• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 24
  1. #1
    Neofita
    Data registrazione
    17-10-2004
    Residenza
    ferrara
    Messaggi
    6

    master in counseling della pantarei è valido?

    Salve, sabato devo andare a milano a fare un colloquio attitudinale per il master in counseling della Panta Rei. Quanlcuno sa dirmi se i 1600 euro l'anno del corso per tre anni sono ben spesi? Fornisce una qualifica da spendere sul mercato? Fornisce una competenza che permette di compiere un trattamento non psicoterapeutico ma comunque utilizzabile in molti settori? E se si secondo voi quali? Insomma il dubbio è :non è che dopo più di 5000 euro di masters la mia qualifica resta sempre quella di psicologo base..non pretendo di essere qualificato come uno psicoteraeuta ma spero che permetta di differenziarsi e di emergere dalla massa in un mercato che è sicuramente in evoluzione ma di difficile profilo.grazie

  2. #2
    Matricola
    Data registrazione
    20-10-2004
    Residenza
    pisa
    Messaggi
    22
    Prima di risponderti mi sono documentata andando a vedere il master di cui parli. Non mi sembra male...il prezzo è assolutamente nella norma, i docenti mi sembrano buoni e alcuni di loro sono conosciuti a livello nazionale, i moduli mi sembrano appropriati e anche l'esito finale, nel senso che da la possibilità di iscriversi alla SICO e cmq il corso è accreditato ecc.... L'unica cosa è questa: non so che indirizzo hai preso tu (cioè se sei psi.clinico, del lavoro ecc...), se sei del lavoro penso che sia una buona scelta, se sei del clinico penso sia una scelta "a metà"nel senso che avresti bisogno di qualcosa di più clinico. Infine penso tu abbia notato l'orientamento teorico di riferimento del corso, cioè cognitivo-comportamentale, se questo pensi possa essere la tua metodologia, allora penso senz'altro sia il corso ideale.
    Spero di esserti stata utile...ciao e in bocca al lupo!!!!!

  3. #3
    Neofita
    Data registrazione
    17-10-2004
    Residenza
    ferrara
    Messaggi
    6
    ti ringrazio della risposta. Io sono dell'indirizzo evolutivo e mi sembava potesse essere pertinente con ansia da prestazione o il calo di autostima presente in bambini o adolescente sia con disturbi nell'apprendimento che in disturbi pervasivi dello sviluppo senz aconsiderare che mi piacerebbe lavorare in futuro come psicologo dello sport.

  4. #4
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
    Data registrazione
    19-11-2004
    Residenza
    modena
    Messaggi
    1,268
    a chi è rivolto questo corso?

    e che competenze fornisce rispetto alla professione di psicologo?

  5. #5
    Matricola
    Data registrazione
    20-10-2004
    Residenza
    pisa
    Messaggi
    22
    Allora se il tuo obiettivo è diventare uno psicologo dello sport, perchè non fare un master o una specializzazione in questo senso? Al momento c'è qualcosa in giro su questo tipo di formazione e dal momento che mi sembra che tu abbia le idee abbastanza chiare, perchè non cominciare subito a formarti in questa disciplina? tanto più che in qst momento è uno dei settori di maggior espansione e di maggior spendibilità sul mercato, non esistono in Italia molti psicologi dello sport....ci sono psicologi che lavorano in qst settore da anni ma per circostanze professionali si sono trovate a svolgere quel ruolo ma psicologi con una formazione mirata e circosritta in qst senso ce ne sono ben pochi!

