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  1. #1
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Amnistia-indulto-grazia

    la notizia appare ieri sui giornali, ma è un argomento di cui si parla spesso.
    copio qui l'articolo comparso su corriere.it

    "Un anno fa, quando forse non immaginava di diventare presidente della Camera, disse che meritava profondo rispetto lo sciopero della sete attuato da Marco Pannella per indurre il Parlamento a discutere un provvedimento di clemenza: «Le sofferenze dei detenuti in soprannumero rappresentano il vero e proprio scandalo come ha già rimarcato Papa Wojtyla nel suo intervento alla Camera». Così, ora che è stato chiamato a guidare l'assemblea di Montecitorio, Fausto Bertinotti raccoglie in pieno l'appello lanciato dal cardinale Renato Raffaello Martino: «Toccherà al legislatore, nella sua autonomia, decidere se e come intervenire. Ma vorrei manifestare anche pubblicamente la mia condivisione di questa sollecitazione». Ieri, dopo aver letto i resoconti dell'intervento del presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, Bertinotti ha deciso di uscire allo scoperto con una nota ufficiale che cita «l'ulteriore e autorevole invito al Parlamento» e ricorda altre analoghe sollecitazioni: «Tutti coloro che si sono dedicati al mondo delle carceri hanno dovuto constatare che i detenuti subiscono per la condizione in cui sono tenuti un aggravio di pena rispetto a quella loro comminata dalla magistratura».

    Il presidente della Camera, infine, non dimentica «il personale che opera nel carcere, costretto ad un disagio prodotto per il sovraffollamento». Non è escluso che in una delle prossime conferenze dei capigruppo, Bertinotti possa sondare la volontà dei partiti di varare un atto di clemenza: sia per l'indulto (che azzera in tutto o in parte la pena) sia per l'amnistia (che cancella il reato) serve una maggioranza dei due terzi. Ammesso che non si allarghi il fronte del no — Lega, buona parte di An e Italia dei Valori — sarà necessaria una delicata trattativa che chiarisca quali sono i numeri a favore dell'amnistia (premia anche chi non è detenuto) e quali propensi per il solo indulto che ha l'effetto deflattivo del condono sul sovraffollamento delle carceri. Antonio Di Pietro dice di essere contrario ad amnistia e indulto: «Il Parlamento ha altre urgenze come quella di mettere mano subito alla riforma Castelli». E Maurizio Gasparri spiega che An farà ostruzionismo ma il partito di Fini non è monolitico sulla clemenza. Il fronte del sì, che comprende Rosa nel pugno, verdi, Pdci, Rifondazione, Ds e Margherita, può contare anche sul vicecoordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto («Amnistia o indulto») e su Maurizio Ronconi dell'Udc («Se ne parli in modo serio»). È realistico prevedere che i partiti non escano allo scoperto su un tema così delicato prima delle elezioni amministrative. Per questo il radicale Daniele Capezzone propone: «Indulto entro il 2 giugno, festa della Repubblica, con l'impegno a lavorare poi sull'amnistia»."

    cosa ne pensate?
    e per chiarire sin da subito: l'argomento vorrebbe essere l'amnistia-indulto-grazia in quanto tali, nel nostro periodo storico-politica. non chi la presenta, è contrario o a favore.

  2. #2
    samy
    Ospite non registrato
    penso che rimediare al sovraffolamento delle carceri mandando a casa i criminali non sia una grande idea...un criminale la sua pena deve scontarla!!e la prigione cmq deve essere un luogo non eccessivamente piacevole,se no tanto vale andarci tutti a farsui una bella vacanza!

  3. #3
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    Sul fatto che la prigione non debba essere "piacevole" non mi trovi d'accordo: chiunque ha il diritto di veder preservata la propria dignità.
    Inoltre, la prigione per lo Stato Italiano ha scopo rieducativo, e non si può pensare di rieducare le persone tenendole stipate e in condizioni precarie.

    Però penso anch'io che uno stato civile non possa pensare di risolvere il sovraffollamento delle carceri con la scarcerazione dei detenuti.
    Se un detenuto è tale, è perchè la giustizia lo ha ritenuto colpevole di un reato e deve scontare la sua pena.
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  4. #4
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    allora, per un po' più di chiarezza:

    amnistia
    L'amnistia è una causa di estinzione del reato prevista dall'art. 151 del codice penale e consiste nella rinuncia, da parte dello Stato, a perseguire determinati reati. Si tratta di un provvedimento generale di clemenza, ispirato, almeno originariamente, a ragioni di opportunità politica e pacificazione sociale, ma a volte degenerato nella prassi in strumento di periodico sfoltimento delle carceri.

