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  1. #1
    simo3
    Ospite non registrato

    scuole publliche o private?

    ciao a tutti!Secondo voi è meglio una scuola di specializzazione privata o pubblica?Vi chiedo questo perchè delle psicologhe mi hanno sconsigliato "fortemente" le pubbliche?

  2. #2
    Partecipante L'avatar di ciky1079
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    23-01-2005
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    ti rispondo x quanto è stato detto a me.
    Le scuole pubbliche sono una sorta di proseguimento dell'università: lezioni frontali, frequenza xlo+ infrasettimanale, un numero di ore di tirocinio maggiore rispetto a quello richiesto dalle private. Inoltre ti danno + punti x i concorsi pubblici (ma quando ne fanno oramai?!? )
    Diciamo che è un tipo di scuola informativo.
    Le scuole private devono essere riconosciute dal MIUR e sono scuole generalmente non solo informative ma anche formative, nel senso che oltre a studiare ti propongono un percorso personale da svolgere, sia a livello di analisi personale richiesta, sia con un numero di ore prestabilito di supervisione dei casi che x la maggior parte degli studenti si tratta di casi visti in tirocinio...
    Dipende cosa vuoi tu.

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di rachele*
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    18-02-2005
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    193
    Originariamente postato da ciky1079
    ti rispondo x quanto è stato detto a me.
    Le scuole pubbliche sono una sorta di proseguimento dell'università: lezioni frontali, frequenza xlo+ infrasettimanale, un numero di ore di tirocinio maggiore rispetto a quello richiesto dalle private. Inoltre ti danno + punti x i concorsi pubblici (ma quando ne fanno oramai?!? )
    Diciamo che è un tipo di scuola informativo.
    Le scuole private devono essere riconosciute dal MIUR e sono scuole generalmente non solo informative ma anche formative, nel senso che oltre a studiare ti propongono un percorso personale da svolgere, sia a livello di analisi personale richiesta, sia con un numero di ore prestabilito di supervisione dei casi che x la maggior parte degli studenti si tratta di casi visti in tirocinio...
    Dipende cosa vuoi tu.
    si, dipende anche da quanto vuoi spendere...
    sx-dx-sx!

  4. #4
    Partecipante L'avatar di ciky1079
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    23-01-2005
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    costi

    i costi era un argomento che, purtroppo, davo un pò x scontato, nel senso che si sa che le scuole private hanno un costo elevato, però è anche vero che in quelle pubbliche devi spesso avere degli agganci x entrare e non è sempre facile (o diciamo pure che è difficle).
    Ci sono scuole secondo me improponibili come quella di Veglia a Torino che ti chiede 5.000 euro annuali e x di più devi firmare un contratto che se x qualche motivo abbandoni, sei cmq tenuto a pagare il 30% della somma rimanente che avresti dovuto dare... una ladrata insomma!
    Poi ci sono le scuole sistemiche che invece sono sui 2500 euro annuali; infine la maggior parte delle scuole private ha costi che si aggirano intorno ai 35oo euro l'anno.
    Le scuole pubbliche sono davvero economiche (800 - 1000 euro all'anno) però quello che mi chiedo è: è giusto dover prendere una decisione così importante che impegna x 4 lunghi anni (se non di più) in base al risvolto economico?
    Io credo che, nell'ordine dei costi da ciascuno sostenibili, si importante compiere una scelta in base alle proprie inclinazioni.

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di Serena75
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    31-03-2005
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    Ciao! a quanto ho capito ( leggendo sul forum), le scuole pubbliche non solo danno "più punti" ai concorsi, main molti casi sono le uniche che consentono di tentarli. Ossia, nei concorsi del SSN, quando si parla di dirigente psicologo SPECIALISTA IN PSICOLOGIA CLINICA

