• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 1 di 6 123 ... UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 87

Discussione: Il tempo

  1. #1
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
    Messaggi
    2,536

    Il tempo

    Quali sono le nostre idee del tempo nella cura e nella vita di tutti i giorni? E' il passato che costruisce il presente e il futuro? E' il presente che costruisce il passato e il futuro? E' la visione del futuro che costruisce il presente e il passato?



    P.S.
    Ne approfitto per proporre agli amministratori una nuova sezione del forum: "Epistemologie" .. se po ffà? Ci sono certi argomenti che non apro perchè non so proprio dove inserirli (sarà meglio così? )

  2. #2
    Super Postatore Spaziale L'avatar di roropink
    Data registrazione
    07-09-2005
    Residenza
    in un quarto ...di luna piena
    Messaggi
    2,713
    ...marzulliano direi...

    per me il passato costruisce il modo di vedere il passato stesso nel presente.
    ma è anche l'aspettativa del futuro, di un certo futuro, che ti orienta il presente, e ti fa inquadrare in un preciso modo il passato.

    leggi la mia firma in verde può significare qualcosa in questo discorso
    “Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.”

  3. #3
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
    Messaggi
    2,536
    avrei preferito che mi avessi detto "batesoniano"
    Molto interessante riguardo quello che dici Roropink.. qualche domanda ..secondo te, il modo di vedere il passato nel presente, coincide con l' effettivo passato? Credi che sia importante cercare le cause di certi eventi del passato?

  4. #4
    Super Postatore Spaziale L'avatar di roropink
    Data registrazione
    07-09-2005
    Residenza
    in un quarto ...di luna piena
    Messaggi
    2,713
    non credo proprio che il modo di vedere il passato coincida con l'effettivo passato, ma dipende da come ho elaborato (mentalizzato, metabolizzato) quel passato.i nostri ricordi sono le nostre elaborazioni, o meglio i nostri ricordi si fondano sulle nostre elaborazioni.
    la natura ricostruttiva della mente può accompagnarsi a illusioni e distorsioni oltretutto, credo che la ricerca delle cause degli eventi del passato sia importante, anche se non saranno state cause oggettive è importante considerarle così , perchè io le ho percepite come tali.
    questo può aiutarmi a definire il perchè e il per come ho un certo modo di vedermi nel passato, di sentirmi nel presente e di proiettarmi nel futuro.
    che ne pensi?
    “Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.”

  5. #5
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
    Messaggi
    2,536
    A volte succede che alcune persone raccontano di un disagio e/o malessere, causato e/o attribuito a specifici eventi capitati nel passato.
    Altre persone, raccontano il disagio e/o un malessere pensando che sia causato da certi eventi non ancora individuati e, altre ancora che credono sia poco importante scoprire l' origine, il perchè del malessere, ma sentono l' esigenza di stare bene. Stesso discorso è possibile farlo con la felicità e il benessere.
    Rispetto alla "visione" che tu hai oggi sul tempo, come ti relazioneresti con ciascuna di queste persone? Sei più "predisposta" a ricercare le cause del malessere o del benessere?
    Da questi scambi che noi due qui stiamo facendo, costruiamo un presente e un passato.
    E se dopo una tua risposta (che non sia "non lo so") sul futuro, ti domandassi il perchè (la causa ipotetica) pensi che possa evolvere in "quel" modo, tu a quale "tempo" faresti riferimento?
    Faccio un esempio.. alla domanda: "Come ti immagini il futuro di questa conversazione?", tu rispondi tipo che.. secondo te fra 10 post ci diremo parolacce ( ) e che quindi chiuderanno la discussione. Poi io ti domando: "Perchè pensi che evolverà in questo modo?", e tu rispondi tipo che in passato ci sono stati altri thread simili che sono finiti male e che questo già sta prendendo una brutta piega. In questo caso sembra che sia il passato a generare un presente e un possibile futuro. Finito l'esempio. Tu Roropink, di fronte a questa "visione" accetteresti questa "previsione" o faresti riferimento ad un altro passato, presente o futuro?

