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Discussione: Pedagogisti/Educatori

  1. #1
    noeminaa
    Ospite non registrato

    Pedagogisti/Educatori

    Vorrei esprimere e parlarne con voi di ciò che sta accadendo qui in Sardegna e non so se anche nel resto d'Italia....la maggior parte dei laureati in Pedagogia o in Scienze dell'Educazione non avendo eviddentemente ben chiaro il loro lavoro...si propongono come psicologi "fasulli" aprendosi lo studio privato permettendosi di fare consulenza e diagnosi su diversi ambiti e somministrando test....si presentano alle varie scuole per fare consulenza al loro interno con Sportelli di Ascolto,Corsi di Psicopatologia ....e tanti altri esempi ...inoltre in tutta italia continuano ad essere organizzati corsi e master in psicopedagogia.......o materie affini...in cui gli si prova a dare strumenti anche test da poter utilizzare poi.....in un eventuale studio privato????loro non hanno un Ordine quindi un Albo....vorrei capire con Voi se tutto questo è lecito e legale...perchè sono stufa di questo...non si può andare a concorrere insieme per dei posti in cui si richiede la figura dello psicologo con specifiche competenze e poi assumere un laureato in Scienze dell'Educazione o Scienze della Formazione.....
    farò una segnalazione all'ordine nazionale e regionale

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di |Pierpo|
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    Ciao
    Rispondo alla prima parte del tuo post.
    Concordo con te nella proposta di voler denunciare un’usurpazione di professione da parte di un pedagogista che sta svolgendo le funzioni di psicologo o che, peggio ancora, si spaccia per tale.
    Penso, però, che sarebbe preferibile contestualizzare un’accusa così grave. Sono sardo, sono laureato in Scienze dell’Educazione, sono al secondo anno di Scienze e Tecniche Psicologiche e mai mi sognerei di spacciarmi per uno psicologo durante il mio normale lavoro da pedagogista.
    Da quello che hai scritto tu sembra che tutti i pedagogisti sperino (o tentino) di usurpare il posto di uno psicologo. Non è così.
    Personalmente coordino il servizio minori per un comune del Marghine e la mia equipe è risultata composta, nel tempo, da pedagogisti e psicologi. Ognuno col suo ruolo, ognuno con le sue metodiche, tutti con un unico codice deontologico comune. Che vede, tra l’altro, l’impegno tassativo di non travalicare i limiti imposti dai rispettivi ruoli professionali.
    Ruoli che, a livello Regionale, sono stati dettati, per quanto riguarda i Servizi Educativi Territoriali dalle linee guide del 2001. ma che sono, incredibilmente, scomparsi nel piano socio-assistenziale attuale.
    Dici bene tu che molti pedagogisti si sono dimenticati che ruolo hanno e che funzioni devono svolgere, ma lo stesso dicasi per molti psicologi costretti, e bisogna dirlo, a fare il lavoro da pedagogisti o peggio ancora da educatori.
    Ultimamente mi è capitato il caso di una psicologa laureata già da qualche anno, senza occupazione, che si è stata presentata al mio Comune con il ruolo di Pedagogista.
    Dal colloquio effettuato con la malcapitata ne è emerso che la cooperativa sociale presso cui lavora da anni l’ha inquadrata come educatrice, con tariffa orario di 6.45 euro lordi.
    Mi chiedo con chi me la sarei dovuta prendere io? Con la psicologa senza lavoro e costretta al cappio o con la cooperativa che la costringeva a questa situazione.
    Per cui a te chiedo, fermo restando che lo psicologo è un ruolo ed il pedagogista è un altro, in quale occasione hai avuto a che fare con un pedagogista che si spacciava per psicologo?
    È molto importante saperlo, perché penso che avendo un’idea precisa dell’accaduto sia anche possibile porvi rimedio in maniera adeguata.
    Il mio consiglio, oltre alla segnalazione all’ordine, è quello di effettuare una medesima segnalazione alla Società Sarda di Pedagogia per vedere se il soggetto in questione fa parte dei suoi iscritti.
    Come tale è tenuto a rispettare un preciso codice comportamentale e deontologico.
    Se, invece, è il solito neolaureato preso per il collo da terzi, beh! Io opterei per fargli presente che il suo comportamento lede tanto gli psicologi quanto i pedagogisti, visto che evidentemente sta gettando discredito su molti altri colleghi che pur di non piegarsi a situazioni simili preferiscono infoltire le sempre più nutrite fila dei disoccupati italiani.
    Non dimenticare, poi, che una volta laureato in Scienze dell’Educazione non c’è più nessuno che ti tutela a livello legale (un ordine) ma, similmente, non c’è neanche nessuno che ti indirizzi: spesso i neolaureati in Scienze dell’Educazione non hanno una benché minima idea dei propri ambiti di azione! Per cui l’annoso problema tra Peda & Psiche, soprattutto in ambiti non istituzionalizzati come l’iniziativa privata e le cooperative sociali, lasciano ampio spazio alla dannosa arte dell’improvvisazione.
    Detto tutto ciò rimarco che nulla autorizza un pedagogista a spacciarsi per psicologo o a lasciarlo credere ad altri, e sono anche fortemente convinto che una volta che intraprendi un corso di studi la legge non ammette ignoranza.
    Penso di capire bene il tuo stato d’animo, sto vivendo una situazione simile alla tua credo: la Regione, da questo mese, autorizza l’equipollenza del mio titolo di Educatore a tutti coloro i quali seguono un corso regionale di 600 ore presso un qualsiasi ente accreditato. Che poi sarebbero queste pseudoscuole professionali.
    La mia laurea, il mio ruolo sociale e professionale, vale quanto quello di uno che fa un corso del genere!
    Da un po’ di esperienza accumulata in questi anni con cui ho avuto modo di lavorare a fianco di psicologi, psicoterapeuti e pedagogisti mi sono fatto l’idea che spesso combattiamo delle crociate dei pezzenti.
    Pedagogisti che sparano addosso a psicologi, e viceversa, quando poi molti di noi sono costretti ad accettare contratti a tariffe da terzo mondo, quando i comuni e la Regione stessa non hanno ancora capito che i ruoli professionali non sono un’invenzione astratta di uno psicotico tossicodipendente, quando i concorsi pubblici aprono campi prettamente indirizzati a figure specifiche a “lauree equipollenti” che vanno dai maniscalchi fino agli ingegneri aeronautici.
    Fai bene ad arrabbiarti, ed è giusto. Ma sarebbe ancora più giusto, secondo me, che ci arrabbiassimo insieme, pedagogisti e psicologi, perché da soli non andiamo da nessuna parte ma insieme e solo insieme possiamo evitare di farci la guerra gli uni contro gli altri e sperare di avere quel riconoscimento sociale per cui abbiamo studiato, per cui studiamo, e in cui crediamo.

