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Discussione: Fobia fiori secchi

  1. #1
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
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    08-02-2006
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    Fobia fiori secchi

    Ciao a tutti!
    Una amica mi ha posto un quesito che mi ha messa un pò in crisi, suscitando in me enorme curiosità, ma a cui non sono stata in grado di fornire una risposta/interpretazione adeguata.
    Si tratta di una sorta di fobia nei confronti dei fiori secchi. In pratica lei proverebbe repulsione, ribrezzo, e altrettanti sentimenti sgradevoli nei confronti dei fiori secchi, ma solo di quelli che riceve in dono e che, pertanto, custodisce (nel senso che se dovesse vederne per strada o in altri luoghi ciò non si verificherebbe, o, comunque, non in maniera esasperata).
    Mi ha spiegato, in particolare, che se qualcuno le regala dei fiori, lei poi non riesce assolutamente a buttarli via quando seccano, non riesce a toccarli e neanche a guardarli, in quanto tutto ciò le provoca malessere, disgusto e, alle volte, addirittura quasi il pianto, al solo pensiero di sfiorarli. Deve, pertanto, chiedere poi aiuto a qualcuno per buttarli via.
    Ha poi aggiunto che le accade ciò anche in presenza di taluni cibi avariati (ad esempio quando il formaggio fa la muffa, ecc), idem, non è in grado nè di toccarli (e, quindi, di buttare via gli alimenti) e neanche di guardarli.
    Vi assicuro che è una persona normalissima, la conosco da anni...Non presenterebbe altre stranezze oltre a questa, eppure questa sorta di fobia non riesco a capirla...qualcuno saprebbe fornirmi delle ipotesi di interpretazione?

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di stillmad
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    28-07-2004
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    sai,da quello che ho capito "ultimamente" non è molto utile cercare un'interpretazione per questi problemi.
    occorre prima curare la fobia...poi magari in un secondo momento capirne l'origine
    è probabile che abbia un'origine lontana...ma anche presenti degli elemnti di rinforzo tutt'ora presenti.
    nelle terapie che vanno per la maggior( cognitivo-comportamentali) molto difficilmente troveresti un terapeuta che ti restituisca il"significato" della Sua fobia...
    se poi parliamo di "simbolico" probabilmente dobbiamo pensare ad un indirizzo psicoanalitico...
    probabilmente si andrebbe ad esaminare il significato del fiore..il quale forse ricorda l'organo genitale femminile...( ora sto andando un po' ad intuito non lo prendere per buono )
    fiore secco..potrebbe essere un rimando ad un blocco della libido...ma dicchiuninso...
    uno dei nostri professori ci ha raccontato una cosa analoga,ma per la frutta..e disse che riuscì a "curare" la paziente ma che tuttora non sa la causa di quella fobia.
    mi dispiace non essere più utile

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
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    08-02-2006
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    Anche io, come te, prediligo l'indirizzo cognitivo- comportamentale, infatti, probabilmente, vorrei iscrivermi alla scuola il prox anno.
    Però, grazie a questo dubbio sulle ipotesi interpretative riguardo alla fobia della mia amica, mi sono resa conto di quanto sia più "completo" un indirizzo psicoanalitico...Credimi, mi costa molto doverlo ammettere, ma pare sia così.
    Spero che magari qualcuno mi chiarisca di più le idee, anche, come stillmad, riportando la propria esperienza di indirizzo di psicoterapia.
    Chissà che, senza saperlo, la mia amica mi aiuti nella scelta della scuola, visto che sono in crisi!!!
    Illy

  4. #4
    Partecipante Affezionato L'avatar di zibboooo
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    101
    ciao illy, io invece non condivido le terapie cognitivo- comportamnetali, perchè concentrano tutto il loro intervento sul sintomo...sulla "cura" del sintomo...non partendo dal presupposto che quello è solo la punta di un grande iceber come scriveva P.Daco...io ho una formazione psicoanalitica, e quello che posso dirti è che dietro ogni patologia, in questo caso una fobia, c'è un mondo problematico che va capito e interpretato....non sono d'accordo neanche sul simbolismo che erratamente si crede appartenere alle interpretazioni psicoanalitiche: ovvero, la tua amica ha una fobia per i fiori secchi, ma potrebbe essere un puro caso che il suo inconscio abbia scelto i fiori secchi ...quindi, "fiore secco", in sè e per sè non significa nulla!
    Il rischio di ricorrere alle terapie cognitivo - comportamentali o simili, è quello che nella migliore delle ipotesi il sintomo può anche passare, ma se non si è capito il motivo...la causa...c'è un'altissima probabilità di ricaduta...magari con un'altra fobia!
    spero di esserti stato d'aiuto.
    ciao!!!
    "Chi ha occhi per vedere e orecchi per intendere si convince che ai mortali non è possibile celare nessun segreto. Chi tace con le labbra chiacchiera con la punta delle dita, si tradisce attraverso tutti i pori.."(S. Freud, 1905)