  6. #6
    Partecipante L'avatar di topo1974
    Data registrazione
    24-06-2002
    Residenza
    brianza
    Messaggi
    56
    scusate, ma se parlate della scuola di counselling del centro panta rei vi posso dire che non è affatto cognitivo comportamentale! a meno che a milano non ci siano due scuole con lo stesso nome, ma mi pare difficile! tanto è vero che se guardate i nomi dei docenti e andate a curiosare sul sito della scuola di milano del centro milanese di terapia della famiglia noterete che i nomi spesso coincidono....quindi l'impronta è sistemica e, ancora più precisamente, della scuola di boscolo e cecchin.
    Ve lo dico per esperienza, perché io ho frequenato i primi sei mesi del panta rei e poi mi sono convertita alla scuola di specializzazione perché forse in realtà fin dall'inizio volevo fare quella...
    rispetto alla mia esperienza della scuola di counselling vi posso dire che per me è stata un po' una delusione, nel senso che per i primi sei mesi studiavo cose che erano analoghe al programma della scuola di specialità...quindi non capivo il senso della cosa...inoltre la figura del counselor è sempre stata nebulosa...nel mio gruppo ero l'unica psicologa, tutti gli altri erano docenti ed educatori, ma questa non è la regola perché so che in passato c'erano gruppi con più psicologi.
    Quando esci dalla scuola con il titolo di counselor non è che puoi aprire uno studio con fuori la targa "counselor" (questo non l'ho detto io , me lo hanno detto loro i primi giorni) perchè non credo che risuciresti ad avere molti clienti...già non se ne hanno molti con la targa "psicoterapeuta"...
    La cosa positiva è che comunque le basi teoriche su cui si fonda il corso sono valide...molto centrate sulla comunicazione...certo...questo serve...ma a dire il vero io non ho proprio capito perché per noi psicologi è utile fare quel corso anziché a questo punto la specialità...SOTTOLINEO CHE E' IL MIO PUNTO DI VISTA, MAGARI INVECE C'E' QUALCUNO CHE E' MOLTO SODDISFATTO DEL PERCORSO!
    "le premesse sono come le piante dei piedi: non puoi vederle perché ci stai sopra."
    Gianfranco Cecchin

  7. #7
    OrangeTea
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti,
    io sono una neo-laureata in scienze dell'educazione appena iscritta alla scuola Panta Rei, la quale, come già detto da qualcuno precedentemente, è di stampo sistemico- costruzionista.
    Mi chiedo se c'è qualcuno tra gli iscritti a questo forum che è già giunto alla fine del master e vuole gentilmente dare qualche consiglio ad una "neofita".
    Grazie

