• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 17

Discussione: EST,cosa ne pensate?

  1. #1
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    06-08-2005
    Residenza
    Padova
    Messaggi
    236

    EST,cosa ne pensate?

    EST,cosa ne pensate?

  2. #2
    LuckyLuke
    Ospite non registrato
    Preferisco l'OVEST.

  3. #3
    se e.s.t. sta per elettroshock therapy.... ricerche dimostrano che sia efficacie per depressioni moooooooolto gravi... so che in italia viene utilizzata per esempio a pisa... sinceramente non so perchè funziona e ho un po' di pregiudizi....

  4. #4
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    06-08-2005
    Residenza
    Padova
    Messaggi
    236
    Esempi di trattamenti validati empiricamente (EST)
    (secondo Chambless et al., 1998)

    --------------------------------------------------------------------------------

    "Trattamenti ben consolidati"

    Ansia e stress:

    Terapia cognitivo-comportamentale per il Disturbo di Panico con e senza agorafobia (Barlow et al., 1989; Clark et al., 1994)
    Terapia cognitivo-comportamentale per il Disturbo d'Ansia Generalizzato (GAD) (Butler et al., 1991; Borkovec et al., 1987)
    Esposizione per l'agorafobia (Trull et al., 1988)
    Esposizione/padroneggiamento guidato per la fobia specifica (Bandura et al., 1969; …st et al., 1991)
    Esposizione e prevenzione della risposta per il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (OCD) (van Balkom et al., 1994)
    Training di inoculazione dello stress per il coping con fattori stressanti (Saunders et al., 1996)
    Depressione:

    Terapia comportamentale per la depressione (Jacobson et al., 1996; McLean & Hakstian, 1979)
    Terapia cognitiva per la depressione (Dobson, 1989)
    Terapia Inter-Personale (IPT) per la depressione (Dimascio et al., 1979; Elkin et al., 1989)
    Problemi fisici:

    Terapia comportamentale per l'emicrania (Blanchard et al., 1980; Holroyd & Penzien, 1990)
    Terapia cognitivo-comportamentale per la bulimia (Agras et al., 1989; Thackwray et al., 1988)
    Terapia cognitivo-comportamentale a più componenti per il dolore associato alla malattia reumatica (Keefe et al., 1990a, 1990b; Parker et al., 1988)
    Terapia cognitivo-comportamentale a più componenti con prevenzione delle ricadute per l'interruzione del fumo (Hill et al., 1993; Stevens & Hollis, 1989)
    Problemi dell'infanzia:

    Terapia comportamentale per l'enuresi (Houts et al., 1994)
    Programmi di training per i genitori di bambini con comportamento oppositivo (Walter & Gilmore, 1973; Wells & Egan, 1988)
    Conflitti coniugali:

    Terapia comportamentale di coppia (Azrin et al., 1980a; Jacobson & Follette, 1985)

    --------------------------------------------------------------------------------

    "Trattamenti probabilmente efficaci"

    Ansia:

    Rilassamento applicato per il Disturbo di Panico (…st, 1988)
    Rilassamento applicato per il Disturbo d'Ansia Generalizzato (GAD) (Barlow et al., 1992; Borkovec & Costello, 1993)
    Terapia cognitivo-comportamentale per la fobia sociale (Heimberg et al., 1990; Feske & Chambless, 1995)
    Terapia cognitiva per il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (OCD) (van Oppen et al., 1995)
    Training comunicativo per le coppie associato a esposizione per l'agorafobia (Arnow et al., 1985)
    Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari (EMDR) per il Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) nei civili (Rothbaum, 1997; Wilson et al., 1995)
    Esposizione per il Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) (Foa et al., 1991; Keane et al., 1989)
    Esposizione per la fobia sociale (Feske & Chambless, 1995)
    Training di inoculazione dello stress per il Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) (Foa et al., 1991)
    Programma di prevenzione delle ricadute per il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (OCD) (Hiss et al., 1994)
    Desensibilizzazione sistematica per le fobie di animali (Kirsh et al., 1983; …st, 1978)
    Desensibilizzazione sistematica per l'ansia di parlare in pubblico (Paul, 1967; Woy & Shannon, 1966)
    Desensibilizzazione sistematica per l'ansia sociale (Paul & Shannon, 1966)
    Abuso e dipendenza da sostanze:

