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Discussione: Come Arredo l'Ufficio?

  1. #1
    Yezidism
    Ospite non registrato

    Come Arredo l'Ufficio?

    Salve ho appena aperto uno studio e non so come arredarlo.....
    vorrei sapere se esiste qualche criterio standard o meglio cosa non deve mancare nello studio di uno psicologo.... quanto è importante l'ergonomia dell'arredamento nel setting e nella prestazione? Ad esempio uno psicologo che ha disposizione 500 metri quadri di ufficio come può impiegarli? che vantaggi offre un ampio giardino nello studio di uno psicologo rispetto ad uno studio senza giardino....
    insomma fà differenza avere uno studio con vista sul mare rispetto ad uno con vista sui monti? possono influire nelle terapie, nel setting, nel successo con il cliente/paziente/utente?
    lo stesso problema l'ho avuto quando dovevo verniciare le pareti... chi dice il verde rilassa... chi dice il bianco annulla la percezione... chi dice il giallo è riposante... insomma mi chiedevo se esiste un minimo di standard per quanto concerne lo standard degli uffici degli psicologi....
    Voi cosa mi consigliate?
    grazie
    Yezidis

  2. #2
    Partecipante Super Esperto
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    26-07-2003
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    743
    Dipende dall'utenza, ma in genere tre sedie (una per te e due qualora il paziente si presenti accompagnato), una scrivania, una libreria e uno schedario/armadietto dove tenere i dati (chiuso a chiave per la privacy) possono bastare...
    Se vuoi poi metti il lettino/poltrona se sei analista e tavolino/sedioline per bimbi più cesta di giochi/cassettiera/armadietto sempre per i giochi se sei dell'evolutivo.
    Dimenticavo: un paio di sedie e un tavolino portariviste per la sala d'attesa.
    Il resto mi sembrano cose non di vitale importanza: mari o monti si spera che il cliente si concentri sul colloquio più che sul panorama.
    Naturalmente uno studio in un palazzo carino, con ascensore, scale in ordine e facciata ben rifatta (non una casa popolare tipo certe che si vedono qui a Milano) fa sempre un'impressione migliore di un palazzo fatiscente e magari anche rumoroso...
    Vimae

  3. #3
    Postatore Epico L'avatar di paky
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    25-06-2002
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    Napoli
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    6,026
    puoi dare un'occhiata al libro di Semi "tecniche del colloquio", c'è una parte anche dedicata allo studio del terapeuta e cmq i colori rilassanti sono quelli sull'azzurro, indaco, violetto che io sappia...

    Ultima modifica di paky : 20-03-2006 alle ore 23.30.42
    ...love is passion, obsession, someone you can't live without.
    I say fall head over heels.
    Find someone you can love like crazy and who'll love you the same way back.
    How do you find him? Well, forget your head and listen to your heart.
    'Cause the truth is that there's no sense living your life without this.
    To make the journey and not fall deeply in love... well, you haven't lived a life at all.
    But you have to try, because if you haven't tried, you haven't lived.

    Meet Joe Black

  4. #4
    Yezidism
    Ospite non registrato
    quello che dice vimae è giusto...... anche se a volte mi vengono pensieri strani..... comincio a pensare che lo psicologo è l'unico professionista che lavora o dovrebbe lavorare con i "matti" e comincio a pensare se dentro lo studio ci fosse qualche oggetto che qualche ipotetico "matto" potrebbe prendere e darmelo in testa.... elaborando che se io muoio il matto essendo matto non va neanche in galera...... ed ecco che ho iniziato a togliere tutti i porta cenere carte pesanti.... paranoia la mia o prevenzione? purtroppo secondo me lo psicologo sovente ha un utenza particolare ed è bene ricordarselo..... come i clinici sanno a volte gli oggetti accendono i desideri e gli istinti quindi domando se è bene tenere nello studio oggetti che potenzialmente potrebbero attivare istinti pericolosi.. poi mi chiedevo se è lecito concedere di fumare ai clienti/pazienti nel proprio studio..... poi volevo sapere se è vero il fatto che è buona norma non fare mai incontrare 2 clienti, per riallacciarmi al tuo discorso sulla sala d'attesa..... che in questo caso allora diventa inutile..... almeno che non si pratichino terapie di gruppo.... poi volevo sapere se è vero che per legge lo studio degli psicologi deve avere il bagno per i disabili..... ovviamente se si lavora con disabili...
    Yezidis

