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Discussione: ricordi veri o falsi?

  1. #1
    murder18
    Ospite non registrato

    ricordi veri o falsi?

    Ciao,
    Volevo chiedervi cosa ne pensate del recupero di ricordi di abuso sessuale in psicoterapia.
    Ho letto molti libri e articoli e sono molto discordanti.
    C'è chi afferma che la maggior parte siano falsi, cioè creati dalla nostra mente magari suggestionata durante sedute di ipnosi in contesto terapeurico. Chi invece sostiene che il recupero in contesto terapeutico è valido, in quanto avviene dopo il consolidamento del rapporto terapeutico e in relazione all'abbassamento della soglia di allarme, quasi sempre presente in
    chi soffre del disturbo post-traumatico da stress.
    Voglio precisare che non sono ne laureata ne studente, ma solo
    una persona che si pone molte domande essendo interessata
    direttamente. Grazie a tutti.

  2. #2
    io mordo
    Ospite non registrato
    cito:

    "La memoria non è una funzione passiva, o se lo è lo è solo in parte.
    La memoria si configura anche, e soprattutto, come una funzione che si accompagna ad un volere, una intenzionalità certamente limitata - storicamente e culturalmente - nelle sue possibilità di articolazione, ma che è comunque proiettata a fare propri quegli elementi dell'esperienza che hanno senso in un tempo presente."

    questo è anche il mio pensiero, inoltre penso che la componente suggestiva è onnipresente e inevitabile in questi processi, che i ricordi non sono affatto precisi e che si tende a modificarli\costruirli... in definitiva penso che entrambi i pareri da te riportati siano esatti

    C'è sempre una verità storica e una verità narrativa, per l'utilità di una terapia è sicuramente più importante la seconda... il recupero di questi ricordi è valido in relazione al significato che hanno per il soggetto nel presente e non in relazione alla loro effettiva veridicità storica che non è nemmeno verificabile.
    ciao

  3. #3
    letyzzetta
    Ospite non registrato
    Concordo (parzialmente) con io-mordo.
    Aggiungerei ancora una riflessione.
    Ipotizziamo che una nostra paziente racconta, dopo un periodo di analisi, un ricordo che, successivamente ad un episodio capitato l'altro giorno, le è bruscamente tornato in mente. Le sembra di ricordare un tentativo di seduzione da parte di un vicino di casa che, ad es., quando andò a casa sua per ripararle il rubinetto, l'abbracciò e le diede un bacio sulla bocca. Lei era una bambina, ricorda anche che quel signore la toccava in cerca di qualcosa che, allora, lei non poteva comprendere.
    Noi che facciamo?
    Personalmente non mi interessa affatto se questo episodio sia accaduto realmente oppure no. Magari, se fossi un magistrato, mi interesserebbe, ma sono una psicoanalista ed a me non interessa quello che è accaduto nella realtà dei fatti ma quello che accade nella realtà psichica della mia paziente. In questo senso l'episodio che la pz. mi raccorta è vero per il semplice fatto che lei me lo racconta.
    L

  4. #4
    murder18
    Ospite non registrato
    Grazie per le vostre pronte risposte che ho letto con piacere!
    A presto.

  5. #5
    io mordo
    Ospite non registrato
    Letyzzetta, sarebbe interessante approfondire il discorso della memoria, della significazione dei ricordi e dell'esperienza nello psicotico invece... insomma approfondire il concetto di regressione... saprebbe consigliarmi qualcosa da leggere a riguardo? oppure se ha qualcosa di interessante da dire anche lei...
    grazie

  6. #6
    io mordo
    Ospite non registrato
    su internet ho trovato questo: vai

  7. #7
    letyzzetta
    Ospite non registrato
    Potresti cominciare dall'inizio, "Progetto per una psicologia" (Freud, 1985). In questo scritto, illustrando il caso di Emma, Freud spiega il senso dei due tempi del trauma. Questo concetto è fondamentale ed è all'origine degli studi di molti psicoanalisti, soprattutto francesi, sull'après-coup, la posteriorità, la Nachtralingkeit freudiana.