  6. #6
    Partecipante Assiduo L'avatar di Serena75
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    31-03-2005
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    206
    OPS

    dicevo, quando si parla di specialista in psicologia clinica, i concorrenti ammessi sono solo quelli usciti dalle scuole pubbliche. Quando si parla di specialista in psicoterapia, invece, sono ammessi gli specializzati usciti sia dalle pubbliche che dalle private.
    Io ovviamente sono iscritta ad una scuola privata, ma se avessi saputo prima di questo piccolo particolare, forse avrei tentato il concorso nella pubblica....perchè alla fine vuol dire che se i concorsi sono pochi ed io posso partecipare solo ad alcuni di questi, in sostanza mi sto specializzando solo per la vorare come libera professionista...
    E poi se è vero che gli studenti delle pubbliche sono meno seguiti che nelle private, in entrambi i casi si tratta di una formazione poco utile se non è vissuta in modo attivo dallo studente.
    ciao

  7. #7
    Partecipante L'avatar di ciky1079
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    biella
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    cara serena75,
    il discorso che fai tu è giustissimo: se nei concorsi non è specificato "psicoterapeuta" ma solo psicologo clinico, allora chi ha una specializzazione privata non può partecipare.
    io personalmente lo trovo profondamente ingiusto.
    baci

  8. #8
    Partecipante
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    28-09-2005
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    Re: scuole publliche o private?

    Originariamente postato da simo3
    ciao a tutti!Secondo voi è meglio una scuola di specializzazione privata o pubblica?Vi chiedo questo perchè delle psicologhe mi hanno sconsigliato "fortemente" le pubbliche?

    proprio oggi sono stata ad un convegno sulla qualità della formazione in psicoterapia: si discuteva anche delle scuole di specializzazione. Pare che una differenza, a parte i costi e i punti per partecipare ai concorsi, sia quella che riguarda i modelli: mentre ciascuna scuola privata si basa e lavora su un solo modello/paradigma, le scuole universitarie e quindi pubbliche lavorano in modo, diciamo, più eclettico...così dicevano...io devo ancora farmene un'idea in merito ma ti passo ste cose dette da persone che insegnano in scuole private...

  9. #9
    Partecipante L'avatar di ciky1079
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    biella
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    anche a me è stato riferito lo stesso identico aggettivo, eclettiche, x descrivere le scuole pubbliche e da una persona che ne aveva frequentata una in ps. clinica, a Roma.

  10. #10
    violli
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti ho visto che il thred è bloccato da qualche tempo,ma sono interessato all argomento e ci terrei a dare il mio piccolo contributo.
    Per esperienza diretta ho potuto comprende che le differenze siano soprattutto:
    1.di tipo economico:rifacendomi alla situazione milanese il costo di una pubblica si aggira intorno ai 1800 euro mentre le private partono mediamente dal doppio della cifra fino ad arrivare a cifre folli(oltre i 5000 euro con aggiunta di supervisioni e analisi personale dve richiesta)
    2.dal punto di vista accademico e di titoli:come specificato prima d auqalche collega la scuola pubblica rilascia il duplice titolo di psicolo clinico e di psicoterapeuta(permettendo cosi di poter partecipare a tutti concorsi e bandi),mentre la privata rilascia,se riconosciuta dal MIUR il titolo di psicoterapeuta(quindi nn dà la possibilita di rispondere ai concorsi per dirigente psicologo specializzato in psico clinica ma solo in psicoterapia)
    3.dal punto di vista formativo: le ore di lezione sono ditribuite durante i giorni della settimana(almeno 2)e seguono una organizzazione di tipo universitario con esami e libretto,professori perloppiu grandi cattedratici e teorici dela psicologia nelle scuole universitare,al contrario di quello che accade alle private in cui gli studenti sono seguiti da tutor personali a scuola e al tirocinio,possono avvalersi di supervisioni di gruppo e dei vari docenti e vengono agevolati poiche di massima le ore sono distribuite nei fine settimana(per favorire la possibilita di lavorare nel frattempo..per pagarsi le cifre folli al punto 1!!!
    Mi pare perfetta la definizione di scuole informative vs scuole formative,nelle statali la conoscenza è prettamente teorica perche nn va dimenticato che sono aperte ai medici che devono"mettersi in pari"con il nostro corso di studi,rischiando che si trasformi per uno psicologo in una mera ripetizione degli anni di universita;nelle private invece si predilige una certa pratica clinia lo scopo è quello di fare avvicinare e seguire lo studente in un approccio alla professione e un supporto nel seguire i primi casi che durante il tirocinio si avra la fortuna di poter seguire
    4.Dal punto di vista dei tirocini:nelle statali le ore sono molte di piu e questo nn è un male poiche forsi accortisi della lacuna nella pratica clinica,hanno ovviato aumentando il numero di ore nell intento di dare una formazione piu completa agli specializzandi;i contatti solitamente sono ottimi(ospedali ,asl,universita, istituti di ricerca).Per le private invece solitamente le ore sono piu ridotte,anche per la difficolta a stipulare accordi di tirocinio,da sottolineare che nelle private è facile essere aiutati e ricevere alcuni contatti di pazienti o addirittura richieste di collaborazioni di docenza(questo ovviamente all ultimo anno)

