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  1. #1
    Partecipante Esperto
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    16-10-2004
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    i ragazzi che non vogliono studiare

    ciao a tutti, sono in crisi.
    è da tre mesi che seguo una ragazza di seconda media nello studio prchè non ha voglias di studiare, non ha voglia di fare i compiti e anche l'atteggiamento verso la scuola non è dei migliori (non è una casinista ma risponde male, si dimentica il materiale, dice sempre non lo so...).
    Non penso abbia problemi di apprendimento (a parte la matematica che non le entra in testa e non si impegna proprio) ma è proprio nella motivazione.
    Qualche voto bello lo prende, ma nel complesso va male e rischia la bocciatura... a parte che ho i sensi di colpa verso la madre che per pagarmi fa gli straordinari io non so più cosa fare. A volte la rimprovero ma ho paura che non è questo quello di cui ha bisogno (ma mi viene un nervoso quando non mi ascolta o penso ai sacrifici della madre e lei che non si impegna), quando prende un bel voto le faccio un regalino e le dico brava. Le piacciono le lingue e le dico che è brava e che sono importanti. Insomma cerco di valorizzare le risorse positive ma evidentemente non basta.
    e poi secondo me non ha ancora realizzato che è a rischio di bocciatura e se succede non so come la prenderà.
    Scusate lo sfogo.

    Qualsiasi consiglio è ben accetto e pensavo di utilizzate questo trhead per approfondire un tema più ampio "i ragazzi che non vogliono studiare" perchè penso sia di interesse psicologico e può essere utile anche a qualcun altro.
    Grazie

  2. #2
    Ospite non registrato
    ciao eliseaaa,
    anche io ho lo stesso problema.
    faccio da baby sitter a una bambina di 11 anni che va in prima media e la seguo pure nello studio. La madre mi disse che aveva problemi con l'orale. All'inizio anche io mi sono domandata se avesse problemi di apprendimento, poi ho visto che ci sono altre materie in cui va molto spedita.Ad esempio, non ha problemi particolari quando studia scienze.
    e' molto svogliata, non gliene frega nulla di fare brutte figure se non studia, si distrae facilmente.
    Io ho tentato di insegnarle un metodo di studio...ma il fatto è che senza volontà da parte sua non si possono fare miracoli. Alla madre l'ho detto chiaramente e lei lo sa bene, quindi almeno da parte mia mi sono risparmiata i sensi di colpa.
    Aspetto qualche consiglio anche io.

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
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    19-11-2004
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    ho avuto lo stesso prblema anche io...zero voglia, demotivazione, arroganza...ma la mia era dislessica...!
    ci sono problemi di questo tipo per caso?

  4. #4
    Partecipante Esperto
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    16-10-2004
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    Nel mio caso non mi sembra ci siano problemi tipo dislessia ma forse qualche problema relazionale.
    per quanto riguarda i sensi di colpa i miei sono al di là della consapevolezza della madre, nel senso che lei sa benissimo che la figlia non ha voglia e proprio lei, pochi giorni fa, dopo aver parlato con i prof che gli hanno detto che è a rischio di bocciatura, mi ha detto che se lei non ha voglia noi non possiamo farci molto (infatti anche la madre le sta dietro qualche sera).
    il mio senso di colpa nasce dal senso di inutilità in quello che faccio, il non vedere i risultati e prendere cmq i soldi... non so se mi spiego.

    per quanto riguarda cosa fare, quello che penso sia importante è valorizzare le risorse positive (incentivi in caso di bei voti, valorizzare le materie che le piacciono) e insegnarle un metodo di studio come dici tu isotta (io le faccio fare gli schemi, le parole chiave)nma non basta, il problema è la MOTIVAZIONE. come motivare questi ragazzi?

    penso che per noi futuri psicologi sia importante comprendere delle stategie in questi casi e mi sento in crisi anche su questo versante perchè mi sento incompetente...