  8. #8
    io mordo
    Ospite non registrato
    Sarà sicuramente utile e interessante ,io però non le ho chiesto del trauma ma della psicosi, che ne sapeva Freud della psicosi? per quanto ne so non se ne è occupato più di tanto.

  9. #9
    letyzzetta
    Ospite non registrato
    "Solo i posteri decideranno se c'è più delirio nelle mie parole o più verità nel delirio degli psicotici" (Freud).
    Il fatto che non si sia occupato più di tanto (che significa?) degli psicotici non vuol dire che non avesse un'idea in proposito.
    La cosa bella della conoscenza è che è a disposizione di tutti, basta interessarsene!

  10. #10
    io mordo
    Ospite non registrato
    Sopra ha scritto che è solo parzialmente daccordo con quello che ho scritto, con cosa non concorda?

  11. #11
    murder18
    Ospite non registrato
    Letyzzetta dice che a lei non importa di sapere se un ricordo recuperato di un suo paziente sia vero o falso, in quanto ai fini terapeutici la cosa non cambia.
    Ma forse per il paziente è importante, almeno per me (in qualità di paziente) lo è molto. La paura, il dubbio mi tormentano in
    continuazione e non è facile andare avanti. Secondo il mio terapeuta, il non accettare o il dubitare, è una difesa dell'IO e probabilmente è vero. Io quando parlo dei ricordi di abuso che ho avuto e come se parlassi di qualcosa accaduto a qualcun altro.
    Il giorno che i ricordi saranno forse completi e più chiari non so quale sarà la mia reazione! Murder

  12. #12
    io mordo
    Ospite non registrato
    "Io quando parlo dei ricordi di abuso che ho avuto e come se parlassi di qualcosa accaduto a qualcun altro.
    Il giorno che i ricordi saranno forse completi e più chiari non so quale sarà la mia reazione! Murder"

    Anche io ho un problema simile con i miei ricordi...
    E' un meccanismo di difesa che si chiama isolamento, potrebbe anche essere che detrminati sentimenti come quelli di colpa, ad esempio, abbiano provocato una scissione (altra difesa)... informati su questi meccanismi...
    ciao

  13. #13
    squirrel
    Ospite non registrato
    Io quando parlo dei ricordi di abuso che ho avuto e come se parlassi di qualcosa accaduto a qualcun altro.
    Il giorno che i ricordi saranno forse completi e più chiari non so quale sarà la mia reazione! Murder [/B][/QUOTE]

    E' una reazione di depersonalizzazione che si ha in questi casi... la tua mente vuole negare quanto di brutto ti è avvenuto e prende, diciamo, le distanze e così tu sei sia attrice che spettatrice di te stessa e di quanto ti è accaduto.
    Non temere, mia cara, il giorno in cui i tuoi ricordi saranno più chiari e più completi, vorrà dire che sarai divenuta, nel frattempo, più forte e più in grado di affrontare le emozioni conseguenti. Sarà un momento doloroso e difficile ma catartico e rigenerante: è come se nascessi a nuova vita.

  14. #14
    squirrel
    Ospite non registrato
    [QUOTE]Originariamente postato da murder18
    [B]Letyzzetta dice che a lei non importa di sapere se un ricordo recuperato di un suo paziente sia vero o falso, in quanto ai fini terapeutici la cosa non cambia.
    Ma forse per il paziente è importante, almeno per me (in qualità di paziente) lo è molto. La paura, il dubbio mi tormentano in
    continuazione e non è facile andare avanti. Secondo il mio terapeuta, il non accettare o il dubitare, è una difesa dell'IO e probabilmente è vero.

    Si, per un paziente è importante... io mi sono occupata di abusi sessuali su minori e posso assicurarti che, molto ma molto di rado, un ricordo di abuso è falso... sai, certi pensieri non entrano in testa da soli...

  15. #15
    squirrel
    Ospite non registrato
    per murder 18
    vorrei consigliarti un libro che mi è stato molto utile: "Mai devi dire" di Iaia Caputo, edito dalla Corbaccio. Molto bello è anche: "La persecuzione del bambino" - le radici della violenza - di Alice Miller, edito dalla Bollati Boringhieri.

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