come un "flop"
    ti quoto in pieno

  7. #7
    Yezidism
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    salve.... a me piace il libro di dan brown penso che vedrò anche il film... personalmente però posso dirvi che la storia di dan brown è una minestra riscaldata... di certo non può dire di essersi inventato tutto... quindi se non si è inventato tutto lui allora c'è qualcosa di vero? personalmente il 75% della trama del codice da vinci la conosco da almeno anni, posso gartirvi che parecchie cose che dice dan brown sono vere ovvio che non mi riferisco a leonardo ma a jesù e alla sua esistenza... umberto eco che è un mostro di fantasia è riuscito a partorire il nome della rosa... ma dan brown secondo me ha riportato la vera vita di jesù condita da 4 cavolate su leonardo......

  8. #8
    alberag
    Ospite non registrato
    Io credo che tutti quelli che hanno lanciato anatemi sul libro e sul film non possiedano il concetto di "verosimile", ma che dividano il mondo e le cose in "vere" o "false".
    Quel che ho trovato nel libro non sono verità o falsità, ma storie ricamate su eventi, rispetto ai quali le categorie di vero o falso non hanno senso.

  9. #9
    sognatrice
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da alberag
    Io credo che tutti quelli che hanno lanciato anatemi sul libro e sul film non possiedano il concetto di "verosimile", ma che dividano il mondo e le cose in "vere" o "false".
    Quel che ho trovato nel libro non sono verità o falsità, ma storie ricamate su eventi, rispetto ai quali le categorie di vero o falso non hanno senso.

    la penso esattamente allo stesso modo
    Io ho letto il libro. L'ho trovato molto interessante sia dal punto di vista narrativo (davvero avvincente!) sia per il contenuto. Si, perchè dopo aver letto il Codice, la prima cosa che ho fatto è stato comprare "I segreti del Codice da Vinci" proprio per chiarire molti dubbi che mi erano venuti. Quindi l'ho trovato piuttosto interessante poter analizzare diversi punti di vista.
    E ho appena prenotato i biglietti per stasera. Sono troppo curiosa!

  10. #10
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Originariamente postato da alberag
    Io credo che tutti quelli che hanno lanciato anatemi sul libro e sul film non possiedano il concetto di "verosimile", ma che dividano il mondo e le cose in "vere" o "false".
    Quel che ho trovato nel libro non sono verità o falsità, ma storie ricamate su eventi, rispetto ai quali le categorie di vero o falso non hanno senso.
    approvo in pieno!
    mi ero chiesta come fa la gente a credere a qualcosa sulla cui copertina c'è scritto Romanzo è chiaro che, sebbene possa esserci qualcosa di vero, molto è frutto di fantasia (anche x' le cose che son vere di solito vengono specificate a parte dagli autori stessi).

    quindi se non si è inventato tutto lui allora c'è qualcosa di vero? personalmente il 75% della trama del codice da vinci la conosco da almeno anni, posso gartirvi che parecchie cose che dice dan brown sono vere ovvio che non mi riferisco a leonardo ma a jesù e alla sua esistenza...
    bè, se non si è inventato tutto... può aver copiato (c'era una causa in atto contro di lui... non so se è finita, ma un paio di altri autori sostengono che ha copiato dal loro saggio) oppure può aver messo per iscritto e reso + avvincente una tradizione orale-popolare. E così si spiega come siano cose che in tanti avevano già sentito...

  11. #11
    Yezidism
    Ospite non registrato
    ciao.. io intendevo al fatto dei rosacroce e merovingi si sà da svariati secoli che la vita di jeù non fù esattamente quella che la chiesa dice sia stata.. ma la cosa è lunghissima posso dirvi che don bairon ha solo fatto intravedere la punta dell'iceberg.... se si facesse un best seller storico solo della lancia di longino...
    quello che io contesto a don bairon non è relativo alla vita di cristo ma il fatto di averlo condito male con leonardo da vinci! come se don bairon lo proclamasse eretico! più eretico di galileo e di bruno!
    se fosse stato un autore più intelligente e con più conoscenze storiche come ad esempio quel genio di umberto eco avrebbe potuto benissimo linkarlo ai templari anzichè a leonardo...
    capisco altresì quello che veramente potrebbe scatenare un best seller non a metà come quello di don bairon ma intero uno che dicesse come sono andati i fatti... questa storia mi ricorda il calcio... tutti la sanno ma nessuno parla.... tasti troppo dolenti e delicati per essere rivelati... tanto per fare un esempio secondo voi cosa può succedere sul pianeta se si sapesse (per assurdo) che jesù non è mai esistito e quindi la cristianità non ha senso di esistere... quali sarebbero secondo voi le conseguenze?

