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Discussione: dov'è la democrazia?

  1. #1
    xgliamicipedace
    Ospite non registrato

    dov'è la democrazia?

    Il presupposto della costituzione democratica è la libertà, tanto che si dice che solo con questa costituzione è possibile godere della libertà, che si afferma essere il fine di ogni democrazia. Una delle caratteristiche della libertà è che le stesse persone in parte siano comandate e in parte comandino. [...]Questi dunque sono i caratteri comuni a tutte le democrazie, e da quella che unanimemente si concorda essere la giustizia secondo i canoni democratici (cioè che tutti abbiano lo stesso secondo il numero) deriva quella che più di ogni altra sembra essere democrazia e governo di popolo. L’uguaglianza consiste nel fatto che non comandino più i poveri dei ricchi, che non siano sovrani i primi soltanto, ma tutti secondo rapporti numerici di uguaglianza. E questo sarebbe l’unico modo per ritenere realizzate l’uguaglianza e la libertà nella costituzione.
    (Aristotele)

    che fine ha fatto la libertà?...e la democrazia?al giorno d'oggi la democrazia sembra essersi trasformata nella semplice frase "la maggioranza vince"...è giusto secondo voi?

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di Itsuki
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    non saprei come rispondere...anche se una cosa la devo ammettere: a me non sembra di trovarmi, in questo preciso momento storico e in questo preciso paese, in democrazia, almeno nell'accezione che si dà comunemente al termine "demo-crazia (ovvero potere del popolo)"...se persino le notizie che danno i telegiornali e i giornali sono soltanto quelle che qualcun altro decide che debbano essere...
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  3. #3
    xgliamicipedace
    Ospite non registrato
    sono d'accordo con te!!anch'io non mi sento in democrazia oggi...e pensare che si sono fatte guerre (si pensi all'afghanistan e all'iraq) con la presunzione di portare democrazia e libertà in questi paesi!!...bah!!!

  4. #4
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Sulle criteiche all'applicazione attuale del termine "democrazia", provate a vedere questi due articoli, pubblicati da: "Il manifesto" nei giorni scorsi:

    1) Mario Tronti: L'enigma democratico: http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano...5/pagina12.htm

    2) Rossana Rossanda: Errore con riserva. http://www.ilmanifesto.it/ricerca/ri...&word=Rossanda

    Che possono, secondo me, contribuire a questa bella discussione.

    Complimenti a voi.

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  5. #5
    xgliamicipedace
    Ospite non registrato
    ancora una volta niente è quel che sembra!!ci insegnano che la democrazia è sinonimo di libertà e poi...
    ci riempiono di belle parole e di bei propositi ma alla fine si fanno sempre e solo gli interessi dei pochi...e sono pure i soliti pochi!!!
    destra o sinistra non vi è molta differenza!!nel secondo articolo l'autrice cita l'attivismo politico degli anni 60 e 70 con un velo di malinconia rimpiangendo il fatto che oggi quell'attivismo si è perso!...e non ci sarà mai più,secondo me!!e la colpa è proprio della politica!!come può una persona fidarsi di gente (i politici,appunto) che in continuazione e senza alcun ritegno continua ad arrichirsi alle nostre spalle però davanti dicono di rappresentarci e difenderci?personalmente io nutro una totale sfiducia nei confronti dei politici e della politica...poi come si può pretendere di risolvere i problemi di una società (tutti noi)partendo da un'ottica(quella politica,di destra o sinistra)limitata perchè non condivisa da tutti?il modo migliore di far politica secondo me (sembrerà assurdo ma io la penso così) è non farla!!!i problemi si possono risolvere...insieme però...è difficile ma non impossibile...servirebbe mettere da parte l'egoismo e l'avidità...e non m aspetto che questo avvenga subito...ci vuole un cambiamento culturale...una maturazione culturale...e la strada è ancora lunga,mooolto lunga!...ma ho fiducia...l'uomo è capace di grandi cose...chi vivrà vedrà!!!

