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Discussione: Quale orientamento?

  1. #1
    Partecipante Esperto
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    16-10-2004
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    254

    Quale orientamento?

    Ciao a tutti!
    Volevo chiedervi... ma voi come avete fatto a decidere l'orientamento giusto e quindi la scuola giusta per la vostra formazione?
    Io non so, ogni volta penso di aver trovato la scuola che fa per me ma poi ne scopro un'altra e cambio idea... insomma sono nell'indecisione più completa! (fortunatamente ho ancora un paio di anni abbondanti per decidere).

    Allora volevo chiedervi qualche consiglio nella scelta... a me piacerebbe capire bene i pro e i contro di ogni approccio.

    Io avevo fatto un pensierino sull'analisi transazionale, ma non ne sono ancora convinta. ora ho visto un'altra scuola cognitiva-comportamentale orientata sull'infanzia e l'adolescenza e mi sembra carina...!
    ma io non rieco a capire... cioè ho paura che un approccio psicoanalitico vada un pò troppo per le lunghe nell'analisi dei conflitti e alla fine non aiuti la persona; mentre magari quello cognitivo-comportamentale ha più riscontri a livello pratico ma ho paura che venga sottovalutata la dimensione inconsapevole dell'uomo che secondo me è importante...!

    Insomma non riesco a prendere una decisione, sono in preda a conflitti...

    Chiunque abbia qualche suggerimento o qualche informazione da darmi... bene venga e grazie mille!

  2. #2
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    743
    Io l'ho capito con l'esperienza lavorativa: appena uscita dall'università e durante il tirocinio mi ero innamorata dell'approccio cognitivo-comportamentale che, per me che ero alle prime armi, era decisamente rassicurante in quanto mi offriva modelli saldi e procedure prestabilite su come affrontare le varie problematiche.
    Lavorando sono diventata un pò più sicura di me stessa e delle mie capacità, scoprendomi più curiosa (prima volevo saper fare e risolvere subito la problematica, ora mi trovavo a voler capire come e perchè si era strutturata) e inoltre, provando ad applicare le tecniche comportamentali, mi accorgevo che mi stavano un pò strette...
    Così a 3 anni e rotti dalla laurea, dopo aver approfondito per conto mio alcuni aspetti sia teorici sia pratici dei vari orientamenti (lavorando provavo poi a mettere in pratica i vari approcci, non in contesti terapeutici ma comunque psicologici) ho totalmente virato e sono passata ad un orientamento psicodinamico, pur conservando una certa simpatia per il mio primo amore.
    Vimae

  3. #3
    ciao elisa...
    non è facile rispondere alla tua domanda... ho provato a chiedermi perchè io ho scelto l'orientamento che ho scelto e ho scoperto che una risposta chiara non c'è.
    Comunque sicuramente hanno influitio le persone che ho incontrato... quindi il mio consiglio è cerca di partecipare a qualche convegno per farti un idea e magari prima leggere qualcosa.... se ti attira l'orientamento cognitivista ti posso consigliare un libro che secondo me ne fa una bella panoramica e riporta i pro e i contro del cogntivismo: Storia, teorie e tecniche della psicoterapia cognitiva - Antonio Semerari - Laterza editore...
    un'altra occasione importante per vedere e conoscere un po' il mondo coglitivista è il congresso della sitcc http://www.sitcc2006.it che si terrà a napoli a fine ottobre...
    è difficile per me dirti i pro e i contro degl cognitivismo perchè il mio giudizio è di parte... ti dico che i dubbi rimangono sempre (e forse è anche un bene perchè così si è più curiosi)... non ti fermare alle solite quattro stupidagini che si dicono per criticare la cbt o la psicoanalisi ma cerca di andare a fondo e vedere cosa indossi meglio....
    come argomentazione c'è poi tutto il discorso dell'efficacia delle terapie.... come saprai la cbt si rivela efficacie per molti disturbi e rispetto ad altre correnti cerca di indagare scientificamente la propria efficacia... questo credo sia molto importante al di la dei limiti che ci sono nella ricerca clinica ed ha contribuito molto a spingermi verso questa scuola.
    Va beh sperso di essere stato utile.
    a presto.

