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  1. #1
    skunk9183
    Ospite non registrato

    Salviamo la Costituzione!

    Non so se tutti sanno (io purtroppo sono venuta a saperlo solo ultimamente) ma la nostra Costituzione è in via d'estinzione!
    Infatti è stato richiesto un Referendum per poter apportare una riforma (in questo periodo stanno in fissa con le riforme) della seconda parte della Costituzione.

    Cmnq vi spiego la situazionei inoltrandovi un estratto preso dal sito del coordinamento nazionale delle iniziative per la difesa della Costituzione, in tal modo da illustrare meglio la situazione!

    "DOCUMENTO POLITICO FP CIDA SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE

    1.
    La Federazione FP CIDA, in quanto composta da Associazioni rappresentative di dirigenti, funzionari, professionisti pubblici ritiene doveroso prendere posizione sulla seconda riforma della Costituzione, per l’importanza decisiva di questa sul funzionamento delle pubbliche amministrazioni ed ancor più per salvaguardare, nella sostanza, principi costituzionali a cui si ritiene tutti debbano fedeltà. Molti, questa fedeltà l’hanno anche formalmente giurata.
    2.
    Gia’ la precedente riforma operata dalla legge n. 3 del 2001 e’ stata criticata fortemente e a ragione sul riparto di competenze tra Stato e Regioni; inoltre – limitata com’è al versante delle Autonomie – è rimasta incompiuta sul versante degli Organi centrali: Governo, Assemblee legislative, Presidenza della Repubblica. Soprattutto, sul piano del metodo, essendo stata varata con pochi voti di maggioranza e in piena campagna elettorale, questa legge ha rappresentato una prima grave violazione dei principi di correttezza istituzionale, sulla base dei quali l’intero Paese si riconosce nella costituzione.
    3.
    La medesima forzatura dei principi di correttezza istituzionale è stata operata dall’attuale maggioranza, che l’ha poi ripetuta con l’approvazione unilaterale, a pochi mesi dalle elezioni, di una nuova legge elettorale.
    4.
    Nel merito, si rileva dapprima che la nuova legge costituzionale, che ha riscritto l’intera parte II^ della Costituzione, riflette due diverse impostazioni: una marcatamente federalista, rivendicante spazi ancora più ampi all’autoregolazione ed autoamministrazione delle Regioni (la c.d. devolution), l’altra presidenzialista, tendente a rafforzare i poteri del Presidente del consiglio nei confronti dei ministri, del Presidente della Repubblica, del Parlamento. Le due impostazioni sono state talmente esasperate da mettere a rischio insieme l’unità nazionale e l’equilibrio dei poteri costituzionali; infatti, combinandosi in modo disarmonico, determinano sovrapposizioni e meccanismi intricati, forieri di forti disfunzionalità e di conflitti ancor più numerosi ed insolubili di quelli già determinati dalla legge n. 3, come analizzato di seguito.
    5.
    Il riparto di competenza legislativa tra Stato e Regioni resta, nell’impianto, sostanzialmente analogo a quello previsto dalla Legge 3, compresa la competenza concorrente tra Stato e Regioni, che ha già portato centinaia di conflitti alla Corte costituzionale. La differenza sta nell’ulteriore attribuzione alla competenza esclusiva delle Regioni dell’organizzazione sanitaria, dell’organizzazione scolastica (salva l’autonomia degli istituti) e della “ polizia amministrativa regionale e locale “. E’ evidente che venti diversi sistemi sanitari, venti diversi sistemi scolastici, venti diverse polizie regionali, sia pur “amministrative”, dilateranno la spesa pubblica e frammenteranno diversificandoli diritti fondamentali di cittadinanza come la salute, l’istruzione, la sicurezza.
    Va riconosciuto che viene affermato il principio dell’interesse nazionale, prevedendo una facoltà di intervento del Governo sulle leggi regionali per violazione del medesimo : se la Regione non aderisce alla richiesta di modifica avanzata dal Governo, la legge viene sottoposta al Parlamento in seduta comune Camera-Senato, che entro quindici giorni dovrebbe deliberare nel merito, a maggioranza assoluta dei componenti. E’ evidente pero’ che la procedura e’ impraticabile, per il prevedibile numero di conflitti, il carico di lavoro parlamentare, la ristrettezza dei tempi previsti e l’inevitabile peso di ogni precedente contrario all’interesse nazionale.
    6.
    Il Senato della Repubblica diviene il “Senato federale”, eletto su base regionale ed ha competenza sui principi fondamentali della legislazione concorrente, mentre la Camera dei deputati ha competenza sulle materie di legislazione esclusiva. L’impostazione potrebbe essere condivisibile, se non vi fossero due pesanti criticità: la prima è costituita dal sistema di elezione dei senatori, che si intreccia con l’elezione dei Consigli regionali, rischiando di compromettere entrambe le consultazioni ; la seconda e’ che le competenze delle due Camere si incrociano e sovrappongono; inoltre, ogni Camera riceve dall’ altra le leggi approvate in prima lettura e può , entro trenta giorni , proporvi modifiche. Gli eventuali contrasti verrebbero risolti da una apposita ulteriore Commissione bicamerale, con la definizione di un testo unificato, con palese rischio di conflitti frequenti e rilevanti.
    La composizione della Corte costituzionale viene modificata, attribuendo al Senato federale, integrato dai Presidenti delle regioni, la nomina di quattro giudici su quindici. Quindi, si porta il conflitto tra Stato e Regioni all’interno dell’Organo che invece dovrebbe risolverlo.
    7.
    Due pilastri dell’equilibrio attuale dello Stato svanirebbero: l’attuale funzione del Parlamento come sede di confronto politico sulle grandi scelte del Paese e l’attuale funzione di garanzia e di equilibrio del Capo dello Stato nel caso, purtroppo frequente, di crisi tra le forze politiche. Infatti, il Presidente del consiglio diviene il “Primo ministro” e, eletto con un qualche collegamento alla maggioranza dei deputati della Camera, acquista il potere di nominare e revocare i ministri, senza l’intervento del Capo dello stato e del Parlamento, stabilendo un rapporto di supremazia assoluta che si ripercuoterà su Gabinetti ed apparati di tutte le Amministrazioni. Soprattutto, ha lui il potere di sciogliere le Camere. Può ancora essere sfiduciato dalla Camera, ma questa può sopravvivere soltanto se la stessa maggioranza indica un nuovo Premier.
    8.
    E’ grande il danno prevedibile di questa legge, da cui hanno preso le distanze anche autorevoli esponenti della maggioranza che l’ha approvata, sia sul piano amministrativo che su quello politico : la sostanziale inattuazione della legge 3 del 2001 si sommerà all’attesa del referendum e poi delle iniziative del nuovo Governo, mantenendo a lungo le amministrazioni centrali, regionali e locali nell’assoluta incertezza sulle rispettive competenze, in materie vitali per gli interessi del Paese e la vita dei cittadini.

