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  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di chinoppi
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    Il Futuro? La Medicina Alternativa

    Ciao a tutti/e colleghi!
    Ho deciso di lanciare questo thread per cercare di dibattere tutti insieme l'unica vera strada percorribile da parte dello psicologo, affinchè non si faccia "schiacciare" da figure professionali che tendenzialmente lo opprimono e, nei cui riguardi, nutre profondi sentimenti di "impotenza". Tutto questo parte da un errore, a mio avviso, storico-culturale nell'affrontare la relazione psicologo-paziente, che parte dal presupposto, suppure professionalmente antitetico, di un approccio farmacologico. Le nostre preoccupazioni, difatti, vertono sempre su questi tipi di quesiti: "La persona x soffre di attacchi di panico cosa devo fare? Naturalmente la riposta, non possedendo i mezzi "tecnici", è: "Faccio due o tre sedute e la invio allo psichiatra?". Chiaramente noi psicologi sappiamo benissimo, e da qui nasce il senso di frustrazione, che la persona x sarà imbottita di psicofarmaci in grado di levare (e vorrei anche vedere!) il sintomo. La domanda è c'è una strada alternativa a questa deresponsabilizzazione e scempio professionale? La risposta è sì, basta cambiare ed utilizzare un approccio olistico e di medicina non convenzionale; ad esempio: biofeedback, agopuntura auricolare, floriterapia, training autogeno, ipnosi, rebirthing, ecc.
    Colleghi cosa ne pensate? FIGHT THE POWER!

  2. #2
    Neofita L'avatar di Alicedaquelpaes
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    ... che messa così come la metti tu pare tanto l'ennesimo modo per svalutare sia la professione di psicologo che la medicina alternativa: non trovi lavoro?
    Buttati nel gran casino delle medicine olistiche: nessuno capisce cosa siano, ma è di gran moda...

    (ovviamente sto esasperando...)

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di shiningwitch
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    Re: Il Futuro? La Medicina Alternativa

    Originariamente postato da chinoppi
    Chiaramente noi psicologi sappiamo benissimo, e da qui nasce il senso di frustrazione, che la persona x sarà imbottita di psicofarmaci in grado di levare (e vorrei anche vedere!) il sintomo. La domanda è c'è una strada alternativa a questa deresponsabilizzazione e scempio professionale?

    Non ti sembra un po' poco rispettoso e poco etico definire la psichiatria "scempio professionale"?
    Scritto così sembra che gli psichiatri non facciano niente altro che rimbambire i pazienti a suon di farmaci e poi se ne lavino le mani.

    Il fatto che abbiamo scelto di fare gli psicologi invece che i medici e quindi, in linea tendenziale, di prediligere un approccio eziopatogenetico e dinamico invece che farmacologico non ci autorizza a denigrare le professioni altrui.
    Ultima modifica di shiningwitch : 21-04-2006 alle ore 18.40.20

  4. #4
    Postatore Compulsivo L'avatar di Itsuki
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    Re: Il Futuro? La Medicina Alternativa

    Originariamente postato da chinoppi
    Colleghi cosa ne pensate? FIGHT THE POWER!
    ne penso molto male, ma d'altronde non sono una collega professionista nè questo della terapia sarà l'ambito che andrò a ricoprire...ma a vederlo da fuori sembra davvero ridicolo

    cmq che contro quale potere vorresti combattere?
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  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di chinoppi
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    Ai gentili colleghi che tanto educatamente mi hanno postato, vorrei solo ricordare loro che:
    1) il biofeedback ha origine nel campo della psicologia sperimentale (Posner e coll.) e serve insieme al "rilassamento progressivo neuromuscolare" di Jacobson a gestire in termini psicofisiologici gli stati di ansia.
    2) l'agopuntura auricolare (auricoloterapia) è la metodologia con maggiore successo terapeutico (60-70%) per quanto concerne tabagismo, disturbo da alimentazione incontrollata e insonnia.
    3) la floriterapia ha, soprattutto, un'importanza notevole per le sue capacità adattogene (relazione soggetto-ambiente) per incanalare lo stress in eustress e non in distress.
    4)il training autogeno di Schultz è utilizzato in diversi ambiti della psicologia per prevenire la comparsa degli stati ansiogeni.
    5)l'ipnosi è la tecnica con il quale un certo Freud curava le pazienti.
    6)il rebirthing è una tecnica di respirazione adottata, in special modo, dalle scuole di psicoterapia della gestalt.
    Gentili colleghi fate un pò voi, ad ogni modo prima di rispondere magari cercate di documentarvi meglio o perlomeno sapere che esiste la bioenergetica o lo stress coping di Lazarus, altrimenti se il livello di preparazione deve essere questo, per dibattere si spera costruttivamente, è meglio se cerco un forum di persone che si sforzano almeno di leggere gli abstract degli articoli scientifici.
    POI NON CI LAMENTIAMOCI SE NON ABBIAMO SBOCCHI LAVORATIVI QUANDO NEL 2006 PENSIAMO ANCORA AL LETTINO PSICOANALITICO E A TENERE UN PAZIENTE IN CARICO TUTTA LA VITA, SENZA NESSUNA APERTURA DI IDEE!!

