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Visualizzazione risultati 1 fino 8 di 8

Discussione: World Press Photo

  1. #1
    kentia
    Ospite non registrato

    World Press Photo

    Il world press photo compie cinquant'anni - Mezzo secolo per il prestigioso riconoscimento che dal 1955 la Fondazione assegna alla "foto dell'anno". Immagini che restano nella memoria di ognuno, e ormai sono patrimonio collettivo. Dalla bimba vietnamita che scappa dal napalm al volto straziato di uno dei primi contagiati dall'Aids.
    Se siete facilmente inmpressionabili vi consiglio di non vedere queste foto che , secondo il mio modesto parere, sono testimonianze vivide e crude degli avvenimenti più controversi della storia... Per quanto si possa discutere di etica del lavoro del fotoreporter io credo che buona parte della consapevolezza della situazione mondiale la dobbiamo a queste immagini.

    Ecco le foto

  2. #2
    Partecipante Super Figo L'avatar di Antopsi
    Data registrazione
    26-06-2003
    Residenza
    Ribera (AG)
    Messaggi
    1,711
    Alcune sono famosissime come quella di piazza Tien-an-men, altre non le avevo mai viste. In ogni caso sono di un impatto che lascia senza fiato eche fa riflettere.
    http://s2.bitefight.it/c.php?uid=49195

    Is not dead what it can eaternal live, but in strange eaons even death may die...

    Io ne ho viste cose che vuoi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. E' tempo di morire.

    Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete una carriera, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cavolo, scegliete lavatrice, macchina, lettore cd e apriscatole elettrici. Scegliete la buona salute, il colesterolo basso e la polizza vita; scegliete mutuo a interessi fissi, scegliete una prima casa, scegliete gli amici. Scegliete una moda casual e le valigie in tinta, scegliete un salotto di tre pezzi a rate e ricopritelo con una stoffa del cavolo, scegliete il fai-da-te e il chiedetevi chi siete la domenica mattina. Scegliete di sedervi sul divano a spappolarvi il cervello e lo spirito con i quiz, mentre vi ingozzate di schifezze da mangiare. Alla fine scegliete di marcire, di tirare le cuoia in uno squallido ospizio, ridotti a motivo di imbarazzo di stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete il futuro, scegliete la vita. Ma perché dovrei fare una cosa cosí? Io ho scelto di non scegliere la vita. Ho scelto qualcos'altro. Le ragioni? Non ci sono ragioni. Chi ha bisogno di ragioni quando ha l'eroina?

    Il mio blog... Venitemi a trovare.

    Avanguardista del F.E.R.U. e Governatore della provincia di Palermo.
    I GATTI DOMINERANNO IL MONDO!

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di Itsuki
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    ROMA
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    a me ha lasciato con le lacrime agli occhi...senza dubbio è un album che bisogna sfogliare ogni tanto, a costo di rimanere triste per tutto il resto della giornata, per ricordarci di cosa siamo stati capaci e per non dimenticare che il dolore non avrà mai fine...e di godere di quello che abbiamo nel momento in cui ce l'abbiamo.
    chi ha fatto le foto...come si sarà sentito? arrabbiato? sconfortato? addolorato? avrà pianto dopo? io penso che viverle, quelle cose, sia stato doppiamente straziante...se a me ha lasciato questo senso di tristezza e di angoscia, immagino cosa possa aver lasciato negli occhi di quelli che l'hanno vissuto e di quelli che hanno assistito...
    Frequentatrice (ormai) molto saltuaria di opsonline!!
    EX-moderatrice della stanza di neuropsicologia e scienze cognitive

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  4. #4
    Ci sono stati tanti avvenimenti importanti, dal '55 ad oggi, che non coinvolgono bambini maciullati o carri armati. Capisco che siano foto di reporter, però...
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  5. #5
    kentia
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Dreamstalker
    Ci sono stati tanti avvenimenti importanti, dal '55 ad oggi, che non coinvolgono bambini maciullati o carri armati. Capisco che siano foto di reporter, però...
    ecco dream... a questo volevo arrivare. Io sono assolutamente favorevole a documentare qualsiasi tipo di avvenimento con le immagini... in realtà in questo lavoro sono presenti anche foto di incidenti con moto ecc... quindi non solo bambini o gente ferita gravemente.
    Ma fin dove può arrivare un fotoreporter, e soprattutto, secondo voi, che effetto fa vedere una foto del genere? Evitamento dell'ostacolo o una riflessione profonda? Io sono per la seconda, anche se alcune teorie (vedi fear arousing appeal) sostengono che in soggetti non motivati alla visione di tali immagini ci sia un effetto del tipo "tanto a me non capiterà mai!"

  6. #6
    alberag
    Ospite non registrato
    Fin dove può arrivare un fotoreporter? Non so quanto sia possibile dare una risposta a questa domanda....ma se quel fotoreporter non avesse scattato la foto, alcune di quelle impressioni e sensazioni non le avremmo vissute...di molti avvenimenti non avremmo neppure saputo nulla. Un esempio, quanti di noi sapevano del suicidio del bonzo?

  7. #7
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Io penso che il lavoro dei reporter di guerra sia fondamentale. Uno dei più capaci, James Natchwey, attualmente ha costituito una fondazione che si occupa di aiutare i bambini vittime della guerra. E, senza di lui, tanti degli eventi terribili acaduti in Africa o in America del Sud, o in Afghanistan, non li conosceremmo. Per vedere le sue fotografie, potete andare al suo sito: www.jamesnachtwey.com/

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  8. #8
    Postatore Compulsivo L'avatar di Itsuki
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    la mia osservazione, quando ho visto le foto, è stata un'altra: faccio l'esempio della madre e della figlia che precipitano dalla scala antincendio che improvvisamente cede mentre sono in fuga da un palazzo in fiamme.
    se io assisto ad una cosa del genere rimango pietrificata dalla paura e dall'angoscia...un fotoreporter (bravissimo, a dire il vero, perchè secondo me è difficilissimo scattare una foto con un tempismo così preciso) vede la scena e pensa "devo scattare una foto"...sarà l'abitudine, o la forma mentis diversa dovuta al tipo di lavoro che fa...ma rimane il fatto che soltanto loro riescono (sia fisicamente che moralmente) a fare una cosa del genere...non gli trema la mano mentre scatta la foto, non rimane immobile come congelato con la macchina in mano senza riuscire a portarla davanti al viso...
    la mia è sicuramente ammirazione per le loro capacità, anche se io, come persona, non credo che riuscirei mai a pensare "faccio una foto mentre quella persona sta morendo"...perchè sopraffatta dall'angoscia e cmq credo che mi darebbe fastidio se mi facessero una foto mentre sto per schiantarmi suolo...(un fastidio che dura veramente poco... dato che dopo un millisecondo è tutto finito e rimane cmq una bella foto che documenta gli ultimi attimi della mia vita)

    il discorso per i cronisti di guerra, naturalmente è diverso: anzi, è grazie al loro sangue freddo che sappiamo (con terrore e angoscia) cosa in realtà succede in quei luoghi dove non metteremo mai piede e dove persone anche della nostra nazionalità commettono crimini efferati (e a volte completamente inutili al fine pratico, in nome della guerra e con l'idea che quelle persone che si stanno trattando come animali siano in realtà "persone inferiori".
    e, nonostante l'angoscia, è giusto saperle queste cose...
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