  6. #6
    Super Postatore Spaziale L'avatar di roropink
    Data registrazione
    07-09-2005
    Residenza
    in un quarto ...di luna piena
    Messaggi
    2,713
    la risposta a questo post richiede una colazione abbondante
    ...ci proviamo chiedendo scusa in anticipo per le eventuali baggianate

    come ti relazioneresti con ciascuna di queste persone?1) alcune persone raccontano di un disagio e/o malessere, causato e/o attribuito a specifici eventi capitati nel passato.


    analizziamo questi eventi, raccontiamoli, svisceriamoli, cambiamo i punti di vista, cerchiamo le concause, e accettiamoli tali eventi, si può star bene anche se il passato ci ha riservato brutte avventure

    2) Altre persone, raccontano il disagio e/o un malessere pensando che sia causato da certi eventi non ancora individuati

    il dire sto male ma non so perchè, anzi so che c'è un perchè ma non so qual'è
    implica secondo me che la persona sa già ad un certo livello, forse basso di consapevolezza, dove andare a cercare l'intoppo se così posso chiamarlo

    3)altre ancora che credono sia poco importante scoprire l' origine, il perchè del malessere, ma sentono l' esigenza di stare bene

    credo che l'approccio più difficile sia con queste persone, perchè la ricerca di equilibrio fondata su castelli di sabbia è fragile e pericolosa, a che serve trovare assetto momentaneo? a rimandare il "dolore" ancora un pò? fino a quando?
    ovviamente dipende dai casi , ad esempio sono dell'idea che lo psicotico con grave scompenso tra piano realtà e fantasia vada semplicemente "arginato"

    Sei più "predisposta" a ricercare le cause del malessere o del benessere?

    adesso che mi fai pensare credo che le cause del malessere vadano sempre cercate, un pò meno del benessere, forse queste sono più evidenti,
    mi spiego: sto bene, perchè sto bene?
    perchè non c'è niente che mi faccia stare male, ossia?
    ...e potrei ripercorrere chi sono, 23enne in salute, infanzia felice, adolescenza superata con successo , ovviamente ho da elencare cose spiacevoli ma è affrontando e superando quelle che ho "costruito " il mio benessere no?


    E se dopo una tua risposta (che non sia "non lo so") sul futuro, ti domandassi il perchè (la causa ipotetica) pensi che possa evolvere in "quel" modo, tu a quale "tempo" faresti riferimento?
    ecco, credo di aver fatto riferimento al passato, beccata, però aggiungo che l'aspettativa del futuro (che deriva dalle emozioni del presente ) secondo me fa rivedere il passato stesso, e potrebbe essere importante proporre questa constatazione al presunto paziente.
    esempio :
    se mi sento infelice, depressa e sento che per me domani non potrà mai esserci un giorno di sole, posso trovare mille motivi nel passato che mi fanno stare male ora ,e che mi faranno lo stesso per il futuro, perchè "me li sto proiettando" io stessa .
    se invece per domani ho l'aspettativa che qualcosa cambi, mi impegnerò nel presente affinchè questo avvenga, questa mia ricerca di oggi un giorno sarà passato, e il tempo di ieri (quindi il passato di oggi) anche se "negativo" magari potrà darmi un futuro che mi piace, anche solo per il fatto che oggi voglio un futuro che mi piace. (a questo punto premuta d'arancia per tutti )


    di fronte a questa "visione" accetteresti questa "previsione" o faresti riferimento ad un altro passato, presente o futuro?
    ti rispondo con l'esempio stesso:
    "Come ti immagini il futuro di questa conversazione?"
    non avrei risposto che poi ci prenderemo a parolacce, perchè nel mio passato, nei post che ho letto dov'è comparso il tuo nick non ho attribuito aggressività, ma spirito dialettico, stessi post, tu ci "hai visto" incomunicabilità magari, io no,
    stesso passato, diverso modo di considerarlo, diversa previsione per il futuro.
    ovviamentese, come ho già detto, se ci rilfetto, il mio ricordo del passato è influenzato non solo dalle emozioni del passato, ma anche dalle emozioni del presente che mi fanno guardare a ciò che accaduto ieri con occhi diversi.

    quindi
    faresti riferimento ad un altro passato, presente o futuro?
    si credo di si, "revisionare" il punto di osservazione può essere un buon metodo

    “Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.”

