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Discussione: terapia personale

  1. #1
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492

    terapia personale

    Penso sia interessante poterci confrontare sulle nostre impressioni in merito alle terapie personali...

    In particolare mi piacerebbe che questo thread si sviluppasse con il contributo di chi in qualche modo ed in qualche tempo abbia intrapreso un percorso di terapia personale e voglia comunicare le sue impressioni in un forum...chi inizia?...

    magari sarebbe utile indicare l' approccio terapeutico o se volete anche il nome del terapeuta...perchè no...

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  2. #2
    murder18
    Ospite non registrato

    esperienza terapia personale

    Sono in terapia da 3 anni per disturbo post traumatico da stress,
    con amnesia totale infantile. Soffrivo di depressione, attacchi da panico, autolesionismo e disturbi della personalità. All'inizio della terapia ho eseguito una serie di test, dopo ho imparato il training autogeno e solo l'anno scorso ho iniziato ad avere dei flashback sulla mia infanzia dove purtroppo subivo abusi sessuali.
    Il mio terapeuta mi ha salvato la vita e ora sto rinascendo!
    Non ho più attacchi da panico anche se a volte cado ancora in depressione ma ho sempre al mio fianco il mio terapeuta che mi
    riporta a galla!

  3. #3
    squirrel
    Ospite non registrato
    Ho effettuato una terapia personale a scopo didattico per due anni, ho dovuto cambiare tre terapeuti prima di riuscire a trovare quello giusto... sarò forse troppo esigente... ma non credo...! Avendo frequentato una scuola di specializzazione ad indirizzo umanistico-esistenziale i terapeuti in oggetto avevano la mia stessa formazione ed erano del mio stesso indirizzo. La terapia personale mi è servita a guardare con più onestà in me stessa e ad acquisire maggiore fiducia nelle mie capacità e più sicurezza. Riflettevo che si dà forse poca importanza alla gestione dello spazio durante una seduta, il mio primo terapeuta era un reichiano ed era decisamente molto invadente... non mi pare normale che un terapeuta se ne stia a gambe large e con le ginocchia quasi appiccicate alle tue... il secondo riceveva in una stanza in penombra, forse per favorire la regressione, e si sedeva su di un divano a quasi due metri dal mio e poi parlava così piano che stentavo persino ad udirlo... penso che una giusta distanza, che non sia invasiva dei tuoi spazi intimi e privati e che non sia eccessiva e quindi difensiva, sia la migliore per instaurare un buon contatto con il proprio paziente.

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492

    Re: esperienza terapia personale

    Originariamente postato da murder18
    Sono in terapia da 3 anni per disturbo post traumatico da stress,
    con amnesia totale infantile. Soffrivo di depressione, attacchi da panico, autolesionismo e disturbi della personalità. All'inizio della terapia ho eseguito una serie di test, dopo ho imparato il training autogeno e solo l'anno scorso ho iniziato ad avere dei flashback sulla mia infanzia dove purtroppo subivo abusi sessuali.
    Il mio terapeuta mi ha salvato la vita e ora sto rinascendo!
    Non ho più attacchi da panico anche se a volte cado ancora in depressione ma ho sempre al mio fianco il mio terapeuta che mi
    riporta a galla!
    Scusami per il ritardo di questo post.
    Certo arrivi da una storia decisamente pesante. Non posso che essere contento per te visto che finalmente hai trovato una leva su cui impostare un cambiamento. Anche dal modo con cui ne parli si intuisce che sei realmente sulla buona strada per reinterpretare il tuo passato e vederlo con occhi differenti.
    Immagino tu abbia provato altre soluzioni o terapeuti prima di arrivare a conoscere quello più idoneo al tuo caso.
    Cosa ti da questo terapeuta più degli altri?...cosa ti fa convincere che questa soluzione ti porterà verso un cambiamento stabile?...come ha fatto secondo te il tuo terapeuta ad innescare questo tipo di cambiamento in te?...

