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  1. #1
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    Disturbo Dissociativo dell'Identità

    come contenere una persona cui è stato diagnosticato un disturbo del genere, tenendo conto che quando è la sua parte cattiva a prendere il controllo diventa estremamente aggressiva e rifiuta ogni tipo di contatto? non so cosa fare...qualcuno può darmi una mano?
    ...non sono forse un accordo stonato, nella divina sinfonia,
    grazie alla vorace ironia che mi squassa e che mi morde?
    E' dentro la mia voce, come stride!
    E' il mio sangue, questo veleno nero!
    Sono lo specchio sinistro in cui si guarda la megera.
    io sono la piaga e il coltello! Sono lo schiaffo e la gota!
    Sono le membra e la ruota, e la vittima e il carnefice!
    Sono del mio cuore il vampiro,uno di quei grandi derelitti
    condannati all'eterno riso
    e che non possono più sorridere


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  2. #2
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    non c'è nessuno nessuno nessuno che possa darmi una mano? va bè, se la prossima volta che la incontro mi picchia e me ne torno a casa con un occhio nero ve lo farò sapere e farò in modo che i sensi di colpa vi perseguitino per mooooolto tempo!!!
    ...non sono forse un accordo stonato, nella divina sinfonia,
    grazie alla vorace ironia che mi squassa e che mi morde?
    E' dentro la mia voce, come stride!
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  3. #3
    squirrel
    Ospite non registrato
    hai provato ad entrare in empatia con la sua rabbia?

  4. #4
    letyzzetta
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da squirrol
    hai provato ad entrare in empatia con la sua rabbia?
    (!?)

  5. #5
    io mordo
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    Tanto per far sbattere la testa di Letyzzetta ancora più forte forse potresti provare a imitare i suoi viraggi esasperandoli non saprei cos'altro suggerirti... fai un po' di esperimenti...
    Ciao Letizia!

  6. #6
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    hey....non credevo che qualcuno avrebbe più risposto al mio appello.
    dunque, quando la ragazza mi mostrò la sua rabbia non ebbi il tempo di empatizzare con alcun che, perchè arrivarono gli operatori e se la trascinarono via a forza, impedendomi di restare con lei. tuttavia quella rabbia era talmente forte che era difficile anche solo cercare di contenerla dentro di me: mi sentivo schiacciata, non so come spiegare, schiacciata e spaventata.

    per quanto riguarda l'esasperazione dei suoi continui cambiamenti di stile comunicativo, ho provato a farlo, a provocarla un po' su questa figura doppia che lei tanto odia, ma il punto è che quando con queste persone si azzecca il comportamento giusto (e secondo me, questo può essere un atteggiamento giusto da tenere), loro scappano o si chiudono in mutismo. a me scappò dopo avermi chiamata brutta strega e non ci fu verso di avvicinarla di nuovo.

    non so davvero come fare, devo affrontare i suoi deliri persecutori, quelli autoriferiti, la sua rabbia, il suo odio e tutto alla cieca, senza avere una figura di riferimento con cui confrontarmi. è durissima per me, mi sento priva di una qualsiasi risorsa e gli operatori di certo non aiutano. ecco perchè ho chiesto consiglio a voi.
    vi ringrazio di cuore per le vostre risposte
    Ultima modifica di morrigan : 29-10-2005 alle ore 11.30.34
    ...non sono forse un accordo stonato, nella divina sinfonia,
    grazie alla vorace ironia che mi squassa e che mi morde?
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  7. #7
    squirrel
    Ospite non registrato
    mai disperare, morrigan! Mai sia che te torni a casa con un occhio nero!
    Non hai un supervisore con il quale poterti confrontare? Quando si ha a che fare con personalità del genere penso sia necessario perchè le loro reazioni hanno una carica emotiva notevole e l'operatore che si trova ad affrontarle deve possedere non solo esperienza e creatività ma anche... una buona dose di autocontrollo!
    Io ho affrontato una situazione simile, una volta, con uno schizofrenico paranoide, ex-tossicodipendente, alcoolista, in pieno delirio ed in scompenso farmacologico... sai che cosa hanno fatto gli operatori presenti? Si sono rinchiusi nelle loro stanze e mi hanno lasciata "in pasto" al paziente...! Mi ti immagini, io che sono un metro e cinquanta, a cecare di fronteggiare un fustacchione di un metro ed ottantacinque? Era convinto che lo spiassimo con le telecamere e ce la voleva far pagare... io, dopo aver raccomandato la mia anima a Dio, gli ho detto che sentivo tutta la sua rabbia, che capivo che trovasse ingiusto l'essere spiato e come questo lo facesse sentire, ho cercato di entrare in contatto con lui attraverso le sue emozioni e rimandandogli le mie... bè, mi è andata bene anche quella volta (con somma gioia di letyzzetta), si è calmato, mi ha stretto la mano e se n'è andato via...
    Ho sperimentato la stessa tattica con gli adolescenti, nel centro che si occupava di abusi sessuali, e con i pazienti affetti da disturbo antisociale di personalità, nel centro di riabilitazione psichiatrica... ha sempre funzionato!