  7. #7
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
    Messaggi
    2,536
    torno fresco fresco da un workshop antistress quindi per adesso vedo il mondo bello che gira armonicamente verso il verso che deve fare e a te ti voglio tanto bene Roropink
    Parto dal fatto che secondo me, in questo campo non ci sono baggianate (quindi non ne hai dette), ci sono "solo" degli effetti che una determinata idea porta con sè.
    Nel terzo caso, racconti che " l' approccio più difficile sia con queste persone, perchè la ricerca di equilibrio fondata su castelli di sabbia è fragile e pericolosa, a che serve trovare assetto momentaneo? a rimandare il "dolore" ancora un pò? fino a quando?"; qui sembra forte l' idea che trovare la causa (o cause) del passato sia essenziale per avere un cambiamento più duraturo nel tempo, mi sbaglio? Adesso, come mai per te è 'importante' che questa persona cambi idea sul tempo per trovare un assetto stabile? Cioè, è importante che le teorie del tempo fra le persone siano simili per avere effetto?

    Riguardo al discorso del benessere, scrivi: "adesso che mi fai pensare credo che le cause del malessere vadano sempre cercate, un pò meno del benessere, forse queste sono più evidenti"; mi hai fatto ricordare un mio professore che spesso dice che le storie che raccontano il benessere sono maledettamente noiose

    qui ti quoto professionalmente
    esempio :
    se mi sento infelice, depressa e sento che per me domani non potrà mai esserci un giorno di sole, posso trovare mille motivi nel passato che mi fanno stare male ora ,e che mi faranno lo stesso per il futuro, perchè "me li sto proiettando" io stessa .
    se invece per domani ho l'aspettativa che qualcosa cambi, mi impegnerò nel presente affinchè questo avvenga, questa mia ricerca di oggi un giorno sarà passato, e il tempo di ieri (quindi il passato di oggi) anche se "negativo" magari potrà darmi un futuro che mi piace, anche solo per il fatto che oggi voglio un futuro che mi piace. (a questo punto premuta d'arancia per tutti )
    Questa persona infelice, sembra che abbia dei seri motivi per esserlo.. cioè ha in mente che alcuni fatti del passato hanno invaso la sua vita ieri, oggi e continueranno per il futuro. Adesso, nel momento in cui io (psicologo) credo che certi eventi effettivamente causano infelicità, come facciamo a passare nella seconda parte del tuo racconto? Potrei permettermi di iniziare a pensare che in fondo in fondo, trovare delle cause (vere o false che siano) possa anche in certi casi risultare sconveniente? Se lavorassi con lei con un' altra idea di tempo.. ad esempio quella 'precaria' cosa potrebbe succedere? Sono riflessioni che faccio ad alta voce Roropink anzi.. voglio ringraziarti per il tuo TEMPO e per la disponibilità a raccontare le tue idee sul tempo

  8. #8
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Accadueo

    Nel terzo caso, racconti che " l' approccio più difficile sia con queste persone, perchè la ricerca di equilibrio fondata su castelli di sabbia è fragile e pericolosa, a che serve trovare assetto momentaneo? a rimandare il "dolore" ancora un pò? fino a quando?"; qui sembra forte l' idea che trovare la causa (o cause) del passato sia essenziale per avere un cambiamento più duraturo nel tempo, mi sbaglio? Adesso, come mai per te è 'importante' che questa persona cambi idea sul tempo per trovare un assetto stabile? Cioè, è importante che le teorie del tempo fra le persone siano simili per avere effetto?