    sono domande forse un pò troppo personali...la mia curiosità è quella di chi vuole ascoltare per apprendere...



    un abbraccio

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    Originariamente postato da squirrol
    Ho effettuato una terapia personale a scopo didattico per due anni, ho dovuto cambiare tre terapeuti prima di riuscire a trovare quello giusto... sarò forse troppo esigente... ma non credo...! Avendo frequentato una scuola di specializzazione ad indirizzo umanistico-esistenziale i terapeuti in oggetto avevano la mia stessa formazione ed erano del mio stesso indirizzo. La terapia personale mi è servita a guardare con più onestà in me stessa e ad acquisire maggiore fiducia nelle mie capacità e più sicurezza. Riflettevo che si dà forse poca importanza alla gestione dello spazio durante una seduta, il mio primo terapeuta era un reichiano ed era decisamente molto invadente... non mi pare normale che un terapeuta se ne stia a gambe large e con le ginocchia quasi appiccicate alle tue... il secondo riceveva in una stanza in penombra, forse per favorire la regressione, e si sedeva su di un divano a quasi due metri dal mio e poi parlava così piano che stentavo persino ad udirlo... penso che una giusta distanza, che non sia invasiva dei tuoi spazi intimi e privati e che non sia eccessiva e quindi difensiva, sia la migliore per instaurare un buon contatto con il proprio paziente.
    Mi scuso anche con te per il ritardo in questo post.
    Grazie Squirrol.
    Non conosco un indirizzo di specializzazione umanistico-esistenziale, di cosa si tratta?.
    Reichiano che significa? Io conosco i massaggi Reiki ma è tutt' altra cosa no?...
    Sembra tu abbia percepito in qualche modo l' invadenza dei tuoi primi due terapeuti...e forse ciò ha pregiudicato l' intero iter terapeutico...anch' io riflettendo su questo punto concordo...nella prima seduta non si dovrebbe creare nel paziente l' idea di essere in qualche modo 'invaso' dal terapeuta...mi chiedo anche quali strumenti possa avere un terapeuta per percepire ciò...a volta può far parte della metodologia del terapeuta...ma se questa cozza in qualche modo con l' intimità del paziente?..

    Il terzo terapeuta come ha fatto a stabilire con te, e te con lui, un contatto differente?...cosa ritieni ti abbia dato la possibilità di migliorare alcuni tuoi aspetti...

    Molte grazie del tuo squisito contributo...

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  6. #6
    squirrel
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da wrubens
    Mi scuso anche con te per il ritardo in questo post.
    Grazie Squirrol.
    Non conosco un indirizzo di specializzazione umanistico-esistenziale, di cosa si tratta?.
    Reichiano che significa? Io conosco i massaggi Reiki ma è tutt' altra cosa no?...
    Sembra tu abbia percepito in qualche modo l' invadenza dei tuoi primi due terapeuti...e forse ciò ha pregiudicato l' intero iter terapeutico...anch' io riflettendo su questo punto concordo...nella prima seduta non si dovrebbe creare nel paziente l' idea di essere in qualche modo 'invaso' dal terapeuta...mi chiedo anche quali strumenti possa avere un terapeuta per percepire ciò...a volta può far parte della metodologia del terapeuta...ma se questa cozza in qualche modo con l' intimità del paziente?..

    Il terzo terapeuta come ha fatto a stabilire con te, e te con lui, un contatto differente?...cosa ritieni ti abbia dato la possibilità di migliorare alcuni tuoi aspetti...

    Molte grazie del tuo squisito contributo...

