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Visualizzazione risultati 1 fino 7 di 7
  1. #1
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
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    08-02-2006
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    Roma
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    Segreto professionale e relazioni

    Ciao a tutti, cerco di spiegare un mio dubbio, sperando che qualcuno possa chiarirmi le idee.
    Vorrei sapere che lagame c'è tra il nostro segreto professionale (sono psicologa vecchio ordinamento e iscritta all'albo)e le relazioni tecniche che siamo tenuti ad inviare (ad esempio se si lavora in una casa famiglia, o in progetti di assistenza domiciliare), al Tribunale o ad altri enti (comune, ecc).
    In pratica noi siamo tenuti a non riferire il contenuto dei colloqui, ma poi dobbiamo produrre delle relazioni, spesso trimestrali, sui casi che seguiamo...
    Quindi come ci si comporta??

  2. #2
    Partecipante Affezionato L'avatar di monic2004
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    21-10-2004
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    asti
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    Sul libro di Gulotta Calvi "codice deontologico commentato articolo per articolo" ci sono spunti interessanti dall' articolo 22 in poi e cioè nella regolazione dei rapporti tra utenza e committenza che come spesso succede sono due "entità" che non coincidono.

    L' articolo 22 è fra quelli che hanno un elevato livello di sovrapposizione con norme civili e penali, e tende a rilevare le implicazioni deontologiche di comportamenti legalmente perseguibili o ai margini della perseguibilità..(pag.132). Ovviamente quello che puo' essere prezioso per lo psic. è il commento rispetto alle relazioni che lo stesso deve stilare per la committenza senza venir meno al segreto professionale su cui si fonda il rapporto con l' utenza... insomma spero che possa esserti utile.... l' argomento è delicato ed è un po' difficile rendere il tutto in pratica!

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
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    08-02-2006
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    Ti ringrazio Monic, cercherò di procurarmi quel libro.
    Ma in linea di massima potresti spiegarmi qualcosina...o forse chiedo troppo...
    Illy

  4. #4
    Partecipante Affezionato L'avatar di monic2004
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    21-10-2004
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    asti
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    Ciao Illy, non è che chiedi troppo, è che non è tanto semplice e soprattutto non ho esperienza rispetto a questo; mi è rimasto impresso il problema perchè quando all' Università gli autori del libro ( tra l' altro Collana di psi. giuridica e criminale, edizioni Giuffrè) lo hanno illustrato hanno evidenziato che uno dei problemi più grossi per lo psi è proprio quando si trova nella condizione di rela zionare alla committenza salvaguardando il rapporto con l' utenza. dall' art. 22 in poi ce ne sono ancora una decina che si riferiscono a questo tra cui l' art.25 (pag.146)"in caso di interventi commissionati da terzi(lo psi.) informa circa la natura del suo intervento non usa se non nei limiti del mandato ricevuto notizie apprese che possano arrecare ad essi pregiudizi; nella comunicazione dei proprii interventi diagnostici e valutativi lo psi. è tenuto a regolare tale comunicazione in relazione alla tutela psi. dei soggetti


    delle 3 pagine di commento che seguono ti riporto solopag.147)L' articolo affronta il problema dell' etica nella relazione prof. all' interno dei rapporti triadici dove posssono divergere finalità ed interessi fra utenti e committenti, rimarca la necessità di salvaguardare la tutela psi. del soggetto e la corretta informazione delle parti circa i ruoli ed i vincoli che il professionista assume nei confronti di entrambe.(...) la posizione che lo psi si trova ad assumere quando il committente è diverso dal destinatario della prestazione non è rara e si verifica nell' ambito di rapporti con singoli soggetti,di rapporti in cui il committente è datore di lavoro,e con implicazioni complesse, di rapporti in cui il committente è un istituzione. Risulta necessario delineare elementi minimi da cui poter far sviluppare le relazioni professionali con garanzie di correttezza nei confronti delle parti con la salvaguardia del vertice psi. dell' intervento professionale. Comunicazione di interventi diagnostici e valutativi non possono avere come unico riferimento il mandato o il compito ricevuto, ma anche la tutela psi. del soggetto di cui lo psicologo è chiamato a rispondere....

    dopodichè cita l' uso di competenze, i riferimenti per lo sviluppo della relazione prof. quando questa non è "semplicemente" diadica, il diritto/dovere ad informare e la tutela psi. dei soggetti.... ma sono altre 4 pagine....
    Non so se ti sono stata utile anche perchè la mia esperienza si limita ai libri... però il testo che ti ho citato,l' avevo comprato per l' esame di psi. giuridica, ma quando mi sono iscritta all' ordine me ne hanno regalata una copia, perciò prima magari prova all' ordine della tua città.... fosse gratis... in bocca al lupo,
    Monica.

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
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    Ti ringrazio tantissimo per avermi chiarito un bel pò le idee!
    Illy

  6. #6
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    17-12-2002
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    Bologna
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    Iop ti consiglierei di chiedere all'Ordine a cui ti sei iscritta. Io ho avuto un problema simile, legato ad un test usato in selezione, l'Ordine mi ha fatta parlare col presidente che mi ha chiarito ogni dubbio!
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di illy1980
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    Grazie Doni, mi informerò!
    Illy

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