  6. #6
    Postatore Compulsivo L'avatar di Itsuki
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    oggi la democrazia è andata ancora una volta a farsi friggere...
    non so quanti fossimo alla manifestazione nazionale di studenti delle scuole superiori e universitarie, docenti, ricercatori e personale amministrativo...da tutta italia...
    su virgilio c'era scritto che eravamo qualcosa come 50.000 persone, da altre parti dicono 20.000...cmq insomma, sempre tantissimi...
    avevamo chiesto di poter manifestare il nostro disaccordo in piazza, poichè oggi si sarebbe discusso di questo cavolo di DDL della moratti che non aveva nient'altro da fare che proporre questa legge che demolisce la possibilità di avere un'università decente...ebbene...non ci hanno fatto passare...
    arrivati a piazza venezia ci siamo trovati la strada per la camera bloccata da furgoni blindati e poliziotti acchittati come se dovessero andare a sedare qualche sommossa allo stadio...quando tra noi c'erano distinte persone in giacche e cravatta e professori riconoscibilissimi...
    abbiamo cercato di prendere la strada lunga, e hanno caricato i ragazzi che ci hanno provato...alla fine la tensione sale, non ci pensano? insomma, è finita con la violenza come al solito...non va bene, la libertà di manifestare il proprio dissenso è la base della democrazia, se ci tolgono anche quella è la fine...
    ho sentito al tg1 uno che ha commentato che "questo dimostra quanto l'opposizione al governo sia diventata violenta e cieca"...io non lo so...ma come diavolo facciamo a dire "no, cavolo, questa legge fa schifo, non la vogliamo, all'università ci dobbiamo vivere noi, mica voi!! rivogliamo una cultura libera e per tutti, compresa la qualità di uno studio che sta sempre peggiorando!!"...come facciamo? occupando non si ottiene nulla, ci diamo soltanto la zappa sui piedi, manifestando civilmente niente lo stesso, manifestando un po' meno civilmente, ancora peggio, parlando e discutendone...vabbè, non ti fanno nemmeno avvicinare al tavolo delle discussioni quindi nisba...vabbè, insomma, ho capito...