    Per sommi capi questi possono essere alcuni degli aspetti importanti da prendere in considerazione nella scelta fra le due possibilita di investimento dei 4 anni di specializzazione.
    Superfluo anche se d obbligo l augurio di una buona scelta..e che sia davvero buona!!

  11. #11
    Partecipante
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    [QUOTE]Originariamente postato da violli

    Grande violli, sei veramente un grande. Una spiegazione migliore non poteva esserci, hai contribuito tantissimo a mettere ordine nella mia testa!

  12. #12
    violli
    Ospite non registrato
    Ciao lachi,grazie a te per la replica e per il complimento!
    Mi fa piacere se ti è servito quello che ti ho scritto,capisco perfettamente le difficolta e la confusione:anche io ho impiegato parecchio tempo e ho rincorso parecchie persone per raccogliere le informazioni..credo che le informazioni chiare ed affidabili siano il primo passo verso una scelta consapevole !!
    Mi raccomando tienimi aggiornato su quello che deciderai di fare,ci tengo
    Ho visto che sei di Milano...sicuramente ci scontreremo inconsapevolmente fra le bancarelle degli obejobej!!
    Buon ponte

  13. #13
    Partecipante Super Figo L'avatar di Pedrita
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    così si esprime l'Ordine degli Psicologi del Lazio

    L'ordine degli Psicologi del Lazio così si esprime tra scuole pubbliche e private:
    Equipollenza dei titoli di specializzazione ai fini dell'accesso ai pubblici concorsi

    A seguito di diverse richieste di chiarimenti circa la situazione dei concorsi presso le ASL da parte di colleghi, abbiamo inviato risposte che possiamo così rendere omogenee.

    Gentile Collega,
    la situazione attuale è la seguente: ai concorsi pubblici per la disciplina di psicologia possono accedere coloro che hanno una specializzazione nelle discipline indicate dal D.M. 30/01/1998 e dal D.M. 02/08/2000, che hanno determinato le cosiddette tabelle in cui sono indicate le equipollenze per l’accesso ai concorsi inerenti alla disciplina in questione. Le specializzazioni equipollenti sono le seguenti: Psicologia del Ciclo di Vita, Psicologia sociale ed applicata, Psicologia dell’età evolutiva, Psicologia della Salute, Neuropsicologia, Valutazione Psicologica. Queste specializzazioni possono essere conseguite solo da psicologi in quanto ne è preclusa la possibilità ai medici.
    Alcune di queste specializzazioni conferiscono il titolo di psicoterapeuta e consentono quindi anche l’annotazione nell’Albo ai sensi dell’art. 3 della L. 56/89 e precisamente: Psicologia Clinica, Psicologia del Ciclo di Vita, Psicologia dell’età evolutiva, Psicologia della Salute.
    Psicologia sociale ed applicata, Neuropsicologia e Valutazione Psicologica, invece, non conferiscono il titolo di psicoterapeuta.
    Un discorso a parte merita la specializzazione in Psicologia Clinica che è attivata anche presso le cattedre di medicina e chirurgia. In seguito ad un ricorso da parte del Consiglio Nazionale degli Psicologi avverso l’Università di Padova, il Consiglio di Stato - con la sentenza N. 981/04 – ha affermato un interessante principio, in base al quale potrebbero specializzarsi in Psicologia Clinica solo gli psicologi. L’argomento, considerato che sono state emanate decisioni di diverso tenore e sostanza rispetto a quest’ultima, è ancora in discussione nell’ambito della giustizia amministrativa. Ma, indubbiamente, un’importante breccia è stata aperta. (Può trovare un commento a questa importante sentenza a pag. 43 del Notiziario “Psicologi” n. 3-4 2004).

