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  1. #1
    sallyblu
    Ospite non registrato

    commercialista: ma se uno volesse far da sè?

    Ciao ragazzi/e.

    Mi è stato vivamente consigliato aprire la partita iva e forse è arrivato il momento di farlo, dopo anni e anni di investimento nella professione che ora comincia a dare buoni frutti.
    Stavo notando, come più volte è stato detto anche su ops, che aprendo la partita iva si va incontro ad una serie di spese non proprio ridotte. Ricapitoliamo:

    - aprirla non costa niente perchè come psicologi, al pari dei medici, rientriamo nella categoria sanitaria.
    - una volta aperta, alla prima fattura fatta ad un paziente, scatta automatico entro un tot di tempo l'iscrizione all'ENPAP il cui pagamento varia in base al reddito annuo.
    - da lì in poi il 3-4% di quello che si fattura, oltre la quota annua, va all'ENPAP
    - in più, una volta aperta la partita iva, si deve fatturare anche quello che si fa come formazione, facendo versamenti dell'iva del 20%.
    - eventualmente si possono scaricare dall'iva affitto, cancelleria, carburante ecc.


    Ora, se le spese fossero soltanto queste, il tentativo lo farei anche...ma dove lo mettiamo il fatto che annualmente, almeno dove vivo io, il commercialista si prende circa 500 euro l'anno per tenerti le fatture, andare a fare i versamenti, compilarti i moduli e assisterti nella dichiarazione del reddito?
    Così, facendomi un pò di calcoli, ho capito che economicamente ci rimetterei e basta.
    Mi chiedo: c'è qualcuno di voi che fa da sè, senza rivolgersi al commercialista? So che è una domanda un pò azzardata e che qualcuno potrebbe rispondere che avere un buon commercialista che ti segue è importante per non sbagliare ed evitare possibili sanzioni, però vorrei sapere se uno può imparare a gestirsi da sè senza fare errori e come fare.

    Aspetto vostre news. Per ora un salutone

    Valentina

  2. #2
    maribea
    Ospite non registrato
    Ciao Valentina,
    so che l'opl (ordine psicologi lombardia) offre consulenza fiscale e legale ai propri iscritti. Ora, è vero che con le elezioni di mezzo forse non è il momento migliore, però scrivi al tuo ordine di appartenenza per avere informazioni sulle questioni fiscali.

    Una cosa sola: l'ENPAP. L'iscrizione non è automatica ma ti devi iscrivere tu entro 90 giorni dalla prima fattura. L'importo è del 2% e non del 3-4%.
    In ogni caso quel 2% lo indichi in fattura e te lo paga il cliente!
    Poi se sei entro i tre anni dall'iscrizione all'albo c'è un regime agevolato.
    Sul sito www.enpap.it trovi le info.

    Se fai prestazioni sanitarie sono esenti IVA, mentre se sono non sanitarie (es, formazione) ci vuole l'IVA del 20%.

    E' evidente che le tasse, poi, le paghi sul netto (lordo-spese, come dicevi tu carburante, cancelleria etcetc.).

    Spero di non aver detto sciocchezze, nel caso chiedo scusa e... aspetto Doni.

    Ciao, in bocca al lupo da una che non voleva aprire la partita IVA ma è stata "costretta" a farlo...sigh, sigh...