  5. #5
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    31-03-2003
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    Originariamente postato da eliseaaa

    penso che per noi futuri psicologi sia importante comprendere delle stategie in questi casi e mi sento in crisi anche su questo versante perchè mi sento incompetente...
    Ciao Eliseaaa,
    La madre ti ha contattato come psicologa, come psicologa e insegnante o come "insegnante di recupero" ?
    La madre ti chiede di risolverle "problemi" relazionali o vuole che arrivate a fare i compiti della settimana?
    Racconti che il problema è la motivazione, come mai?
    Nel senso che, come mai pensi che il problema sia la motivazione?
    Se sostituissi il termine "motivazione" con "dovere", "responsabilità", "sacrificio" o altri termini che ti vengono in mente, pensi che possano risultarti(vi) più utili?
    I tuoi sensi di colpa, ti fanno restare più delle ore pattuite con la madre?
    Secondo te, la ragazzina che "valore" da al tempo trascorso con te?
    Avete provato ( non con la madre ma con la ragazzina) a "contrattare" il vostro tempo? "Eliseaaa, guarda, io ci sto 1ora e 30 min. per comprendere una pagina di antologia e le pagine da studiare sono 2, quindi ci staremo 3 ore per fare l' antologia però poi non arriviamo a fare gli esercizi di matematica"; tu come contratti a questo punto? Dopo la tua decisione e un pò di tempo trascorso, lei prova a ricontrattare "nuovi" modi (tipo, io leggo e tu mi ripeti?)? E tu che fai a questo punto, accetti perchè pensi che il tempo rimasto è effettivamente poco, rifiuti perchè magari pensi che sia meglio una materia studiata da lei che una fatta con il mio riassunto e l' altra con la calcolatrice, o cosa?
    L' accettazione o il rifiuto di certe proposte di studio (sia che vengono da lei che da te) a chi fanno più "comodo"?
    Insomma, sono un pò di domande che potrebbero risultare utili per scoprirsi in che posizione (ruolo) ci si trova in un dato momento e luogo. Forse alcune domande potrebbero apparire come suggerimenti impliciti, non è mia intenzione. Ad esempio, il domandarti se è possibile sostituire l' idea della motivazione con altre idee per "vedere" se c'è un effetto utile, ha per me un significato "riflessivo" piuttosto che di suggerimento
    ciaociao

  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di ANTOrammy
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    aversa,ma quando posso vado via
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    anch'io ho un problema simile ,ma con mia sorella di 16 anni!non ha voglia di studiare,non è stimolata dalle materie che è costretta a studiare(sta alla ragioneria per sua scelta).quando sta a casa sembra che studia,ma poi chissà come mai non ottiene neanche la sufficienza. anch'io alle superiori per vari motivi non mi impegnavo, ma almeno in periodi di interrogazioni non perdevo tempo!spesso le propongo il mio aioto,ma lo rifiuta, e per questo che trovandomi alle strette ho proposto ai miei genitori di mandarla a ripetizione. il problema è che cmq il controllo a scuola non c'è....... magari studia pure, ma non è detto che si faccia interrogare!!!già ha perso un anno e non vorrei che la cosa si ripetesse!!!!
    non può piovere per sempre

  7. #7
    Partecipante Esperto
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    16-10-2004
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    grazie accadue per gli spunti di riflessione

  8. #8
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    belli i suggerimenti :-)

    io seguo per i compiti una bambina di 3° elem, ha problemi nello scrivere e io l'aiuto in inglese e italiano. dopo nn aver visto miglioramenti per mesi, ne ho parlato con una mia amica (anche lei dott. in psic che sta facendo il tirocinio alla neuro-psichiatria infantile) che potrebbe avere problemi di disgrafia... ora devo parlarne con la signora:
    una valutazione forse è da fare, così si può intervenire subito. solo che nn è una bella posizione, non so come affrontare l'argomento. qualche idea?
    grazie!
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  9. #9
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
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    c'è un centro di bologna che si occupa di questi problemi...si chiama AID...
    magari se si manda una mail a loro hanno qualche indicazione in più...

    belli i suggerimenti accadueo!