    Rubens
    scusato... la corrente umanistico-esistenziale era la terza corrente più importante a livello di indirizzi psicoterapeutici e si contrapponeva alla scuola psicoanalitica ed a quella comportamentista, adesso pare che ci sia una quarta corrente, la transpersonale della quale ignoro praticamente tutto... Non dirmi che non hai mai sentito parlare di Carl Rogers? Lui era il nostro caposcuola... la nostra è la terapia centrata sulla persona, tra i maggiori esponenti della corrente umanistico-esistenziale posso ricordarti: Maslow, May, Frankl e Binswanger per la terapia esistenziale e Perls che è stato il fondatore della terapia della Gestalt. Reichiani sono coloro che seguono il pensiero di W. Reich, che è stato, in sostanza, tra i fondatori della bioenergetica.
    Ritengo, riguardo ai quesiti che mi poni, che nessuna terapia possa ritenersi la panacea di tutti i mali e che nessun terapeuta possa pensare di essere accettato da ogni tipo di cliente, non so se sei d'accordo, ma penso che noi abbiamo dei limiti e come persone e come metodo. L'incontro tra un terapeuta ed un cliente è, innanzitutto, un incontro tra persone...
    Ciò che mi è piaciuto della mia terza terapeuta, e che mi ha convinta a restare, è che mi sono sentita non giudicata, accolta, capita e questo mi ha dato modo di aprirmi e di mettere a nudo i miei lati più vulnerabili e quelli dei quali ero meno fiera... ciò mi ha portato ad integrarli ed ad accettarli con il risultato di sentirmi più completa, come persona, ed anche un pò più sana!

  7. #7
    squirrel
    Ospite non registrato
    P.S.: grazie per aver definito il mio contributo squisito...

  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    scusato... la corrente umanistico-esistenziale era la terza corrente più importante a livello di indirizzi psicoterapeutici e si contrapponeva alla scuola psicoanalitica ed a quella comportamentista, adesso pare che ci sia una quarta corrente, la transpersonale della quale ignoro praticamente tutto... Non dirmi che non hai mai sentito parlare di Carl Rogers? Lui era il nostro caposcuola... la nostra è la terapia centrata sulla persona, tra i maggiori esponenti della corrente umanistico-esistenziale posso ricordarti: Maslow, May, Frankl e Binswanger per la terapia esistenziale e Perls che è stato il fondatore della terapia della Gestalt. Reichiani sono coloro che seguono il pensiero di W. Reich, che è stato, in sostanza, tra i fondatori della bioenergetica.
    Conosco ciò di cui stai parlando. La confusione mi si è creata in quanto sento parlare di scuole specifiche e non dell' indirizzo umanistico-esistenziale in generale. Così per ciò che concerne Rogers come giustamente riferivi si ha come punto di riferimento la client centered therapy, per Victor Frankl la logoterapia...

    Dunque tu sei una 'rogersiana'...allora si spiega tutto...

    Ritengo, riguardo ai quesiti che mi poni, che nessuna terapia possa ritenersi la panacea di tutti i mali e che nessun terapeuta possa pensare di essere accettato da ogni tipo di cliente, non so se sei d'accordo, ma penso che noi abbiamo dei limiti e come persone e come metodo. L'incontro tra un terapeuta ed un cliente è, innanzitutto, un incontro tra persone...
    Sì, concordo. Credo essenzialmente sia un incontro di persone dove l' indirizzo epistemologico del terapeuta si confonde all' interno della sua persona.
    C' è sempre 'un' interpretazione di nozioni' da parte del terapeuta ed un' interazione con il paziente.