    Per questi motivi, la Federazione FP CIDA ritiene che questa riforma vada abrogata ed afferma con decisione due esigenze fondamentali:

    Sul piano operativo, si richiede al nuovo Parlamento un impegno a ridefinire tempestivamente una adeguata riforma costituzionale, per aggiornare ma non stravolgere la Carta del 1948, dando intanto attuazione a quelle parti della legge n. 3 del 2001 che non pongano problemi di revisione.

    Sul piano politico si richiede con forza che, a partire dalla prossima legislatura, si ripristini il principio per cui la definizione delle regole del gioco politico va tenuta fuori del gioco medesimo. A livello istituzionale, le norme fondamentali della Repubblica devono essere decise con l’ accordo sia della maggioranza che dell’opposizione."

    il link è www.salviamolacostituzione.it
    Il 3 febbraio è la data di scadenza per poter raccogliere le firme, in vari luoghi distribuiti in tutta Italia (l'elenco è reperibile all'interno del sito!)
    Che ne pensate? :!
    Io sto sempre di più scandalizzata!

    SaR@
    Ultima modifica di skunk9183 : 25-01-2006 alle ore 01.07.39

  2. #2
    Kanadams
    Ospite non registrato
    Boh? un pensiero mi sorge spontaneo...Perchè permettiamo che si istautri il fascismo nuovamente? Perchè ci stiamo immobili? é anche nostra la responsabilità di star zitti e pensare che tutto si risolva per il meglio?
    Crediamo ancora o peggio, siamo anora come i bambini di Piaget che credevano nel mondo magico e nella giustizia immanente?
    E' quello sta succedendo in questo periodo che mi porta a riflettere... su queste domande...
    Perchè la gente sta zitta? perchè non blocca tutta l'Italia?
    Ragà io sono sconcertato...Carlo Giuliani è morto, tutti sanno chi è stato, ma nessuno ha mai visto il video di che cosa realmenrte è successo, e i polizziotti coinvolti sono stati promossi...è morto invano?
    Perchè ci facciamo manipolare così dalla politica?
    perchè non ci intessiamo più?
    perchè scappiamo dicendo che non funziona?
    crediamo davvero che sia questa la soluzione più adeguata?
    o solo ci nascondiamo dietro una falsa maschera?
    Quella dell'ipocrisia?