    ...democrazia vuol dire che ce la dobbiamo sempre prendere in der posto e, soprattutto, senza fiatare...
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  7. #7
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    il punto fondamentale da analizzare, secondo me, è l'uso del potere e dei suoi mezzi di comunicazione. secondo i canoni democratici il popolo può eleggere i propri rappresentanti affinchè governino in suo nome (del popolo). attraverso le votazioni i cittadini tutti vengono messi in grado di decidere chi, per loro, potrà prendere decisioni su aspetti importanti della propria vita (leggi, decreti, giustizia rapprto con gli altri paesi eccetera). il popolo ha anche il diritto di dissentire dalle decisioni prese e, nel caso non fosse d'accordo con l'operato del governo, ha il diritto di rivotare altri schieramenti. ora il punto è: le persone che vengono votate, si ritrovano in mano (per volontà nostra) potere decisionale. come si comporta la gente quando ha potere? se si analizza dal basso la questione ci si rende conto che, chiunque abbia un minimo di potere, lo può usare a proprio vantaggio: dal controllore sui treni, alla cassiera del supermercato, tutti coloro che si trovano in una posizione in cui possono influire sulla vita o sul comportamento di un'altra persona, possono usare questo potere per ottere qualcosa che vada a proprio vantaggio. solo che, se il controllore, al massimo, può farti solo una multa trattandoti male (sfogando su di te le sue frustrazioni, questo è il vantaggio) e la cassiera possa solo decidere di far passare la sua amica avanti alla fila chilometrica, un capo di stato può prendere decisioni che il popolo non accetta, senza ascoltare il parere di chi, su quella poltrona, ce lo ha messo, e questo, chiaramente, è più grave degli altri due esempi. se si guarda a cosa è successo in tutti i paesi dove c'è stato un colpo di stato e una conseguente dittatura, ci si rende conto che la prima cosa che si è fatto è stata quella di togliere di mezzo la libertà di stampa. durante i primi giorni di dittatura di pinochet la tv mandava in onda cartoni animati e programmi di intrattenimento, al popolo fu negato il diritto di conoscere quello che stava succedendo nel proprio paese. però....però in una dittatura è il dittatore stesso che si arroga il diritto di governare, prendendoselo da solo, in una democrazia controllare la stampa e i media è ancora più grave, perchè il capo di stato ha raggiunto quella posizione grazie ai cittadini. ci troviamo in un periodo storico in cui si sta assistendo ad un controllo totale della comunicazione, giornalisti come biagi o santoro sono stati mandati a casa solo perchè facevano il loro lavoro, comici come grillo e guzzanti hanno dovuto interrompere i loro spettacoli, non gli è stato concesso di dissentire (la satira è un modo per dissentire) su quanto stava accadendo in Italia. il premier, invece, ci tiene a sottolineare, vantandosi, che su ogni programma ci sono battute contro di lui (e vorrei ben vedere), però se quelle battute sono il frutto di una revisione costante dei contenuti e di un'autocensura da parte di chi le inventa, restano solo le barzellette di striscia sul trapianto di capelli di berlusconi o sulla sua capacità canora. ma questa è satira? non credo, credo, anzi, che possa avere l'effetto opposto e che, invece di mordere, accarezzi colui a cui è rivolta. la satira di striscia, essendo trasmessa da una rete che appartiene al cavaliere, è comandata dall'alto, ogni re, si sa, ha un proprio buffone che può dire male, ma sempre entro certi limiti, su chi gli da il pane. allora chi vuol far credere al popolo di essere in democrazia può mantenersi un buffone di corte che critichi i suoi capelli nuovi, ma che non sfiori minimamente argomenti più scottanti. gli effetti sono due: i cittadini possono anche trovare simpatico un capo di stato che si fa il trapianto, perchè così sembra uno di loro;
    viene attirata l'attenzione su faccende di nessuna importanza, ignorando quelle realmente pressanti.
    qualche tempo fa lessi un articolo molto interessante sul mondo arabo e sul giudizio che esso dava alle "grandi democrazie occidentali" il tizio musulmano che veniva intervistato fu molto provocatorio nel raccontare i punti di divergenza e di convergenza di due mondi all'apparenza così lontani. il succo delle sue parole era press'a poco questo: siete voi occidentali tanto sicuri di vivere in uno stato libero? noi controlliamo le nostre donne, gli imponiamo di vestire in un certo modo, di sposarsi solo con qualcuno scelto dal capo famiglia, ma voi, siete così sicuri che le vostre donne siano più libere delle nostre?
    verrebbe da pensare: ma tu guarda questo, io, donna occidentale, posso votare, posso studiare, posso, volendo, raggiungere le vette massime del potere, posso vestire come mi pare e sposare chi voglio, certo che la mia cultura è superiore alla tua, arabo maschilista!
    però, se ci rifletto...posso votare, vero, e sono consapevole che, chiunque voterò, farà il suo porco comodo con o senza il mio consenso;
    posso studiare, vero, ma quando andrò a lavorare guadagnerò la metà di quanto guadagnano gli uomini e, probabilmente, mi toccherà firmare un contratto che mi impedirà di avere figli per qualche anno;
    posso raggiungere il potere, ma quando mai si è vista una donna a capo dello stato? al massimo potrò fare il ministro della pubblica istruzione, che tanto a chi interessa la pubblica istruzione?
    posso vestire come voglio, certo, però devo a tutti i costi entrare in determinati canoni, altrimenti sono fuori moda e non uscirò più di casa perchè non entro nelle micro-magliette che si vendono nel 100% dei negozi del mio paese così libero verso il mio genere sessuale. se, inoltre, facendo sforzi immani e immensi sacrifici, riuscirò ad entrare in un paio di jeans a vita bassa e in una maglietta molto sexy, uscirò e verrò violentata da uno sconosciuto, magari mi daranno la colpa, perchè vestivo in modo sconcio, ho attirato su di me le voglie leggittime ed ormonali di un uomo e in più, indossavo un jeans che, come tutti sanno, non può essere strappato di dosso senza il mio consenso (questa è una sentenza vera, non una mia battuta).
    ora, è chiaro, io sto provocando allo stesso modo dell'arabo. si sta meglio qui che in cile negli anni '70, vero, però come non tener presente anche tutto questo? e, inoltre, il fatto che si siano acquisiti dei diritti fondamentali, non significa che non bisogni continuare sempre a chiedersi in cosa si potrebbe migliorare, cosa andrebbe cambiato. la democrazia, in definitiva, è dinamica, non statica, va aggiornata, revisionata, messa al passo coi tempi. democrazia è anche tenersi informati al di là delle pecche di un'informazione di parte. la vera libertà, a mio avviso, sta sempre nel poter pensare oltre quello che mi fanno vedere, in modo libero, anche provocatorio, purchè quella provocazione mi faccia giungere alla conclusione che non c'è mai o solo il bianco o solo il nero, che c'è sempre un'altra faccia della medaglia da poter osservare.
    ...non sono forse un accordo stonato, nella divina sinfonia,
    grazie alla vorace ironia che mi squassa e che mi morde?
    E' dentro la mia voce, come stride!
    E' il mio sangue, questo veleno nero!
    Sono lo specchio sinistro in cui si guarda la megera.
    io sono la piaga e il coltello! Sono lo schiaffo e la gota!
    Sono le membra e la ruota, e la vittima e il carnefice!
    Sono del mio cuore il vampiro,uno di quei grandi derelitti
    condannati all'eterno riso
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  8. #8
    xgliamicipedace
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    oggi la democrazia è andata ancora una volta a farsi friggere...
    non so quanti fossimo alla manifestazione nazionale di studenti delle scuole superiori e universitarie, docenti, ricercatori e personale amministrativo...da tutta italia...
    su virgilio c'era scritto che eravamo qualcosa come 50.000 persone, da altre parti dicono 20.000...cmq insomma, sempre tantissimi...
    avevamo chiesto di poter manifestare il nostro disaccordo in piazza, poichè oggi si sarebbe discusso di questo cavolo di DDL della moratti che non aveva nient'altro da fare che proporre questa legge che demolisce la possibilità di avere un'università decente...ebbene...non ci hanno fatto passare...
    arrivati a piazza venezia ci siamo trovati la strada per la camera bloccata da furgoni blindati e poliziotti acchittati come se dovessero andare a sedare qualche sommossa allo stadio...quando tra noi c'erano distinte persone in giacche e cravatta e professori riconoscibilissimi...
    abbiamo cercato di prendere la strada lunga, e hanno caricato i ragazzi che ci hanno provato...alla fine la tensione sale, non ci pensano? insomma, è finita con la violenza come al solito...non va bene, la libertà di manifestare il proprio dissenso è la base della democrazia, se ci tolgono anche quella è la fine...
    ho sentito al tg1 uno che ha commentato che "questo dimostra quanto l'opposizione al governo sia diventata violenta e cieca"...io non lo so...ma come diavolo facciamo a dire "no, cavolo, questa legge fa schifo, non la vogliamo, all'università ci dobbiamo vivere noi, mica voi!! rivogliamo una cultura libera e per tutti, compresa la qualità di uno studio che sta sempre peggiorando!!"...come facciamo? occupando non si ottiene nulla, ci diamo soltanto la zappa sui piedi, manifestando civilmente niente lo stesso, manifestando un po' meno civilmente, ancora peggio, parlando e discutendone...vabbè, non ti fanno nemmeno avvicinare al tavolo delle discussioni quindi nisba...vabbè, insomma, ho capito...