  3. #3
    psicosarix
    Ospite non registrato
    concordo perfettamente col tuo intervento pierpo e comprendo benissimo la rabbia noeminaa
    non capisco cosa accada in questo paese ... il far west aveva regole più serie e chiare.
    penso che potreste mettervi in contatto fra voi e poi con l'ordine e la società sarda di pedagogia e cercare perone all'interno di questi organi che si occupino della faccenda.
    non per far perdere il lavoro alle persone, per carità, ma per ottenere chiarezza e il rispetto delle regole.
    poi credo che tutti dobbiamo chiedere, in qualche modo, organizzandoci in qualche maniera, passando dall'ordine e dalle società, ai legislatori di rispettare le professionalità impedendo corsi assurdi come quelli di cui si sente spesso (dal counselor, all'operatore socioculturale, a non so quale altra cosa).
    in più dobbiamo essere i primi a impegnarci a denunciare lo stato delle cose e unirci nell'impedire certe usurpazioni. lo so che di questi tempi non si può rifiutare nessun lavoro (anche non psico o peda!!!), però se sempre più persone rifiutano forse qualcosa cambia. infine chiediamo all'università di insegnarci davvero chi siamo. è scandaloso che un laureato ottenga il titolo e poi non sappia che lavoro deve fare ... e non è una rarità!!!

  4. #4
    Partecipante Super Esperto L'avatar di |Pierpo|
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    centrato in pieno il problema e la situazione!
    solidarizzo nuovamente con noeminaa che si deve essere trovata in una situazione veramente avvilente.

  5. #5
    noeminaa
    Ospite non registrato
    Sono perfettamente d'accordo con psicosarix quando dice che può essere difficile..ma conoscendo bene (ed è un dovere) cosa bisogna fare nella propria professione ci si deve rifiutare di fare una lavoro che non è il tuo..........se agli altri non diamo la possibilità di capire la differenza tra ciò che fa un pedagogista e uno psicologo....siamo i primi a generare confusione nel mondo del lavoro..........e la battaglia può essere comune solo nella misura in cui ai pedagogisti viene proposto di fare gli psicologi o qualche psicologo pretende di fare il pedagogista........anche se mi dispiace ribadirlo ma succede più il contrario che i Pedagogisti si mettono a fare gli Psicologi e utilizzano strumenti che non siano i loro.....