  3. #3
    MENTALmente
    Ospite non registrato
    c'è da mettersi le mani fra i capelli
    io mi interesso di politica e sentir parlare di fascismo mi preoccupa. e mi chiedo che forse nessuno ha mai studiato la storia
    comunque io se fossi in voi non mi preoccuperei affatto di queste cose mi preoccuperei magari della presenza in italia di un partito comunista con il 10% dei voti..che è una cosa assurda..
    poichè a parità di oscenità nazismo fascismo e comunismo non dovrebbero essere più menzionati..cosa che a quanto pare non accade..
    il fascismo non si potrebbe reinstaurare per cui non vi preoccupate non esistono più i presupposti di una dittatura..

    ma mi sorge il dubbio...credete chei l comunismo sia tanto meglio?
    almeno fascismo e nazismo sono scomparsi...il comunismo a quanto leggo..no!

  4. #4
    Partecipante L'avatar di silviospi
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    Ultima modifica di silviospi : 28-01-2006 alle ore 21.27.59

  5. #5
    Kanadams
    Ospite non registrato
    Il problema è chi conosce la storia del partito cominista in italia?
    Il fascimo è stata una dittatura italiana,il comunismo Russa!
    Dopo la secona guerra mondiale ci fù la guerra fredda e lo scontro del capitalismo contro il comunismo...in Italia c'erano la DC e il partito socialista che andavano per la maggiore, dava posti agli italiani, impiegandoli alla regione, alla procura, nella scuola insomma facendoli tutti impiegati statali...
    il pc era solo un modo di dire no a questa corruzione da parte della politca statale fatta di favoregiamenti e molto spesso di mafia, corruzione...andiamo a vedere cosa successe in Sicilia durante quegli anni?
    Dal mio punto di vista il partito comunista era solo un modo di dire vogliamo giustizia, vogliamo politica socile, dopo che il socialismo di Craxi si schierò a destra(Turati, il fonadatore del partito, nel mentre si rivoltava nella tomba per il disgusto...).
    Oggi dopo il crollo dell'URSS si condanna, ma non si condanna il Capitalismo i suoi morti, le sue guerre, il suo sfruttamento!!
    Il comunismo, se si intende quello di Marx e non quello di Stalin, io sono molto favorevole, chi ha mai letto il capitale?secondo voi ci sono strozante scritte?il problema è l'uomo e il potere, vedi la Cina cosa è diventata? una delle prime potenze economiche capitaliste...
    Quindi cerchiamo di non parlare di ideologie, quanto di fatti
    la stroria se c'è, c'è solo per la Memoria, per essere ricordata...

  6. #6
    Partecipante L'avatar di silviospi
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    Ultima modifica di silviospi : 28-01-2006 alle ore 21.28.12

  7. #7
    MENTALmente
    Ospite non registrato
    ma per favore..non parlarmi di storia perchè ptrei fare un trattato...e non sarebbe democratico ahahahah

    sostengo silviospi e inoltre affermo: forse ci starebbe bene una bella dittatura in italia, di destra o di sinistra o magari una dittatura no global!!!
    cosìcchè tutti quelli che la spalmano addosso agli altri possano veramente rendersi conto di cos'è una dittatura!!

    Dittatura
    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

    Dittatura è il termine con cui si indica una forma autoritaria di governo in cui il potere è accentrato in un solo organo, se non addirittura nelle mani del solo dittatore, non limitato da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali interni allo stato.

    In senso lato, dittatura ha quindi il significato di predominio assoluto, autoritarismo, totalitarismo.

    Cenni storici
    Il termine dittatura ha origine nella Repubblica romana, dove indicava l'ufficio del dittatore e la durata di quell'ufficio. Infatti, la carica dell'antico dittatore romano - che assumeva il potere prevalentemente in tempo di guerra - era circoscritta nel tempo durando circa sei mesi. Il termine dittatura assumeva quindi una valenza diversa da quella odierna, avendo carattere di eccezionalità ed essendo a durata limitata.

    Una dittatura del proletariato è stata teorizzata da Karl Marx, che la considerava una fase propedeutica per il passaggio dal capitalismo al comunismo.

    Come per i tiranni e i despoti in generale, anche per i dittatori di ogni paese e tempo (che ai precedenti possono essere assimilati) è opera ardua, da parte anche dei più preparati studiosi di storia, tracciarne identità e caratteristiche in termini di assoluta obiettività e neutralità.

