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Discussione: Bronfenbrenner

  1. #1
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato

    Bronfenbrenner

    Ciao a tutti,
    qualcuno ha letto l'ecologia dello sviluppo umano di Bronfenbrenner? Vorrei prenderlo come testo di approfondimento però non sono sicuro... qualunque opionione è bene accetta.

    Fabri

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di Itsuki
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    ROMA
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    mai coverto...
    ho fatto un solo esame di ecologia dello sviluppo nella triennale e sinceramente mi ha fatto un po' ca.. ehm...ahahahah...si, insomma...non ne sono molto informata, ecco!!

    testo ti approfondimento di cosa??
    Frequentatrice (ormai) molto saltuaria di opsonline!!
    EX-moderatrice della stanza di neuropsicologia e scienze cognitive

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  3. #3
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    CIao Itsuki,
    ti ho scritto un pm sulle traduzioni con qualche consiglio del mestiere ma hai la mail piena per cui amen... si è perso nell'etere... Ad ogni modo come clinico io studio il modello bio-psico-sociale di Engel e Fink che è un modello particolarmente interessante e aggiornato per spiegare e comprendere le malattie mentali sul piano eziologico e sul piano delle manifestazioni comportamentale e sulle ricadute sociali che sono importanti nel monitorare il 'peso' che un certo disturbo ha per la persona che ne è afflitta e per la società. Per capire meglio però questo approccio (che è in realtà ecologico e onnicomprensivo) volevo studiare Bronfenbrenner che ti da l'opportunità di approfondire e comprendere come si verifica l'impatto dei fattori psicosociali o sociali in senso stretto su fattori psicologici (che noi tenderemmo a considerare non influenzati/influenzabili, ovvero a sè stanti...); in realtà l'influenza è molto grande: di più non so dirti perchè aspetto di leggere questo testo che critica, in linea con autori come Neisser 1967 l'approccio sperimentale: come futuro/a sperimentalista credo che dovrei/esti leggere questo libro o parti di esso per capire i motivi scientifici per cui - sempre secondo il tipo - in alcuni casi la pratica sperimentale non ha valore scientifico elevato. La sfida mi ha stimolato e soprattutto ora sono più capace di comprenderlo: la prima volta che l'ho letto ero ABORRITO dalle cose che leggevo, inclusa la critica verso la psicologia sperimentale che per me era DIO.
    Ma si sa, il tempo passa, le idee crescono e si diventa capaci di apprezzare i paradossi.

    Fabrizio

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
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    335
    Ciao Daidaidaidai,

    Sono io l’utente che sta leggendo Solms per rispondere nel thread di neuropsicoanalisi.

    Non ho letto il libro di Bronfenbrenner, ma da quello che so la sua critica dovrebbe essere rivolta essenzialmente al problema della validità ecologica delle ricerche condotte in laboratorio (critica che anima Neisser 1976 “Conoscenza e Realtà”, e non 1967 “Psicologia Cognitiva” ). Questo tipo di problemi ha condotto la psicologia sperimentale a rispondere, alla fine degli anni ’70, in due modi: da un lato con l’approccio ecologico appunto (Gibson e Johansson, in particolare), dall’altro con la nascita della scienza cognitiva.

    E’ chiaro che il problema della validità ecologica non è da sottovalutare (che senso ha la progettazione di ricerche che non possono essere generalizzate al di fuori dal laboratorio?), ne è semplice da risolvere (come faccio a tener sotto controllo tutte le variabili necessarie per poi generalizzare i miei risultai?); in ogni caso negli ultimi anni ho visto davvero una reale attenzione da parte degli psicologi sperimentali per questi aspetti.
    "Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere" (L. Wittgenstein)

  5. #5
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    Ciao Korianor,
    ahaha così alla fine si è scoperto chi è l'utente nascosto interessato di neuropsicoanalisi ihihi ho svelato un segreto di Itsuki

    Si, la critica di Bronfenbrenner (il nome è questo nel 3d mi sono sbagliato) è proprio rivolta alla validità delle sperimentazioni in laboratorio. Egli sintetizza il concetto sostenendo che la psicologia sperimentale, invece di essere una psicologia generale e valida in ogni contesto, rischia di diventare una scienza che studia esclusivamente il comportamento dei soggetti NELLA situazione sperimentale.
    E' una critica interessante perchè adottando un approccio sistemico fa del controllo delle variabili intervenienti sul fenomeno che vogliamo studiare un problema decisamente complesso... anzi direi quasi irrisolvibile (per l'approccio sistemico puro isolare una componente del sistema è un'astrazione che induce delle distorsioni e rende più difficile fare previsioni attendibili del comportamento di quel sistema nel tempo).