    Ai concorsi pubblici per la disciplina di psicoterapia possono accedere, sempre in base alle tabelle del Ministero della Salute, coloro che possiedono le seguenti specializzazioni: Psicologia clinica, Psicologia del Ciclo di Vita, Psicologia dell’Età Evolutiva, Psichiatria, Neuropsichiatria, Neuropsichiatria Infantile, Psicologia della Salute e, dopo l’emanazione della L. 401/2000, anche coloro che hanno conseguito la specializzazione in psicoterapia, ai sensi dell’art. 3 della L. 56/89, presso scuole riconosciute dal MIUR o ai sensi dell’art. 35 della Legge medesima (sanatoria Ordini). Ai sensi dell’art. 3 della L. 56/89 la possibilità di specializzazione in psicoterapia è consentita sia agli psicologi, sia ai medici.
    Nel periodo immediatamente successivo all’emanazione della L. 401/2000, la norma sull’equipollenza dei titoli ai fini dell’accesso ai pubblici concorsi non era stata correttamente recepita da molte AA.SS.LL. e l’Ordine del Lazio ha compiuto alcune importanti iniziative volte alla tutela degli iscritti rispetto all’effettiva applicazione della L. 401/2000 circa all’ammissione nei concorsi pubblici per la disciplina di psicoterapia anche di coloro che abbiano conseguito la specializzazione in psicoterapia presso scuole riconosciute dal MIUR o ai sensi dell’art. 35 della Legge 56/89
    Giova ricordare a questo proposito che, in seguito alla sollecitazione del nostro Ordine regionale, il MIUR ha definitivamente ribadito la completa equipollenza ai fini giuridici di tali titoli con i titoli conseguiti presso le scuole universitarie. (Puoi trovare il testo integrale della comunicazione del MIUR e il relativo commento a pag. 42 del Notiziario “Psicologi” n. 3-4 2004). E’ da ricordare inoltre l’intervento ad adiuvandum da parte del nostro ordine nel ricorso al T.A.R. del Lazio/Sezione Distaccata di Latina avverso l’Azienda Sanitaria Locale di Frosinone.
    Al momento attuale l’equipollenza dei titoli di specializzazione rispetto all’accesso ai concorsi per la disciplina di psicoterapia è garantita. I concorsi pubblici per la disciplina di psicoterapia non sono frequenti ma recentemente la Regione Veneto ha indetto un Concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura a tempo indeterminato di un posto di dirigente psicologo - disciplina di psicoterapia per i servizi socio sanitari territoriali, ruolo sanitario, profilo professionale psicologo, presso l'azienda unità locale socio sanitaria n. 13 di Mirano. (GU n. 75 del 20-9-2005), con scadenza 20 ottobre 2005, il cui bando è stato prontamente inserito nell’area riservata agli iscritti del nostro sito web. Il bando in questione indica chiaramente la possibilità di presentare domanda di partecipazione al concorso sia a coloro che sono in possesso di diploma di specializzazione in psicoterapia rilasciato da una scuola riconosciuta dal MIUR (ex art. 3 L. 56/89), sia a coloro che sono autorizzati all’esercizio della psicoterapia ex art. 35 L. 56/89, proprio in virtù dell’art. 2 comma 3 della L. 401/2000 da te citato.
    Veniamo, a questo punto, all’altro aspetto della questione, cioè l’equipollenza tra i titoli di specializzazione per l’accesso alla disciplina di psicologia. La legge 401/2000 sostiene testualmente all’art. 2 comma 3: “Il titolo di specializzazione in psicoterapia, riconosciuto ai sensi degli articoli 3 e 35 della legge 18 febbraio 1989, n. 56, come equipollente al diploma rilasciato dalle corrispondenti scuole di specializzazione universitaria, deve intendersi valido anche ai fini dell'inquadramento nei posti organici di psicologo per la disciplina di psicologia e di medico o psicologo per la disciplina di psicoterapia, fermi restando gli altri requisiti previsti per i due profili professionali.”
    Al momento della sua emanazione, dagli Ordini fu data un’interpretazione per così dire “letterale” della norma relativa all’equipollenza ai fini dei concorsi in ambedue le discipline (cfr. Notiziario “Psicologi” n. 1-4 2000). Cosa consente, dunque, tuttora alle ASL di rifiutare le domande dei colleghi che possiedono specializzazioni non universitarie, relativamente alla partecipazione ai concorsi per la disciplina di psicologia?
