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Discussione: cognitivismo

  1. #1

    cognitivismo

    salve a tutti
    sono iscritto al secondo anno della scuola di psicoterapia cognitiva e ho maturato in questo periodo di formazione una sensazione che vorrei cercare di condividere con voi.
    sono contento della scuola e ancora più dell'orientamento, sono convinto che gli psicologi sono per primo degli esseri umani ed è importante che trovino negli strumenti di lavoro e nelle basi epistemologiche alcuni presupposti che sentono vicini a livello umano e che non devono snaturare proprie qualità per andare incontro a presupposti teorici ritenuti superefficaci, il paziente se ne accorgerebbe e noi perderemmo alcune nostre peculiarità che fondamentalmente ci hanno fatto prendere questa strada nella vita.
    ritenendo quindi l'orientamento cognitivista come il più vicino a me e quello che può darmi la possibilità di avvicinarmi alla sofferenza del paziente con maggior possibilità di scambi di crescita personale ho notato come la tecnica sia stata spesso messa in cima a tutto e tutti. da quando ho iniziato ci hanno insegnato i famosi abc, i presupposti teorici del cognitivismo clinico con quell'approccio scopistico che ritengo estremamente affascinante nell'analisi di "come funziona quella persona" o ancora meglio nell'arduo compito di provare ad infilarsi quelli occhiali che ognuno di noi mette e attraverso cui vede il mondo lo percepisce li da dei significati e si rappresenta i propri scopi che cercherà con diversi livelli di aspettative di raggiungere.
    in più ci stanno insegnando quei protocolli di intervento riconosciuti a livello scientifico come estremamente efficaci nella cura dei disturbi che maggiormente provocano sofferenza nel paziente, quelli egodistonici.
    bè io quando ho iniziato ad ascoltare questi modelli chiusi, in cui ad un passaggio è già segnalato (la sto estremizzando) quello successivo fino al famoso follow up..tutto...bè io ho provato ansia! ansia perchè io non avevo mai visto un paziente e se da una parte quelle tecniche mi davano sicurezza, una base sicura da cui poter esplorare le sofferenze del paziente, pensavo a cosa sarebbe successo se non fossi riuscito a infilare dentro, a forza di tirarlo a calci dentro il modello ma volte si potrà lamentare pensavo, a quel che era fuori dal modello..che c'era???
    le prime volte mi è successo subito di trovarmi in quella zona non marcata da nessun modello ed io con la mia ansia di stare in un posto che non conoscevo ed il paziente con la sua..ma lui era dall'altra parte!
    bè mi sono accorto, ma c'ho messo un pò che queste tecniche, questi abc li ho rivalutati perchè credo e anzi sono sicuro che prima di tutto debba esserci un lavoro costante e paziente sulla relazione, sull'empatia...e quellla a me non l'hanno insegnato a scuola..non c'è un modello sulla relazione, e per fortuna direi perchè penso sia la parte più affascinante di questo lavoro...un pò perchè anche il paziente ti percepisce come una persona e quindi casca quell'ideale di supereroe che può aumentare l'aspettativa e a volte la percezione di sè come debole o inadeguato al mondo.
    intendiamoci le tecniche sono fondamentali e strumenti quali gli abc sono una manna per uno psicologo ma penso semplicemente che è forse utile aiutare lo studente che si affaccia in questo mondo, ma si chiamiamolo ancora studente, a lavorare prima di tutto sulla relazione come strumento di accesso alla sofferenza del paziente!
    bò non so se mi sono spiegato ma ho scritto di getto una cosa che avevo dentro da un pò!!
    saluti
    lu

    vincent non mi uccidere
    "c'è gente che dice che vuol lottare e poi confonde il fischio d'inizio della partita con quello dell'ultimo minuto, e va a casa" (S. Benni)

  2. #2
    Neofita
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    1
    ciao saltatempo
    anche io sono alsecondo anno di specializzazione in psicoter. cognitiva, e da scettico riguardo alla psicoterapia, mi son dovuto ricredere, questo è un indirizzo in cui mi ci ritrovo in pieno e mi ha dato nuova linfa per continuare il cammino verso la professione.