    Terapia comportamentale per abuso di cocaina (Higgins et al., 1993)
    Terapia dinamica breve per la dipendenza da oppiacei (Woody et al., 1990)
    Terapia cognitivo-comportamentale per la prevenzione delle ricadute di dipendenza da cocaina (Carroll et al., 1994)
    Terapia cognitiva per dipendenza da oppiacei (Carroll et al., 1994)
    Terapia cognitivo-comportamentale per l'astinenza da benziodiazepine in pazienti con Disturbo di Panico (Otto et al., 1993; Spiegel et al., 1994)
    Approccio di rinforzo comunitario per la dipendenza da alcool (Drummond & Glautier, 1994)
    Progetto CALM per l'abuso e la dipendenza da alcool (terapia comportamentale di coppia + Disulfiram) (O'Farrell et al., 1985, 1992)
    Social skills training + ricovero ospedaliero per la dipendenza da alcool (Eriksen et al., 1986)
    Depressione:

    Terapia dinamica breve (Gallagher-Thompson & Steffen, 1994)
    Terapia cognitiva per pazienti geriatrici (Scogin & McElreath, 1994)
    Terapia dei ricordi per pazienti geriatrici (Arean et al., 1993; Scogin & McElreath, 1994)
    Terapia di autocontrollo (Fuchs & Rehm, 1977; Rehm et al., 1979)
    Terapia di problem-solving sociale (Nezu, 1986; Nezu & Perri, 1989)
    Problemi fisici:

    Terapia comportamentale per l'obesità infantile (Epstein et al., 1994; Wheeler & Hess, 1976)
    Terapia cognitivo-comportamentale per il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (binge eating disorder) (Telch et al., 1990; Wilfley et al., 1993)
    Terapia cognitivo-comportamentale + terapia fisica per il dolore cronico (Nicholas et al., 1991)
    Terapia cognitivo-comportamentale per dolore lombare cronico (Turner & Clancy, 1988)
    Biofeedback elettromiografico (EMG) per il dolore cronico (Flor & Birbaumer, 1993; Newton-John et al., 1993)
    Ipnosi + terapia cognitivo-comportamentale per l'obesità (Bolokofsky et al., 1985)
    Terapia Inter-Personale (IPT) per il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (binge eating disorder) (Wilfley et al., 1993)
    Terapia Inter-Personale (IPT) per la bulimia (Fairburn et al., 1993)
    Terapia cognitiva a più componenti per la sindrome del colon irritabile (Lynch & Zamble, 1989; Payne & Blanchard, 1995)
    Terapia cognitivo-comportamentale a più componenti per il dolore nell'anemia falciforme (Gil et al., 1995)
    Terapia comportamentale di condizionamento operante a più componenti per il dolore cronico (Turner & Clancy, 1988; Turner et al., 1990)
    Riduzione programmata del fumo + terapia comportamentale a più componenti per l'interruzione del fumo (Cinciripini et al., 1994, 1995)
    Biofeedback termico per la sindrome di Raynaud (Freedman et al., 1993)
    Biofeedback termico + training autogeno di rilassamneto per l'emicrania (Blanchard et al., 1978; Sargent et al., 1986)
    Conflitti coniugali:

    Terapia di coppia focalizzata sulle emozioni per coppe moderatamente stressate (James, 1991; Johnson & Greenberg, 1985)
    Terapia di coppia orientata all'insight (Snyder et al., 1989, 1991)
    Problemi dell'infanzia:

    Modificazione comportamentale dell'encopresi (O'Brien et al., 1986)
    Terapia cognitivo-comportamentale per bambini ansiosi (Disturbo da Iperansietà, Disturbo d'Ansia di Separazione, Disturbo di Evitamento) (Kendall, 1994; Kendall et al., 1997)
    Esposizione per la fobia semplice (Menzies & Clarke, 1993)
    Training per la gestione dell'ansia familiare per i Disturbi d'Ansia (Barrett et al., 1996)
    Disfunzioni sessuali:

    Approccio di trattamento combinato di Hurlbert per il Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo femminile (Hurlbert et al., 1993)
    Terapia sessuale di Master & Johnson per il Disturbo dell'Orgasmo Femminile (Everaerd & Dekker, 1981)
    Terapia sessuale e di coppia combinata di Zimmer per Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo femminile (Zimmer, 1987)
    Altri disturbi:

    Modificazione comportamentale per i sex offenders (Marshall et al., 1991)
    Terapia Comportamentale Dialettica (DBT) per il Disturbo Borderline di Personalità (Linehan et al., 1991)
    Terapia familiare per la schizofrenia (Falloon et al., 1985; Randolph et al., 1994)
    Inversione delle abitudini e tecniche di controllo (Azrin et al., 1980b, 1980c)
    Social skills training per migliorare l'adattamento sociale negli schizofrenici (Marder et al., 1996)
    Lavoro protetto per pazienti psichiatrici gravi (Drake et al., 1996)
    "Il vostro amore per la vita sia amore per la vostra speranza più alta:e la vostra più alta speranza sia il più alto pensiero della vita!"
    Nietzche

  5. #5
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    06-08-2005
    Residenza
    Padova
    Messaggi
    236
    [br]L'importanza di identificare psicoterapie supportate dall’evidenza empirica ha la sua ufficializzazione nel 1995, quando la Task Force on Promotion and Dissemination of Psychological Procedures of Division 12 (Clinical Psychology) della American Psychological Association (APA) identificò un numero di interventi psicologici considerati affidabili (in seguito denominati Empirically Supported Treatments (ESTs) (Chambless & Ollendick, 2001; Herbert, 2003) o Empirically Validated Treatments (EVTs).

    Gli ESTsi ispirano alla Evidence Based Medicine (EBM) (cfr. Sackett, 1997) e si basano su trials clinici controllati e randomizzati (RCTs) (cfr. Herbert, 2003; Morrison, Bradley, & Westen, 2003).

    In un rapporto del 1995, la Task Force indicò i criteri per selezionare un EST e riportò una lista preliminare di trattamenti selezionati (Chambless & Ollendick, 2001). Perchè sia indicato come probabilmente efficace, un trattamento deve mostrarsi superiore relativamente ad una condizione di non-trattamento (ad esempio il placebo o la condizione della lista di attesa).

    L’assunto di base degli ESTs è che esista una realtà oggettiva e che conclusioni affidabili siano raggiungibili attraverso metodologie scientifiche: la procedura verso il miglioramento del sintomo è così caratterizzata dalla diagnosi e dalla prescrizione di un trattamento (Bohart,O'Hara & Leitner, 1998). Ad esempio il progetto Evidence-Based Practices (EBPs) (in accordo con le linee-guida dell’APA) punta a sviluppare interventi standardizzati, creati in collaborazione con diverse figure tra cui clinici, pazienti, familiari, supervisori della terapia, responsabili di progetto ed autorità nel campo della salute mentale (Mueser, Torrey, Lynde, Singer, & Drake, 2003).

    Lo sviluppo delle linee-guida per la pratica clinica hanno aumentato dunque l’importanza dei trattamenti basati su evidenze e il futuro dello psicoterapia sembra orientarsi verso interventi psicologici supportati dalla ricerca (cfr. Nathan, 1998; Sanderson, 2003).

    Un consenso sui criteri per determinare cosa sia empiricamente supportato tuttavia non è stato ancora raggiunto (Beutler, Clarkin, & Bongar, 2000) e gli ESTs sono stati accolti da numerose critiche sia dal punto di vista teorico che dal punto di vista metodologico (cfr. ad es.Luborsky, Rosenthal, Diguer, Andrusyana, Berman, Levitt et al., 2002; Herbert, 2003).

    Inoltre, nonostante l’enfasi evidenziata dall’APA, le psicoterapie basate sull’evidenza non sono ancora ampiamente utilizzate dagli psicoterapeuti.

    In questo contesto si avverte sempre più la necessità di poter utilizzare strumenti validi ed attendibili per la diagnosi, la pianificazione del trattamento psicologico e la verifica dell’esito dell’intervento psicologico. In particolare una adeguata diagnosi e la misura dell’esito del trattamento contribuirebbe anche a verificare l’ efficacia del modello utilizzato dallo psiocoterapeuta (sia ESTs che Non ESTs) in combinazione con una adeguata valutazione del processo psicoterapico (cfr. Ford & Urban, 1998; Maruish, 1999; Lambert, Bergin & Garfield, 2004).