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
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    08-02-2006
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    Ti ringrazio per l'utile intervento.
    E quindi, secondo te, il "fiore secco" o "cibo avariato", a cosa potrebbero ricondurre?
    Mi affascina molto l'interpretazione psicoanalitica, a che scuola sei iscritto?
    Illy

  6. #6
    Postatore Compulsivo L'avatar di stillmad
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    Originariamente postato da illy1980
    Anche io, come te, prediligo l'indirizzo cognitivo- comportamentale, infatti, probabilmente, vorrei iscrivermi alla scuola il prox anno.
    Però, grazie a questo dubbio sulle ipotesi interpretative riguardo alla fobia della mia amica, mi sono resa conto di quanto sia più "completo" un indirizzo psicoanalitico...Credimi, mi costa molto doverlo ammettere, ma pare sia così.
    Spero che magari qualcuno mi chiarisca di più le idee, anche, come stillmad, riportando la propria esperienza di indirizzo di psicoterapia.
    Chissà che, senza saperlo, la mia amica mi aiuti nella scelta della scuola, visto che sono in crisi!!!
    guarda Illy..io sono specializzabda in clinica e salute( biennio specialistico) e laureta in clinica e comunità
    non faccio ancora la scuola di psicoterapia,ma sicuramente la mia predilezione almeno in teoria va all approccio psicodinamico-piscanalitico
    anche se nella pratica clinica credo fortemente nell'eclettismo cosa che va per la maggiore tra l'altro e che s'è dimostrata essere la cosa migliore...

  7. #7
    Postatore OGM L'avatar di blackfox
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    Monfalcone
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    leggendo questi post mi è venuto in mente quello che mi ha raccontato una mia amica l'altro giorno...anche lei ha una fobia strana...quella dei bottoni!riesce a vestirsi e a vestire la sua bambina perchè non ci pensa, ma se li vede, anche rappresentati su un libro, ne ha paura e le fanno schifo, tanto da non riuscire ne a guardarli ne a toccarli...
    le mie conoscenze di psicoanalisi sono superficialissime, voi sapete dirmi qualcosa?
    solo per curiosità...
    Dany

  8. #8
    Partecipante Leggendario
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    Originariamente postato da zibboooo
    ciao illy, io invece non condivido le terapie cognitivo- comportamnetali, perchè concentrano tutto il loro intervento sul sintomo...sulla "cura" del sintomo...non partendo dal presupposto che quello è solo la punta di un grande iceber come scriveva P.Daco...io ho una formazione psicoanalitica, e quello che posso dirti è che dietro ogni patologia, in questo caso una fobia, c'è un mondo problematico che va capito e interpretato....
    Il rischio di ricorrere alle terapie cognitivo - comportamentali o simili, è quello che nella migliore delle ipotesi il sintomo può anche passare, ma se non si è capito il motivo...la causa...c'è un'altissima probabilità di ricaduta...magari con un'altra fobia!
    spero di esserti stato d'aiuto.
    ciao!!!
    Zibboooo una curiosità. Affermi di non condividere le terapie cognitivo-comportamentali perchè sono, a parere tuo, a maggior rischio di ricaduta, però in un precedente post chiedevi consigli cognitivo-comportamentali per l'ADHD. Non trovi sia, uso un termine molto amato da voi psicoanalisti, paradossale?

    Tornando al quesito, le interpretazioni servono a poco. Se la fobia è particolarmente disabilitante, se crea notevole disagio (ma non credo sia il caso dei fiori secchi), si deve lavorare sul sintomo. La CBT è il trattamento d'elezione. Il fatto che si tende frequentemente a dire che la CBT è a maggior rischio di recidive sembra quasi un giustificare l'efficacia a breve termine di questa terapia.

  9. #9
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
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    Sono d'accordo, infatti non ho consigliato di certo alla mia amica qualche anno di psicanalisi, visto che la fobia non è disabilitante e non crea particolari disagi.