    Ciao,
    H2O, io penso che i ricordi siano in una certa misura, quasi sempre, connotati da oggettività... e credo che comunque sia naturale considerare le nostre memorie come tali, e non come fantasie... perchè poi, se si esagera, significa che siamo vicini alla psicosi... insomma, personalmente ritengo che sul tempo si possano avere idee evolute, quindi intelligenti e costruttive oppure idee caotiche, primitive e distruttive... quindi, senza considerare la questione in un'ottica relazionale, ritengo che le teorie sul tempo che "hanno effetto" sono quelle che sono utili in un'ottica evolutiva... dare un significato al proprio malessere corrisponde all'assorbimento della precarietà (precarietà = saturazione dei centri del dolore) da parte della neocorteccia piuttosto che farla diventare piacevole attivando contemporaneamente (psicosi) i centri del piacere (ricerca di un'equilibrio fondata sui castelli di sabbia, evasione dalla realtà)...
    penso che non sia necessario avere le stesse teorie sul tempo perchè queste abbiano degli effetti specifici... credo che svincolarsi totalmente dal passato sia folle... un'evasione appunto...

    a presto...

  9. #9
    Super Postatore Spaziale L'avatar di roropink
    Data registrazione
    07-09-2005
    Residenza
    in un quarto ...di luna piena
    Messaggi
    2,713
    per adesso vedo il mondo bello che gira armonicamente verso il verso che deve fare

    se ti fanno questo effetto workshop FOREVER

    qui sembra forte l' idea che trovare la causa (o cause) del passato sia essenziale per avere un cambiamento più duraturo nel tempo, mi sbaglio?

    non sbagli volevo dire proprio questo, se sto male dovrà pur esserci un motivo reale o di fantasia, e la ricerca del benessere non può prescindere da un lavoro sul tempo che è stato.
    si può anche fare, ma l'equilibrio che ne usce fuori secondo me sarà ancora un compromesso sintomatico di un voler far tacere, di un non voler ascoltarSi.
    un pò come quando un alcolista va avanti col bicchiere per dimenticare, ma non dimentica affatto, e ogni giorno cade un mattone in più.

    Adesso, come mai per te è 'importante' che questa persona cambi idea sul tempo per trovare un assetto stabile?

    perchè il tempo è il racconto della nostra vita , come si può scinderlo?
    il mio domani ha un senso soprattutto in relazione al mio ieri.

    Cioè, è importante che le teorie del tempo fra le persone siano simili per avere effetto?

    le persone sono nel tempo, nello stesso tempo, forse lo vedono diversamente.
    e forse quello che è più giusto fare è far riferimento al tempo che il paziente stesso propone, con la consapevolezza di cui sopra

    ti quoto professionalmente

    e bhe.. allora il mondo gira armonicamente anche per me

    Potrei permettermi di iniziare a pensare che in fondo in fondo, trovare delle cause (vere o false che siano) possa anche in certi casi risultare sconveniente?

    credo che non ci sia risposta univoca, in certi casi si , non solo è sconveniente ma pericoloso, se la persona non sa reggere al peso delle sue verità non farò altro che peggiorarla, tutto dipende dalla struttura di personalità, e da tanti fattori ancora che faranno protendere verso una precisa soluzione terapeutica (mi auguro la migliore )

    Se lavorassi con lei con un' altra idea di tempo.. ad esempio quella 'precaria' cosa potrebbe succedere?

    potrebbe essere necessaria e allora ben venga.
    cosa potrebbe succedere non so dirlo...se però riesco ad evitare in qualsiasi modo che un paziente depresso prenda la sua soluzione finale, anzi la soluzione finale, anche se precaria come idea di tempo, fa riferimento ad un qui ed ora comunque importante per migliorare la qualità della vita del momento.

    voglio ringraziarti per il tuo TEMPO e per la disponibilità a raccontare le tue idee sul tempo

    sono io che ringrazio te

    “Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.”