    Maribea

  3. #3
    Neofita L'avatar di Pagurina
    Data registrazione
    02-02-2005
    Residenza
    Urbino
    Messaggi
    7
    ciao, anche io stavo controllando le spese di gestione di uno studio privato ed in effetti non sono poche...
    Oltre a quelle che avete indicato penso sia obbligatoria anche quella relativa all'assicurazione (circa 150€ l'anno), e naturalmente delle utenze oltre all'affitto.
    Per quanto riguarda l'ENPAP, non so se ho capito bene ma per gli iscritti all'albo da non più di tre anni c'è un minimo da pagare di 260€ all'anno a cui aggiungere il 2% sulle prestazioni (che però giustamente paga il paziente!).
    Mi hanno informato che forse è possibile aprire una partita IVA come nuova iniziativa produttiva per cui si rintra, per i primi 3 anni di attività in un regime forfettario molto più conveniente e meno oneroso dal punto di vista della contabilità (per cui il lavoro del commercialista dovrebbe diminuire...e anche la sua parcella in teoria!).
    Come costi da detrarre so che si possono considerare:
    affitto, utenze, arredamento, bollette del cellulare al 50%, una percentuale di spese di ristorante e albergo (tipo se stai fuori per un corso di formazione o per una trasferta), naturalmente le tasse d'iscrizione all'albo, l'assicurazione e quello che si paga all'ENPAP, i corsi di formazione, libri pubblicazioni e riviste riconducibili all'attività, anche la pubblicità (quella lecita naturalmente!)...e poi tutto quanto possa essere considerato utile per lo svolgimento dell'attività.
    Un'altra cosa: se vai prestazioni per un ente, una scuola o comunque non un privato, devi considerare di detrarre la ritenuta d'acconto (un anticipo sulle tasse) pari al 20% dell'imponibile...
    Insomma un pò un casino quindi forse è difficile fare da soli ma credo che si possa trovare almeno all'inizio qualcuno che non pretenda cifre astronomiche..magari un ragioniere e non un commercialista, oppure qualcuno che comincia ora e magari è più umano...e poi ci sono sempre le associazioni di categoria (confartigianato, confcommercio...).
    Spero di essere stata utile

  4. #4
    parallasse
    Ospite non registrato

    Continuiamo a scambiarci informazioni!

    Ciao Valentina, e a tutti.

    Sono nella tua stessa fase di pre-apertura partita IVA (non più prorogabile), e mi sono posto la tua stessa identica domanda: ma non ci si può arrangiare da soli?
    Soprattutto considerando di aprire la P.Iva nel regime triennale nato per agevolare i nuovi professionisti, e che dovrebbe avere una contabilità semplificata.

    Una possibilità intermedia tra il fai da te e il commercialista, può essere il sindacato: ho fatto qualche domanda al responsabile CGIL per i lavoratori in P.iva, e mi ha detto che con il regime triennale loro mi avrebbero fatto una gestione contabile minima a una cifra che se non mi ricordo male stava intorno ai 150 € alll'anno. Ti parlo della CGIL di Milano.
    Non ho ancora approfondito, ma se vuoi puoi cominciare a informarti se un qualche sindacato della tua zona offre questo servizio. Tu di dove sei?

    Per tutti: io propongo di non lasciare morire questa discussione, anzi, manteniamola viva e facciamone un luogo di scambio di informazioni ed esperienze, perchè secondo me quello che uccide e mortifica maggiormente l'iniziativa personale è quel senso di solitudine e di indecifrabilità degli obblighi burocratici, fiscali, legali, etc. Non trovate?

    Invito te e tutti a riportare le informazioni che scopriamo man mano, anche le più ovvie e concrete., a beneficio di tutti.

    Se la discussione diventa bella corposa, si potrebbe sollecitare OPSONLINE a aprire una scheda apposita in aggiornamento continuo che raccolga tutte le conoscenze portate da tutti i giovani psicologi che arrancano nel mondo dell'autoimprenditoria.

    Scusate se mi sono dilungato...

    A presto!