  6. #6
    Partecipante Super Esperto L'avatar di |Pierpo|
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    l'usurpazione di professione e titolo è ugualmente sanzionata dalla legge in ogni sua forma. non conosco dati "epidemiologic"i specifici a riguardo. da pedagogista ritengo che siamo una categoria che in molti frangenti non ha ancor capito chi è e cosa deve fare. da aspirante psicologo vedo molta propensione a "tralasciare" il codice deontologico per piegarsi gioco farza alla dur realtà lavortiva.
    temo che gli unici a guadagnare da una situazione del genere siano i commitenti in mala fede che sfruttano gli operatori a costi irrisori.

  7. #7
    psicosarix
    Ospite non registrato
    scusate, l'assenza non vi trovavo più!
    vorrei chedervi due cose:
    1) quali strumenti psicologici usano i pedagogisti
    2) come fanno venirne in possesso.
    penso ai test, quelli dell' O.S. che io sappia li vendono solo ai laureati in psicologia, dunque se sono questi gli strumenti psicologici che i pedagogisti usano vuol dire che qualcuno glieli ha dati: chi?

  8. #8
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    scusate adesso forse dirò qualcosa di azzardato per alcuni, ma lo psicologo non è forse superiore come titolo e sostanza a quello del pedagogista?

    ed io, psicologo, se lavoro da anni come educatore, non ho forse anche quella qualifica?

    come d'altronde per l'ufficio di collocamento bastavano sei mesi di lavoro in un determinato settore per avere quella qualifica?

    e poi c'è l'equipollenza unidirezionale, evidenziata anche dai requisiti richiesti per il conc. di educatore al min. grazia e giustizia!

    penso che dovremmo fare muro contro i pedagogisti attivamente e proponendoci nelle attività che ci spettano di competenza!
    Ultima modifica di Pedrita : 20-01-2006 alle ore 15.05.47

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  9. #9
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    Non la metterei in termini di titoli superiori e inferiori, altrimenti viene un medico-psichiatra a dire che il suo titolo è superiore a quello di psicologo e non se ne esce più!
    Credo piuttosto si tratti di competenze diverse e per questo fa rabbia quando ci si sovrappone, perchè si potrebbe benissimo non farlo e invece collaborare.

    A me è capitato: una pedagogista ha fatto tutte le prove per i disturbi di apprendimento che possono fare anche altre figure (alcune anche piuttosto noiose e lunghe: se la famiglia avesse pagato uno psicologo per tutte quelle ore si svenava), io invece ho fatto la WISC, i colloqui anamnestici e una parte di approfondimento sulla personalità per escludere che si trattasse di un problema emotivo.
    Dove è risultato essere un disturbo specifico di apprendimento lei si è occupata della terapia (un sostegno dopo la scuola per 4 ore alla settimana come aiuto compiti, assurdo pagare per tante ore uno psicologo e per fare poi l'aiuto compiti), dove è risultato trattarsi di problematiche di ordine emotivo si è messa da parte e abbiamo inviato la famiglia presso un centro dove ci fosse la possibilità di una psicoterapia...
    Come vedi se trovi persone ragionevoli e consapevoli della diversità degli ambiti si può collaborare, senza però essere superiori o inferiori: io non avrei saputo fare i test fonologici che faceva lei o un trattamento sulle materie scolastiche, ma nemmeno lei sapeva fare WISC o test di personalità...
    Vimae

  10. #10
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    Originariamente postato da Vimae
    Non la metterei in termini di titoli superiori e inferiori, altrimenti viene un medico-psichiatra a dire che il suo titolo è superiore a quello di psicologo e non se ne esce più!
    Credo piuttosto si tratti di competenze diverse e per questo fa rabbia quando ci si sovrappone, perchè si potrebbe benissimo non farlo e invece collaborare.
    bè un medico psichiatra diciamo che è diverso da uno psicologo psicoterapeuta per la sostanza: sono comunque tutti e due specializzati ed iscritti ad i rispettivi albi professionali...

    un pedagogista ha una laurea quadriennale con, tra gli altri esami di storia del cinema o letteratura comparata (moby dick!) e nessun albo professionale.

    inoltre c'è pedagogista e pedagogista: quello che ha collaborato con te era sicuramente una mosca bianca,

    però con la penuria di lavoro per noi che abbiamo i titoli, credo che si debbano mettere con decisione dei paletti.
    Ultima modifica di Pedrita : 20-01-2006 alle ore 22.51.44