    ...democrazia vuol dire che ce la dobbiamo sempre prendere in der posto e, soprattutto, senza fiatare...
    sinceramente secondo me manifestare in piazza serve a poco!!anzi a volte è anche controproducente per vari motivi:
    1-innanzitutto le manifestazioni sono diventate uno strumento politico in mano a politici inetti e incapaci buoni a lamentarsi ma non a proporre niente di meglio...demagogia...e anche di basso anzi bassissimo livello!!
    2-in secondo luogo queste manifestazioni danno occasione a politicanti destroidi di farsi propaganda;infatti la protesta degli ultimi giorni a roma è stata fatta passsare come una protesta violenta e potete benissimo immaginare come la destra ci abbia "mangiato" su sto fatto
    3-quanta della gente che partecipa a manifestazioni di questo tipo sa cos'è la riforma moratti?
    4-quanta della gente va alle manifestazioni vi partecipa per saltare la scuola o le lezioni?non tutta,ma sicuramente molta!
    il problema delle manifestazioni,a mio parere hanno perso credibilità?
    ok manifestare una volta,due,tre,quattro ma una volta che vedi che non ottieni niente cambia strategia!!
    invece di manifestare inutilmente(secondo me) non è meglio sprecare tempo e risorse in altre cose più producenti?per fare un esempio,morrigan citava l'uso dei mezzi di comunicazione,perchè non organizzare una massiccia campagna di controinformazione(nel caso specifica della riforma moratti) che permetta alle persone di farsi una coscienza circa l'argomento.controinformazione che non deve limitarsi a dire "la riforma moratti fa schifo" senza spiegare bene il perchè(come fino all'anno scorso ho sentito nelle manifestazioni organizzate nella mia città)ma deve fornire alle persone gli strumenti necessari per potersi porre con un atteggiamento critico nei confronti dell'argomento trattato!!