    Era solo una mia curiosità, visto che mi sembra che sul sito ci siano molti patiti della psicanalisi, spero che qualcuno provi ad interpretare il significato della fobia per i fiori secchi, o esprima qualche chiarimento più "tecnico" riferito alla fobia in questione.
    Illy

  10. #10
    Partecipante Affezionato L'avatar di zibboooo
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    soddisfo la curiosità di DAVID anche se non la trovo pertinente con la discussione: non trovo affatto paradossale, come dici tu, che io abbia chiesto maggiori informazioni su una tecnica che non è oggetto delle mie specializzazioni...se l'ho fatto è per arricchire le mie conoscenze sull'accadere psichico, visto che questa è la mia professione...evitando di chiudermi dentro steccati di pensiero che a mio avviso limitano le nostre competenze...quindi, in questo periodo mi sono documentato moltissimo sulle varie tecniche cognitivo-comportamentali, spinto anche dal fatto che molti, anche in questo forum, le sostengono...volevo così appagare la mia eclettica curiosità. detto ciò, ho consolidato la mia opinione al riguardo: non sono adatte alla mia personalità di terapeuta tutte quelle tecniche che mirano esclusivamente a debellare il SINTOMO, non curandosi delle CAUSE!!!!Mi sembra, ma è solo un mio parere, che queste tecniche siano nate per mettere sul mercato un prodotto facilmente vendibile e allettante, promettendo guarigioni rapide ed efficaci....con metodi, sempre a parer mio, molto simili a tecniche di prestigiatori!
    Questo è solo il mio punto di vista...e se qualcuno, come ILLY 1980, chiede un parere su questa tecnica...trovo giusto rispondere con la mia esperienza e il mio punto di vista, che mi fa prediligere osservazioni psicodinamiche....
    per ILLY 1980: la FOBIA , per definizione, è il prodotto dei meccanismi di difesa dell'Io che, con la Rimozione e lo Spostamento, trasferisce un complesso interiore che causa conflitti e angoscia su un oggetto esterno ( in questo caso FIORI SECCHI) che il soggetto ritiene sia più facile evitare.
    Come vedi non c'è quasi mai una correlazione oggettiva precisa tra la causa interna e la scelta dell'oggetto fobico esterno....ripeto...la scelta dei fiori secchi potrebbe essere casuale! io ti consiglio, visto che i sintomi della tua amica non sembrano essere molto invalidanti nel suo quotidiano, di prendere in considerazione un percorso psicodinamico....non perchè io stia tirando l'acqua al mio mulino, come si dice, ma perchè ci credo fermamente...
    UN saluto!!!
    "Chi ha occhi per vedere e orecchi per intendere si convince che ai mortali non è possibile celare nessun segreto. Chi tace con le labbra chiacchiera con la punta delle dita, si tradisce attraverso tutti i pori.."(S. Freud, 1905)

  11. #11
    non sono d'accordo con la presa di posizione psicoanalitica ma la rispetto..e ci mancherebbe
    io sono specializzando psicoterapia cognitivista e però dico che non corrisponde a vero chi continua a dire che la terapia cognitivo-comportamentale cura il sintomo e non va alle cause.. è una stereotipia che può andare bene con un certo tipo di orientamento, parlo di quella più sul versante behaviorista, non su quelle tipo sitcc.
    la persona con una fobia porta in terapia la sofferenza ad essa legata, e spesso vi è anche un problema secondario dato valutazione metacognitiva del proprio disagio. da quello quindi è necessario partire e la t.c. offre delle tecniche che possono esporre la persona all'oggetto fobico, un pò per lavorare sul problema secondario e normalizzare la paura quindi con l'aspetto assolutamente positivo in funzione della relazione terapeutica che la persona si sente capita nella sua sofferenza. e un pò per inziare a valutare il sistema di credenze che la persona ha rispetto alla paura di avere paura, che crea l'egodistonia. lavorare quindi su come determinate idee le abbia imparate, come le rispote emozionali venivano etichettate in famiglia,etc.
    non è vero che non si va a vedere le cause..anzi ma non è giusto partire da essse quando ciò che porta la persona è un disagio anche forte spesso rinforzato da meccanismi evitamento che possono creare de processi di mantenimento molto importanti.
    un saluto
    "c'è gente che dice che vuol lottare e poi confonde il fischio d'inizio della partita con quello dell'ultimo minuto, e va a casa" (S. Benni)

  12. #12
    Quello che mi chiedo sempre quando sento parlare di cause è come si fa a trovarle in modo così preciso... secondo me è paradossale pensare di poter trovare la causa della fobia dei fiori secchi perchè di cause ce ne sono sicuramente diverse che concorrono....
    L'altro aspetto paradossale è: cosa se ne fa lo psicoanalista di queste cause? io ho provato a fare una psicoanalisi e una volta che abbiamo trovato le cause del mio problema, ho chiesto bene adesso che facciamo? se qualcosa ha provocato un problema di sicuro non si può cambiare questo qualcosa essendo accaduto nel passato... o no?
    infatti la risposta che mi è stata data era che adesso le cose si sarebbero sistemate pian piano, che quello era uno spazio per parlare dei miei problemi e io ho avuto una sensazione di inutilità...
    Altro discorso è lavorare sui meccanismi di mantenimento.....
    mi vien da dire che se è vero che la cbt può andare incontro a ricadute e altrettanto verò che non si avranno mai ricadute se non si riesce a risolvere il problema.... tant'è che mi sono arrivati pazienti con attacchi di panico dopo 4 anni di psicoanalisi che nel giro di sei mesi non li avevano più con la cbt.... magari potrà anche capitare qualche ricaduta che può essere affrontata ma è sempre meglio che avere sempre e comunque il sintomo... o no?
    ognuno soddisfi la propria personalità nello scegliere il suo metodo ma si ricordi anche del paziente...