  3. #3
    Saltatempo.... non ci crederai ma concordo con te...
    anchio quando ho visto i primi pazienti ero preoccupato di non applicare bene le tecniche, di non riuscire a capire se i B erano davvero i B di base o dovevo andare ancora più a fondo, se c'era secondario oppure no, da dove iniziare... o magari di non riuscire a compilare bene il modello degli attacchi di panico di wells...
    Insomma penso che sarebbe del tutto "irrazionale" pensare che dopo aver fatto una scuola diventiamo dei super eroi che applicano le loro tecniche senza pietà... e secondo me sono molto rari i casi puliti che possono essere incasellati nel modello...
    Detto questo, secondo me l'ABC è l'invenzione più semplice e geniale che ci sia stata nella psicoterapia... sta bene ovunque, è utilissimo per capire il paziente, permette al paziente di capire di essere capito, è di una semplicità incredibile... insomma come metodo di raccolta informazioni mi sembra fenomenale...
    d'altra parte sono d'accordo anche sul discorso dell'empatia... che a scuola è difficile insegnarla... (anche se il terzo centro ti riserverà qualche sorpresa se non gli hai già avuti)....

  4. #4
    Partecipante Assiduo L'avatar di robypsycho
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    140

    specializzazione

    Ciao a tutti,

    posso chiedervi dove state frequentando la scuola di psicoterapia cognitiva?
    Io vorrei iscrivermi alla scuola di Torino ma ho ancora qualche dubbio sulla possibilità di conciliarla con il mio lavoro full-time.

  5. #5
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Nel buio vicino alle porte di Tannoiser
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    2,719

    Re: cognitivismo

    Originariamente postato da saltatempo
    salve a tutti
    sono iscritto al secondo anno della scuola di psicoterapia cognitiva e ho maturato in questo periodo di formazione una sensazione che vorrei cercare di condividere con voi.
    sono contento della scuola e ancora più dell'orientamento, sono convinto che gli psicologi sono per primo degli esseri umani ed è importante che trovino negli strumenti di lavoro e nelle basi epistemologiche alcuni presupposti che sentono vicini a livello umano e che non devono snaturare proprie qualità per andare incontro a presupposti teorici ritenuti superefficaci, il paziente se ne accorgerebbe e noi perderemmo alcune nostre peculiarità che fondamentalmente ci hanno fatto prendere questa strada nella vita.
    ritenendo quindi l'orientamento cognitivista come il più vicino a me e quello che può darmi la possibilità di avvicinarmi alla sofferenza del paziente con maggior possibilità di scambi di crescita personale ho notato come la tecnica sia stata spesso messa in cima a tutto e tutti. da quando ho iniziato ci hanno insegnato i famosi abc, i presupposti teorici del cognitivismo clinico con quell'approccio scopistico che ritengo estremamente affascinante nell'analisi di "come funziona quella persona" o ancora meglio nell'arduo compito di provare ad infilarsi quelli occhiali che ognuno di noi mette e attraverso cui vede il mondo lo percepisce li da dei significati e si rappresenta i propri scopi che cercherà con diversi livelli di aspettative di raggiungere.
    in più ci stanno insegnando quei protocolli di intervento riconosciuti a livello scientifico come estremamente efficaci nella cura dei disturbi che maggiormente provocano sofferenza nel paziente, quelli egodistonici.
    bè io quando ho iniziato ad ascoltare questi modelli chiusi, in cui ad un passaggio è già segnalato (la sto estremizzando) quello successivo fino al famoso follow up..tutto...bè io ho provato ansia! ansia perchè io non avevo mai visto un paziente e se da una parte quelle tecniche mi davano sicurezza, una base sicura da cui poter esplorare le sofferenze del paziente, pensavo a cosa sarebbe successo se non fossi riuscito a infilare dentro, a forza di tirarlo a calci dentro il modello ma volte si potrà lamentare pensavo, a quel che era fuori dal modello..che c'era???
    le prime volte mi è successo subito di trovarmi in quella zona non marcata da nessun modello ed io con la mia ansia di stare in un posto che non conoscevo ed il paziente con la sua..ma lui era dall'altra parte!
    bè mi sono accorto, ma c'ho messo un pò che queste tecniche, questi abc li ho rivalutati perchè credo e anzi sono sicuro che prima di tutto debba esserci un lavoro costante e paziente sulla relazione, sull'empatia...e quellla a me non l'hanno insegnato a scuola..non c'è un modello sulla relazione, e per fortuna direi perchè penso sia la parte più affascinante di questo lavoro...un pò perchè anche il paziente ti percepisce come una persona e quindi casca quell'ideale di supereroe che può aumentare l'aspettativa e a volte la percezione di sè come debole o inadeguato al mondo.
    intendiamoci le tecniche sono fondamentali e strumenti quali gli abc sono una manna per uno psicologo ma penso semplicemente che è forse utile aiutare lo studente che si affaccia in questo mondo, ma si chiamiamolo ancora studente, a lavorare prima di tutto sulla relazione come strumento di accesso alla sofferenza del paziente!
    bò non so se mi sono spiegato ma ho scritto di getto una cosa che avevo dentro da un pò!!
    saluti
    lu

    vincent non mi uccidere

    é utile fare delle distinzioni.
    La relazione può essere teorizzata: il cohgnitivismo,in particolare nelle forme italiane,propone vari modelli di gestione delle relazioni,ad esempio in base al tipo di personalità del paziente: anche in questo senso la teoria è tantissima.