  9. #9
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    ma in realtà l'informazione tra quelli che hanno partecipato c'era...nel senso...è possibile leggere stralci di legge e commenti ovunque...io per prima appena l'ho sentito sono andata su internet a cercare...
    solo che in 10 giorni di occupazione, e con tutti e 3 i rettori dei 3 atenei della capitale che hanno minacciato di dimettersi dal rettorato se la legge fosse passata (cosa che non faranno mai, ci tengono troppo a stare seduti nel rettorato, figurati se se ne vanno sul serio), non ho letto su nessun giornale e non ho sentito in nessun telegiornale (a parte quello di la7, dove ogni giorno davano gli aggiornamenti sulla protesta dei prof e degli studenti universitari) una sola notizia a riguardo...
    sono d'accordo con la controinformazione, ma se nemmeno si può più manifestare il proprio dissenso, diventa difficile...oltretutto non è che si è trattato di 4 gatti che dicevano "che pizza questo governo" senza specificare...i prof erano d'accordo a fare questo tipo di protesta perchè altre cose non sarebbero state altrettanto visibili...visto che le "altre cose" sono state provate in questi 4 anni e non hanno dato alcun effetto...
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  10. #10
    xgliamicipedace
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    anche manifestare non ha portato a niente!!!nanni moretti magari sta ancora "girotondeggiando"...giro giro tondo quant'è bello il mondo!!!scioperare non è l'unico modo per sentirsi in democrazia e manifestare il proprio dissenso!

    Originariamente postato da morrigan
    qualche tempo fa lessi un articolo molto interessante sul mondo arabo e sul giudizio che esso dava alle "grandi democrazie occidentali" il tizio musulmano che veniva intervistato fu molto provocatorio nel raccontare i punti di divergenza e di convergenza di due mondi all'apparenza così lontani. il succo delle sue parole era press'a poco questo: siete voi occidentali tanto sicuri di vivere in uno stato libero? noi controlliamo le nostre donne, gli imponiamo di vestire in un certo modo, di sposarsi solo con qualcuno scelto dal capo famiglia, ma voi, siete così sicuri che le vostre donne siano più libere delle nostre?
    possiamo manifestare all'infinito ma alla fine i risultati dove sono??...fatti non pugnette!!!