  6. #6
    Partecipante Assiduo L'avatar di chinoppi
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    Alla moderatrice vorrei solo dire che il suo compito dovrebbe essere quello di moderare il dibattito in termini costruttivi, non quello di giudicare e soprattutto "dare del ridicolo" a tecniche e metodologie che possono servire a ritrovare benessere ed equilibrio psicologico, oltre che a professionisti seri che stanno già lavorando in tal senso. Capisco che probabilmente ti occupi di altro però qui ti occupi di fare la moderatrice e così lo fai in maniera totalmente scorretta ai limiti della maleducazione.

  7. #7
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Ciao Chinoppi, le tecniche che hai descritto, a parte l' agopuntura auricolare e la floriterapia, teoricamente possono essere incluse nel nostro mestiere; nel caso di training autogeno attraverso corsi e scuole, nel caso di ipnosi, rebirthing e biofeedback attraverso specifiche scuole di specializzazione in psicoterapia.

    L' agopuntura auricolare e la floriterapia, nello specifico, differiscono dalla psicologia almeno per un particolare non indifferente: non è la parola che stimola il cambiamento.
    Dunque, la conversazione (fatta di parole, silenzi, gestualità, contatti) è lo strumento elettivo della psicologia/psicoterapia, se dovessimo utilizzare altri strumenti allora non parliamo più di psicologia ma parliamo d' altro.
    Allo stesso tempo, non basterebbe un libro sulla floriterapia per farmi diventare un floriterapeuta. Anche in questo caso esistono corsi appositi che formano per "essere" naturopata, omeopata, agopunturista ecc.. Se io fossi ad esempio, psicologo e naturopata, nel momento in cui prescrivo fiori di Bach al cliente, devo informarlo che in questo momento è l' Accadueo naturopata e non psicologo che prescrive fiori: sono due professioni distinte e questo deve essere esplicitato.
    ciaociao

  8. #8
    Postatore Compulsivo L'avatar di Itsuki
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    Originariamente postato da chinoppi
    Alla moderatrice vorrei solo dire che il suo compito dovrebbe essere quello di moderare il dibattito in termini costruttivi, non quello di giudicare e soprattutto "dare del ridicolo" a tecniche e metodologie che possono servire a ritrovare benessere ed equilibrio psicologico, oltre che a professionisti seri che stanno già lavorando in tal senso. Capisco che probabilmente ti occupi di altro però qui ti occupi di fare la moderatrice e così lo fai in maniera totalmente scorretta ai limiti della maleducazione.
    scusa, hai ragione...ma in effetti non sono la moderatrice di questo forum, ma di altri 2, e in questa sede ho semplicemente espresso la mia opinione come utente...
    scusami se ti sei sentito offeso, ma anche io mi sento offesa quando qualcuno mi dice "ah, studi psicologia? quelli che studiano gli ufo e i poteri paranormali? sai dirmi cosa sto pensando in questo momento? secondo te ho poteri ESP?"...

    in ogni caso hai ragione tu, dando del ridicolo a quelle cose ti ho offeso indirettamente e non ci ho pensato...ti chiedo scusa...

    Pace e bene e in bocca al lupo a tutti!! ciao
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  9. #9
    Partecipante Esperto L'avatar di Isildur
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    Originariamente postato da Accadueo


    L' agopuntura auricolare e la floriterapia, nello specifico, differiscono dalla psicologia almeno per un particolare non indifferente: non è la parola che stimola il cambiamento.
    Dunque, la conversazione (fatta di parole, silenzi, gestualità, contatti) è lo strumento elettivo della psicologia/psicoterapia, se dovessimo utilizzare altri strumenti allora non parliamo più di psicologia ma parliamo d' altro.

    Formalmente hai pienamente ragione e sono d'accordo, certamente è importante imparare a distinguere i ruoli, specie nel nostro campo in cui i pregiudizi si sprecano.