    La curiosità mi spinge a farti domande un pò più intime...
    pensi di aver risolto i tuoi problemi?...o più in generale si può parlare di risolvere i propri problemi o arrivare a gestire alcuni stati d' animo?...c' è un punto fermo o piuttosto un affinamento fino alla morte?...riprendendo ciò che scrivi... quanto è importante accettarsi ?..o piuttosto risolversi?...accettarsi non significa anche non migliorarsi?

    un abbraccio
    rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  9. #9
    murder18
    Ospite non registrato
    PER RUBENS

    Ben 17 anni fa sono stata inviata presso il centro psico-sociale del mio paese per attacchi da panico. Mi ritrovo una psicologa che arrivava, non mi guardava neanche in faccia, non mi salutava e iniziava subito a farmi domande. Io, già timida all'eccesso, non dicevo una parola. Dopo due incontri ho lasciato perdere. Mi sono rivolta ad un altro terapeuta, il quale non mi faceva domande, ma sulla base dei miei attacchi da panico, mi invia dallo psichiatra per avere dei farmaci, ho lasciato perdere. E via di questo passo fino a 3 anni fa, quando presa dalla disperazione di vivere sempre in attesa dell'attacco successivo, mi decido a tentare con un altro terapeuta che (credeteci!) trovo sulle pagine utili. L'accoglienza calorosa che ho avuto alla prima seduta, lo sguardo, l'interesse dimostrato mi hanno dato subito fiducia. Certo dopo 6 mesi di test avrei dovuto iniziare il training autogeno e la terapia vera e propria, ma sono scappata! Per mia fortuna dopo qualche mese di latitanza e di attacchi da panico molto violenti ho deciso di tornare. Ci sono voluti ancora un paio d'anni prima di avere completa fiducia in lui e penso che l'affetto che ha saputo dimostrarmi sia stato il dono più grande che mi ha permesso di avere la forza di iniziare una serie di cambiamenti.
    Siamo passati dalla seduta classica, cioè entrambi alla scrivania,
    ad io sul lettino e lui alle mie spalle ala scrivania (se non lo vedevo riuscivo meglio a parlare) alla seduta di oggi, io sul lettino e il terapeuta seduto vicino a me. Il tutto è avvenuto in 3 lunghi anni di sedute bisettimanali.
    Ciao murder

  10. #10
    Partecipante Esperto L'avatar di LaurAt
    Data registrazione
    24-06-2004
    Residenza
    Roma
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    338
    senza scendere nei dettagli,
    posso dire che mi trovo molto bene con il mio attuale terapeuta (c/o asl) soprattutto perchè mi fornisce numerosi spunti di riflessione e di interpretazione; a differenza del precedente che essenzialmente mi lasciava parlare.

    un altro "appunto" riguarda l'ambiente in cui avvengono le sedute, che secondo me conta molto.

    cmq in questo periodo sto pensando che sarebbe profiqua una terapia di gruppo.
    qualcuno di voi ha esperienze in merito?
    "Tutti dovremmo preoccuparci del futuro, perché là dobbiamo passare il resto della nostra vita." - C.F. Kettering

  11. #11
    squirrel
    Ospite non registrato
    La curiosità mi spinge a farti domande un pò più intime...
    pensi di aver risolto i tuoi problemi?...o più in generale si può parlare di risolvere i propri problemi o arrivare a gestire alcuni stati d' animo?...c' è un punto fermo o piuttosto un affinamento fino alla morte?...riprendendo ciò che scrivi... quanto è importante accettarsi ?..o piuttosto risolversi?...accettarsi non significa anche non migliorarsi?

    un abbraccio
    rubens [/B][/QUOTE]