  10. #10
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
    Messaggi
    2,536
    Originariamente postato da io mordo
    personalmente ritengo che sul tempo si possano avere idee evolute, quindi intelligenti e costruttive oppure idee caotiche, primitive e distruttive... quindi, senza considerare la questione in un'ottica relazionale, ritengo che le teorie sul tempo che "hanno effetto" sono quelle che sono utili in un'ottica evolutiva... dare un significato al proprio malessere corrisponde all'assorbimento della precarietà (precarietà = saturazione dei centri del dolore) da parte della neocorteccia piuttosto che farla diventare piacevole attivando contemporaneamente (psicosi) i centri del piacere (ricerca di un'equilibrio fondata sui castelli di sabbia, evasione dalla realtà)...
    penso che non sia necessario avere le stesse teorie sul tempo perchè queste abbiano degli effetti specifici... credo che svincolarsi totalmente dal passato sia folle... un'evasione appunto...

    a presto...
    ciao Io Mordo, rispondo con una domanda alla tua prima affermazione: idee caotiche rispetto a chi considera il tempo come evolutivo e lineare no? La psicosi, non potrebbe essere vista come un modo di osservare il tempo e che sia utile a lui per salvarsi dalla completa distruzione? Mi spiego meglio.. la persona inizialmente aveva un'idea di tempo evolutivo. A seguito di una serie di eventi vissuti come estremamente pericolosi e destabilizzanti, secondo la sua teoria del tempo in quel momento storico, lo hanno portato a scegliere fra due strade: 1) la morte; 2) il cambiamento della concezione del tempo. Decidere la seconda strada, potrebbe avere la funzione per la persona (disfunzione per chi l' osserva e per chi ha in mente l' idea del tempo lineare) di sopravvivere... quindi è utile per quella persona avere un' idea di tempo differente. Cosa potrebbe succedere nel momento in cui il teorico del tempo lineare vuole che quella persona ritorni a considerare il passato come generatore del presente? Secondo me, ritornerebbe al bivio fra la scelta della morte o continuare ad essere considerato un folle. Anche lo 'spazio' per lo psicotico ha tutta un' altra dimensione ed è quello spazio che ha scelto che lo fa sopravvivere.
    Quando dici: " dare un significato al proprio malessere corrisponde all'assorbimento della precarietà" ... sono d'accordissimo con te. Il mio dubbio è: ok! ma che tipo di significato ho dato? Dove mi porta questo significato? Esistono solo significati positivi al proprio malessere?
    Teoricamente, se io la pensassi linearmente, potrei fare questo ragionamento (stile 1+1=2) :
    malessere + fignificato infelice = distruzione (che è anche una forma di assorbimento della precarietà).

    Sto pensando alla conversazione con Roropink sul benessere o la sensazione di benessere. Come mai ci sono delle persone alle quali non interessa sapere da dove viene questa sensazione? Sono pazze anche loro? Si immaginano che se scoprono l' origine e la causa, questo benessere cessi, scemi? Non funziona come il malessere?

    Ciao Roropink, con te parto dall' esempio dell' alcolista :
    un pò come quando un alcolista va avanti col bicchiere per dimenticare, ma non dimentica affatto, e ogni giorno cade un mattone in più.
    Questi, sono gli esempi pratici della teoria del tempo che abbiamo in mente. Io ad esempio, penso al brindisi.. questo momento ha la funzione di 'onorare' una situazione o un avvenimento. Gli addii al celibato con fiumi di alcol.. secondo me vengono fatti per ricordarsi di non scordarsi quando era bello essere zitelli (un mio pregiudizio ). Stesso discorso per l' alcolista, per me beve per non dimenticare.. per fermare il tempo.
    Adesso, conosciamo le nostre teorie sul tempo riguardo l' alcolista.. ma l' alcolista cosa ne pensa? Che teoria del tempo ha? Beve per dimenticare o per ricordare? Se io e lui pensiamo entrambi che beve per dimenticare.. io da psicologo che credo sia importante far ricordare cosa faccio?