    Il passaggio dalle pratiche evidence-based alle evidenze practice based evidences ( cfr. Margison, Barkham, Evans, & al., 2000) ad esempio, permetterebbe di esaminare gli esiti della psicoterapia in contesti naturali con trattamenti di durata variabile condotti da diversi terapeuti sia mediante le linee guida sia con più flessibilità, situazione più vicina a quella reale (Margison et al., 2000). Le misurazioni degli esiti, in questo caso, dovrebbero essere associate a valutazioni di processo e tenere in considerazione non solo la riduzione del sintomo, ma anche la qualità di vita, il funzionamento globale, le abilità sociali, l'autostima.(m.Giannini)
    "Il vostro amore per la vita sia amore per la vostra speranza più alta:e la vostra più alta speranza sia il più alto pensiero della vita!"
    Nietzche

  6. #6
    ok non avevo capito cosa intendevi per est....
    mi sembra un discorso importante... il problema è che ci sono terapie adatte per la ricerca scientifica in psicologia e altre terapia che non ritengono che si possa fare... io personalmente seguo un approccio che che si mette in gioco su questo piano... quindi secondo me è un dovere deontologico utilizzare strumenti efficaci...
    resta da stabilire cosa vuol dire efficacie... questo è un discoooorso moooooooolto lungo e che di solito fa incendiare gli animi...

  7. #7
    LuckyLuke
    Ospite non registrato
    Le terapie cognitive e cognitivo-comportamentali la fanno, come prevedibile, da padroni. Anche perchè i cognitivo-comportamentisti, da sempre, sono stati molto attenti alla valutazione dell'efficacia degli interventi.
    Questione invece di cui poco si sono interessati terapeuti di altri orientamenti.

    Dagli EST però sono lasciate fuori patologie importanti e "difficili": la psicoterapia cogn-comp è utile per i disturbi d'ansia e per i disturbi psicosomatici (e già si sapeva), ma i disturbi di personalità? L'anoressia nervosa? Le schizofrenie?

  8. #8
    E’ stato dimostrato, attraverso studi controllati, che i metodi cognitivo-comportamentali costituiscono una terapia efficace. In particolare si evidenziano risultati superiori o uguali al trattamento farmacologico per la depressione e i disturbi d’ansia (Roth e Fonagy; 1996). Per quanto riguarda il disturbo ossessivo compulsivo, i disturbi alimentari, il disturbo post traumatico da stress, l’abuso di alcool, le disfunzioni sessuali e i disturbi dell’età evolutiva, le varie forme di psicoterapia cognitiva si sono rivelate chiaramente efficaci e sufficientemente stabili nei risultati valutati ai controlli successivi (Hollon et all.; 1992). A questi studi aggiungiamo l’emergere di ricerche sull’efficacia di forme specifiche di tale terapia in alcuni disturbi di personalità. IN particolare la cosiddetta terapia Dialettico Comportamentale (Linehan, 1991) si è dimostrata efficacie nel disturbo borderline di personalità

  9. #9
    sì, tutto molto bello, ma - domanda stupida - come la mettiamo con la comorbidità?
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  10. #10
    ciao mia... bisognerebbe aprire un post sulla comorbilità!
    in che senso come la mettiamo?
    Questo secondo me è il grosso problema della ricerca in psicoterapia.... quindi non è una domanda stupida per niente...
    una critica che viene fatta spesso è che gli studi son fatti su pazienti senza comorbilità, e che questi sono in realtà abbastanza rari... e a questo che ti riferisci?
    se è così sono d'accordo con te che ci sia ancora molto da fare... e anche ovvio che i manuali vanno poi applicati alla persona e raramente si trovano cognitivisti che riferiscono i tempi di wells nel trattare un disturbo (tipo 10 sedute per un dap)...
    Resta il fatto se identifico un obiettivo nella terapia, e per raggiungere questo obiettivo ho un trattamento ritenuto efficacie, utilizzerò quel trattamento al di la delle comorbilità... se la comorbilità inficia il trattamento forse è meglio trattare prima la comorbilità....
    Insomma la CBT non funziona nel 100% dei casi... anzi! ma nemmeno i farmaci lo fanno.
    Dai dati che ho io nella bulimia nervosa con la cbt si hanno circa il 40-50% di successi, la cbt viene considerata una delle terapia più efficaci per la bulimia nervosa.... quindi che ci sia ancora tanto da lavorare non ci piove!