    Scusa per Neisser 1969... vedo che il tuo occhio attento ha subito notato una lacuna nella mia preparazione urbinate: da noi il cognitivismo non viene studiato quasi per niente! Pensa che l'esame di Processi cognitivi è OPZIONALE ... Io ovviamente ho scelto questo di opz, ma il concetto fondamentale è che non sappiamo molto nè della svolta ecologica (se non per le ricerche di Gibson sulla percezione e i meccanismi bottom-up contrapposto a Gray) e ancora meno sugli scopi e sulle materie che compongono le moderne scienze cognitive.

    Mi sono 'scontrato' con i problemi della ricerca ecologica studiando i modelli scientifici delle patologie mentali e la difficoltà che si trova a mettere insieme nella pratica clinica i tre angoli della prospettiva bio-psico-sociale. Speravo che l'osservazione ecologica dei pazienti potesse fungere da collante almeno tra la dimensione psicologica del soggetto e quella psico-sociale. chissà!
    Non voglio annoiarti oltre per cui ti saluto ma se ti fa piacere possiamo riaffrontare questo argomento

    Fabrizio

    P.S. Neisser è un autore geniale che mi piace veramente molto. In ottica della psicologia del Sè ha scritto un bellissimo testo su come percepiamo il nostro Sè e leggendo sul testo della Ladava - Neuropsicologia - della anosoagnosia mi viene in mente che i 5 self di cui parla (credo siano 5... correggimi se sbaglio), possano avere sedi neurologiche distinte. Tutto questo è Moooooolto interessante dal mio punto di vista... e anche da quello di una neuropsicoanalisi
    P.P.S. A proposito... com'è il libro di Solms?

  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di Giù
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    Originariamente postato da Daidaidaidai
    Ciao a tutti,
    qualcuno ha letto l'ecologia dello sviluppo umano di Bronfenbrenner? Vorrei prenderlo come testo di approfondimento però non sono sicuro... qualunque opionione è bene accetta.

    Fabri

    Ciao daidai... forse arrivo un pò in ritardo cmq io ho letto il libro di Bronfenbrenner e se ti interessa ancora (magari a quest'ora l'avrai anche già letto e riletto...) posso dirti qualcosina a riguardo
    bye

  7. #7
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    no anzi! il tuo intervento è graditissimo giù ho letto soltanto l'introduzione del testo perchè ahimè gli impegni universitari non mi hanno dato respiro (questo libro NON fa parte dei miei esami... era una lettura extra ) quindi qualsiasi delucidazione mi farebbe veramente piacere.... tanto più che sto trattando il ritardo mentale che come sai è una patologia evolutiva che ha MOLTO a che fare con il modo in cui Bronfenbrenner è arrivato alla sua 'rivoluzione' ecologica insomma... magari mandami un pm ma ti prego sciogli la tua favella e illustrami che ne pensi, che cosa hai capito e che cosa ti piace/non ti piace... grazie moltissimo per aver risposto al mio 3d!

    Fabrizio

  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di Giù
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    scrivo qui così se interessa anche ad altri possono leggere!
    Io ho letto la parte principale del libro e ho tralasciato invece le ultime parti (che parlavano di situazioni ambientali come le istituzioni infantili o la scuola). cmq la teoria ecologica è spiegata tutta nella prima parte

