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  1. #1
    alterlilith
    Ospite non registrato

    lavorare con famiglie immigrate

    Ciao a tutti/e!
    Volevo un consiglio rispetto alla formazione degli operatori che lavorano nei Servizi pubblici con famiglie immigrate.
    Concretamente dovrei organizzare una formazione presso il Servizio nel quale lavoro (Servizio Sociale Minori) riguardante la presa in carico e la valutazione delle capacità genitoriali con persone che provengono da altre culture.
    Avrei pensato di invitare Natale Losi, psicoterapeuta sistemico e responsabile in Italia dell'OIM (Organizzazione Internazionale Migranti) che, con Andolfi, ha organizzato un master per il counseling con le famiglie immigrate...
    Se c'è qualcuno che ha già organizzato una formazione simile nel Servizio in cui opera o semplicemente ha dei consigli, ne sarei grato!
    Buona giornata a todos!
    Michael

  2. #2
    Ospite non registrato
    Ciao!

    ti chiedo una cosa: prevedi di far illustrare caratteristiche delle diverse culture in merito alla genitorialità? Ognuno ha la sua. Secondo me il percorso che vuoi sviluppare avrebbe senso se parlassi un pò delle diverse persone che affluiscono al servizio, tenendo conto delle diversità culturali non solo con noi, ma anche tra loro.

    Io ho fatto un interessante corso dal titolo "Genitori di altrove tra noi" tenuto dalla dr.ssa Taliani di Torino ... credo che conosca o abbia lavorato con Andolfi. Lei si intende delle persone di cultura africana occidentale ... ognuno ha le sue specificità professionali.

    Poi ho seguito un convegno di un antropologo (o sociologo, non ricordo bene), sempre su questo tema (presentava vari casi di immigrati che avevano problemi con i figli o con le loro famiglie), ma non ricordo il suo nome, però è famoso ...

    Ti faccio un grosso in bocca al lupo per il tuo progetto, spero vada a buon fine, è proprio una bella idea!

    Ciao ciao!


  3. #3
    alterlilith
    Ospite non registrato
    Non pensavo di illustrare tutti i tipi di genitorialità possibili (anche perchè non si esauriscono nel numero di culture di appartenenza possibili. Il mio obiettivo è quello di sensibilizzare gli operatori nel lavoro con l'Altro (con l'alterità), che non si esaurisce appunto nel rapporto tra etnie o tra culture, ma si consuma quotidianamente nel rapporto con l'altro... Rispetto alle famiglie immigrate ci sono altri fattori che entrano in gioco, come il riconoscimento della figura dell'operatore (nella nostra cultura il "soggetto supposto sapere" nel campo della malattia mentale, per esempio, è lo psicologo o lo psichiatra, mentre in altre culture è il guaritore, il taleb, lo sciamano, etc.) e di come questo influisca nel rapporto con il Servizio.
    In sintesi vorrei poter dare degli stimoli per aumentare la curiosità dell'operatore nei confronti dell'alterità (in senso lato), e cercare di demolire qualche pregiudizio che tanto incidono nel lavoro quotidiano del Servizio (non solo nei confronti degli immigrati).
    Michael

  4. #4
    Ospite non registrato
    Sono obiettivi non da poco i tuoi, certo, non si può ridurre una persona nemmeno alla sua cultura, anche perchè dire che uno proviene dal Marocco (ad esempio), è dire nulla ... com'è la sua famiglia d'origine? Com'è l'assetto economico di quel paese, di quella zona? Come si sviluppa il percorso vitale in quel momento storico in quel paese? E potrei continuare ...

    Bello il tuo lavoro, ma su quali libri ti documenti?

    Ciao ciao.

  5. #5
    alterlilith
    Ospite non registrato
    Per adesso ho letto diversi libri di Tobie Nathan (del centro Deveraux di Parigi), Beneduce, Natale Losi, Andolfi (diciamo dall'etnopsicoanalisi alla sistemica). In più seguo dei seminari legati al progetto "Dune" organizzato dall'ausl di Modena legati sempre all'interculturalità. Purtroppo non ho ancora trovato qualcosa di specifico sul mio settore (Minori). Forse è anche una fortuna in quanto stimola la mia creatività (o almeno spero).
    Buona giornata!
    Michael

  6. #6
    Ospite non registrato
    Ecco! Era Beneduce quello di cui ho visto un convegno. E' molto bravo.

  7. #7
    giorgiagol
    Ospite non registrato
    ciao, io ho frenquentato un master in etnopsichiatria. molto interessante anche se dà più conoscenze di base che strumenti. leggi se riesci qualcosa di Piero Coppo e cerca su internet ORISS che è l'associazione di cui fa parte. io inizio ora il tirocinio del master in un centro di animazione per adolescenti con alta presenza di stranieri.. se vuoi ti tengo aggoirnato su ciò che accade e si progetta.
    ciao!
    gio

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