  11. #11
    Super Postatore Spaziale L'avatar di roropink
    Data registrazione
    07-09-2005
    Residenza
    in un quarto ...di luna piena
    Messaggi
    2,713
    è questo il punto Accadueo, l'alcolista è in grado secondo me di mettersi in discussione, il lavoro terapeutico può essergli utile sicuramente,
    se beve per dimenticare non deve ricordare affatto, ha già tutto estremamente chiaro , però non ha saputo/sa affrontarlo, superarlo, gestirlo.
    ed è questa la differenza che c'è ad esempio con la psicosi che ha introdotto io mordo, o col depresso suicidario che ho citato io.
    con l'alcolista l'idea di tempo è fondamentale che si vada a ricercare, ha un senso ricercarla, "siamo acqua dello stesso torrente" , e in fondo la sintomatologia che propone evidenzia a grandi caratteri questa sua consapevolezza.
    scrivi
    per me beve per non dimenticare.. per fermare il tempo.
    secondo me non per fermarlo perchè gli piace così (magari io mordo qui ci vede il paradossale per eccellenza) bensì per non affrontarlo/accettarlo

    quando tu dici

    lo hanno portato a scegliere fra due strade: 1) la morte; 2) il cambiamento della concezione del tempo. Decidere la seconda strada, potrebbe avere la funzione per la persona (disfunzione per chi l' osserva e per chi ha in mente l' idea del tempo lineare) di sopravvivere... quindi è utile per quella persona avere un' idea di tempo differente. Cosa potrebbe succedere nel momento in cui il teorico del tempo lineare vuole che quella persona ritorni a considerare il passato come generatore del presente?

    esprimi il mio pensiero,ossia che l'evasione sia stata "necessaria" contestualmente per quella persona, e il ritorno alla fonte può riproporre (acutizzando le conseguenze) lo stesso schema comportamentale.
    che si fa in questi casi? tu cosa faresti?



    il brindisi delle feste secondo me ha un'altra funzione, un pò come il riso agli sposi, riti pagani propiziatori, prosperità, benessere, poi l'alcool , questo tipo di alcool in gruppo, è un rituale di gruppo stesso che non credo abbia relazione con l'alcolismo.

    buona giornata



    EDIT

    Come mai ci sono delle persone alle quali non interessa sapere da dove viene questa sensazione? Sono pazze anche loro? Si immaginano che se scoprono l' origine e la causa, questo benessere cessi, scemi? Non funziona come il malessere?


    mi è venuto in mente uno snodo forse, se ci ritrovi una manifestazione delirante sei pregato di avvertirmi

    ti ho già detto la mia idea sulle cause del benessere, però vorrei aggiungere una cosa,
    se dicendo " sto bene" io stia facendo un favore a me stessa?
    (considerando sempre il discorso delle aspettative e delle proiezioni)
    ad esempio la "fiducia"
    tutto sommato non è un sentimento generato da cieco amore verso qualcuno secondo me, ma è una concessione che faccio a me stessa,
    come vivo il rapporto con qualcuno mettendolo sempre in discussione?
    ... e allora per proteggerlo, per proteggermi...mi fido.
    Ultima modifica di roropink : 06-02-2006 alle ore 12.30.49
    “Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.”

  12. #12
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
    Messaggi
    2,536
    Buona giornata anche a te Roropink.
    Parto dal tuo ultimo discorso per poi salire..
    se dicendo " sto bene" io stia facendo un favore a me stessa?
    forse non ho capito.. nel senso che uno si prende in giro? Si dice la bugia che si sente bene?

    il brindisi delle feste secondo me ha un'altra funzione, un pò come il riso agli sposi, riti pagani propiziatori, prosperità, benessere, poi l'alcool , questo tipo di alcool in gruppo, è un rituale di gruppo stesso che non credo abbia relazione con l'alcolismo.
    Storicamente, l' alcol non è stato pensato come una bevanda che doveva avere la funzione di far dimenticare.. è questo che volevo esprimere. Esempio classico: il tizio lasciato dalla ragazza che decide di andare a bere per dimenticare (perchè questo è il luogo comune). Per tutto il tempo che si alcolizzerà, non farà altro che parlare di quando è troia la sua ragazza o parlerà con altre persone per avere consigli per riuscire a tornare con lei.

    esprimi il mio pensiero,ossia che l'evasione sia stata "necessaria" contestualmente per quella persona, e il ritorno alla fonte può riproporre (acutizzando le conseguenze) lo stesso schema comportamentale.
    che si fa in questi casi? tu cosa faresti?
    sarei curioso di conoscere come è organizzato il suo tempo e il suo spazio; da chi ha imparato a vedere il tempo in un certo modo; quali sono i vantaggi e gli svantaggi che questa teoria porta con sè; osservare l' apertura o la chiusura verso altre 'forme' del tempo; "vedere" se è possibile sperimentare una di queste aperture poco alla volta. In pratica, parto dal principio che sono io che devo imparare da lui su come sia riuscito a salvarsi in un dato momento e come continua oggi a farlo.