  5. #5
    Partecipante Super Esperto
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    26-07-2003
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    Ma che pazienti hai?!?
    Io che lavoro con i bambini ogni tanto mi faccio il problema di togliere gli oggetti fragili (soprammobili e varie) ma credo che alla fine tutto dipenda dal tipo di pazienti...
    In quanto al non far incontrare i clienti... se vai nel pubblico incontri, perchè non dovrebbe essere così da un privato?
    Di solito poi in realtà non è un incontro ma un passarsi accanto dato che alla fine uno esce e l'altro entra, non è come dal medico dove aspettano fino a 20 persone per volta...
    dando gli appuntamenti ogni ora al massimo ci si incrocia sulla porta ma se uno arriva 15 minuti prima non deve passeggiare sotto il portone avanti e indietro (io poi lavorando con bambini ho sempre a che fare con le mamme che aspettano).
    Il bagno per disabili credo sia obbligatorio nel pubblico o in quelle strutture convenzionate, se è uno studio privato non è obbligatorio.
    Vimae

  6. #6
    Yezidism
    Ospite non registrato
    non è discorso sulla classificazione delle personalità dei pazienti/clienti come ad esempio un big five del cliente potrebbe sembrare... la mia è quella di cercare uno standard già dal piccolo perchè penso che la condivisione degli standard genera quella che i clinici chiamano identità professionale.... pertanto mi chiedo se mettere un crocifisso nello studio sia deontologicamente corretto.... nel qual caso abbiamo pazienti siero positivi come dobbiamo comportarci e come deve essere impostato l'ufficio per accogliere un utenza che sovente è: siero positiva, disabile, paranoica, schizofrenica, maniaca, di altre culture, di altre religioni, di altre lingue, mi domando altresì quale abbigliamento deve avere lo psicologo, se sia giusto che può sfoggiare abiti sgargianti alla moda ornati di vistosi orologi e gioielli o se sia semplicemente meglio un camicie bianco? insomma la nostra identità ci suggerisce lavorare in dolce e gabbana o il camice bianco? mi chiedo questo perchè ho visto qualche collega con vertigginose minigonne..... allora mi chiedevo che forse uno standard ci vorrebbe anche nell'abbigliamento.... i medici hanno quasi tutti sia gli arredi dell'ufficio che l'abbigliamento molto simile... perchè gli psicologi hanno sia abbigliamento che uffici completamenti differenti tra loro? una questione di setting o di identità professionale?
    Yezidis

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
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    425
    [QUOTE]Originariamente postato da Yezidism
    .. poi mi chiedevo se è lecito concedere di fumare ai clienti/pazienti nel proprio studio.....

    E' vietato fumare negli studi professionali, in base alla nuova legge, in quanto locali aperti al pubblico. Il cliente successivo potrebbe crearti dei problemi.

  8. #8
    Postatore Epico L'avatar di paky
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    Originariamente postato da Yezidism
    mi domando altresì quale abbigliamento deve avere lo psicologo, se sia giusto che può sfoggiare abiti sgargianti alla moda ornati di vistosi orologi e gioielli o se sia semplicemente meglio un camicie bianco? insomma la nostra identità ci suggerisce lavorare in dolce e gabbana o il camice bianco? mi chiedo questo perchè ho visto qualche collega con vertigginose minigonne..... allora mi chiedevo che forse uno standard ci vorrebbe anche nell'abbigliamento.... i medici hanno quasi tutti sia gli arredi dell'ufficio che l'abbigliamento molto simile... perchè gli psicologi hanno sia abbigliamento che uffici completamenti differenti tra loro? una questione di setting o di identità professionale?
    Yezidis
    nonostante il mio post sia stato del tutto ignorato, ti rinnovo l'invito di leggere "Tecniche del colloquio" del Semi. C'è una parte che tratta anche di questo... se hai dubbi, credo che potrebbe farti piacere leggerlo.
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    Meet Joe Black