    Ad avallare le scelte delle ASL è una restrittiva interpretazione del Consiglio di Stato di questa norma. Il Consiglio di Stato, infatti, è intervenuto sulla questione con la sentenza del 23/03/2004.
    E’ opportuno, per maggiore chiarezza, ripercorrere brevemente la vicenda che ha condotto a questa sentenza.
    Nel 2002 alcuni colleghi avevano presentato domanda per accedere a un concorso pubblico – disciplina di psicologia – bandito dalla ASL 10 di Firenze nel 2002. Essendo stati esclusi dal concorso, proposero ricorso al T.A.R. della Toscana.
    L’Ordine degli Psicologi del Lazio, insieme all’Ordine della Toscana e all’Ordine Nazionale, decisero di sostenere l’impugnazione degli iscritti con un intervento in giudizio ad adiuvandum.
    Il T.A.R., però, rigettò il ricorso sostenendo, peraltro, l’illegittimità dell’intervento ad adiuvandum degli Ordini. Alcuni ricorrenti decisero, così, di appellare la sentenza dinanzi al Consiglio di Stato e l’Ordine della Toscana intervenne ad adiuvandum mentre l’Ordine del Lazio e l’Ordine Nazionale, preso atto della dichiarazione di inammissibilità pronunciata dal TAR della Toscana, decisero di non reiterare l’intervento in appello, per una serie di ragioni, tra cui quella di cercare di evitare una pronuncia (puntualmente arrivata) negativa del C.d.S. sulla legittimità dell’intervento degli Ordini che avrebbe potuto creare un difficile, se non insormontabile, precedente per i casi futuri.
    Il C.d.S., come è noto, rigettò l’appello e riconfermò la sentenza di primo grado.
    Sostanzialmente il C.d.S. ha ritenuto che l’unica ratio ispiratrice dell’art. 2 L. 401/2000 sia quella di “sistemare il precariato determinatosi per effetto degli incarichi” e quindi a coloro che sono in possesso della specializzazione in psicoterapia conseguita presso istituti privati riconosciuti dal MIUR o mediante autorizzazione degli Ordini professionali (ex art. 35 L. 56/89) rimane precluso l’accesso ai concorsi pubblici nella disciplina di Psicologia.
    L’interpretazione che il Consiglio di Stato ha dato della L. 401/2000 è, ad avviso del nostro Ordine, troppo restrittiva (e ingiusta) e per questo motivo è stato recentemente firmato da me e da alcuni presidenti di altri ordini regionali, un protocollo in nove punti da approfondire, per affrontare la difficile questione dell’equipollenza - ai fini dell’ammissione ai concorsi pubblici per la disciplina di psicologia - tra i titoli di specializzazione rilasciati dai corsi privati riconosciuti, quelli riconosciuti dagli Ordini in regime di sanatoria (art. 35, L. 56/89) e quelli rilasciati dalle corrispondenti scuole di specializzazione universitarie.
    Il consulente legale dell’Ordine, di concerto con i legali degli altri Ordini, sta lavorando su questa materia e non appena ci saranno novità rilevanti provvederemo ad informarne gli iscritti secondo i nostri consueti canali.
    Ritengo opportuno precisare che, tramite i nostri consueti canali di informazione agli iscritti, abbiamo scritto molto sulla vicenda, fin dai suoi esordi (ad es. sul già citato Notiziario “Psicologi” n. 1-4 del 2000 e n. 3-4 del 2004 pagg. 42-43). Anche recentemente è stato pubblicato un articolo esplicativo, a cura dell’Avv. Antonio Cucino, che le consiglio di leggere se vuole approfondire l’argomento (pag. 47 del Notiziario “Psicologi” n. 5/6 del 2004; lo stesso articolo è visionabile sul sito www.ordinepsicologilazio.it area L’Ordine – Ordine, istituzioni, società civile – Temi di politica professionale). La invito, inoltre, a leggere quanto ho scritto personalmente sulla questione a pag. 42 dello stesso Notiziario.
    Nel porgerle un cordiale saluto, rimaniamo a disposizione per qualsiasi altro chiarimento di cui lei necessiti e le ricordiamo che presso l’Ordine è attivo un servizio di consulenza legale.