    Praticamente Bronfenbrenner in questo libro parla di un nuovo modo di concepire la persona in via di sviluppo, l'ambiente e soprattutto l'evolversi dell' interazione tra i due.
    Infatti come sai uno delle più grandi questioni della psicologia è attribuire il giusto peso ai fattori cognitivi (personali) da una parte, e a quelli ambientali dall'altra...cioè quanto influiscono questi due fattori sullo sviluppo, sul risultato finale di una persona. Bronfenbrenner non si schiera da nessuna parte, ma si sofferma sull'interazione di questi due fondamentali aspetti dello sviluppo umano e dice che lo sviluppo è appunto il risultato dell'interazione di questi due fattori (scusa se sono ripetitiva ma anche bronfenbrenner lo è! ripete e applica questo concetto dell'interazione dappertutto...)
    Cmq lui non attribuisce esplicitamente più importanza nè al cognitivismo e nè al comportamentismo, ma si può facilmente cogliere una 'tendenza' verso i principi del comportamentismo (questa è solo una mia interpretazione, magari poi non è così ).
    Poi fa una critica alle ricerche tradizionali, dice che lo sperimentatore tende a mettere a fuoco il comportamento del soggetto considerato singolarmente, senza far riferimento alle interazioni di questo con altre persone presenti nella situazione ambientale o del sistema socio-culturale in cui è inserito. In pratica secondo lui le caratteristiche della persona e le caratteristiche dell'ambiente dovrebbero essere considerate in termini di sistema.
    Poi parla del modello elaborato da lui x spiegare lo sviluppo umano, e cioè l'ambiente ecologico, formato da un insieme di strutture incluse l'una nell'altra [microsistema-esosistema-mesosistema-macrosistema], che è la parte centrale della sua teoria e quindi andrebbe letto! posso scrivere brevemente cosa sono (se no viene troppo lungo!)
    microsistema: è costituito da tutte quelle attività, esperienze, relazioni di cui il sogg ha esperienza diretta nel suo contesto
    esosistema:tutte quelle situazioni di cui il sogg non ha esperienza diretta ma che influiscono ugualmente nel suo sviluppo (x es il lavoro dei genitori, o le cose che fa suo fratello, non le fa lui in prima persona ma cmq ne subisce l'influenza indiretta)
    mesosistema: ehm...non mi ricordo bene, cmq una specie di insieme di più situazioni che agiscono sulla persona...
    macrosistema: la società o la cultura di riferimento, per es. le norme, i valori della comunità in cui è inserito il sogg.

    Poi parla di transizione ecologica---->il cambiamento di ruolo o di situazione (x es. diventare madre, l'arrivo di un fratello + piccolo etc.); validità ecologica e importanza di svolgere una ricerca in contesti naturali e non di laboratorio, attività molare (da leggere xchè non me lo ricordo bene...)
    E infine parla dei ruoli e della loro potenza nel modificare la direzione del comportamento, e a questo proposito spiega il famoso esperimento di Zimbardo e della prigione simulata [film: The Experiment].

    Basta! ho appesantito troppo il thread!
    Cmq questo è un pò il riassunto del libro (tranne l'ultima parte che non ho letto) e le cose che dice sono fondamentalmente queste!

    byez
    Ultima modifica di Giù : 06-03-2006 alle ore 23.07.02

  9. #9
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    Grazie mille per il tuo contributo Giù! hai contribuito a fornirmi delle linee guida per affrontare questo testo. Rimane però aperto un problema a me molto caro e che non riesco a desumere dalla lettura del libro: come si definiscono o misurano queste variabili o questi aspetti ecologici? Cioè ok un approccio sistemico è interessante e ha una storia molto lunga ma il problema è se stiamo ancora facendo psicologia scientifica, se stiamo ancora proponendo dei modelli che usano quantificazioni e che sono sottoposti a procedimenti di falsificazione oppure se ci troviamo di fronte ad un orientamento epistemologico ex novo (o il reimpasto di modelli precedenti) che di fatto porta ad una frammentarietà di indirizzi di ricerca uno metodologicamente più 'zoppo' di altri ... leggendo Bronfenbrenner non sono riuscito a decidermi dal momento che dedica molto spazio a ribadire alcuni concetti chiave senza tuttavia spiegarli nei dettagli... bensì riproponendoli in diversi contesti lasciando al lettore l'acume di cogliere precisamente che cosa vuole dire (e questo nonostante lo stile da libro di fisica in cui prima di ogni paragrafo ci infila una definizione tipo teorema o legge...)
    Forse sono io che non avendo mai seguito lezioni sull'argomento rimango un pochetto 'spiazzato' dalle sue argomentazioni
    Puoi chiarirmi questo dubbio?
    Grazie mille per il tuo intervento preziosissimo