  4. #4
    ciao elisa
    anch'io sono di parte e come vincent ho scelto l'orientamento cognitivista.
    la mia scelta è stata dettata penso più cercando quale approccio rispecchiasse al meglio la mia personalità. l'efficacia della terapia almeno per me è stata messa in secondo piano per dare spazio a quella in cui io ritrovavo alcune mie credenze su cosa sia la psicoterapia e quali possono essere le risorse e gli strumenti che noi psicologi possiamo avere.
    non credo come fanno alcuni, ma il mio è un giudizio assolutamente personale, che vada ricercata nè tanto la più efficacia nè quella che presuppone come valori di base e pricipi guida cose che noi non possediamo e vorremmo altresì possedere. insomma non vedo la scelta della scuola come una possibilità di autoterapia dove ad esempio la persona che ha più difficoltà di avere un rapporto diretto con i propri stati emotivi scelga la scuola rogersiana proprio per cercare di soccombere a questo limite che la persona si percepisce. la scelta non deve insomma per me essere condizionata da ricerca di quel cambiamento che deve essere invece cercato in una analisi personale che li possa dare consapevolezzadi quali sia il proprio funzionamento.
    il discorso è complesso ma penso che debba trascendere dalla efficacia o meno di un orientamento quanto tu lo senta più tuo senza limitarti e dove puoi offrire più empatia ed accettazione.
    poi io, te l'ho detto sono un sostenitore della terapia cognitivista con i suoi limiti, e ci sono e di cui mi piacerebbe parlare, ed i suoi pregi...
    come consiglio ti posso dire di sfruttare più possibile esami come quelli di clinica o personalità ed andare un pò più a fondo di quelli stimoli che quà e là ti possono più interessare..

    un saluto a vincent!!!!!!!!

    salutoni
    lu
    "c'è gente che dice che vuol lottare e poi confonde il fischio d'inizio della partita con quello dell'ultimo minuto, e va a casa" (S. Benni)

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di angelocollev
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    07-02-2005
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    chieti
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    ciao!
    io non sono ancora iscritto ad una scuola di specializzazione, ma no fortemente orientato per una scuola con orientamento cognitivo-comportamentale. sono arrivato a questa decisoine durante il tirocinio e vedendo le richieste dei pazienti. ho notato che molto spesso i pazienti voglio vedere che stai facendo qualcosa per loro e, il fatto di vedere che offri dei "compiti" li aiuta molto. poi ho riflettuto molto anche sul tipo di patologie: un disturbo da attacco di panico deve essere "curato" nel minor tempo possibile altrimenti finisce per cronicizzarsi ed è più difficile lavorare.
    grazie al Training autogeno si possono offrire ai pazienti delle tecniche per imparare a gestire l'ansia ed evitare che il disturbo si ripresenti; orientamenti ad indirizzo psicodinamico, sono più "lente" nella loro efficacia e quindi la persona per più lungo tempo sperimenta il disagio.
    le tecniche psicodinamiche sono utilissime, secondo me, nei casi in cui non vi siano esperienze altamente invalidanti
    Nuovo blog di psicologia...attendo consigli per migliorarlo www.psicopub.blogspot.com

  6. #6
    sai che all'interno dell'approccio cognitivo c'è molta discussione sull'insegnare ai pazienti tecniche di rilassamento come il training autogeno?
    potrebbero diventare meccanismo di evitamento se non utilizzate bene.....