  11. #11
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    secondo il mio modestissimo punto di vista, non sono le manifestazioni ad essere giuste o sbagliate in sè, è cme le si usa e come le si porta avanti a fare la differenza. se sono disorganizzate, se i manifestanti parlano e basta, se sono troppo rumorose, non credo che colpiscano il bersaglio. una manifestazione dove ci sono i giocolieri è simpatica e colorata, però quanto viene presa sul serio? e una manifestazione dove tutti urlano slogan, quanto viene ascoltata realmente? e se fosse che più si cammina in silenzio più si fa sentire il proprio dissenso?
    le manifestazioni dei no-global, ad esempio, avevano un grande potere mediatico, ma sono state usate malissimo (si pesi ai black block) e quello di cui la stampa ha parlato, sono state solo le vetrine rotte e i danni provocati, il risultato è che le motivazioni dei manifestanti sono passate in secondo piano.
    il fatto è che le folle sono ingestibili e che onguno, nell'anonimato, può far cose che da solo non farebbe, a discapito del grande potere concesso al popolo dalla democrazia: quello di esprimere libreamente il proprio parere.
    in ogni caso, teniamo ben presente che, fino a non molti anni fa, le manifestazioni erano vietate, adesso, almeno, c'è la libertà di poterle pianificare e fare (che poi la polizia continui, oggi come ieri, a caricare i manifestanti, è un altro dato di fatto, sigh...)
    ...non sono forse un accordo stonato, nella divina sinfonia,
    grazie alla vorace ironia che mi squassa e che mi morde?
    E' dentro la mia voce, come stride!
    E' il mio sangue, questo veleno nero!
    Sono lo specchio sinistro in cui si guarda la megera.
    io sono la piaga e il coltello! Sono lo schiaffo e la gota!
    Sono le membra e la ruota, e la vittima e il carnefice!
    Sono del mio cuore il vampiro,uno di quei grandi derelitti
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  12. #12
    xgliamicipedace
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    manifestare dovrebbe essere il primo passo per una protesta,non l'unico!!!!partiti e sindacati indicono scioperi a ripetizione tanto loro la giornata di lavoro non la perdono!!!
    manifestiamo per sentirci liberi di esprimere il nostro dissenso...ma lo siamo?

  13. #13
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    Originariamente postato da xgliamicipedace
    manifestare dovrebbe essere il primo passo per una protesta,non l'unico!!!!partiti e sindacati indicono scioperi a ripetizione tanto loro la giornata di lavoro non la perdono!!!
    manifestiamo per sentirci liberi di esprimere il nostro dissenso...ma lo siamo?
    Aspetta, aspetta. Che qui c'è un errore grosso tuo, anzi, due!

    1) I partiti non indicono scioperi. Non è il loro lavoro e non possono farlo.

    2) I sindacalisti perdono la loro giornata di lavoro esattamente come tutti gli altri, quando c'è sciopero. E lo so bene, dato che faccio il sindacalista da vent'anni (in fabbrica, non in apparato, tanto per essere chiari...).

    3) Manifestare è sempre stato un componente delle proteste, mai l'unico componente.

    Quanto al fatto se siamo o meno liberi di esprimere il dissenso, sì, lo siamo. A volte sembra che poi di questo dissenso freghi un accidente a nessuno, ma nel "manuale del perfetto rivoluzionario" non c'è scritto che le azioni che si iniziano DEBBANO andare a buon fine TUTTE, SEMPRE e IN OGNI CONDIZIONE.

    Buona vita

    Guglielmo
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  14. #14
    xgliamicipedace
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    Originariamente postato da willy61
    Aspetta, aspetta. Che qui c'è un errore grosso tuo, anzi, due!

    1) I partiti non indicono scioperi. Non è il loro lavoro e non possono farlo.

    2) I sindacalisti perdono la loro giornata di lavoro esattamente come tutti gli altri, quando c'è sciopero. E lo so bene, dato che faccio il sindacalista da vent'anni (in fabbrica, non in apparato, tanto per essere chiari...).

    3) Manifestare è sempre stato un componente delle proteste, mai l'unico componente.