    Fabri

  10. #10
    Postatore Compulsivo L'avatar di Itsuki
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    sulla validità degli esperimenti ecologici, fabri, ti consiglio di cercare qualcosa su colui che ne è stato l'inventore, diciamo...il padre teorico della psicologia scientifica ecologica...ovvero neisser...per esempio, nel manuale "la memoria: nuove prospettive secondo gli approcci ecologici e tradizionali" (ma anche nel suo libro più famoso che si chiama "conoscenza e realtà") ci sono parecchi esperimenti di stampo ecologico che potranno chiarirti il modo in cui questi possono rimanere estremamente "scientifici" anche se l'interesse dello sperimentatore si sposta da variabili completamente controllabili da lui stesso manipolando il setting sperimentale ad un'osservazione dei processi cognitivi nell'ambiente con cui l'individuo interagisce.
    non si studia più la memoria facendo imparare al soggetto liste di parole, o sillabe senza senso (come il caro ebbinghaus), ma si prende in esame l'everyday memory, quella che le persone usano per ricordare la lista della spesa, il posto dove hanno parcheggiato la macchina, un evento importante, e così via...

    cmq questo bronfenbrenner non dice cose tanto strane...soprattutto, non è l'unico a dirle... forse ha cambiato le carte in tavola con la storia del microsistema-esosistema-mesosistema-macrosistema, ma l'interazionismo è una corrente parecchio navigata in psicologia cognitiva...e soprattutto quella combinata con la sistemica organismo-ambiente e la teoria costruttivista
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  11. #11
    Partecipante Esperto L'avatar di Giù
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    x Daidai: riguardo alla scientificità Bronfenbrenner non è che si sofferma molto...dice che si può attribuire uno status scientifico ai processi che hanno invarianza in contesti diversi. In teoria una ricerca per lui dovrebbe essere condotta in + situazioni diverse tra loro... e poi ogni situazione dovrebbe essere esaminata soffermandosi sul significato psicologico che ha per quelli che vi partecipano (più importanza al percepito che all'effettivo).
    Sempre secondo lui, non bisogna avere pregiudizi sulla validità di una ricerca, x es una ricerca non è automaticamente scientifica se condotta in situazioni naturali o di vita quotidiana, e viceversa non è necessariamente non valida ecologicamente se condotta in laboratorio. Mi sembra parlava ancora della validità ecologica, ma niente di più! non spiegava come misurare queste variabili ambientali o soggettive...solo dare + importanza a quelle ambientali spesso trascurate dalle ricerche tradizionali che si concentravano solo sul soggetto.
    Non so se ti può interessare la validità evolutiva---->necessaria x stabilire se si è verificato uno sviluppo, questo avviene solo se la modificazione del comportamento in questione è stabile e applicabile ad altri momenti e contesti, e non è invece momentanea o legata ad una specifica situazione. E da quì parte un'altra frecciatina verso le ricerche da laboratorio, che misurano un comportamento in una data situazione e in un dato momento appunto.
    Magari non era quello che cercavi tu, ma parla soprattutto di validità ecologica! (a meno che non dica qualcosa in più nell'ultima parte!)
    originariamente postato da Daidaidaidai:
    ...nonostante lo stile da libro di fisica in cui prima di ogni paragrafo ci infila una definizione tipo teorema o legge...)
    è vero! ...definizione n°1, definizione n°2, definizione n° 14......

    x itsuki: in effetti bronfenbrenner ha scoperto l'acqua calda! pure Lewin diceva le stesse cose...50 anni prima però!(almeno...) Bronfenbrenner ha risistemato il tutto con il suo modello ecologico ed ha avviato ricerche in questa direzione...