    Il Vicepresidente
    Marialori Zaccaria
    Il Presidente
    Emanuele Morozzo della Rocca

    Direi che è eloquente no?


    [<<<Tutti sul lettino>>>clikka!
    questo è un video di sedute psicoanalitiche nei diversi film!
    il mio avatar è un quadro di BoB ArT

  14. #14
    violli
    Ospite non registrato
    Ciao Pedrita,grazie mille per il post e per la pazienza che hai avuto nel copiarlo permettendoci di avere notizie sicure e affidabili.
    Sull eloquenza dell articolo ci sono pochi dubbi:in questi anni passati in CPS ho avuto modo di confrontarmi con colleghi piu maturi,che peraltro occupano questi tanto agognati posti di lavoro e mi avevano confermato questa situazione.
    Le cose dal punto di vista formale stanno come evidenziato dall articolo che hai proposto,pero nella pratica purtroppo,ad oggi,nonostante l interessamento dell ordine e della psicologa che firmava la mail,ancora non è possibile accedere(e nemmeno partecipare)ai concorsi per pscologi clinici,che giova ricordare sono quelli piu numero(seppur nella scarsita del panorama generale!).
    Sulle assurde ragioni che ce lo impediscono potremmo spendere km di lettere(come direbbe Pezzali!),io sono indignato quanto te e trovo inconcepibile che posti di psicologo clinico possano venire destinati a medici invece che a psicologi,non tanto per una questione personale,individuale poiche immagino possano esserci medici molto piu capaci o altrettanto capaci,tanto piu avedo conseguito un titolo e una formazione mirata,ma per una ragione di chiarezza e di ruolo.
    Mi spiego meglio: sono assolutamente favorevole ad un intercambio di professionalita e di formazioni fra professioni "vicine di casa"che dovrebbero avere come centro della loro missione il paziente e la salute della persona che soffre di un disagio,pero nn credo sia corretto che questo intercambio sia a senso unico,cioe che si traduccesse in una mera invasione di spazi nn equa;per la serie un medico puo diventare psicologo clinico e psicoterapeuta(con annessa e connessa iscrizione all albo degli psicoterapeuti)seguendo 4 anni di specialita(spesse volte organizzate e pensate per permettere al medico di acquisire i fondamenti di una professione e di una professionalita della quale è totalmente digiuno )mentre agli psicologi nn è ammesso neanche lontanamente pensare di potersi iscrivere ad una scuola di specialita medica(per esempio psichiatria o fisiologia).
    Trovo iniqua questa disparita,nn il fatto che medici capaci possano occupare posti per i quali hanno i titoli e le abilita umane e professionali.
    Mi piacerebbe che a tutte le profesionalita fosse data la stessa possibilita di integrare le proprie conoscenze secondo le inclinazioni di ciascuno,che ci fosse insomma l idea di poter formare le persone motivate e con delle doti e nn assurde lotte di potere fra categorie, alla ricerca di spazi di impiego per i propri associati(anche perche sinceramente fra la categoria dei medici e degli psicologi...nn c è nemmeno paragonepurtroppo per noi,e mi riferisco a peso specifico e politico!!)
    Non vorrei essere frainteso,nn sono felice della nostra situazione nè del trattamento che nn ci assicura certo prospettive rosee,pero mi sento lontano dal colludere con una "lotta di categoria" e difesa dei posti a priori perche sono nostri!
