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Discussione: Lettera aperta

  1. #1
    Kanadams
    Ospite non registrato

    Lettera aperta...

    Caro apprendista stregone...
    in una discussione fatta in forum apro cosi contro i medici:
    "bruciamo i medici ed ancor prima le case farmaucetiche dato che sanno solamante studiar-ci come oggetti, portatoti di credidi, odiens e soldi il sistema più democratico e nello stesso tempo più pericoloso che la cosi detta globalizazione del mercato(ovvero i potenti della terra)stanno tentanto d imporre al mondo intero cercando aggancio nelle istituzioni...a voi la continuazione la mia provocazione l'ho fatta, aspetto voi..."
    ma a quanto pare non capirono la mia provocazione e molti psicologi furono criticati del loro lavoro, cosi dovetti scrivere che: "premesso che il verbo bruciare, usato in senso metaforico (non per i farmaci naturalmente...salvo alcuni forse...), è molto provocatorio, anche se alcuni forse lo meriterebbero davvero psico-logi e tanti altri…, solo che i campi di sterminio sono stati eliminati già da un pezzo: facendo una grande cosa!
    I miei cari futuri psico-logi (etimologicamente corretto, praticamente da "vedere"), ultimamente chiamo così i miei compagni, divulgatori futuri, presenti e passati, non hanno fatto altro che discorsi e costruzioni artificiali (per essere amici) su quella parolina magica (anima?), colei che, devi sapere, è tnato sgradita alla scienza, diciamo pure comportamento perché esso si che è misurabile, quindi è scientifico (ovvero valido...:-)!!!!), razionale!!!"
    Si proprio cosi, la Ragione, il "LUME", colui che ingabbia l'uomo nel suo uni-verso negando il proprio originario e sacro poli-verso…
    Cosa diceva Goya? Il sogno (e non sonno come molti affermano) della ragione genera mostri? Ebbene, Goya era solo un povero "folle", non ha mai capito un cavolo della vita perché si sa che sono i soldi e il potere che comandano e manovrano tutto... Le case farmaceutiche sono alleate potenti e galanti della psichiatria e non solo, che avvalendosi dello studio dell’anatomia non fanno altro che andare a VEDERE le "malformazioni organiche" del cadavere, cadavere=soma se stiamo ancora fermi a Omero (mamma mia quanto siamo indietro...siamo nel 2006!!!) e non il corpo, ovvero l'uomo, l'antropos! Lo sappiamo tutti che la medicina si basa sullo studio dell'anatomia e l'anatomia deriva dalla sezione dei morti, mentre la psicologia e pure la psichiatria, ramo strano della medicina questo..., devono necessariamente studiare le dinamiche che gli esseri umani istaurano fra loro, con loro e con la società... Basaglia se ne rendeva ben conto e non è stato e non è l'unico, un certo Minkovski, introdusse il concetto di "contatto vitale" che l'uomo ha con l’ambiente che lo circonda, ma a causa di ciò fu tacciato di essere metafisico. Allora mi sono chiesto perché non iniziare una ricerca indagando quante persone, non ricevendo risposte e certezze dalla scienza medica, si affidano alla medicina tradizionale o meglio popolare, quella per cui basta un rituale e un amuleto per scacciare i demoni che si impossessano di noi? Varie definizioni si sono succedute dall’antichità ad oggi, partendo da Eraclito che afferma “l’uomo è demone “, Euripide che nelle Baccanti dice: “Quando invero il dio entra possente nel corpo, fa dire il futuro a coloro che infuriano”, e Platone che continua: “I doni più grandi ci vengono dalla follia, naturalmente data per dono divino” (Fedro) e ancora : “La follia dal Dio proveniente è assai più bella della saggezza d’origine umana” (Fedro), e infine : “ La profetessa di Delfi e le sacerdotesse di Dodona, in condizione di follia, fecero un gran bene alla Grecia, sia ai singoli sia all’intera comunità, mentre poco o nulla fecero quando erano nelle condizioni di chi può ragionare” (Fedro), per finire con Cicerone che nel De Divinazione afferma: “ A parlare non è Cassandra, ma il dio racchiuso nel suo corpo”! Dalla Grecia a Roma si è pensato e di conseguenza agito riguardo il posto dell’uomo, la sua vita, la sua morte, la malattia e la sua posizione nel cosmo, perché come ricorda Platone Psichè è quell’elemento cosmico di cui ogni cosa, in quanto vita, è impregnata… insomma quel soffio divino descritto magnificamente da Omero! Ora è proprio perché siamo fatti di questa natura che abitiamo ancora in un mondo magico, anche se siamo nel XXI secolo, il secolo della Tecnica, il secolo dei Lumi o forse un nuovo Medioevo, dato che l’e-videnza dei fatti si rifiuta perché non combacia con le teorie Tecnico-descrittive che la scienza utilizza per conoscere il mondo, e non ci si accorge che non si conosce altro che le teorie che abbiamo creato, proprio per conoscere? Potremmo