  12. #12
    Postatore Compulsivo L'avatar di Itsuki
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    Originariamente postato da Giù
    x itsuki: in effetti bronfenbrenner ha scoperto l'acqua calda! pure Lewin diceva le stesse cose...50 anni prima però!(almeno...) Bronfenbrenner ha risistemato il tutto con il suo modello ecologico ed ha avviato ricerche in questa direzione...
    eh si...ma il padre della psicologia ecologica rimane neisser è stato anche il primo a fare ricerche basate su quel modello, prima di lui i ricercatori dicevano "maddai, ma ti pare che se indaghiamo i processi cognitivi senza controllo sulle variabili la sperimentazione rimane lo stesso scientificamente valida??" (in realtà non avevano capito niente...e se ne sono resi conto quando neisser, appunto, nei suoi lavori sperimentali, ha mostrato come il modello ecologico potesse essere sia scientificamente degno, sia più utile dei lavori fatti in un setting asettico e ipercontrollato per osservare i processi cognitivi che effettivamente le persone sperimentano nella vita di tutti i giorni)
    cioè, lewin ok...ma se dici "modello ecologico" ti viene subito in mente neisser...non brofenbrenner
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  13. #13
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    Innanzitutto grazie a tutti per aver partecipato
    Vediamo se ho capito il succo del problema :
    Bronfenbrenner in realtà muova la sua critica ecologica all'interno della psicologia dello sviluppo che in quanto branca parzialmente a sè stante della psicologia era alle prese con problemi di cui penso Neisser non si fosse occupato. Nel tentativo di rendere più scientifica la psicologia dello sviluppo e di sistematizzare le conoscenze sui processi mentali e socio-affettivi dei bambini ci si era mossi a costruire un vasto insieme di pratiche sperimentali molte delle quali peraltro rimaste anche dopo la 'rivoluzione ecologica' di Bronfenbrenner che prevedevano la misurazione o lo studio dei processi evolutivi dei bambini tramite il ricorso a paradigmi sperimentali. Bronfenbrenner si accorse tuttavia che in questo caso l'isolamento delle variabili produceva un falso o meglio un risultato attendibile ma ecologicamente poco valido; il bambino poteva dimostrare di possedere/non possedere una data abilità quando, applicati in altri contesti differenti il bvambino non era oppure era capace di usare una certà abilità o esibiva un dato comportamento. Risultato? Bronfennbrenner introduce il concetto di validità ecologica di una ricerca che è indispensabile a tutt'oggi per legittimare le generalizzazioni che vengono fatte al di fuori dei contesti di raccolta e misurazione dei fneomeni studiati; questo ha prodotto l'ingresso del ricercatore nei contesti ecologici in cui il bambino effettivamente vive e ha necessitato di una teoria psicologica che organizzasse la realtà sociale (che per l'uomo è quella parte di ambiente che potrei definire ambiente UMANO per differenziarlo dall'ambiente fisico e chimico) ed ecco spuntare fuori la teoria dei 4 sistemi: il micro-, il meso-, il macro- e l'eso-sistema. Da quello che ho letto io Bronfenbrenner si preoccupa più di mostrare la sua teoria piuttosto che parlare dei metodi da impiegare nei contesti ecologici che immagino in parte ricalchino i progetti tipo INfant Research e altre pratiche sperimentali e semi-sperimentali. Per citare un esperimento scientificamente valido e attendibile mi viene in mente la Strange Situation della Ainsworth.

    x Itsuki: grazie mille mi leggerò Neisser (entrambi i libri che mi hai consigliato) perchè sono interessato allo studio dell'ambiente dal momento che la mia tesi verterà (anche) sugli aspetti di interazione gene-ambiente nello sviluppo cerebrale nei bambini/adulti affetti da ritardo mentale a base genetica. Capire cosa intendiamo per ambiente è cioè fondamentale anche perchè vorrei aggiungere la visione psicologica dal problema visto che nel dibattito gene-ambiente sono predominanti prospettive biologiche che possono avere una portata meno calzante se applicati all'ambiente umano. Mi interessa anche un modo di rendere meno 'aereo' il concetto di ambiente che tanta importanza ha anche in psicologia clinica Grazie ancora


  14. #14

    Riferimento: Bronfenbrenner

    Ragazzi qualcuno ha i riassunti del libro "ecologia dello sviluppo umano" di bronfenbrenner? Grazie mille! =)

  15. #15
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
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    Riferimento: Bronfenbrenner

    Ciao guanciottina
    Ti consiglio di non alzare 3d così vecchi...

    Se cerchi libri et, prova a dare un'occhiata a questa apposita sezione e se no apri lì un 3d dedicato...
    http://www.opsonline.it/forum/psicol...co-offro-casa/

    qui chiudo

    Elisa

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