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  1. #1
    Matricola
    Data registrazione
    07-03-2005
    Messaggi
    22

    certificazione dello psicologo per cause separazione-divorzio

    Salve, ultimamente, ho ricevuto due richieste di certificazioni/relazione da utilizzare nell'ambito di due cause, una di separazione consensuale e l'altra in un divorzio litigioso.
    Nel primo caso, ovvero la separazione consensuale, io feci dei colloqui nell'arco temporale di qualche mese, con una persona che in seguito si sposò e che ora, a distanza di più di tre anni dalla cessazione di quei colloqui, chiede la separazione consensuale e l'annullamento alla Sacra Rota e conseguentemente, su consiglio del suo avvocato, chiede a me, che la vidi prima del matrimonio e a cui parlò dei suoi problemi con il fidanzato (poi marito), una relazione che in qualche modo attesti che io, all'epoca, prima del matrimonio, avevo constatato il suo stato di confusione e i suoi conflitti interiori e non, che minavano già in partenza una serena scelta di matrimonio.
    Nel secondo caso, una causa di divorzio conflittuale, mi è stata chiesta invece una certificazione relativa al fatto di avere effettuato dei colloqui psicologici durante l’anno precedente alla richiesta di divorzio, quando erano trascorsi già quasi tre anni di separazione e quindi una evidenza del fatto che la separazione e la decisione di divorziare stava causando al mio cliente uno stato di sofferenza psicologica.
    Essendo per me materia nuova, professionalmente e deontologicamente tutto ciò mi pone degli interrogativi, vista soprattutto la strumentalità di questi certificati o relazioni che siano, oltretutto non so nemmeno se sia possibile farle e cosa si può dichiarare in merito al contenuto dei colloqui che furono.
    C'è qualche collega esperto che mi può consigliare?
    Grazie

  2. #2
    Io non sono attualmente un tuo collega, ma spero che lo sarò in futuro. Sono studente del secondo anno di Psicologia clinica e di comunità a Firenze. I tuoi casi sono molto interessanti, soprattutto riguardo alle domande che ti poni.
    Non so se è possibile fare ciò che ti chiedono, sul livello legale.
    Però, nel primo caso, ho degli interrogativi curiosi. A quanto ho capito, sembra che l'avvocato voglia giustificare il divorzio con i colloqui del marito di qualche anno fa. Sembra una strumentalizzazione della psicologia e più specificatamente dei colloqui psicologici da voi utilizzati. Forse vuole dimostrare che, siccome la persona aveva conflitti già prima del matrimonio, allora non ha fatto una scelta pienamente responsabile e può svignarsela meglio dallo stregone-marito? A quanto ho capito è così.
    Però in questa affermazione ci sono tanti errori. Prima di tutto, si giustifica il suo errore sulla base di qualcosa che la persona non poteva avere sotto controllo, cioè i suoi problemi psicologici, come se questo fosse la vera causa del fallimento. In realtà tutti abbiamo dei problemi psicologici, dei conflitti, delle ferite da rimarginare. Significherebbe dire che siccome questa donna ha avuto l'opportunità di fare dei colloqui tempo fa, allora è giustificata a divorziare, e questo non mi sembra vero. Questa donna ha avuto solo la fortuna di poter testimoniare che ha fatto dei colloqui.
    Seconda cosa, più importante, se diciamo che la causa sono stati i suoi problemi psicologici, deresponsabilizziamo totalmente quella persona di fronte alla sua azione. Questo è TERRIBILE. Significa dire che non era capace di capire cos'era più giusto per se stessa, di giudicare bene, di valutare il suo futuro. Questa persona non avrebbe capacità di decidere delle sue scelte, o perlomeno non lo era per il suo matrimonio.

    Se le cose stanno così, beh la mia risposta non ha bisogno di essere resa esplicita!

    " CONOSCI TE STESSO - Γνωθι Σεαυτον " Oracolo di Delfi, Socrate.

  3. #3
    Partecipante
    Data registrazione
    19-02-2005
    Messaggi
    42
    Cara sinapsi65 se il cliente che tu hai visto anche in passato ti chiede di rilasciare una certificazione circa il percorso terapeutico svolto credo sia tuo dovere farlo. In fin dei conti non fai altro che riportare quanto sei abilitata ad eseguire e quanto svolto secondo il meglio delle tue capacità. D'altro canto non vedo nemmeno a cosa tu ti puoi appellare per rifiutargli il certificato. Se invece non è il tuo cliente che direttamente ti chiede il certificato (ma è un familiare) allora hai tutti i motivi per non rilasciare nulla.
    Ciao

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