  8. #8
    Valentino
    Ospite non registrato

    Confusione su Panta Rei

    Ciao a tutti. Vedo che c'è molta confusione sul nome Panta Rei.
    Vorrei precisare che in Lombardia ci sono 2 centri di psicologia chiamati uno "Centro Studi Panta Rei" con sede principale a Casnate con Bernate (Co) e che svolge anche attività fomativa a Milano. Esso è una associazione nata da psicoterapeuti cognitivo-comportamentale ed il loro principale obiettivo è quello dell'integrazione con i principali approcci psicologi ( approccio umanistico, sistemico-relazionale, psiconalisi relazionale) e inoltre con la medicina ( in particolare le scienze neuro-psico-fisiologiche; vedasi oltre al Master in counselling con approccio integrato, il Master in tecniche di rilassamento). Conosco bene la scuola come alcuni di voi sanno e mi astengo da un giudizio di qualità sul centro ( sarei naturalmente di parte....).Vorrei solo precisare alcune cose: i loro Master sono solo rivolti ai laureati ( il master in counselling ha il 70% di partecipanti laureati in psicologia e il 30 % in scienze affini, tipo medicina, scienze dell'educazione, ecc.; il master in tecniche di rilassamento è rivolto ai soli laureati in psicologia). Ai laureati in psicologia il centro non dà un titolo superiore alla laurea ma gli organizzatori hanno un'ambizione: trasmettere quello che la laurea in psicologia putroppo in tanti casi non fornisce: far imparare il mestiere in modo pratico, cioè ESSERE UN DIAGNOSTA E SAPER LAVORARE NEI DIVERSI AMBITI ( CLINICO E DI COMUNITA') IN QUALITA' DI COUNSELLOR ( vedi appendice del master sulla differenza tra counsellig e psicoterapia; www.pantarei2000.it). Purtroppo in una università italiana ancora tenuta molto teorica per ragioni politiche-economiche i centri privati vengono agevolati. Io conosco il dott. Nunzio Nasti, direttore del Centro, che una volta mi disse che con facoltà serie il suo centro privato sarebbe stato inutile, ma putroppo la realtà è ben diversa........ Molte scuole di specializzazione private sono dirette da docenti universitari, guarda caso!
    L'altro Centro si chiama "Centro Panta Rei" ed è una scuola sistemico-relazionale di Milano diretta dal dott. Caruso. E' una scuola che non conosco bene ma in ogni modo nè ho sentito parlare in genere bene. I loro corsi di counselling se ricordo bene sono aperti anche ai non laureati, cosa che io non condivido. IL counselling sta purtroppo diventando un modo per "saltare" la laurea. C'è addirittura chi dice che un laureato in psicologia iscritto all'albo non è un counsellor. Questa visione per me è un errore grave dal punto di vista sia deontologico che tecnico. Un iscritto all'albo è per legge ordinistica un assessor( diagnosta) e un counsellor, il problema è che spesso noi psicologi anche iscritti all'albo non abbiamo le capacità pratiche per esercitare, qualità e titoli che in teoria ci sono riconosciuti con l'esame di stato
    Un ultima riflessione sul counselling: io penso che il counselling sarà il futuro della psicologia, poichè la psicoterapia ( quindi il clinico) risulta sempre più inflazionato. IL counselling ha una flessibilità di applicazione maggiore rispetto alla psicoterapia ( non c'è ambito in cui non possa intervenire, es: counselling scolastico, del lavoro, dello sport, giuridico, ecc.) che lo renderà appunto il mestire del domani.
    Da psicoterapeuta ho questa visione. Quindi riassumo il mio personale pensiero: ATTENTI ALLA PERSONE CHE VI VENDONO TITOLI CHE IN REALTA' GIA' AVETE! IL NOSTRO PROBLEMA, SPESSO, E' QUELLO DI IMPARARE REALMENTE IL MESTIERE ED ITALIA SCUOLE CHE RIESCONO IN QUESTO INTENTO SI POSSONO CONTARE SULLE DITA DI UNA MANO.IL CENTRO STUDI PANTA REI DI COMO E' UNO DI QUESTI? NON VE LO POSSO DIRE.......

    ciao e auguri di cuore di buone feste

  9. #9
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di manuelas
    Data registrazione
    19-11-2004
    Residenza
    modena
    Messaggi
    1,268
    infatti...non sopporto più queste ingerenze e strane escolenze tra competenze specifiche della professione...

    penso che valutare i destinatari del master deve essere un prerequisito FONDAMENTALE per valutare la serietà e specificità del percorso.
    é fondamentale sapere CHI hai in classe, CHI SONO i tuoi docenti, CHE strumenti ti forniranno...

  10. #10
    Matricola
    Data registrazione
    20-10-2004
    Residenza
    pisa
    Messaggi
    22

    grazie a Valentino

    grazie da parte mia per aver chiarito la confusione fatta....ho letto ora dal mio ultimo msg e non avevo visto le repliche....Bè, non avevo dubbio che ce ne fossero due di studio "Panta Rei"dal momento che ero sicurissima che il sito che avevo visitato era un corso ad impostazione cognitivo-comportamentista....altrimenti mi do alla pesca...ah.ah.ah!!!!!!!!! Saluti a tutti!!!!!!!!!!!

  11. #11
    recarlo70
    Ospite non registrato
    Ma cerchiamo TITOLO o COMPETENZA?
    il titolo di psicologo lo abbiamo... i corsi servono per avere competenze!!!
    La specializzazione in psicoterapia offre un TITOLO ma lo psicologo già può curare con l'intervento psicologico. Quindi è molto meglio un corso che rilasci competenza che un titolo.
    Ricordiamo che psicoterapia non è qualcosa in più rispetto a psicologia.