    Rispetto alla mia frase: "per me beve per non dimenticare.. per fermare il tempo.", tu hai risposto:
    secondo me non per fermarlo perchè gli piace così (magari io mordo qui ci vede il paradossale per eccellenza) bensì per non affrontarlo/accettarlo
    Attenzione, io non ho mai parlato di piacere nel fermare il tempo.
    La scuola di Palo Alto (ai tempi) mi ha insegnato che non esiste un non-comportamento... che tradotto in questa situazione si traduce con: non è possibile non affrontare una situazione. Scegliere di alcolizzarsi, per me significa che quella persona affronta i suoi problemi (se esistono) in questo modo. Ha trovato una soluzione ad una situazione.
    Comunque, stai notando come una "visione" del tempo differente genera tutto un modo di osservare e poi di lavorare con le persone?
    Una domanda fantascientifica .. se tu avessi costruito una macchina del tempo soggettivo, con la tua idea del tempo, a quale tipo di persona vieteresti un giro nel futuro?

  13. #13
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
    Messaggi
    2,536
    La mia visione del tempo oggi è molto vicina a quella del mi direttore

    "Semboloni: Una domanda per Luigi Boscolo: cos'è per te il tempo in Psicoterapia? Boscolo: Per me il tempo in psicoterapia è una variabile importante, come "relazione" per Bateson, "potere" per Haley, "libido" per Freud, ecc. In una comunicazione personale, H. Von Foerster ha sostenuto la tesi che il tempo non è un problema per coloro che vivono nel presente e sono volti verso il futuro. I "pazienti "invece hanno tutti problemi con il tempo, non riuscendo a coevolvere armonicamente con gli altri. Il tempo è spesso vissuto da loro in modo lineare causale: il passato impone vincoli deterministici al presente ed il presente al futuro. L'azione del terapeuta è di introdurre tra le tre dimensioni del tempo una relazione di tipo riflessivo, creando passati e futuri ipotetici nel presente. Un'idea fondamentale è la "multitemporalità", cioé l'importanza della coordinazione fra i diversi tempi, fra i tempi individuali, collettivi, sociali e culturali; e come un'assenza di tale coordinazione può essere all'origine di problemi, sofferenze, patologie. Un tipo particolare di coordinazione è quello fra i tempi individuali del terapeuta ed i tempi individuali dei clienti, la cosiddetta "danza" (Minuchin) che tanta importanza ha nel nostro lavoro."
    Tratto da QUI

  14. #14
    Super Postatore Spaziale L'avatar di roropink
    Data registrazione
    07-09-2005
    Residenza
    in un quarto ...di luna piena
    Messaggi
    2,713
    se dicendo " sto bene" io stia facendo un favore a me stessa?
    (considerando sempre il discorso delle aspettative e delle proiezioni)


    intendevo dire che se io percepisco benessere nel presente,
    sono ben predisposta a guardare le cose in positivo, anche se magari
    dando un'occhiata al passato potrei rintristirmi subito.
    la realtà delle cose non può mai essere rose e fiori, credendo che lo sia, aspettandomi che lo sia, contribuisco al mio benessere, e con questo non credo che mi sto ingannando.
    per questo il discorso della fiducia, non saprò mai (forse ) se è ben riposta o meno, ma credere/aspettarmi che lo sia, mi tranquillizza.
    e se l'idea del benessere funzionasse un pò come questa della fiducia?


    tu domandavi
    "Si immaginano che se scoprono l' origine e la causa, questo benessere cessi, scemi? "
    può essere, infatti dare un'occhiata al passato non è detto che non ci si possa rintristire, perciò forse non è importante cercare queste cause, si troverebbe anche il rovescio della medaglia.