  7. #7
    Partecipante Assiduo L'avatar di angelocollev
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    07-02-2005
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    chieti
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    non sapevo!la psicologa con cui collaboro solitamente lo applica prima delle sedute allo scopo di abbassare l'ansia e ..rendere le idee più chiare...
    certo c'è la possibilità che il paziente metta in atto meccanismi di difesa come l'addormentarsi ma evitamento, non sapevo!
    bisogna anche evitare che il rilassamento possa aprire dei "vasi di pandora "emotivi, ma per il resto ritengo che sia un'ottima tecnica!
    Nuovo blog di psicologia...attendo consigli per migliorarlo www.psicopub.blogspot.com

  8. #8
    Partecipante Assiduo L'avatar di cinzia
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    13-01-2003
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    Beh io sto leggendo diversi libri, forse si dovrebbe anche provare il tipo di psicoterapia che ti piace..

  9. #9
    Partecipante Esperto
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    Ringrazio tutti!
    Ho fatto un pò di ricerche anche sulle scuole e ho pensato all'analisi transazionale o all'orientamento cognitivo-comportamentale.
    Quello che cerco è una scuola aperta ai vari approcci. A me piacerebbe essere in grado di iniziare a tratttare il paziente con una terapia cognitiva-comportamntale che agisca sul sintomo e sul presente, facendolo stare meglio. Successivamente in base al paziente si può valutare la possibilità di continuare con una analisi del profondo o terminare qui. Voi cosa ne pensate? Ci sono scuola che formano cosi? Ad esempio vedendo un pò la struttura di due scuole prima citate (analisi transazionale e cognitivo-comport) ho visto che c'è un'apertura anche "agli altri". Può essere o è una mia illusione?
    Grazie

  10. #10
    Partecipante Super Esperto L'avatar di dott.ssaConfusa
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    Ciao Eliseaaa, prova a dare un'occhiata a questa scuola: www.irpir.it
    E' forse ciò che cerchi tu: una scuola con un approccio integrato, e nella quale ci si focalizza parecchio nell'analisi transizionale.

  11. #11
    violli
    Ospite non registrato
    Ciao Eli,
    leggendo il tuo messaggio ho ritrovato esattamente quello che mi ripetevo quando un anno fa,come te,mi trovavo a dover cercare una scuola.
    Cercavo come te una scuola che nn fosse "integralista",ma che al contrario avesse come caratteristica fondante un approccio integrato;al posto della chiusura una apertura che permettesse ai diversi approcci di incontrarsi e mettermi nella condizione di avere piu frecce al mio arco,piu attrezzi nella cassetta di lavoro!

    Mi sento di aggiungere che il vantaggio dei molteplici modelli e dell approccio integrato ha un prezzo che a mio parere nn è la superficialita con cui si trattano i diversi argomenti o il difficile incasellamento professionale(son psicologo dinamico,cognitivo,sistemico?),bensi lo sforzo personale che devi fare per essere "collante" fra i vari insegnamenti e approcci.
    Credo sia implicito in chi sceglie una scuola ad approccio integrato lo sforzo di vlersi creare un cammino(e nn una scorciatoia!) individuale,ed essere in grado di scegliere e privilegiare gli aspetti dei diversi approcci che sente personalemnte piu adatti per strutturare un modello e uno stile che, come per tutti i professionisti, è oltre che soggettivo, anche frutto di una miscellanea di assiomi,concetti,punti di vista e approcci provenienti da visioni della psicologia a volte anche molto diverse fra loro.
    Avere la possibilita di conoscere approcci diversi credo sia una ricchezza di per sè e poi permetta di crearsi il proprio modus operandi;ultimo ma nn ultimo per importanza, il fatto di poter raggiungere una utenza piu diversificata,con diverse problematiche e in fasi di gravità/intensità differenti.
    Ti lascio questa indicazione: www.iserdip.it
    Se avrai bisogno di ulteriori chiarimenti o ti andasse di confrontarti sull argomento,mi troveresti disponibile e molto interessato a sapere cosa ne pensi.
    Sono molto curioso di capire che tipo di scuola stai cercando e quali sono le caratteristiche che nn le devono sicuramente mancare.
    Ci tengo,spero di avere tue notizie presto

    Andrea

  12. #12
    Partecipante Esperto
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    Ciao volli,
    ti ringrazio per la risposta e il suggerimento. Ho visto il sito della scuola che mi hai consigliato e mi sembra buona... il problema è che ha la frequenza infrasettimanale e sarebbe più difficile incastrare un lavoro... e se non lavoro seriamente (e non lavoretti) non ce la faccio a pagarmela. Tu stai facendo questa? Come ti trovi?