  8. #8
    io mordo
    Ospite non registrato
    Beh, dal mio punto di vista scappare e non avere più niente da dire potrebbe essere un buon segno, nel senso che potresti aiutarla a tollerare di più la frustrazione provocata da questi sentimenti... che sono sempre gli stessi che in altre circostanze la fanno arrabbiare (la rabbia è un altro tipo di fuga no?)


    Cioè, effettivamente con questo comportamento tu gli rimandi la sua rabbia e lei si deprime perchè nemmeno la rabbia le è servita a tollerare la frustrazione che prova... bene no? è la depressione che deve superare... deve imparare a tollerare le sue frustrazioni, non ha gli strumenti per farlo, per non arrabbiarsi più... tu devi aiutarla in questi momenti...

    ...ecco, io ci ho provato, questa è la mia idea, ma sai che non ho nessuna esperienza... auguri

  9. #9
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    non ho un supervisote, ne posso solo parlare col mio didatta durante le lezioni alla specializzazione, ma ste lezioni avvengono anche a distanza di un mese dall'incontro con questa ragazza. e poi dico una cosa: se non ci fossero gli operatori, per me sarebbe più facile: mi hanno terrorizzata già da prima che incontrassi la paziente con racconti di aggressività estrema, a loro dire, immotivata. io credo fermamente che se una persona reagisce con rabbia, non è mai all'improvviso, ma sempre in risposta ad un comportamento, anche minimo, dell'altro, però se mi vengono a dire: "ma chi è che devi vedere, A.? ommadonna, buona fortuna, A. è pericolosa, è saltata addosso a tizio, ha morso caio, ha tirato un calcio a sempronio", io mi spavento, io che son bassa e piccola, io che mi paralizzo di fronte alla violenza fisica.
    non mi farò annichilire dalla paura, continuerò a fare colloqui con lei, magari chiusa in una stanza da sola, senza operatori tra le scatole che me la portino via appena sbatte il pugno sul tavolo...proverò, nonostante la paura di un attacco fisico. magari se riesco a dar nome alla sua rabbia, come dice squirrol, mi va bene anche stavlta. se sbaglierò e tronerò a casa con un occhio nero, solo allora deciderò cosa fare.
    però voi fatemi gli auguri...argh...
    ...non sono forse un accordo stonato, nella divina sinfonia,
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  10. #10
    squirrel
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    In bocca al lupo, morrigan! Vedrai che riuscirai a tornare a casa incolume! Sei troppo in gamba! Non ti lasciare intimidire: hai stoffa da vendere, parola di squirrol!
    Quello che mi diceva il mio primario, quando lavoravo in psichiatria, è che solo 2 categorie di pazienti aggrediscono senza motivo: gli epilettici ed i tossicodipendenti. Non mi sembra che il soggetto in questione rientri nelle categorie suddette!
    Comunque, anche con i pazienti dementi frontotemporali, che sono quelli che hanno più problemi a livello comportamentale e sono, a volte, aggressivi e non solo verbalmente, me tapina, riuscire a capire la loro rabbia, aiuta, per esempio, dicendo loro: "Sei molto arrabbiata e ti capisco, non volevi venire qui, ti ci hanno portato per forza, io ti sto facendo tutta una serie di domande alle quale non vorresti rispondere... perbacco! Mi arrabbierei anche io al tuo posto!" Sentendosi capiti quasi restano meravigliati e poi abbassano le difese e diventano più collaborativi, alla fine c'è persino qualcuno che si scusa per averti risposto male.
    Poi io sono molto spiritosa e mi viene in mente sempre qualcosa che li faccia ridere, quando sono arrabbiati, perchè colgo sempre anche il lato comico delle cose... mi sono esercitata molto con mio madre che era un collerico che non ti sto a dire!
    Non sai quanto mi senta solidale con te: io sono alta un metro e cinquanta... alta... per modo di dire...! Comunque, come diceva Napoleone: "La grandezza non si misura a metri!" E per fortuna!!!

  11. #11
    squirrel
    Ospite non registrato
    con mio padre, volevo scrivere, non mio madre...! Che bel lapsus scriptiori!