    Piero

  5. #5
    Partecipante Super Esperto L'avatar di valevalens
    Data registrazione
    20-10-2004
    Residenza
    Arezzo
    Messaggi
    651
    Ha ragione parallasse...c'è bisogno di avere molte informazioni, soprattutto step by step
    Penso che la maggior parte degli ostacoli che lo psicologo incontra sta proprio in materia fiscale. Il fatto è che nonostante i corsi sul tema promossi dall'Ordine, rimane sempre il problema che anche se le cose le si sa, bisogna comunque ricorrere ad un buon commercialista che ti tenga la contabilità, le ricevute pagate, che ti vada a fare i pagamenti ecc. ecc.
    Ho sentito dire che non è una cosa molto facile da fare da sè, anche perchè se si sbaglia ci si rimette in primis.
    Mi informerò anche io al sindacato della mia città, anche se sommando tutte queste spese (150 commercialista, 150 assicurazione ecc) alla fine ci si rimette uno stipendio mensile...
    L'ideale sarebbe davvero riuscire a fare da sè.
    Purtoppo ho superato di svariati mesi l'iscrizione triennale all'Ordine, perciò niente agevolazioni. Avevo comunque sentito anche io che quando vai ad aprire la partita iva puoi scegliere comunque una misura agevolata: se hai molte spese di gestione dello studio oppure per chi è all'inizio a sostegno dell'imprenditorialità...sperando riguardi anche noi psicologi.
    Comunque rimane aperta la mia domanda: c'è qualcuno che fa da sè? E se sì, come e cosa deve fare?

  6. #6
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    12-03-2003
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    Torino
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    83
    Ciao a tutte! Io ho aperto la partita iva l'anno scorso e ho trovato una soluzione molto vantaggiosa: La partita iva agevolata.
    Per i primi tre anni non sono soggetta alla ritenuta d'acconto e anche le tasse sono decisamenta ridotte. Inoltre non è indispensabile il commercialista, infatti è possibile avere un supporto gratuito dall'agenzia delle entrate e comunicare via internet la contabilità.
    Potete trovare le informazioni qui
    Micia
    There are only two tragedies in life: one is not getting what one wants, the other is getting it.(Oscar Wilde)

  7. #7
    sallyblu
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da micia
    Ciao a tutte! Io ho aperto la partita iva l'anno scorso e ho trovato una soluzione molto vantaggiosa: La partita iva agevolata.
    Per i primi tre anni non sono soggetta alla ritenuta d'acconto e anche le tasse sono decisamenta ridotte. Inoltre non è indispensabile il commercialista, infatti è possibile avere un supporto gratuito dall'agenzia delle entrate e comunicare via internet la contabilità.
    Potete trovare le informazioni qui
    Grandeeee!!
    Era proprio quello che volevo sapere. E poi penso che durante i tre anni si può sempre imparare a gestirsi piano piano anche da sè, vedendo di volta in volta quali sono gli adempimenti.
    Anche io ho superato di tre anni l'iscrizione all'ordine, siamo già a quota quasi 5...della serie "chi va piano va sano e va lontano" (o almeno, dopo tanto patire, si spera).

    Un'altra domanda: qual'è l'indirizzo del sito delle entrate nel quale è possibile ricevere assistenza e comunicare tutto on line?
    Ultima modifica di sallyblu : 31-01-2006 alle ore 15.54.25

  8. #8
    Matricola L'avatar di Megan
    Data registrazione
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    20
    Il sito è: agenziaentrate.it

    Ciao
    Megan

  9. #9
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    12-03-2003
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    Torino
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    Quando si apre la partita iva bisogna entro un mese circa comunicare all'agenzia delle entrate il tipo di regime che si intende utilzzare. Verrà fornito un tutor che darà indicazioni e suggerimenti su come funziona la comunicazione dei dati.
    Ciao
    Micia
    There are only two tragedies in life: one is not getting what one wants, the other is getting it.(Oscar Wilde)

  10. #10
    modellounico
    Ospite non registrato

    commercialista

    Sono un giovane commercialista di Cesena e mi permetto di sconsigliarvi di rivolgervi all'ufficio entrate, che offre informazioni frammentarie e superficiali. Per capirci, non sempre vi conviene il regime delle nuove iniziative produttive, io ho già due ex fai-da-te che ci hanno rimesso circa 500 euro all'anno a causa di questo. A chi inizia, chiedo dai 150 ai 250 euro all'anno tutto compreso: se vi informate bene, troverete qualche giovane della vostra zona che farà altrettanto. Se poi volete contattare me fate pure.

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