  11. #11
    Originariamente postato da vincentvang

    una critica che viene fatta spesso è che gli studi son fatti su pazienti senza comorbilità, e che questi sono in realtà abbastanza rari... e a questo che ti riferisci?
    sì, esatto
    boh, io non sono ferratissima, però il mio punto è: riconosco che questo tipo di approccio può aiutarci ad avere delle linee guida, dei punti di riferimento, però è così difficile conciliare teoria e pratica! nel momento in cui creo le condizioni per condurre una sperimentazione per verificare l'efficacia di una teoria, elimino tutti quei fattori di "disturbo" che, lungi dall'essere eccezioni, sono piuttosto la regola.
    questo tipo di approccio, così come la evidence based medicine, nascono in un contesto diverso dal nostro (quello americano), e ne è influenzato, da un punto di vista epistemologico, "filosofico", politico, economico, anche; dobbiamo tenerne conto.
    non so bene dove voglio arrivare
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  12. #12

    Riferimento: EST,cosa ne pensate?

    scusate ragazzi/e...volevo chiedere se qualcuno di voi sapeva quali sono i "criteri di primo rango di snyder"( non so se si scrive così),perchè non ho potuto capire qual e la risposta!grazie se qualcuno risp:-)

  13. #13
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    25-06-2005
    Residenza
    campi bisenzio
    Messaggi
    338

    Riferimento: EST,cosa ne pensate?

    la questione del cosa sia efficace è importante. Un trattamento cognitivo compo. per il DOC può misurare i decilitri di sapone consumato come misuara della compulsione al lavaggio delle mani. Altre forme terapeutiche non prendono in considerazione questi parametri. Inserire o non inserire certi parametri in un percorso clinico modifica notevolmente la relazione terapeutica, questo complica le cose. Personalmente credo che gli est vadano bene esclusivamente nella misurazione di trattamenti sintomatici, cioè che mirano alla estinzione di un comportamento ritenuto clinicamente patologico. Sui trattamenti dei disturbi di personalità resto perplesso, poichè...cosa si intende per personalità? com'è una personalità sana? eh...capisci a me?!

  14. #14
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    06-08-2005
    Residenza
    Padova
    Messaggi
    236

    Riferimento: EST,cosa ne pensate?

    Citazione Originalmente inviato da LuckyLuke Visualizza messaggio
    Le terapie cognitive e cognitivo-comportamentali la fanno, come prevedibile, da padroni. Anche perchè i cognitivo-comportamentisti, da sempre, sono stati molto attenti alla valutazione dell'efficacia degli interventi.
    Questione invece di cui poco si sono interessati terapeuti di altri orientamenti.

    Dagli EST però sono lasciate fuori patologie importanti e "difficili": la psicoterapia cogn-comp è utile per i disturbi d'ansia e per i disturbi psicosomatici (e già si sapeva), ma i disturbi di personalità? L'anoressia nervosa? Le schizofrenie?
    più che altro i comportamentisti e alcuni cognitivisti,e ripeto solo alcuni, hanno stilato gli EST sulla base dei loro presupposti di efficacia che riveano numerosi problemi metodologici di adeguatezza e coerenza metodologica perchè fanno leva su una concezione dell'uomo e della patologia mentale che non considera l'uomo nella sua peculiare unicità e globalità,assolutizzando un aspetto specifico,e riscontrando efficacia con qualche trucchetto statistico che ad alcuni psicologi può passare inosservato,ma ai metodologi e statistici appae evidente!
    "Il vostro amore per la vita sia amore per la vostra speranza più alta:e la vostra più alta speranza sia il più alto pensiero della vita!"
    Nietzche

  15. #15
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    06-08-2005
    Residenza
    Padova
    Messaggi
    236

    Riferimento: EST,cosa ne pensate?

    Citazione Originalmente inviato da massimomassimo Visualizza messaggio
    la questione del cosa sia efficace è importante. Un trattamento cognitivo compo. per il DOC può misurare i decilitri di sapone consumato come misuara della compulsione al lavaggio delle mani. Altre forme terapeutiche non prendono in considerazione questi parametri. Inserire o non inserire certi parametri in un percorso clinico modifica notevolmente la relazione terapeutica, questo complica le cose. Personalmente credo che gli est vadano bene esclusivamente nella misurazione di trattamenti sintomatici, cioè che mirano alla estinzione di un comportamento ritenuto clinicamente patologico. Sui trattamenti dei disturbi di personalità resto perplesso, poichè...cosa si intende per personalità? com'è una personalità sana? eh...capisci a me?!
    certo!sono daccordissimo!infatti non fanno che misconoscere l'individuo nella sua globalità costitutiva,cogliendolo solo in alcuni aspetti,e cercando verifiche alle loro ipotesi invece che cercare di falsificarle..che è invece il presupposto più importante della ricerca scinetifica in tutti i campi,dalla fisica alla biologia e magari..in psicologia!!!
    "Il vostro amore per la vita sia amore per la vostra speranza più alta:e la vostra più alta speranza sia il più alto pensiero della vita!"
    Nietzche

Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo

Privacy Policy