  12. #12
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    ho notato anche io che se si empatizza con la loro rabbia si riesce poi meglio a cogliere alcuni loro aspetti e dopo alcuni si scusano per averti trattata male. io sono fermamente convinta che se aggrediscono un motivo c'è sempre, se tu vedessi come li trattano gli operatori! aggredirei anche io se venissi trattata così...altro che essere immotivata e improvvisa, la rabbia è sempre (o quasi) una reazione.
    questa ragazza accetta anche l'ironia, quindi riesco a scherzarci un po' con lei, ma senza oltrepassare certi limiti: non si scherza sui genitori, assolutamente no, mentre si può scherzare fin'anche sull' "altra personalità", sempre rispettando lei, ovvio e monitorando le espressioni facciali per capire quando è arrivato il momento di smetterla. io scherzo molto con loro e sono in grado, per fortuna, di comprendere fin dove arrivare. è bellissimo vederli ridere con te.
    ...non sono forse un accordo stonato, nella divina sinfonia,
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    io sono la piaga e il coltello! Sono lo schiaffo e la gota!
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  13. #13
    squirrel
    Ospite non registrato
    cara morrigan, penso che possa essere utile anche a te la lettura del libro della Dusty Miller, "Donne che si fanno male", ci sono riportati molti casi clinici e la povera autrice si è ritrovata, spesso e volentieri, a dover fronteggiare il transfert di pazienti molto aggressive e descrive anche come.
    Un'altro punto sul quale insisto è il rispetto. Solitamente non manco mai di rispetto a nessuno, per lo meno per prima, e quindi esigo altrettanto dai miei interlocutori. Se qualche paziente si mostra aggressiva nei miei confronti, verbalmente od iniziandomi, per esempio, a strattonare energicamente, le faccio notare che io non mi permetto di comportarmi con loro in questo modo proprio perchè le rispetto e che quindi esigo altrettanto. Anch'io sono convinta che la rabbia sia una reazione e se qualcuno aggredisce qualcun altro un motivo ci sia sempre, tutto sta a scoprirlo!
    So bene come sono trattati certi pazienti! Io, a volte, penso proprio che reagirei anche peggio di loro!
    Se un bambino viene amato e gli si da fiducia cresce sano e si realizzerà, di questo ne sono convinta, anche a dispetto di tutte le difficoltà che potrà incontrare nella sua vita. Se lo si denigra, non lo si ama o, peggio, lo si maltratta, insulta, violenta, come pensi potrà reagire una volta diventato adulto?
    Concordo con te che è bellissimo vederli ridere con te!
    In quante cose siamo simili, io e te! Adesso capisco perchè mi sei così simpatica: mi somigli troppo!

  14. #14
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    comprerò il libro, squirrol, ti ringrazio, e lo leggerò in cerca di "aiuto", visto che non posso confrontarmi con un supervisore in carne ed ossa. il rispetto è essenziale ed io faccio spesso presente, se cominciano a diventare aggressivi o invadenti (ci sono uomini che vogliono per forza baciarmi, che agguantano dal collo e tentano con la forza) faccio presente che mi stanno facendo male, che sto sentendo dolore, che io non mi comporto così con loro. smettono subito, non c'è mai stata una volta in cui abbiano cercato di farmi più male.
    sai qual è il problema? è che io capisco che alle volte la rabbia e l'attacco è l'unico modo che conoscono per confrontarsi con gli altri, per relazionarsi, so anche come potrei fare per calmarli, ma ho paura di lasciarmi bloccare proprio dalla paura, di ignorarli per paura di una loro reazione, di lasciarli perdere per non rischiare.

    p.s.: mi sei simpatica anche tu!!!
    ...non sono forse un accordo stonato, nella divina sinfonia,
    grazie alla vorace ironia che mi squassa e che mi morde?
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    io sono la piaga e il coltello! Sono lo schiaffo e la gota!
    Sono le membra e la ruota, e la vittima e il carnefice!
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  15. #15
    squirrel
    Ospite non registrato
    una cosa che mi ha sempre aiutato è il non aver mai avuto paura dei pazienti, loro lo sentono, sai, sono ipersensibili, come i bambini e come gli animali, quest'ultimo non voleva essere un paragone offensivo perchè io sono un pò come gli inglesi e come chi, non me lo ricordo, che diceva: "Più conosco gli uomini e più amo le bestie!"... la nostra paura li mette in allerta... si diranno: "Ma come mai questo/a ha paura di me? Io non voglio fargli nulla! Ma... allora è lui/lei che vorrebbe fare qualcosa a me! Allora gliel'ho faccio vedere io!" e giù botte!
    Se rifletti su quello che mi hai scritto, ti renderai conto che capisci che la rabbia è l'unico modo per confrontarsi con gli altri che conoscano, sta a te, con il tuo esempio, fargliene sperimentare degli altri; sai come potresti calmarli e lo hai descritto, anche per me: idem! Non c'è stato nessuno che abbia cercato di farmi male, una volta esserci chiariti.
    Abbi più fiducia in te stessa! Fa loro capire le loro reazioni cosa provocano in te, candidamente così riusciranno a capire meglio come mai la gente reagisce in determinati modi con loro. Non so se sono stata chiara... a quest'ora di sera e dopo avere subito la carica dei 101 pazienti, questa mattina, non sono molto lucida!
    Sono contenta che la mia simpatia nei tuoi confronti sia ricambiata...

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