  9. #9
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Originariamente postato da Yezidism
    non è discorso sulla classificazione delle personalità dei pazienti/clienti come ad esempio un big five del cliente potrebbe sembrare... la mia è quella di cercare uno standard già dal piccolo perchè penso che la condivisione degli standard genera quella che i clinici chiamano identità professionale.... pertanto mi chiedo se mettere un crocifisso nello studio sia deontologicamente corretto.... nel qual caso abbiamo pazienti siero positivi come dobbiamo comportarci e come deve essere impostato l'ufficio per accogliere un utenza che sovente è: siero positiva, disabile, paranoica, schizofrenica, maniaca, di altre culture, di altre religioni, di altre lingue, mi domando altresì quale abbigliamento deve avere lo psicologo, se sia giusto che può sfoggiare abiti sgargianti alla moda ornati di vistosi orologi e gioielli o se sia semplicemente meglio un camicie bianco? insomma la nostra identità ci suggerisce lavorare in dolce e gabbana o il camice bianco? mi chiedo questo perchè ho visto qualche collega con vertigginose minigonne..... allora mi chiedevo che forse uno standard ci vorrebbe anche nell'abbigliamento.... i medici hanno quasi tutti sia gli arredi dell'ufficio che l'abbigliamento molto simile... perchè gli psicologi hanno sia abbigliamento che uffici completamenti differenti tra loro? una questione di setting o di identità professionale?
    Yezidis
    per quanto riguarda l'abbigliamento, in primo luogo è importante come tu ti senta a tuo agio. pensa ad andare in studio con una bella camicia scollata e che quel giorno devi vedere in colloqui un paziente che ha forti difficoltà nel gestire i pensieri sessuali. ti sentiresti a disagio tu, lui non si concentrerebbe di certo molto sul colloquio...
    e poi, mi viene in mente, che se lavori con immigrati, presentarti con kili di oro e diamanti non ti avvicinerà a loro di molto, trendendo + difficile il lavoro.
    per il resto, mi pare improbabile che un professionista solo (in privato) possa vedere dal sieropositivo, allo schizofrenico a persone di altre culture e quant'altro... quindi pensa a quali siano le esigenze maggiori x il tuo tipo di utenza e focalizzati su quello. ricordando che il rispetto degli altri è cmq un primo punto fondamentale (se non lo travano dallo psicologo il rispetto, dove lo devono cercare?)

    ciao

  10. #10
    Yezidism
    Ospite non registrato
    non è questione di rispetto con i clienti io mi riferisco in modo asettico sull'abbigliamento e sullo studio in particolare l'arredamento, nel senso cosa non deve esserci e cosa deve esserci ( o almeno cosa i clienti si aspettano di trovare) capisco la difficolta che si pone al bivio se essere una banderuola a seconda della personalità/tipologia dell'utente oppure essere uno standard fisso per tutti i tipi di utenza..... io penso che nel setting di indirizzo ognuno sarà la sua banderuola con la tipologia di utenza ma penso che nell'arredo e nell'abbigliamento sia bene adottare uno standard.... posso essere skinneriano, freudiano, eirksoniano e lewiniano a seconda dell'utente ma quando ho l'utente davanti devo avere un camice bianco..... purtroppo questo non è un problema mio, vostro o del lazio..... è una cosa che tutti gli psicologi del mondo dovrebbero fare.... invece a me risulta che a new york a los angeles non ci sono posti più di grido, più di tendenza, più d'arte e trendy degli studi dei terapeuti....
    qualcuno mi diceva che è importante la conversazione attirare l'attenzione ecc... allora mi domando come mai i terapeuti newyorkesi investono milioni di dollari nei loro studi? non escludo che a new york ci siano altri terapeuti che facciano la fame.... quello che mi domando è ma allora il setting qual'è? anche un dentista avrà i miliardi a new york ma nel suo studio ci saranno solo le attrezzature che servono per lavorare con i denti non i caravaggio alle pareti come i terapeuti....
    Yezidis