    L'articolo 151 del Codice Penale recita:

    L’amnistia estingue il reato e, se vi è stata condanna fa cessare l’esecuzione della condanna e le pene accessorie. Nel concorso di più reati, l’amnistia si applica ai singoli reati per i quali è conceduta. L’estinzione del reato per effetto dell’amnistia è limitata ai reati commessi a tutto il giorno precedente la data del decreto, salvo che questo stabilisca la data diversa. L’amnistia può essere sottoposta a condizioni o ad obblighi. L’amnistia non si applica ai recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99 Codice Penale, né ai delinquenti abituali, o professionali o per tendenza, salvo che il decreto disponga diversamente.

    Può estinguere il reato mentre il procedimento penale è in corso (amnistia propria), oppure può intervenire dopo che è stata pronunciata una sentenza penale definitiva di condanna (amnistia impropria ex art. 151 co.I pt.2 c.p.). Si distingue dall'indulto che si limita ad estinguere in tutto od in parte la pena. L'amnistia propria estingue il reato, non è dunque da considerarsi una assoluzione; infatti la Corte costituzionele ha riconosciuto sempre e comunque la possibilità per l'imputato di rinunciare ai benefici dell'amnistia e chiedere l'esame di merito, al fine di ottenere una eventuale assoluzione. In buona sostanza, il giudice applica l'amnistia quando non ritiene di dover assolvere l'imputato. L’amnistia impropria fa cessare l’esecuzione della condanna e le pene accessorie anche se permangono gli altri effetti penali, per cui malgrado il provvedimento di clemenza, la condanna costituisce titolo per la dichiarazione di recidiva, di abitualità, di professionalità nel reato o per escludere il beneficio della sospensione condizionale della pena. La concessione dell’amnistia può essere condizionata a determinate condizioni o ad obblighi, previsti dalla legge di concessione (amnistia condizionata). Per l’applicazione dell’amnistia competente è il giudice dell’esecuzione, il quale procede senza formalità con procedura de plano, decidendo con ordinanza comunicata al p. m. e notificata all’interessato. Contro l’ordinanza il p. m. , l’interessato e il difensore possono proporre opposizione , a pena di decadenza entro quindici giorni dalla comunicazione o dalla notificazione dell’ordinanza. L'amnistia viene disposta con Legge dello Stato, votata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera.


    indulto
    L'indulto è una causa di estinzione della pena prevista dall'art. 174 del Codice penale.

    L'indulto (che è un provvedimento di indulgenza a carattere generale) si differenzia dall'amnistia perché si limita ad estinguere in tutto od in parte la pena principale, che viene in tutto o in parte condonata oppure commutata in altra specie di pena consentita dalla legge e pertanto non estingue le pene accessorie, salvo che la legge di concessione non disponga diversamente e, a maggior ragione, lascia sussistere gli altri effetti penali della condanna, mentre l'amnistia estingue il reato.

    L'indulto, diversamente dalla grazia che è un provvedimento individuale, è un provvedimento di carattere generale e si riferisce a tutti i condannati che si trovino in determinate condizioni. L'indulto in senso proprio è un provvedimento con il quale il Parlamento condona o commuta parte della pena per i reati commessi prima della presentazione del disegno di legge di indulto. La Costituzione richiede una maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, per la sua approvazione; legge deliberata in ogni suo articolo e nella votazione finale. Per l’applicazione dell’indulto è competente il giudice dell’esecuzione, il quale procede senza formalità, secondo la procedura de plano prevista anche per l’amnistia.
    Ultima modifica di LuisaMiao : 16-05-2006 alle ore 16.45.56
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  5. #5
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    la legge 230/2000 e ancor prima la legge Simeone si basano sulla premialità e, di conseguenza, sulla concessione di benefici, a patto che il detenuto si sia impegnato a rivedere le condotte antigiuridiche e abbia dimostrato di poter essere reinserito nella società.

    Perfettamente d'accordo con le misure premiali, ma solo a patto che rispondano ai criteri di cui sopra.

    Lavorando in carcere, non posso che quotare doni ma ricordo che esistono anche le misure alternative: personalmente sono per una concezione di una pena sia retributiva che risocializzativa e la punizione deve essere, sempre e comunque finalizzata ad un positivo rientro nella società per il detenuto: le carceri si svuotano soprattutto diminuendo la recidiva e per fare ciò bisogna mettere la persona nelle condizioni di lasciare l'illegalità fornendo strumenti concreti, quali l'istruzione e l'apprendimento di un lavoro "onesto".

