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  1. #1

    come si può aumentare l'autostima?

    Aiuto!?!?!?
    Un ragazzo di 30 anni, quando ha saputo che sono psicologa, ha iniziato ad accennarmi qualcosa della sua vita e ha lametato una insicurezza di base che vorrebbe migliorare. Mi ha chiesto cosa può fare per perseguire questo obiettivo... l'unica cosa che mi è venuta in mente è stata proporgli qualcosa che gli permetta di innalzare la sua autostima! Sono riuscita a rimanere sul vago ma sicuramente domani tornerà alla carica!! Che gli dico? Vi viene in mente qualcosa di concreto che gli possa proporre? Oppure qualche fonte reperibile che mi possa essere utile? Sono disposta anche a fare la nottata in bianco!!!
    Cosiderate che avrei anche la possibilità di proporgli qualcosa all'interno del mio studio che ho aperto da poco!

    Grazie anticipatamente per l'aiuto!

  2. #2
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    17-12-2002
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    957
    Guarda, io mi sono laureata sul tema dell'autostima... Secondo me un intervento concreto e veloce in grado di innalzarla non esiste, anche perchè (autori di diversa estrazione lo confermano) si struttura principalmente durante le relazioni primarie.
    Gli interventi che vengono pubblicizzati in grado di migliorare l'autostima difficilmente riescono ad influire realmente e a lungo termine sul grado di sicurezza dell'individuo.

    Ammesso che la persona sia disponibile, io ti consiglierei di proporgli qualche colloquio a scopo diagnostico, magari supportato da test (magari la scala Basic SE della editrice Erickson ... scusate non dovrei, sono coautrice... vergogna! ).
    E poi eventualmente pensare ad un percorso di psicoterapia... Ammesso che ne abbia realmente bisogno!
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
    Data registrazione
    13-10-2005
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    Originariamente postato da Doni
    ... Secondo me un intervento concreto e veloce in grado di innalzarla non esiste, anche perchè (autori di diversa estrazione lo confermano) si struttura principalmente durante le relazioni primarie.
    Sono d'accordo.

    Personalmente penso che le relazioni primarie spesso non vanno benissimo. Alcuni crescendo trovano comunque un livello di autostima soddisfacente. Forse perchè altre relazioni diventano positive.

    Proviamo a far parlare il 30enne delle sue relazioni e cerchiamo di capire se almeno una funziona e cerchiamo di capire e soprattutto di far capire a lui perchè funziona.

    A volte basta trovare una fonte di gratificazione per ricaricarsi. Sono sempre gli altri, le relazioni che ci fanno sentir bene.
    Anche noi possiamo diventare per lui una fonte di gratificazione. Stiamo attenti a gratificarlo in maniera positiva e condizionata, cioè limitata al singolo evento, diventa per lui più tangibile.

    Ci vorrà tempo. Tanti piccoli passi

  4. #4
    Partecipante Assiduo L'avatar di *elettra777*
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    20-10-2004
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    166
    mmmmmmhhhhh così a spot....e non sicuramente nella fase iniziale ma più avanti se credi che possa benefivciarne perchè non proporgli un training sull'assertività.......????spesso può essere utile...
    CI SONO PERSONE CHE NECESSARIAMENTE SMARRISCONO LA STRADA PERCHE' PER LORO NON ESISTE UNA STRADA GIUSTA-Thomas Mann

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di chinoppi
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    09-06-2005
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    Viareggio
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    4
    uuummm..come sempre la psicoanalisi ci pervade e ci occlude al tempo stesso da più di cento anni. Se vuoi un consiglio attuerei anche per la brevità dei tempi una impostazione di empowerment clinico molto più pertinente per i processi autostima che andare a vedere le "relazioni primarie" (anche perchè regredire così ottieni l'effetto di un abbassamento dell'autostima del soggetto).
    Ti consiglierei come fase di starting di analizzare il grado di autoefficacia della persona, anche perchè è interessante questa sua "capacità" di saper capire che ha un problema specifico come quello dell'autostima. Ci sono diversi test sull'autoefficacia reperibili anche sui libri, da lì potresti partire per capire le situazioni-stimolo che tendono ad abbassare il sentimento di autoefficacia e consigliargli subito modalità di coping pertinenti alla suo modo di fare che possano prevenire sentimenti che inducano ad un abbassamento di autostima. Può essere un inizio!