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  11. #11
    psicosarix
    Ospite non registrato
    ... ma i pedagogisti non erano diventatia anche loro quinquennali, con scienze della formazione?
    se non sbaglio era così e c'erano molti indirizzi tra cui alcuni anche con materie di psicologia, ad es. psicologia generale.
    concordo con Vimae uno psicologo e un pedagogista sono figure diverse con le loro competenze e non credo sia una questione di superiorità ma solo di conoscenza. siamo davvero sicuri che tutti gli psicologi sappiano cosa fa uno psicologo e che tutti i pedagogisti sappiano davvero quali sono le loro competenze?
    mi pare che il problema stia sostanzialmente nella confusione dei ruoli e nella mancanza di lavoro.
    c'è un pedagogista che può spiegarci cosa fa e quale facoltà è ora pedagogia? magari un po' i chiarezza farebbe bene a tutti.
    ps. a volte avere un albo, con rispettivo ordine, non è diverso da non averlo

  12. #12
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    per psicosarix

    Originariamente postato da psicosarix
    ... ma i pedagogisti non erano diventatia anche loro quinquennali, con scienze della formazione?
    se non sbaglio era così e c'erano molti indirizzi tra cui alcuni anche con materie di psicologia, ad es. psicologia generale.
    no, scienze della formazione da l'abilitazione all'insegnamento alle materne o alle elementari con inserimento diretto alla graduatoria permanente(30 punti ), ha quindi titolo concorsuale. almeno per quest'anno è quadriennale, poi il MPI sta valutando di portarla a 5 AA.

    scienze dell'educazione è la vecchia laurea in pedagogia

    ma io non trovo attinente nè l'una nè l'altra con ciò che fa lo psicologo

    di fatto vorrei che "passasse" a queste figure ambigue prof. che non c'è posto per tutti

    e che, come ti interroghi "siamo davvero sicuri che tutti gli psicologi sappiano cosa fa uno psicologo e che tutti i pedagogisti sappiano davvero quali sono le loro competenze?", prendessimo coscienza ed identità di psicologi.

    E per fortuna, anche scalcinato, abbiamo un Ordine Professionale!
    Ultima modifica di Pedrita : 23-01-2006 alle ore 15.02.52

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  13. #13
    noeminaa
    Ospite non registrato
    infatti.........i pedagogisti non esistono.....perchè non esiste una facoltà di Pedagogia...esiste una Facoltà in Scienze dell'educazione, per cui loro o sono dott.in Scienze dell'Educazione o Educatori professionali...invece continuano a chiamarsi Pedagogisti, o Pedagogisti Clinici ( che non sanno neanche il significato) o Psicopedagogisti..altra dicitura che non esiste......se anche nel loro corso di laurea possono aver fatto uno o più esami di psicologia...non puoi di certo darti il PSI...pedagogista....io ho fatto nel mio corso di laurea esami di Biologia, Fisiologia ,Anatomia,Psicofisiologia,....ma non mi chiamo Medicpsicologo, o psicofisiologo.....o psicobiologo.....è ora di finirla..per rispondere ad un e.mail precedente solo lo psicologo o il neuropsichiatra infantile per legge può occuparsi di Disturbi specifici e aspecifici dell'apprendimento....e somministrare test di riferimento e fare una diagnosi....loro al max posso fare riabilitazione sotto indicazione di uno Psicologo o di un Neuropsichiatra infantile....chiariamoci bene le idee sui nostri compiti è state sicuri che una volta fatto questo avremo gli strumenti per far si che le altre professioni facciano il proprio lavoro e non il nostro.........

  14. #14
    Partecipante Super Figo L'avatar di Pedrita
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    Originariamente postato da noeminaa
    chiariamoci bene le idee sui nostri compiti è state sicuri che una volta fatto questo avremo gli strumenti per far si che le altre professioni facciano il proprio lavoro e non il nostro.........
    quoto stra-quoto

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  15. #15
    Partecipante Super Esperto
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    La diagnosi di disturbi specifici può essere fatta solo da uno psicologo o neuropsichiatra perchè serve la WISC, che può essere applicata solo da queste figure.
    MA serve anche un test specifico, come le prove MT che possono essere fatte anche da insegnanti (!), così almeno ho letto sul sito delle O.S. dove per ogni test sono specificate le figure professionali che possono somministrarlo.
    Naturalmente le prove MT possono essere somministrate anche da psicologi ma nessuno vieta all'insegnante/pedagogista o altro di farle...
    Vimae

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