  11. #11
    Partecipante Assiduo L'avatar di petunialueta
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    Ciao Yezidism

    Anche io sto scegliendo l'arredo per lo studio ( in realtà per la mia stanzetta dato che sarò in uno studio di un medico che fa medicina naturale )
    ed anch'io mi sto ponendo molte domande relative a questo.
    Che io sappia comunque ci sono due correnti di pensiero: una, preferisce il paziente da un lato della scrivania e tu dall'altro...una sorta di barriera, di separazione tra te e lui....secondo la personalità può farlo sentire più protetto o più "lontano" per parlarti della sua sfera privata, l'altra vede come soluzione ideale le due poltrone ( o divanetto e poltrona) messe una di fronte all'altra con un angolo di 30 ° circa tra i due...per dargli...per così dire....una via d'uscita (intimità, ma senza esagerare !!).......l'ideale forse é avere tutte e due e adattare il setting alla tipologia di paziente.

  12. #12
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    Originariamente postato da Yezidism
    nel qual caso abbiamo pazienti siero positivi come dobbiamo comportarci e come deve essere impostato l'ufficio per accogliere un utenza che sovente è: siero positiva,
    Scusa ma non capisco che problemi possano crearti o quali problemi possa creare tu ad un sieropositivo.
    E' una persona normalissima, come me e te. Devi semplicemente offrirgli un supporto psicologico, non credo ti cheiderà di avere rapporti non protetti con lui/lei....
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  13. #13
    Yezidism
    Ospite non registrato
    non è come pensi... io ipotizzavo il caso che un bambino sieropositivo si tagli nel mio studio mentre gioca con i giocattoli che sono nella cesta che mi consigliava vimae di mettere come arredamento..... ad esempio nessuno mi ha detto di mettere la scatola di pronto soccorso.... se è bene tenere una scatola di cioccolatini per addolcire i bambini capricciosi..... il problema dicono molti terapeuti sta nel fatto di attirare l'attenzione e la fiducia del paziente... allora mi domando quali sono i componenti dell'arredo o le tecnologie che supportono il terapeuta in questo arduo compito? lo so che sembro antipopolare ma io cerco di mantenere una visione gestaltica del cliente e quindi vorrei che anche l'arredo sia il più possibile gestaltico con il cliente.... reputo ambiguo dover accogliere un cliente già problematico di suo e dovendone carpire fiducia ed attenzione al primo incontro apostrofandogli: Qui dentro tu non fumi! e di certo non mi sorprendo se questo utente mi rispondesse: Io cerco uno strizzacervelli mica un centro antifumo......
    Yezidis

  14. #14
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
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    Bologna
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    Scusa per il misunderstanding.

    Hai ragione rispetto al fumo (ad esempio), però purtroppo ci sono delle regole imposte da leggi che occorre necessariamente seguire (per non incorrere in sanzioni).
    Ad esempio, mi risulta che in tutti gli studi medici (anche quelli privati) occorre che non ci siano barriere architettoniche all'accesso, che ci sia il bagno per disabili, il rispetto dei piani di sicurezza (v. 626)....
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  15. #15
    Yezidism
    Ospite non registrato
    ti ho capito sulle regole..... però ogni professione a le sue eccezioni.... penso agli avvocati che sono tenuti al segreto e quindi non li condanno se tacciono mentre sanno che il loro assistito è un assassino..... così gli psicologi che anche loro sono tenuti al segreto..... mi sembra assai ridicolo che se avessi magari un paziente pluripregiudicato magari con anche dei reati abbastanza efferati alle spalle andargli a proibire di accendersi una sigaretta mentre si rilassa in terapia..... mi viene da pensare che alcuni medici prescrivono il metadone ed io devo fare il carabiniere se un mio paziente si accende una sigaretta? andando a ritroso e rimembrando freud, erikson, bandura, maslow ecc.. pensavo che era il terapeuta se doveva fumare o meno....

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