    Mi preme solo sottolineare l'aspetto più meramente "pratico", ovvero: nel momento in cui io prendo in cura un paziente, siamo semplicemente due uomini che instaurano una relazione.

    Cioè.. quello che voglio dire è che fondamentalmente io mi porrò come un individuo a conoscenza di un numero X di tecniche e che le userà a sua discrezione qualora lo ritenesse opportuno, senza curarmi troppo del ruolo sociale che in quel momento ricopro
    Forse una precisazione inutile cmq

    In secondo luogo, spendo due parole per l'omeopatia e le medicine alternative:
    Questo genere di medicine hanno spesso la caratteristica di basarsi molto sull'abilità, sull'autoconsapevolezza di chi le pratica, lavorano ad un livello spirituale-mentale e di rado danno risultati visibili a breve termine.
    In questa maniera si contrappongono alla medicina tradizionale la quale trova appoggio ad un paradigma teorico basato sull'oggettività, sulle leggi fisiche, sul "funzionerà così sempre ed ovunque" e vuole risultati evidenti, molto "fisici" ed a breve termine.

    In questo modo, chi si affida alla medicina tradizionale ha un approccio, una forma mentis, uno schema percettivo-cognitivo che non si concilia con quello richiesto dalla medicina alternativa.
    Nel primo caso si vuole oggettività, la tecnica prevale su chi la applica e deve (raga, lo so che sto estremizzando cercate di venirmi incontro) essere universalmente valida in modo da essere utilizzabile da chiunque ovunque.
    Nel secondo caso si vuole soggettività, è il terapeuta a prevalere nei confronti della tecnica e quest'ultima si deve adattare ai singoli casi che si incontrano, in questo modo capita facilmente che una data tecnica possa funzionare perfettamente su qualcuno e fallire con un altro.

    Di conseguenza, quando ci si confronta, teniamo sempre a mente queste fondamentali differenze, altrimenti non riusciremo ad andare oltre la polemica e discorrere civilmente facendo critiche costruttive.

    Emma Watson CBCR Fans Club

  10. #10
    teresamariagio
    Ospite non registrato
    sono pienamente d'accordo con chinoppi.
    credo che psicologia e medicina complementare (non mi piace il termine "alternativo": la med ufficiale rimane cmq importantissima... aldilà della polemica comprensibilissima e giustificata contro l'abuso dei farmaci chimici e lo strapotere della med tradizionale,e nel nostro specifico, della psichiatria) abbiano moltissimi punti in comune, in primis la concezione di sintomo: se infatti, la cosiddetta medicina allopatica si basa sul principio che la malattia debba esser guarita attraverso una soppressione del sintomo (es banale: mal di testa, antinfiammatorio; depressione: psicofarmaco), psi e med compl hanno entrambe una visione olistica, che racchiude la persona nella sua totalità, e non si sofferma a guardarne il particolare, nè tantomeno a cercare di sopprimerlo con la fondamentale consapevolezza che, se sopprimo il sintomo superficiale, se ne scatenerà molto probabilmente un altro a livello profondo dell'organismo.
    il sintomo è concepito come una richiesta di attenzione da parte di un det organismo, una forma di linguaggio che un sistema sceglie per riequilibrarsi: è ciò che di meglio la psiche, il soma di quella persona poteva fare in quel momento; è la migliore reazione possibile che quell'organismo sia riuscito a dare in risposta a un fattore stressogeno; il sintomo esiste per mantenere un equilibrio, un'omeostasi nella persona.
    e si potrebbe continuare all'infinito...
    Purtroppo in Italia siamo assolutamente, sempre e cmq indietro...
    non esistono leggi che regolamentino figure come omeopata, floriterapeuta, naturopata (...) perchè non esiste la mentalità... c'è sempre una diffidenza ottusa, moralistica nei confronti di tutto ciò che è nuovo... si tende a screditare l'immagine di ciò che non si conosce... e, proprio a causa di questo, si genera una confusione che porta alla nascita di figure improvvisate, non competenti, associabili quasi a dei santoni, che si mescolano a professionisti che il loro mestiere lo sanno fare eccome...
    per quanto mi riguarda, io sono al primo anno di una scuola di naturopatia e non posso altro che dichiararmi entusiasta dei molteplici stimoli che mi sono offerti! la mia ambizione è proprio quella di specializzarmi e di riuscire a coniugare entrambe le cose!
    buona serata a tutti!
    Ultima modifica di teresamariagio : 25-04-2006 alle ore 21.21.39