    Diverso è il problema della gestione emotiva del caso da parte del terapeuta: in questo senso è utile la pratica e in particolare lo sviluppo della capacità di individuare cche relazione c'è tra l'emozione del terapeuta e lo stato mentale del paziente.

    Anche per la gestione dell'ansia che il terapeuta sente,comunque,è fondamentale l'aspetto teorico: il terapeuta deve capire meglio che può la situazione del paziente e sapere di averla chiara

  6. #6
    vincent conosci un libro in cui si parla diffusamente del laddering (libro o documenti in rete)? insomma qualsiasi materiale su questa tecnica è ben accetto!!
    roby io frequento la scuola di grosseto e ti dico che essendo il fine settimana, una volta al mese, si può portare avanti con un full-time...torni la domenica che sei stronchissimo ma non incide più di tanto se non per un venerdi al mese..ma molte altre scuole organizzano lezioni anche giovedi e lì allora sarebbero problemi..
    saluti
    lu
    "c'è gente che dice che vuol lottare e poi confonde il fischio d'inizio della partita con quello dell'ultimo minuto, e va a casa" (S. Benni)

  7. #7
    il libro che ti posso consigliare è la mente prigioniera di sassaroli-lorenzini...
    l'ho lasciato in studio e non ricordo se ne parla diffusamente ma sicuramente ne parla...
    poi se ricordo bene, nel libro della dobson (psicoterapia cognitivo-comportamentale) se ne parla un po' nel capitolo di ellis...
    se mi viene in mente altro ti dico....

  8. #8
    l'ho letta la mente prigioniera e mi è piaciuto tantissimo
    lorenzini scrive in un modo molto chiaro e allo stesso tempo esaustivo.
    se ti viene in mente qualche altro libro o documenti vari su internet fammi sapere..
    grazie
    lu
    "c'è gente che dice che vuol lottare e poi confonde il fischio d'inizio della partita con quello dell'ultimo minuto, e va a casa" (S. Benni)

  9. #9
    cmq il laddering l'ha concettualizzato kelly quindi immagino che nel suo libro se ne parli... ma io non l'ho!

  10. #10
    Partecipante Assiduo L'avatar di robypsycho
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    Torino
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    140
    Grazie mille, saltatempo!
    Prenderò qualche informazione in più sulla scuola di Grosseto...non è proprio vicina a casa ma il fatto che si frequenti il weekend è un gran vantaggio!

  11. #11
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    04-03-2002
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    Nel buio vicino alle porte di Tannoiser
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    Originariamente postato da saltatempo
    vincent conosci un libro in cui si parla diffusamente del laddering (libro o documenti in rete)?
    Guardati il libro della Armezzani: Tecniche costruttiviste di..ecc ecc

  12. #12
    Partecipante Affezionato L'avatar di RANSIE79
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    firenze
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    cos'è l'abc di cui parlate,...nessuno sa qualcosa della scuola di psico clinica di siena?
    scusate se mi inserisco nella discussione....

  13. #13
    di siena non so nulla...
    l'abc è uno strumento di analisi che si utilizza in psicoterapia cognitivo comportamentale
    A: evento attivante
    B: Belief (pensieri, convinzioni, inferenze, valutazioni, ecc.)
    C: conseguenze emotive e comportamentali

  14. #14
    Partecipante Affezionato L'avatar di stegg
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    Milano
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    111
    tutti al secondo anno di scuola cognitivista, qui?
    anche io

    saltatempo, MENO MALE che provi ansia nei primi colloqui coi pazienti! avrei dei dubbi sul tuo funzionamento se non provassi ansia alle prime esperienze in un compito così delicato
    di per me, io ho una paura fottuta!

    (scherzo)
    (neanche tanto)

    cmq la scuola di Bara (Como) è incentrata principalmente sulla relazione, a quanto so. forse potresti informarti sulla loro bibliografia

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