  12. #12
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140
    Secondo me il fatto che consenta l'iscrizione alla Sico ed è da accreditato dalla Sico conta ben poco, si tratta di istituti privatistici, di accredditamenti privatistici e di nient'altro. E' come se io invento la figura del Pippelor, mi creo pure l'albo dei Pippelor in cui i miei iscritti paganti pagano per farsi iscrivere e, sempre dietro pagamento, accredito gli altri istituti di Pippeling. Non conta niente di niente...
    Per le competenze, beh, a questo punto meglio acquisirle sul campo, facendo tirocini o volontariato più che nel mondo ovattato di un istituto privato...
    Altrimenti si ripresenterà il solito problema degli esperimenti e apprendimenti in laboratorio, di cui ci avverte la vecchia cara Psicologia sperimentale: scarsa validita esterna e difficile "transfer" delle conoscenze dal contesto di apprendimento al contesto di applicazione.

  13. #13
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    20-10-2004
    Residenza
    milano
    Messaggi
    100

    counseling

    Sono d'accordo nel riconoscere l'importanza dell'apprendimento attraverso l'esperienza (del volontariato ad es.) ma vorrei riportare l'esempio di una persona, laureanda in psicologia, che piu' di una volta nel rispondere a un utente del centro di volontariato presso cui operiamo, si e' trovata ad utilizzare tecniche inadeguate. Questa persona ha riconosciuto i suoi errori, cosi' come ha riconosciuto che l'università non le ha fornito alcun strumento per affrontare al meglio certe situazioni.
    Sto frequentando una scuola di counseling (frequentata anche da psicologi, una di queste ad. es. sta svolgendo il tirocinio di counseling presso il Centro di aiuto alla vita- Mangiagalli) e posso dire di aver acquisito delle tecniche che ho avuto modo di applicare durante il tirocinio. La mia collega psicologa e' molto contenta della scuola che sta frequentando perche' le sta fornendo competenze che prima non aveva. Indubbiamente una scuola di counseling non ha un riconoscimento "importante" come l'università, e questo l'ho sempre saputo. Tuttavia il mio interesse nel frequentare tale scuola è motivato dal desiderio di acquisire modalità di comunicazione alternative e piu' complete rispetto a quelle possedute precedentemente (e l'università, in questo, 'grazie' alle sue lezioni frontali e prive di confronti di gruppo non mi ha saputo fornire).
    Del titolo di counselor non me ne puo' importare di meno. So benissimo che e' un titolo 'fuffa', ma non per questo credo che TUTTE le scuole di counseling siano da distruggere. Ognuna poi fa i suoi interessi...e per chi e' poco informato non e' consapevole del fatto che e' possibile lavorare come counselor solo aprendo una propria attività (cosa peraltro non facile). Ma ci sono anche persone (forse la minoranza, ma spero di no) che frequentano tale scuole per migliorare il loro approccio con gli utenti. Attualmente sono educatrice in un centro di aggregazione giovanile e se viene una ragazza dicendomi che si sente una merda e vuole mandare a fanculo tutto (scuola, amici, ecc.) perche' il tipo che le piace si è messo con un'altra, almeno so, con alcune tecniche di ascolto in mio possesso, ascoltarla nel modo giusto e farle sentire un minimo di compresione e appoggio. E per me questo non e' decisamente poco.
    "Io non mi stupisco di coloro che cercano di spiegare l'incomprensibile, ma di quelli che credono di aver trovato la spiegazione...".
    Gustave Flaubert

  14. #14
    Partecipante Esperto L'avatar di australia
    Data registrazione
    16-12-2005
    Residenza
    cittadina del mondo
    Messaggi
    317
    Non mi pare vero di essere capitata per caso in questo sito che mi fa fare un passo avanti nella mia 'ricerca intellettuale': letteralmente 'inventarmi' un lavoro mediando tra le mie risorse e le assurde richieste del percorso formativo di uno psicologo clinico.

    Ho lavorato per alcuni anni come agente di commercio (vendevo ai negozianti abbigliamento per bambini).

    Per azzerare lo stress insito nella vita errante di un venditore, ho accettato un lavoro come impiegata che ho svolto fino a pochi mesi fa in un'azienda privata che ha chiuso e lasciato senza lavoro i suoi 20 dipendenti.