  6. #6
    Partecipante Assiduo L'avatar di Painkiller79
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    Io stò svolgendo una tesi sull'autoefficacia (riguardante l'apprendimento), ti posto una scala che serve a misurare l'autoefficacia generalizzata. Ricorda che però questa misurazione generale della autoefficacia ti può sevire solo all'inizio, giusto per avere un'idea delle abilità di coping che l'individuo ritiene di possedere. Inoltre mentre interventi sull'autostima, come è stato ricordato, non sono così proficui, si può provare ad agire su di essa indirettamente attraverso il cambiamento delle convinzioni di autoefficacia (credo inoltre che ciò possa essere fatto da uno psicologo, senza bisogno di una psicoterapia, ma non ne sono sicuro)
    Ciao ciao...
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  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
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    13-10-2005
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    Originariamente postato da chinoppi
    uuummm..come sempre la psicoanalisi ci pervade e ci occlude al tempo stesso da più di cento anni. Se vuoi un consiglio attuerei anche per la brevità dei tempi una impostazione di empowerment clinico molto più pertinente per i processi autostima che andare a vedere le "relazioni primarie" (anche perchè regredire così ottieni l'effetto di un abbassamento dell'autostima del soggetto).
    Se è per quello che ho detto io, non intendevo le relazioni primarie, ma altri tipi, più attuali al di fuori dell'ambito familiare possibilmente. Quindi niente ipotesi di regressione perchè se fosse avresti ragione tu.
    Concordo con tutto il resto.
    Coping che sfrutti le sue carattestiche, modulate situazione per situazione.

  8. #8
    Un ringraziamento generale a tutti per le utili info!

    Oggi, come previsto, è tornato alla carica! Pare il tutto sia collegato ai difficili rapporti in casa e al continuo paragone con un fratello! Almeno questa è la motivazione che si da lui! Penso abbia veramente bisogno di parlare e sfogarsi! E vorrei tanto riuscire ad aiutarlo... per quel poco che lo conosco è veramente una persona splendida!

    x *elettra777* : interessante l'idea di un training sull'assertività! Ho provato di cercare risorse su internet... qualcosa ho trovato... tu avresti per caso delle indicazioni più precise per imparare le tecniche?

    x chinoppi : sai darmi qualche titolo dei libri dove posso trovare questi test sull'autoefficacia e suggerimenti per le modalità di coping?

    x Painkiller79 : grazie per la scala, credo proprio che mi sarà utile! Hai per caso dei riferimenti in cui posso trovare indicazioni per facilitare il cambiamento delle convinzioni di autoefficacia?

  9. #9
    Partecipante Assiduo L'avatar di Painkiller79
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    Vedi i testi di Bandura (sono un po' delle enciclopedie sull'autoefficacia) editi dalla erickson, poi c'è di Caprara "La valutazione dell'autoefficacia" sempre della erickson, dove ci sono una serie di scale di autoefficacia. In ambito clinico non sò dirti molto, però se fai una ricerca con google sicuramente puoi trovare qualcosa di interessante.
    Ciao ciao..

  10. #10
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    Tra autostima ed autoefficacia c'è una bella differenza.

    io comunque non partivo da un approccio psicodinamico, semmai rogersiano...
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  11. #11
    Partecipante Assiduo L'avatar di lulunana
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    CONCORDO CON DONI ANCHE SE è BENE TENERLE PRESENTE ENTRAMBE PERCHE COMUNEMENTE I DUE TERMINI SI EQUIVALGONO MENTRE IN PSICOLOGIA NO

    IN BOCCA AL LUPO

  12. #12
    Partecipante Assiduo L'avatar di chinoppi
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    Autostima ed autoefficacia sono due costrutti teorici indipendenti ma in relazione tra loro; la prima riguarda il concetto di identità in diverse aree (autostima corporea, familiare, ecc.) la seconda è compito-specifica. Ad ogni modo partire con l'autoefficacia può essere utile per dare subito maggiore concretezza ai primi colloqui ed individuare problematiche in cui il soggetto potrebbe palesare sentimenti di disistima. Esempio: "Ti senti in grado di risolvere x situazione?". Se la persona dovesse rispondere negativamente si potrebbe approfondire questo aspetto chiedendogli: "Come mai non ti senti in grado?". Facendo affiorare quelle emozioni di inadeguatezza nella persona che hai davanti, con la possibilità di approfondire ulteriormente.

  13. #13
    Super Postatore Spaziale L'avatar di sinonimo
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    Originariamente postato da Doni
    Tra autostima ed autoefficacia c'è una bella differenza.

    io comunque non partivo da un approccio psicodinamico, semmai rogersiano...

    Buona vita a tutti!

  14. #14
    Partecipante Assiduo L'avatar di *elettra777*
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    scusami per il ritardo......prova a cercare dei testi sull'argomento training assertivo sulla libreria di psycostore.....in genere trovi un po di tutto.....
    CI SONO PERSONE CHE NECESSARIAMENTE SMARRISCONO LA STRADA PERCHE' PER LORO NON ESISTE UNA STRADA GIUSTA-Thomas Mann

  15. #15
    Partecipante Assiduo L'avatar di petunialueta
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    Un' altra idea potrebbe essere un intervento di counseling breve.
    Non concentrandosi più del minimo indispensabile sul passato , ma sul presente: tentare di capire in quali aree si sente più sicuro di sè,
    Fissare dei piccoli obbiettivi per es. per fare in modo che cerchi attivamente le situazioni in cui riesce ad avere un concetto migliore di sè e capire insieme a lui quali sono i tipi di comportamento da lui assunti che possano scatenare dei sentimenti positivi....potrebbe essere un inizio
    Lavorare con lui per capire quali siano le sue risorse ed il modo migliore per metterle in luce !

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