    Anch'io penso che bisogna integrare i vari approcci adattandoli alla persona che hai davanti. Quello che cerco io è arrivare ad avere delle capacità che mi permattano di aiutare la persona subito, dandole degli strumenti per favorire il suo adattamento all'ambiente. Vedere un moglioramento aiuterebbe la persona a fidarsi, io mi sentirei soddsfatta perchè vedrei che sto facendo qualcosa e che parlare con me non è uguale a sfogarsi con degli amici. Successivamente, se la persona ne ha bisogno, si può andare oltre e "scavare".
    Questo è il tipo di professionalità che vorrei mi offrisse la scuola.

  13. #13
    Matricola L'avatar di fioriluke
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    Riferimento: Quale orientamento?

    CIAO A TUTTI!
    ragazzi avrei bisogno di una mano... per caso conoscete un/una docente bravo (anche a livello umano) universitario che insegni psicoterapia ad approccio integrato? Vorrei fare delle supervisioni..è molto urgente!

    Grazie a tutti!

  14. #14
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    Riferimento: Quale orientamento?

    Citazione Originalmente inviato da eliseaaa Visualizza messaggio
    Ciao a tutti!
    Volevo chiedervi... ma voi come avete fatto a decidere l'orientamento giusto e quindi la scuola giusta per la vostra formazione?
    Io non so, ogni volta penso di aver trovato la scuola che fa per me ma poi ne scopro un'altra e cambio idea... insomma sono nell'indecisione più completa! (fortunatamente ho ancora un paio di anni abbondanti per decidere).

    Allora volevo chiedervi qualche consiglio nella scelta... a me piacerebbe capire bene i pro e i contro di ogni approccio.

    Io avevo fatto un pensierino sull'analisi transazionale, ma non ne sono ancora convinta. ora ho visto un'altra scuola cognitiva-comportamentale orientata sull'infanzia e l'adolescenza e mi sembra carina...!
    ma io non rieco a capire... cioè ho paura che un approccio psicoanalitico vada un pò troppo per le lunghe nell'analisi dei conflitti e alla fine non aiuti la persona; mentre magari quello cognitivo-comportamentale ha più riscontri a livello pratico ma ho paura che venga sottovalutata la dimensione inconsapevole dell'uomo che secondo me è importante...!

    Insomma non riesco a prendere una decisione, sono in preda a conflitti...

    Chiunque abbia qualche suggerimento o qualche informazione da darmi... bene venga e grazie mille!
    Devi scegliere quella che più ti piace,che più ti si addice in un certo senso,che è più conforme al tuo modo di essere,e considerare quale modo di fare terapia ti piace,e operrae confronti,e andare a vedere le scuole,scoprire chi ci lavora,conosere queste persone e scegliere anche l'ambiente in sui ti senti più a casa..
    "Il vostro amore per la vita sia amore per la vostra speranza più alta:e la vostra più alta speranza sia il più alto pensiero della vita!"
    Nietzche

  15. #15
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Quale orientamento?

    Citazione Originalmente inviato da fioriluke Visualizza messaggio
    CIAO A TUTTI!
    ragazzi avrei bisogno di una mano... per caso conoscete un/una docente bravo (anche a livello umano) universitario che insegni psicoterapia ad approccio integrato? Vorrei fare delle supervisioni..è molto urgente!

    Grazie a tutti!
    che vuol dire approccio integrato??prova sentire sambin
    "Il vostro amore per la vita sia amore per la vostra speranza più alta:e la vostra più alta speranza sia il più alto pensiero della vita!"
    Nietzche

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