    In pratica, parto dal principio che sono io che devo imparare da lui su come sia riuscito a salvarsi in un dato momento e come continua oggi a farlo.

    mi piace molto questo obiettivo, è bello che non si senta l'onnipotenza, è importante dare un senso preciso e specifico ai comportamenti, alle persone, alla malattia anche.

    Scegliere di alcolizzarsi, per me significa che quella persona affronta i suoi problemi (se esistono) in questo modo. Ha trovato una soluzione ad una situazione.

    già...la soluzione in effetti c'è


    se tu avessi costruito una macchina del tempo soggettivo, con la tua idea del tempo, a quale tipo di persona vieteresti un giro nel futuro?

    a berlusconi per non fargli vedere che perderà le elezioni , altrimenti si ritirerebbe prima, ... mi consenta Accadueo
    tornando seri...
    io non so se ci andrei... per la paura di trovare desideri non realizzati,
    per la necessità di dovermi arrendere ad un destino già confezionato,
    mi piace credere che sia io a costruirmi il domani e se guardando il domani
    scoprissi che non mi piace affatto?
    e bhe...però giustamente lo potrei cambiare!
    mi viene in mente un film con tom cruise, minority report, lui lavora all'anticrimine e scopre che nel futuro commetterà un omicidio...e dopo tanti effetti speciali riesce a cambiare il futuro.
    quindi chi non manderei nel futuro è chi nel presente non riuscirebbe a darsi da fare, chi si paralizzerebbe, chi la farebbe finita prima questa partita...

    ho letto della "multitemporalità",
    " L'azione del terapeuta è di introdurre tra le tre dimensioni del tempo una relazione di tipo riflessivo, creando passati e futuri ipotetici nel presente"
    interessante come approccio, mi piace molto questa flessibilità (non bastava quella sul lavoro, scherzo of course )
    però mi chiedo non è la coerenza con se stessi, la percezione di continuità della propria esistenza che ci fa costruire e conservare il senso d'identità?
    il creare passati "ipotetici" è un pò come dire che le emozioni che sento adesso, influenzano il ricordo dei miei ricordi?
    e quindi è "ridisegnare" le situazioni, reinterpretarle alla luce delle "nuove" consapevolezze?
    un pò come guardare il racconto di cappuccetto rosso dal punto di vista del lupo?
    se lo ricordassi bene lo scriverei.


    Ultima modifica di roropink : 08-02-2006 alle ore 09.32.44
    “Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.”

  15. #15
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
    Data registrazione
    31-03-2003
    Messaggi
    2,536
    però mi chiedo non è la coerenza con se stessi, la percezione di continuità della propria esistenza che ci fa costruire e conservare il senso d'identità?
    il creare passati "ipotetici" è un pò come dire che le emozioni che sento adesso, influenzano il ricordo dei miei ricordi?
    e quindi è "ridisegnare" le situazioni, reinterpretarle alla luce delle "nuove" consapevolezze?
    un pò come guardare il racconto di cappuccetto rosso dal punto di vista del lupo?
    se lo ricordassi bene lo scriverei.
    E' tipo come guardare al racconto di Cappuccetto rosso dal punto di vista del lupo, di cappuccetto rosso, della nonna, del cacciatore e della relazione tra loro. La storia acquista più "sensi" ... posso iniziare a pensare che ad esempio il lupo non è solo cattivo ma è anche affamato, ecc..
    Il creare passati ipotetici mi consente di provare più emozioni rispetto alla storia e tutte legittime. Una cosa è raccontarsi un episodio solo con la tristezza, un' altra è raccontarsi lo stesso con tristezza, comprensione, nostalgia, tenerezza.. per esempio. La continuità della propria esistenza continua ad esserci, è la stessa storia raccontata in maniera più complessa. Il senso di identità, secondo me, si costruisce dalle differenze con le altre identità.
    Devo scappare.. continuo dopo, saluti

Pagina 1 di 6 123 ... UltimoUltimo

Privacy Policy