    Dove c'è la Ragione c'è il dispotismo, dove ci sono le ragioni c'è la libertà.
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  6. #6
    samy
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    vediamo come danno i premi...ricordo male o il mostro del circeo(che ha fatto un crimine gravissime)l'han fatto uscire per premio e il giorno stesso o quello dopo ha ammazzato moglie e figlia di mayorano?e come lui quanti altri?i premi su cosa si basano sulla furbizia di certi di essere sottomessi o su reali valutazioni di comportamenti e guarigioni?

  7. #7
    Partecipante Figo L'avatar di Pandora
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    Esiste una equipe trattamentale che se ne occupa e, poichè è fatta di uomini non è infallibile.

    Bisogna anche dire che il carcere è un contesto sui generis, che richiede una particolare competenza e preparazione e a volte chi va a lavorarci non è sufficientemente equipaggiato.

    Si sbaglia da psicologi come si sbaglia in tutte le professioni; samy, tu hai portato un esempio di fallimento, ma io potrei portartene migliaia di successo.
    Anche i medici a volte commettono errori durante l'intervento provocando il decesso del paziente, ma nessuno si è mai sognato di abolire questo o quell'intervento.

    Riguardo alla prigione che "non deve essere eccessivamente piacevole" vorrei ricordare che una grossa fetta di detenuti è in attesa di guidizio, in sostanza non si sa ancora se sono innocenti o colpevoli...

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  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
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    In carcere si muore. 50 suicidi all'anno, un centinaio per sottovalutazione dei sintomi, malattie infettive dovute al sovraffollamento, patologie cardiovascolari anche gravi e tante altre cose. Spesso sono gli stessi detenuti a fare assistenza a quelli più malati. La situazione è ormai insostenibile. Che si tratta di amnistia, indulto o quant'altro e qualunque cosa dica o pensi DiPietro, oggi il carcere è una delle gravi emergenze sociali del nostro Paese, che anzichè produrre ipotesi di reinserimento, produce malattia e disagio, che diventeranno gravi costi sociali in un immediato futuro. Una soluzione deve essere trovata, in fretta.
    Chi non è impegnato a risorgere, è impegnato a morire. Bob Dylan

  9. #9
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Originariamente postato da saperessere
    In carcere si muore. 50 suicidi all'anno, un centinaio per sottovalutazione dei sintomi, malattie infettive dovute al sovraffollamento, patologie cardiovascolari anche gravi e tante altre cose. Spesso sono gli stessi detenuti a fare assistenza a quelli più malati. La situazione è ormai insostenibile. Che si tratta di amnistia, indulto o quant'altro e qualunque cosa dica o pensi DiPietro, oggi il carcere è una delle gravi emergenze sociali del nostro Paese, che anzichè produrre ipotesi di reinserimento, produce malattia e disagio, che diventeranno gravi costi sociali in un immediato futuro. Una soluzione deve essere trovata, in fretta.
    una soluzione va trovata, su questo son d'accordo.
    la domanda che mi pongo è però un'altra: con l'amnistia, che problema risolviamo davvero (se se ne risolve qualcuno)?
    Quello del sovraffollamento sì, ma tempo 6 mesi di processi, e siamo punto e a capo. e poi ci sarebbe da spiegare come uno giudicato ieri esce, per amnistia, e uno giudicato oggi no x' ora in carcere abbiamo spazio.
    cmq quanti sarebbero quelli che possono uscire? come dice la legge "non si applica ai recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99 Codice Penale, né ai delinquenti abituali, o professionali o per tendenza, salvo che il decreto disponga diversamente." tolti questi, che cmq sno anche quelli a cui non si applicano molti dei provvedimenti alternativi, a che numero arriveremo? so che una domanda a cui non ho risposta, non ho i dati per fare questi conti, ma me la pongo.
    un altro punto è che può essere letta come una delegittimazione della magistratura: certo, poi si può fare comunque, ma bisogna essere consapevoli che incide anche sul concetto di giustizia che la gente ha. considerando allo stesso tempo che dall'altra parte si invocano pene più severe per certi reati e che la gente nn si sente protetta dalle leggi né "risarcita" quando accadono dei reati (vedi il caso del piccolo Tommaso... ok, la questione è più ampia qui, x' si apre il capitolo dell'onda emotiva che spinge a determinate considerazioni, etc etc)

    super d'accordo con Saperessere che il carcere è na grave emergenza sociale... ma in quanto grave e complessa, non credo si possa pensare di risanare la situazione con un solo atto. serviranno più fronti di azione, in vari ambiti
    per ora mi fermo...
    ciao!