    Quanto al fatto se siamo o meno liberi di esprimere il dissenso, sì, lo siamo. A volte sembra che poi di questo dissenso freghi un accidente a nessuno, ma nel "manuale del perfetto rivoluzionario" non c'è scritto che le azioni che si iniziano DEBBANO andare a buon fine TUTTE, SEMPRE e IN OGNI CONDIZIONE.

    Buona vita

    Guglielmo
    vabbè ammetto che come post il mio è stato un disastro a volte prima di parlare(anzi,scrivere)dovrei fermarmi un attimo e riflettere ma non lo faccio molto spesso
    vabè cmq quello che volevo dire è che nonostante tutte le manifestazioni che si sono fatte per esempio contro la riforma moratti non si è arrivati a niente e come ha fatto notare la santachè con eleganza sopraffina ce l'hanno messo in....vabè si è capito!!tu mi dici che la manifestazione non è l'unica componente della protesta...quali sono le altre?perchè non sono altrettanto visibili quanto le manifestazioni?
    poi riguardo al fatto che i partiti non indicono scioperi posso essere pure d'accordo,magari formalmente è così ma penso che i sindacati per loro natura hanno una matrice politica e quindi il legame fra partiti e sindacati è molto stretto!!
    ot:le mie sono opinioni di un "non addetto ai lavori" quindi ogni chiarimento è ben accetto!!!

  15. #15
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    Premesso che, dato che lavoro da tempo, non ho molti contatti col mondo universitario, quindi, quel che dico vale per gli ambienti che conosco. In altri possono valere altre regole.

    Nei conflitti di lavoro, più o mneo aspri, c'è spazio e posto per lo sciopero, la manifestazione, il corteo. E sono alcune delle componenti di una protesta. Ma ve ne sono altre, che ci sono sempre, che sono meno visibiili perché portate avanti non da masse o da gruppi, ma da poche persone "dell'apparato". E sono:

    a) I comunicati stampa, che sembreranno una cavolata, ma se gli altri non sanno di quel che succede a te, non possono manifestare solidarietà né mettere in campo iniziative

    b) i contatti con le autorità: prefetto, vescovi, sindaci, Associazioni... perché ognuno di loro può fare qualcosa (un cambio di destinazione d'uso di un'area industriale, un'attenzione particolare alle condizioni di lavoro, ecc.)

    c) Lobbying verso i deputati ed i senatori di maggioranza ed opposizione perché facciano interrogazioni parlamentari, azioni politiche, proposte di legge

    d) contatti continui con la controparte, sia per cercare di convincere che per cercare di piegare le loro convinzioni.

    E ce ne sono molte altre.

    Ora quasi tutto questo lavoro non è visibile, non è pubblico, viene effettuato da pochi e con grande dispendio di energie. Un peccato vederlo trascurato, perché è altrettanto importante delle manifestazioni.

    Poi, non è obbligatorio arrivare ad un risultato. Un mio vecchio compagno di lotte sindacali, mi disse una volta: "La lotta paga di per sé", e voleva dire che impegnarsi in un'azione canbia i sentimenti delle persone e le loro convinzioni, indipendentemente dal risultato di queste azioni. Vi sono molti piani sui quali valutare quanto una protesta "paga". A volte l'avversario ottiene una "vittoria di Pirro", nella quale vince la battaglia, ma finisce col perdere la guerra.
    Quanto al legame tra sindacati e partiti, è una cosa che poteva essere vera 30 anni fa, ma che non è più vera oggi. Il sindacato decide in funzione degli interessi dei propri iscritti. Solo per farti un esempio, qui da me, a Bergamo, il 30% degli iscritti alla CGIL (noto sindacato "comunista") vota Lega Lombarda, e il 10% di loro è iscritto e tesserato alla Lega. Ma la CGIL non si fa certo condizionare dala Lega quando deve decidere uno sciopero, né la Lega si fa condizionare dalla CGIL per definire le proprie proposte di politica.

    Nessun problema per il fatto che tu non sia "un addetto ai lavori". I forum servono per scambiare informazioni, e prima o poi ti capiterà pure a te di dirmi:"No, guarda, quel che dici è sbagliato".

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

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