  13. #13
    Misantropollo
    Ospite non registrato

    Re: Fobia fiori secchi

    Originariamente postato da illy1980
    Ciao a tutti!
    Una amica mi ha posto un quesito che mi ha messa un pò in crisi, suscitando in me enorme curiosità, ma a cui non sono stata in grado di fornire una risposta/interpretazione adeguata.
    Si tratta di una sorta di fobia nei confronti dei fiori secchi. In pratica lei proverebbe repulsione, ribrezzo, e altrettanti sentimenti sgradevoli nei confronti dei fiori secchi, ma solo di quelli che riceve in dono e che, pertanto, custodisce (nel senso che se dovesse vederne per strada o in altri luoghi ciò non si verificherebbe, o, comunque, non in maniera esasperata).
    Mi ha spiegato, in particolare, che se qualcuno le regala dei fiori, lei poi non riesce assolutamente a buttarli via quando seccano, non riesce a toccarli e neanche a guardarli, in quanto tutto ciò le provoca malessere, disgusto e, alle volte, addirittura quasi il pianto, al solo pensiero di sfiorarli. Deve, pertanto, chiedere poi aiuto a qualcuno per buttarli via.
    Ha poi aggiunto che le accade ciò anche in presenza di taluni cibi avariati (ad esempio quando il formaggio fa la muffa, ecc), idem, non è in grado nè di toccarli (e, quindi, di buttare via gli alimenti) e neanche di guardarli.
    Vi assicuro che è una persona normalissima, la conosco da anni...Non presenterebbe altre stranezze oltre a questa, eppure questa sorta di fobia non riesco a capirla...qualcuno saprebbe fornirmi delle ipotesi di interpretazione?

    Se posso avanzare un'ipotesi veloce veloce direi che per la tua amica i fiori che riceve si trasformano nel "legame" con chi glieli regala... direi che non riuscendo lei ad affrontare la relazione con la persona in questione evade la realtà, in che modo? trasformando il ragalo nella relazione stessa... i fiori perdono il loro significato simbolico e diventano la cosa in sé: il rapporto con l'altro... la fobia per i fiori oramai secchi è un sintomo che segnala alla tua amica la pericolosità di questa sua "fantasia"... la fobia per i cibi avariati è sicuramente subentrata dopo e quella per i fiori secchi si è instaurata sicuramente dopo un'episodio preciso...
    consiglierei alla tua amica di gettare subito i fiori quando ne riceve anche se non le sembra bello cosicché non le rimanga altro da fare se non affrontare la persona... potrebbe farlo anche senza buttare i fiori...

    PS. io sono abbastanza daccordo con Vincent, però non trovo così inutile l'analisi... ma penso anche io che spesso potrebbe essere utile e probabilmente in alcuni casi indispensabile agire sui meccanismi di mantenimento... sempre parallelamente ad un lavoro di analisi... che se si riesce a fare con impegno (sarebbe un lavoro vero e proprio ) potrebbe bastare da solo in molti casi credo...

    ciao

  14. #14
    Partecipante Affezionato L'avatar di zibboooo
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    L 'analisi di Misantropollo mi è piaciuta molto...la trovo interessante e ricca di spunti intelligenti...
    "Chi ha occhi per vedere e orecchi per intendere si convince che ai mortali non è possibile celare nessun segreto. Chi tace con le labbra chiacchiera con la punta delle dita, si tradisce attraverso tutti i pori.."(S. Freud, 1905)

  15. #15
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
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    Anche a me è piaciuta molto l'analisi di Misantropollo! Grazie!
    Anche io, però, inizialmente, avevo pensato ad una ipotesi del genere (un pò meno approfondita...)...però quando l'ho detto alla mia amica mi ha risposto che le succede indipendentemente da chi glieli regala...Quindi non sembrerebbe questione di un "fidanzato" con cui i rapporti si stiano deteriorando e ci sia paura di affrontare la situazione. Le capita anche quando li riceve da 1 amica, dalla sorella....e mica è in crisi con tutti!!!Almeno, non mi sembra che lo sia...
    Comunque ringrazio tutti per gli interventi che, seppur differenti, trovo molto interessanti!
    Illy

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