  11. #11
    alberag
    Ospite non registrato
    Io francamente credo che se uno psicologo si limita a fare due colloqui ed un invio allo psichiatra tanto vale che cambi lavoro: il problema non è il suo confine professioanle ma la sua (scadente) professionalità.
    Che poi la psichiatria sia uno scempio è una tua opinione: ci sono psichiatri più o meno capaci, ma questo ha a che fare ancora con la professionalità del singolo.
    Rispetto a quanto tu scrivi come rimedi, concordo con Accadueo, ma ne vedo un rischio: se consideri tutto terapia, allora cosa non lo sarà? Le cosiddette "nuove tecniche" o "tecniche alternative" in che modo mettono in campo la capacità di uno psicologo rispetto a quella di un altra figura professionale?

  12. #12
    Partecipante Affezionato
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    27-01-2005
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    Ciao Chinoppi!

    Sono pienamente d'accordo con te...e mi fa rabbia vedere che il nostro campo è ancora pieno di psicologi e psicoterapeuti che non hanno assolutamente un approccio olistico ed ancora vedono la psiche ed il corpo come due aspetti distinti della persona!
    Tra le mie varie esperienze formative quella che mi ha maggiormente appassionato riguarda proprio le varie tecniche psicocorporeee!

    Teniamoci in contatto!


  13. #13
    Yezidism
    Ospite non registrato
    io sostanzialmente sono olista.... forse diciamo che eccedo dal lato della psiche.. credo che la psiche è in grado di prevalere sul fisico, basti pensare che un approccio mentale giusto è in grado di sopportare pesanti disabilità solo la psiche può dare la voglia di vivere a chi ha perso le gambe o entrambe le braccia oppure è diventato ceco... viceversa se si mette sotto scacco la psiche ecco che il fisico va in frantumi... ad esempio una forte depressione.. un forte spavento può addirittura bloccare il cuore! il tutto ci fa capire che una giusto equilibrio psichico è la medicina migliore per prevenire turbamenti fisici...
    quello che non capisco è vorrei che qualcuno di voi melo spiegasse è quale è la differenza tra medicina alternativa e libertà di cura?

  14. #14
    koala977
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti!
    credo che il vero potere e la vera cura sia nella relazione che si instaura tra psicologo e paziente, anche se le varie tecniche come training autogeno o rilassamento muscolare progressivo certamente possono essere d'aiuto, ma sempre inserite all'interno di una buona relazione terapeutica.

  15. #15
    Partecipante Assiduo L'avatar di chinoppi
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    Vedo che finalmente il dibattito si fa serio e costruttivo, senza pregiudizi e sterereotipi (tra cui quello dello psicologo "inchiodato" al lettino psicoanalitico).
    Vorrei poter fare, però, una precisazione in merito alla figura dello psichiatra. Il mio "attacco" non voleva essere in direzione solo di questa figura professionale in cui vi sono professionisti seri e competenti, ma volevo, e qui torno volutamente ad essere provocatorio, estenderlo anche nei nostri riguardi, dove spesso (leggendo il forum stimerei intorno al 50%) ci sono dottori con tanto di abilitazione, iscrizione, tasse e quant'altro che, appena possono, inviano il paziente dallo psichiatra, dal medico, dal logopedista, dal neurologo, dal naturopata. dal fisioterapista, dall'educatore, dal supervisore,..(potrei continuare all'infinito!!) tranne che avere le "spalle larghe" di dire: "Ok, questa persona soffre di x mi comporto in maniera y e adotto un percorso z". Poi un professionista potrà anche sbagliare ma, è mai possibile, che parliamo di fiducia e alleanza terapeutica, quando si prova sgomento e sentimento di impotenza di fronte a problematiche intrapsichiche se non malattie mentali. La SICUREZZA professionale è un elemento imprescindibile di una relazione oggettuale sicura che deve essere interiorizzata dal soggetto! Altrimenti la persona si ritrova nella stessa condizione di isolamento intrapsichico da cui era partita, per cui: "O Dio adesso cosa posso fare? A chi devo rivolgermi?". Ed è lo psicologo che deve evocare quel tipo di sentimento, ed è per questo che sponsorizzo la medicina alternativa perchè nello stato d'arte attuale e nel futuro è l'unica strada percorribile affinchè lo psicologo possa prendere in carico la persona con forza e potere professionale, in quanto si pone ad un gradino superiore nella dicotomia mente-corpo.

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