  10. #10
    Partecipante Affezionato L'avatar di zibboooo
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    sono molto d'accordo con i suggerimenti di accadueo....
    "Chi ha occhi per vedere e orecchi per intendere si convince che ai mortali non è possibile celare nessun segreto. Chi tace con le labbra chiacchiera con la punta delle dita, si tradisce attraverso tutti i pori.."(S. Freud, 1905)

  11. #11
    Partecipante Affezionato L'avatar di Del
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    pensavo ad alcune possibilità anche come insegnante di recupero..
    innanazitutto con ragazzini delle medie un bel bagno di realtà! Non significa bastonarla ma mettersi lì conti alla mano e dire: "qui o anche tu fai qualcosa o ti boccciano, sei proprio sicuura che è quello chee vuoi?"
    poi vedere anche un po' qual'è il coinvolgimento possibile della madre (qualcuno le controlla diario, materiale...)
    poi sulla motivazione bisogna dire che non tutto si gioca su valorizzare cosa so fare (anche se conta). prima di spiegarmi un'opinione personale: secondo me i regali non aiutano la motivazione, ma sballano un pochino i rapporti di studio... poi vedi tu.
    per il resto citerò un pezzo letto più o meno all'età della tua alunna: "I nostri primi passi nella storia non furono particolarmente brillanti finchè George non scoprì che condendo una serie di fatti ostici con un pizzico ddi zoologia e una spruzzatina di particolari assolutamente irrilevanti riusciva a suscitare il mio interesse...
    .. Il mio interesse per quella che consideravo una spedizione progettata malissimo (quella di Annibale) derivava dal fatto che io conoscevo il nome di ogni elefante.." (la mia famiglia e altri animali, G.Durrell)
    mai provato a cambiare metodo, a raccontare tu, a inventarre un gioco o una canzone....
    Ho fatto ADM per alcuni anni, lavorando con ragazzini con motivazioni decisamente basse per lo studio e ho ddecisamente inventato ddi tutto, ho ripreso alcune tecniche della Montessori, ho raccontato la storia come fosse un fotoromanzo di Cioè e la geografia come se stessimo viaggiando, ho preso a modello le idee di Pennac sull'amore della lettura e usato caramelle e matite per le tabelline, ho sostituito i problemi di matematica con il gioco del mercato e utilizzato persino Harry Potter...
    alle volte (solo alle volte) funziona, purchè ci sia anche un rifermineto adulto autorevole (non autoritario) e dei genitori che ci stanno a fare quel controllo che il ragazzino da solo non sa fare.. (tra parentesi ho anche fatto decine di cartelle)
    Ultimo suggerimento volante, alle volte finire ogni volta il lavoro con un autovalutazione del ragazzino (non permettendogli però di barare e tirandolo su se ha bassa autostima) da una continuità che aiuta.
    ciao
    I circoli di pietre erano abbastanza comuni sulle montagne. Li avevano costruiti i druidi come computer metereologici e dal momento che era più economico ordinare un nuovo 33-Mega-Litico che upgradarne uno più lento, quelli vecchi si potevano trovare tutt'intorno..

  12. #12
    Partecipante Esperto
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    Belle le tecniche Del!

    Le ho già fatto il discorsetto sulla bocciatura, ma sembra non realizzare... infatti anche l'anno scorso era nella stessa barca (cosi mi ha detto la madre) ma l'hanno promossa!

    Sia io che la madre le stiamo dietro controllando il diario, dividendo i compiti da fare (es. matematica lo facciamo insieme martedi, tu mercoledi studi storia e fai italiano...) ma a volte non li fa. E io non riesco a farle fare tutto, quindi se lei quando non ci sono io non lavora...
    L'obiettivo sarebbe renderla più autonoma... ma come?