dire che fuori dal linguaggio che si è creato la scienza non riesce a uscire, ma invece noi cerchiamo di venirne fuori, incantandoci e stupendoci ancora davanti al poliverso che abita nell’uomo. Ma qual è questo universo così variegato e disperso? E, soprattutto, possiamo metterci ancora all’ascolto di questa dimensione polimorfa che è la psiche, ovvero l’Anima o quello che gli esperti definiscono Mente? E se si, quale linguaggio essa usa? Ne ha uno suo proprio o c’è bisogno di crearne uno? La cosa migliore sembra andare alla ricerca di quel sentiero tracciato da Nietzsche: “C’è ancora del caos dentro di voi, c’è ancora una stella danzante?” “Gli dei sono diventati malattie”scrive Jung, così l’uomo non riconosce più i propri demoni proiettandoli fuori di sé, perdendo così la propria stella danzante!
    Orsù, mi sono lasciato troppo andare… Studiamo la formazione dei gruppi e la nascita della leadership, ovvero la costituzione dell’ordine simbolico, e l’importanza che esso ha nella strutturazione e conseguente creazione dell’identità personale dei soggetti (o soggetto), nei quali, in dis-accordo con il gruppo creato, si e-videnzia l’esclusione e la successiva stigmatizzazione dei soggetti emarginati, con la successiva loro riunione in gruppi alternativi; mentre nel caso della singola persona, la sua completa espulsione ed il conseguente etichettamento. Così si potrebbe affrontare il problema attuale dell’uomo Occidentale, produttivo ed efficace, che, entrando a far parte di questa spirale sociale, deve far in modo da arrivare “prima degli altri”, perché nel momento in cui non vi riesce, la risposta della società, che prima l’ha accolto nel suo massimo splendore (nei tempi in cui egli era) e con la sua piena ed autentica considerazione, non gli dà altro che una “lettera di licenziamento da parte del direttore”, quando non è più produttivo ed efficace com’era una volta. Questo fatto si evidenzia maggiormente ai nostri giorni in cui, il termine malattia si identifica con il malfunzionamento organico (dato che siamo macchine e non portatori di disagio), e non come una volta (vedi l’antica Grecia e alcuni paesi Orientali e Africani), dove la malattia era (ed è) considerata la dis-velazione divina, ovvero il disaccordo da parte degli dei, che portava alla successiva interrogazione sul senso della sua manifestazione, con i conseguenti partecipazione ed adeguamento comportamentale dei membri della società ad essa! Perché ricordiamoci sempre che la costituzione di un ordine simbolico uni-dimensionale in cui vogliamo in-mettere l’individuo non ricalca assolutamente la totalità dell’uomo, rischiando, invece, di perdere l’ordine simbolico pluri-dimensionale quale l’uomo è (vedi per es. Asylums e Prigioni della mente). Se, come dice Eraclito: “I desti hanno un mondo che è comune, mentre ognuno dei dormienti si volge verso un suo proprio mondo”, è quando siamo svegli che abbiamo un mondo comune, ovvero lo stato soggettivo di unificazione e dispersione, il così detto logos (pensiero, accordo intersoggettivo) a noi tutti così familiare e con-geniale, mentre è proprio quando ci ritiriamo dal discorso comune che rientriamo nel nostro mondo, nel mondo dei simboli e delle immagini, dove ci è possibile rimuovere (finalmente) le nostre mille maschere ed esibirci nei nostri più bizzarri giochi, lontani dagli occhi attenti e critici dei nostri alter-ego (vedi la Carriola di Pirandello). Forse è il caso di rivalutare la dimensione magica dove ancora oggi abitiamo, perché come l’uomo così detto primitivo pensa che tutto sia infestato di mana, così i pazienti di Freud e anche gli uomini di oggi credono che i loro pensieri influenzino la realtà, come mi ebbe a dire una sera un amico mio: “c’è ancora la Divina Provvidenza!”
    Ultima modifica di Kanadams : 04-01-2006 alle ore 18.42.35

  2. #2
    Partecipante Affezionato L'avatar di korsy
    Data registrazione
    07-07-2004
    Residenza
    London - UK
    Messaggi
    89
    senza offesa ma più che una proposta sembra un flusso di coscienza.
    In sin-tesi cosa ci proponi?

  3. #3
    Kanadams
    Ospite non registrato
    infatti non è una proposta, il problema è che non riseco a corregere ciò, edit non funziona...ho scritto alla moderatrice e aspetto che lo corregga...il titolo è o dovrebbe essere lettera aperta...cosi neanche io so perchè l'ho scritta, mi andava e l'ho fatta...forse perchè molti temi che tocca questa lettera riguardano la mia tesi di laurea, quindi volevo sapere che ne pensavate e naturalmente ricevere qualche critica costruttiva fà sempre bene...
    Ultima modifica di Kanadams : 04-01-2006 alle ore 21.51.57

  4. #4
    poveri medici :-(

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