  10. #10
    samy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da LuisaMiao
    una soluzione va trovata, su questo son d'accordo.
    la domanda che mi pongo è però un'altra: con l'amnistia, che problema risolviamo davvero (se se ne risolve qualcuno)?
    Quello del sovraffollamento sì, ma tempo 6 mesi di processi, e siamo punto e a capo. e poi ci sarebbe da spiegare come uno giudicato ieri esce, per amnistia, e uno giudicato oggi no x' ora in carcere abbiamo spazio.
    cmq quanti sarebbero quelli che possono uscire? come dice la legge "non si applica ai recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99 Codice Penale, né ai delinquenti abituali, o professionali o per tendenza, salvo che il decreto disponga diversamente." tolti questi, che cmq sno anche quelli a cui non si applicano molti dei provvedimenti alternativi, a che numero arriveremo? so che una domanda a cui non ho risposta, non ho i dati per fare questi conti, ma me la pongo.
    un altro punto è che può essere letta come una delegittimazione della magistratura: certo, poi si può fare comunque, ma bisogna essere consapevoli che incide anche sul concetto di giustizia che la gente ha. considerando allo stesso tempo che dall'altra parte si invocano pene più severe per certi reati e che la gente nn si sente protetta dalle leggi né "risarcita" quando accadono dei reati (vedi il caso del piccolo Tommaso... ok, la questione è più ampia qui, x' si apre il capitolo dell'onda emotiva che spinge a determinate considerazioni, etc etc)

    super d'accordo con Saperessere che il carcere è na grave emergenza sociale... ma in quanto grave e complessa, non credo si possa pensare di risanare la situazione con un solo atto. serviranno più fronti di azione, in vari ambiti
    per ora mi fermo...
    ciao!

  11. #11
    Partecipante Figo L'avatar di Pandora
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    Per risolvere il problema del sovraffollamento si potrebbe iniziare facendo in modo che sempre meno persone scelgano la strada dell'illegalità, attraverso una diffusione più capillare dell'istruzione, l'aumento di posti di lavoro e un sistema assistenziale più "presente"...
    si potrebbe agire sulle pratiche di sfruttamento, soprattutto per quanto riguarda il lavoro degli immigrati...
    si potrebbe intervenire sull'attività della mafia, che controlla il traffico dei clandestini e permette ad individui "indesiderati" anche nel loro paese di venire in Italia a commettere reati..

    Si potrebbe fare come in tanti paesi, dove "prevenzione" non è una parolaccia, ma questo naturalmente dipende dalla posizione di chi è al governo....

    Dove c'è la Ragione c'è il dispotismo, dove ci sono le ragioni c'è la libertà.
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  12. #12
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Originariamente postato da -Pandora-
    Si potrebbe fare come in tanti paesi, dove "prevenzione" non è una parolaccia, ma questo naturalmente dipende dalla posizione di chi è al governo....
    stra-quoto!!

  13. #13
    samy
    Ospite non registrato
    credo dipenda anche dalla società...gli italiani non sono il massimo nel rispetto di regole e leggi....

  14. #14
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Sono assolutamente contrario all'amnistia e all'indulto.
    Tanto più che tali provvedimenti, mi par di capire, verrebbero attuati solo per far fronte al sovraffollamento delle carceri e non eseguiti all'interno di un programma di reinserimento sociale dei detenuti.
    La solita soluzione all' "italiana".

    Io sono garantista ma sono per la certezza della pena, anche per evitare il ripetersi di casi clamorosi come quello di Izzo o dell'assassino del piccolo Tommaso.


    Per il resto, non credo molto alle possibilità di reinserimento dell'80% dei detenuti, in quanto la maggior parte non è recuperabile e va tenuta lontana dal consesso civile.

  15. #15
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Originariamente postato da **Ayax**
    Per il resto, non credo molto alle possibilità di reinserimento dell'80% dei detenuti, in quanto la maggior parte non è recuperabile e va tenuta lontana dal consesso civile.
    Puoi spiegarci meglio perchè lo credi? Io ne so poco, ed è x questo che ho aperto il 3d, quindi sarebbe utile condividere esperienze o materiale

    (PS: Il caso di izzo e del piccolo tommaso però son cose ben diverse. In quel caso hanno fatto ricorso ai mezzi che la giustizia mette a disposizione, all'interno della regolamentazione della pena. Loro possono chiedere, qualcuno ha dato l'ok... ma anche chi lo dà è un uomo, e come tale sbaglia)

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