  13. #13
    Ospite non registrato
    Del, i tuoi suggerimenti sono molto carini, ma...mi chiedo se una bambina di 11 anni non possa sentire tutto ciò come una svalutazione della sua intelligenza.
    Personalmente poi il mio caso è molto diverso da quello di elisea, poiché sono stata assunta come baby sitter e dopo subentrata come sostegno nei compiti.
    Proprio l'altro giorno è arrivata la madre molto dispiaciuta dall'incontro con i professori. Ho notato che la mia bambina si adagia molto sul fatto che nella sua classe tutti sfiorano la quasi sufficenza.Diciamo che si sente in un certo senso "giustificata" da questo. Mi sono chiesta: e se la mettessero in un classe di bambini diligenti e primi della classe, servirebbe per farla diventare più competitiva?
    Non so.
    Di certo ha dei problemi relazionali con gli altri bambini ed è molto insicura nell'esposizione delle lezioni. Dice che si blocca quando viene interrogata perché teme di sbagliare e di dare in questo modo ai compagni di classe un ulteriore motivo per prenderla in giro. E' stata vittima( forse lo è ancora) di episodi di bullismo, non gravi, ma fastidiosi,certo.
    Ho notato anche io comunque che se le si dà una valutazione positiva e una conferma del fatto che è una bambina capace, si sente molto più spinta a studiare.

  14. #14
    Partecipante Esperto
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    isotta, mi sa che la tua bimba e la mia sono simili... perchè anche la mia viene presa in giro dei compagni. Al contrario lei è in una classe in cui tutte le femmine (tranne lei e un'altra) vanno molto bene e questo è un ulteriore motivo per cui viene "isolata"

  15. #15
    Partecipante Affezionato L'avatar di Del
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    ciao isotta..
    tutto dipende da tanti fattori: io ho lavorato con età molto diverse, quindi con metodi molto diversi.
    Per le medie però devo dire che molto del tempo l'ho passato a riraccontare cercando di dare un senso allo studio nella vita dei ragazzi.
    Perchè il vero problema secondo me alla base è questo, poi se volete si entra più caso per caso ma sinceramente:
    "Mi prendono in giro, mi massacrano, non ho amici... a cosa servirebbe in tutto questo matematica, italiano e le altre materie? che tra parentesi sono tutte una palla perchè leggere cioè è molto meglio e tra musica e matematica non c'è paragone.."
    ho banalizzato ma ridare un senso è il primo passo, non studio per voto o premio, studio PERCHE' MI INTERESSA..
    era il senso del brano citato ed è quello che va cercato.
    Poi devo dire che forse bisogna anche parlare con gli insegnanti, che ne pensano? cosa prospettano? su cosa possono darle un complimento in più o come la mortificano (dietro ad un bambbino che ha paura di sbagliare spesso c'è un insegnante che propone il sostegno "perchè è sccemo" o che mette punizioni per un nonnulla, spesso non sempre ma vale la pena approfondire).
    Anche perchè alle volte il bagno di realtà un po' duro dev'essere (mi è capitato anche di arrivare a "guarda siamo d'accordo coi prof., tu arriva fin qui e ti danno la sufficenza anche dove non c'è del tutto ma fa di meno e non ti perdonano più niente" magari non così esplicito ovvio..)
    poi se volete possiamo cconfrontarci su tecniche specifiche su temi specifici.
    Tra parentesi: un anno ho anche detto ad un ragazzo che secondo me era inutile continuare, i suoi pagavano per cose che sapeva fare ma non studiava... uno spazio di riflessione l'ha anche aperto...

    fatemi sapere come va
    I circoli di pietre erano abbastanza comuni sulle montagne. Li avevano costruiti i druidi come computer metereologici e dal momento che era più economico ordinare un nuovo 33-Mega-Litico che upgradarne uno più lento, quelli vecchi si potevano trovare tutt'intorno..

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