    Contestualmente al lavoro, 2 anni fa mi sono laureata in psicologia - indirizzo clinico:V.O.- lavorando e non sapendo bene in quale direzione proseguire non ho fatto l'esame di stato, quindi non sono iscritta all'albo degli psicologi.

    Ho svolto il tirocinio post-lauream in un centro di igiene mentale e al consultorio: due tutors fantastiche: ho imparato tantissimo.

    Ho prestato volontariato al consultorio per un altro anno: di fatto ho sostituito la psicologa responsabile in tutto: test, diagnosi, osservazioni, colloquio di sostegno ecc. (tranne le vere e proprie psicoterapie) anche se non sono abilitata.

    Ho fatto 2 anni di analisi lacaniana personale: volevo una formazione non didattico/scolastica, infatti ho scelto un indirizzo che, secondo me, insiste molto sull'aspetto intellettuale lasciando in secondo piano quello affettivo/emotivo.

    Ora mi trovo nella condizione di dover trovare un reddito e mi sto informando per decidere quale strada intraprendere:
    1) esame di stato >> iscrizione all'albo psicologi (oneroso e ricattatorio nelle sue 'regole' pretenziose): occorrerebbe almeno 1 anno di tempo, inoltre, in merito penso anch'io che il lavoro del clinico sia inflazionato ed in prospettiva mi vedo fare la fame;
    2) integrare le conoscenze, secondo me buone, che la laurea all'unipd mi ha dato e l'esperienza personale tratta da tirocinio, volontariato, analisi personale per ricavarmi uno spazio professionale: contrariamente a molti, mi sento abbastanza preparata ad affrontare anche subito il lavoro di 'counselor' , magari leggendo qualche testo o frequetando un Master di Counselig breve ('Dialogica' a FI: 5 week-end) che mi dia in breve tempo una visione concreta e circoscritta degli strumenti utili a svolgere questo lavoro. Queste basi mi consentirebbero di poter cominciare a lavorare breve, proseguendo la formazione (Scuola di Psicoterapia o di Counseling) con i tempi previsti.

    A voi, specialmente a Valentino ed Iris che mi sembrano i più informati ed esperti, chiedo:
    UNO PSICOLOGO CLINICO NON ISCRITTO ALL'ALBO PUO' OFFRIRE PRESTAZIONI PROFESSIONALI DI CONSULENZA, e quali nello specifico per non incorrere nell'illecito di esercizio abusivo della professione di psicologo clinico?
    CHE TIPO DI ATTIVITA' DOVREBBE APRIRE? Cioè, quale figura professionale sarebbe: esiste un 'consulente generico'? Eventualmente, dove potrei informarmi in merito a questo? E perchè, Iris, dici che non facile aprire questo tipo di attività?
    SECONDO VOI QUESTA è UNA STRADA PERCORRIBILE?

    GRAZIE di cuore a chi, rispondendomi, mi aiuterà a dipanare questa intricata matassa.
    In ciascun caso, auguro a tutti un 2006 pieno di tutto ciò che desiderate.
    Ultima modifica di australia : 29-12-2005 alle ore 21.33.15

  15. #15
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
    Messaggi
    743
    Scusa ma perchè non ti iscrivi direttamente all'albo e così eviti tutte le grane relative a questo si può-non si può fare?
    L'esame dura sui 2-3 mesi, dipende dalla facoltà: se ti iscrivi a giugno per ottobre puoi iscriverti all'albo, che dopotutto costa 155 euro all'anno (Lombardia).
    Mi sembra meno costoso e comunque più veloce di un master di counseling...
    così se mentre fai counseling o qualsiasi altra cosa tu voglia fare hai bisogno di usare le tue competenze di psicologa, lo puoi fare senza incorrere in abuso della professione: stai seguendo una persona e hai bisogno di un test (che ovviamente conosci bene) per capire qualcosa in più? Lo puoi fare senza problemi.
    Dopo tutto il percorso che hai fatto mi sembra assurdo fermarsi ora per l'iscrizione... una volta fatta puoi continuare a fare counseling ma puoi fare anche il resto...
    Vimae

Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo

Privacy Policy