    Mi piace questa tua curiosità, rubens, si avvertono tutta la tua vivacità intellettuale ed il tuo calore... si, molto immodestamente, penso proprio di essere riuscita a risolvere i miei problemi, i vecchi, per lo meno... il guaio è che se ne ripresentano di nuovi!!! Il bello è che, avendo fatto una terapia individuale, hai gli strumenti in mano per poterli affrontare in maniera più sana e serena, almeno questo...! Io penso che non ci sia un punto fermo ma, dato che siamo esseri in divenire, ci sia un continuo affinamento sino alla morte. Pensa tu, quando ho avuto l'onore, nonchè il piacere, di conoscere personalmente Carl Rogers, e di lavorarci, lui aveva appena 80 anni e diceva di avere ancora molto da imparare dalla vita, lui... pensa tu io!!! La sua modestia e la sua semplicità mi colpirono molto perchè penso che siano doti che solo i grandi posseggono.
    Accettarsi non significa non migliorarsi, a mio avviso, ho ben compreso cosa tu intendessi dire... lo so che sembra un pò paradossale e, in effetti, lo é ma accettarsi pone le basi del cambiamento. Se tu non accetti di avere degli atteggiamenti inadeguati non riuscirai mai a cambiarli. Ti faccio un esempio personale: io non riuscivo ad accettare di non poter piacere a tutti e se, sventuratamente, rimanevo antipatica a qualcuno, lo vivevo con una disperazione incredibile, da sprapparsi i capelli, ero totalmente incapace di sopportare quello che io percepivo come un rifiuto, rivolto alla mia persona in toto. Bene, con la terapia personale, che è durata due anni, sono riuscita ad accettare questo mio limite ed a superarlo, ora non mi preoccupo di piacere a tutti ma, semplicemente, a me stessa e vivo molto meglio, credimi!
    Quello che ho potuto notare è che la maturazione intellettiva e quella emotiva hanno tempi diversi, per lo meno, per me, è stato così. Razionalmente avevo ben compreso determinati messaggi ma per metterli in pratica ho impiegato ben 10 anni, ma, non ti scoraggiare: non tutti sono tardi (di comprendonio) come me!

  12. #12
    squirrel
    Ospite non registrato
    un abbraccio
    rubens [/B][/QUOTE]

    ops! Un abbraccio anche a te!

  13. #13
    squirrel
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da LaurAt
    senza scendere nei dettagli,
    posso dire che mi trovo molto bene con il mio attuale terapeuta (c/o asl) soprattutto perchè mi fornisce numerosi spunti di riflessione e di interpretazione; a differenza del precedente che essenzialmente mi lasciava parlare.

    un altro "appunto" riguarda l'ambiente in cui avvengono le sedute, che secondo me conta molto.

    cmq in questo periodo sto pensando che sarebbe profiqua una terapia di gruppo.
    qualcuno di voi ha esperienze in merito?
    anche secondo me è molto importante l'ambiente nel quale avvengono le sedute... se gli arredi sono nuovi, belli e confortevoli e lo studio anche, già ti senti meglio solo a metterci piede ma se, invece, ti ritrovi a dover fare una seduta in un ambiente squallido e misero , come mi è capitato, finisci con il sentirti squallida e misera anche tu! Per lo meno io mi sono sentita così...

  14. #14
    squirrel
    Ospite non registrato
    ... però, se il terapeuta è bravo, l'ambiente circostante puoi anche cercare di dimenticartelo... il problema è riuscirci!!!

  15. #15
    squirrel
    Ospite non registrato
    cmq in questo periodo sto pensando che sarebbe profiqua una terapia di gruppo.
    qualcuno di voi ha esperienze in merito? [/B][/QUOTE]

    Nel mio corso di specializzazione, durato 4 anni, oltre alla terapia didattica personale ed alla supervisione era prevista anche la terapia di gruppo. Essendo rogersiani facevamo i cosiddetti "gruppi di incontro", il nome è tutta una poesia, la realtà, a volte, un pò meno...! Per me sono stati "gruppi di scontro" piuttosto che d'incontro e, alla faccia dell'accettazione positiva ed incondizionata, sono stata letteralmente "accettata", nel senso letterale del termine, ovvero tagliata a fette con un'accetta! Ma me lo meritavo... ho imparato a correggere certi miei atteggiamenti ed a puntare il dito anche contro me stessa, non solo verso gli altri, ed ad assumermi la responsabilità di determinate reazioni degli altri nei miei confronti, per farla breve: ho smesso di dare sempre e solo la colpa agli altri ed ho iniziato ad assumermi le mie responsabilità, ma è stata dura, davvero tanto dura...

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