    LA situazione economica è precaria, i fondi degli enti pubblici sono bloccati da tempo immemore,e i pochi posti che ci sono vengono dirottati verso le professionalita piu forti(per esempio medici invece che psicologi)a scapito delle piu deboli e questo con atti politici che ritengo arroganti e a volte senza senso(vedi l ultimo progetto di far confluire alla cattedra di medicina e chirurgla le scuole di specializzazione universitaria in Psico Clinica)ma...a voi è capitato di vedere in un ospedale che aria tira??
    Beh,la necessita di sostegno e supporto per malati e famiglie cresce in maniera esponenziale e i medici sono in grande difficolta per fare fronte a situazioni gravi(comunicazioni di diagnosi difficili,gestione di stres o paure) e di relazione (leggevo in un artico che il tempo medio dedicato ad un paziente dal medico per visita sono 20 secondi..sisi avete capito bene solo 20 secondi,roba da brivido!!E che dire se aggiungiamo che il 35% si riferiscono alla comunicazione di diagnosi denominate come"gravita di primo livello"cioe diagnosi di malattie terminali o degenerative...o ancora di colloqui che avvengono su sulle scale mentre il medico va in mensa o scende in ascensore??) alle quali nn erano preparati:invece di vederli come rivali o antagonisti dovremmo cercare di approciarli in maniera piu aperta,noi per primi,scopriremmo con grande sorpresa del bisogno che hanno di noi e della nostra professionalita,sono i primi a rendersene conto e nn ne fanno mistero.
    Forse ho esondato,il mio flusso ha superato le dighe di protezione e credo si essermi allontanato dal tema di nteresse del thred,pero lo scopo era quello di allargare la visuale:è vero forse quei posti toccherebbero a noi,ma li danno a loro(e poi nn è vero perche nn ci sono posti nemmen per loro!);è utile lottare e difendere i nostri spazi ma forse ancor di piu lo sarebbe cercare di allargarli e di concedere per avere di ritorno le stesse possibilita,cercare di aprore invece che chiuderci ognuno nel nostro.E per finire un tema a me caro è quello della collaborazione,dell integrazione dei saperi,dal lavorare insieme per un unico obiettivo,cercare di rendere le linee di confine fra le professioi sempre piu smussato agevola un continum di cura che sara sicuramente di giovamento al paziente che si sentirebbe accompagnato in un perscorso di cura da piu persone invece che sentirsi solo e sballottato da un professionista all altro che magari neanche si conoscono e nn conoscono il lavoro l uno dell altro!
    Queste riflessioni valgono per il pubblico,anche se vale la pena di ricordare che nel privato le problematiche sono sempre le stesse,se nn si ha una rete di professionisti a cui appoggiarsi..da soli si va poco lontani!
    Scusate per la lunga processione di pensieri e parole
    A presto

  15. #15
    crudelia
    Ospite non registrato
    STO CHIEDENDO OVUNQUE..QUALUNO SO DIRMI DOVE TROVO INFORMAZIONI SU QUALI SONO LE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE PRIVATE RICONOSCIUTE DAL MIUR IN TOSCANA E QUALI SONO LE PUBBLICHE???
    SANTO CHI MI DARà QUESTA INFORMAZIONE!!!

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