  12. #12
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Originariamente postato da Yezidism
    ciao.. io intendevo al fatto dei rosacroce e merovingi si sà da svariati secoli che la vita di jeù non fù esattamente quella che la chiesa dice sia stata.. ma la cosa è lunghissima posso dirvi che don bairon ha solo fatto intravedere la punta dell'iceberg.... se si facesse un best seller storico solo della lancia di longino...
    quello che io contesto a don bairon non è relativo alla vita di cristo ma il fatto di averlo condito male con leonardo da vinci! come se don bairon lo proclamasse eretico! più eretico di galileo e di bruno!
    se fosse stato un autore più intelligente e con più conoscenze storiche come ad esempio quel genio di umberto eco avrebbe potuto benissimo linkarlo ai templari anzichè a leonardo...
    capisco altresì quello che veramente potrebbe scatenare un best seller non a metà come quello di don bairon ma intero uno che dicesse come sono andati i fatti... questa storia mi ricorda il calcio... tutti la sanno ma nessuno parla.... tasti troppo dolenti e delicati per essere rivelati... tanto per fare un esempio secondo voi cosa può succedere sul pianeta se si sapesse (per assurdo) che jesù non è mai esistito e quindi la cristianità non ha senso di esistere... quali sarebbero secondo voi le conseguenze?
    bè, il fatto che lo lega a Leonardo e non a chiunque altro, è il fatto che ha usato la sua fantasia per scriverlo: una decisione arbitraria così come chiamare la fata turchina e non verde-pisello....
    a me la cosa che fa riflettere è un'altra: com'è possibile che siamo così facili da convincere? Questo è un libro che è stato buttato sul mercato con la chiara idea di farne un caso e, si sperava, un best-seller. Pubblicità ovunque, stampa che lo recensiva a destra e a manca manco fosse il nuovo Dante... e poi certo, il contenuto era ben comodo per far polemiche (che guarda caso portano ad ulteriore pubblicità e vendite ).
    La casa editrice ha deciso che nel 2003 (anno pubblicazione negli USA) questo era il libro strenna-di-natale, quello su cui si punta tantissimo per il periodo di + alte vendite. Come questo poteva esser un altro, con un paio di buone caratteristiche...

  13. #13
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    Vi metto il link di un editoriale uscito oggi sul Corriere:
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...0/ri0tta.shtml
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  14. #14
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    Originariamente postato da LuisaMiao
    approvo in pieno!
    mi ero chiesta come fa la gente a credere a qualcosa sulla cui copertina c'è scritto Romanzo è chiaro che, sebbene possa esserci qualcosa di vero, molto è frutto di fantasia (anche x' le cose che son vere di solito vengono specificate a parte dagli autori stessi).
    Anche sui libri di Jeffery Deaver c'è scritto romanzo, ma TUTTO ciò che trovi scritto nei suoi libri è vero e frutto di studi, a parte gli eventi che si susseguono e i personaggi del romanzo stesso.
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  15. #15
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    Anche sui libri di Jeffery Deaver c'è scritto romanzo, ma TUTTO ciò che trovi scritto nei suoi libri è vero e frutto di studi, a parte gli eventi che si susseguono e i personaggi del romanzo stesso.
    Scusa, non per far polemica, ma stai dicendo la stessa cosa che dicevo io: Deaver parte da fatti reali e studiati, poi ci aggiunge la sua fantasia creando storie e personaggi... ma dichiara cosa è reale e cosa non lo è e le fonti da cui parte.
    C'è poi scritto romanzo perchè tira le sue conclusioni, basate appunto sulla finzione.

    Se tu come autore invece mi scrivi solo romanzo e non specifichi da nessuna parte che ci sono fatti ripresi dalla realtà e in che misura, devo per forza pensare che usi la tua fantasia. E nulla di quelloo che scrivi può essere preso per una verità. Cosa che invece è stata fatta per il Codice da Vinci.... e continuo a rimanere allibita

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