  8. #8
    MENTALmente
    Ospite non registrato
    alle volte penso che non sappiate minimamente di cosa andate a parlare!!

  9. #9
    Sigismonda
    Ospite non registrato
    La dittatura di destra ha bisogno di un esercito per essere mantenuta, di inurre uno stato di terrore. Il caso italiano è differente. Noi corriamo il rischio di divenire una dittatura nella quale il consenso è ottenuto con le armi della persuasione mediatica.
    Di fatto oggi gli elettori di centrodestra ed i parlamentari di centrodestra già vivono all'interno di una dittatura. Il povero Follini è stato mandato a casa perchè si è permesso, in una democrazia parlamentare, di mettere in discussione silvio. La querelle di questi giorni tra premier e presidente della repubblica è l'espressione di un ricatto tra istituzioni: se non mi fai fare altre due settimane di governo io sposto la data elettorale!
    Il fatto è che tutto questo non poggia su una posizione ideologia ma esclusivamente su affari di portafoglio e di tribunale http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=60050

  10. #10
    Partecipante L'avatar di silviospi
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    Ultima modifica di silviospi : 28-01-2006 alle ore 21.28.30

  11. #11
    skunk9183
    Ospite non registrato
    oddio sigismonda hai ragione...
    E' tutto quanto scandaloso!!!
    Cnq io son dell'idea che la politica dipenda dal contesto in cui si sviluppa, quindi non si può paragonare il comunismo cinese o cubano, con quello che c'è sstato in italia O__O assolutamente!
    Ma a parte tutto, ormai secondo il mio parere la politica sta svanendo pian pian in tutti i fronti possibili e immaginabili...è piu una guerra dell'immagine e della retorica :/
    Vavè...

    Sar@

  12. #12
    MENTALmente
    Ospite non registrato
    se si chiama comunismo anche in italia, la situazione tanto diversa non è..
    se era diverso potevate chiamarlo con un altro nome no?!

  13. #13
    skunk9183
    Ospite non registrato
    ...il contesto è diverso...perchè magari la cultura cambia no? ...
    vavè!

    Sar@

  14. #14
    MENTALmente
    Ospite non registrato

  15. #15
    MarioG
    Ospite non registrato
    Mi sembra che qui si giochi un pò con le parole e poco con i fatti. E i fatti sono che, fondamentalmente, la nostra costituzione viene cambiata a colpi di maggioranza (al momento spero solo parlamentare). Teoricamente, in democrazia, la costituzione si cambia con l'apporto di tutte le forze politiche e oserei dire della società civile in genere, ma non è quello che sta avvenendo, anzi è già avvenuto. Potremmo parlare delle leggi ad personam, e del perchè, ogni volta che qualcuno abbia fatto o tentato un colpo di stato, per prima cosa ha pensato ad occupare le televisioni. Segni di dittatura? Io penso che in ogni caso sia visibile come il forte interesse di uno o di pochi travalichi l'interesse dei molti, ovvero il principio di quello che la teoria di questi 'sporchi' comunisti (il mio è un eufemismo) chiamavano 'lotta di classe'.
    In pratica i comunisti credevano nella dittatura del proletariato, e cioè (considerando il contesto dell'epoca) che l'interesse dei molti fosse prioritario rispetto quello dei pochi, quindi la volontà della maggioranza che sceglie per tutti, anche la minoranza. Mi sembra che sia quello che dovrebbe accadere in democrazia, guarda un pò che strano.
    Adesso, prima che qualcuno mi accusi di bestialità, sappiate che non voglio negare che il comunismo abbia espresso ferocità ed ineguaglianza al pari del fascismo, mi reputo fortunato a non essere stato in un paese dominato dall'ex urss.
    Ma c'è molta differenza nella teoria fra comunismo e fascismo, e non è un caso che culturalmente oggi il popolo della destra crede nell'uso della violenza e quello della sinistra no.
    Adesso ci sarebbe molto da dire sugli attuali leader italiani teoricamente comunisti o fascisti, in ogni caso, prendendo atto della situazione italiana, vorrei tranquilizzare 'MENTALmente', quelli che tu chiami comunisti hanno ben poco del giustamente odiato stalinismo. Però, proprio tu che affermi di conoscere la storia, almeno così affermi (sappi però che nessuno è depositario della verità), dovresti sapere come e in che contesto si è sviluppato il fascismo. Certo oggi l'esercizio del potere ha forme diverse, non può nascere 'quel' fascismo, per ora, ma a prescindere da quel che verrà, io sono molto preoccupato già del presente, figuriamoci del futuro.

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