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  1. #1
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
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    492

    se lo conosco non lo posso accettare in terapia

    Ciao a tutti voi forumisti...

    1) Una delle regole che esiste in quasi tutte le terapie Ŕ questa: se conosco la persona non la posso accettare in terapia...perchŔ secondo voi?...

    2) E' necessario intendersi sul conoscersi...vedo una persona 2 volte perchŔ mi Ŕ stata presentata...ci scambio le solite chiacchiere di circostanza e la devo considerare da scartare per un' eventuale presa in carico perchŔ la conosco?..





    Rubens
    "il dubbio Ŕ il tarlo del delirio"
    Rubens

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    11,724
    Io penso "conoscere" nel senso di avere un rapporto di amicizia/parentela/ecc con questa persona...
    *** Homo sum: humani nihil a me alienum puto ***

    oPS-StaNZa Di uRBiNo iL Mio FoRuM



    Anche Ember nella setta dell'ASD *asdatrice musicista*
    [thanks to Angelus, fondatore della setta]

  3. #3
    io mordo
    Ospite non registrato
    1- perchŔ sono giÓ in atto delle dinamiche che con molta probabilitÓ ci sfuggono completamente, mentre con uno sconosciuto si ha la possibilitÓ di avere un maggior controllo CREANDO un nuovo rapporto del tipo che riteniamo pi¨ utile alla terapia.

    2- come Ember

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
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    492
    Originariamente postato da io mordo
    1- perchŔ sono giÓ in atto delle dinamiche che con molta probabilitÓ ci sfuggono completamente, mentre con uno sconosciuto si ha la possibilitÓ di avere un maggior controllo CREANDO un nuovo rapporto del tipo che riteniamo pi¨ utile alla terapia.

    2- come Ember

    Quindi il conoscere pregiudicherebbe l' utilitÓ della terapia?...

    ma non potrebbe essere anche il contrario?..prorio perchŔ la conosci puoi direzionare un intervento in termini pi¨ precisi...e 'parlare meglio la lingua' del tuo paziente..

    Rubens
    "il dubbio Ŕ il tarlo del delirio"
    Rubens

  5. #5
    Postatore Epico L'avatar di Ember
    Data registrazione
    22-07-2002
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    Urbino
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    11,724
    Mah sicuramente ci saranno motivazioni che a me sfuggono non avendo "studiato" la cosa, ma tra le tante cose, c'Ŕ anche il fatto che non si pu˛ essere totalmente sinceri con una persona che si conosce, perchŔ nel momento in cui hai un rapporto con qualcuno necessariamente gli concedi/precludi determinate cose...
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    oPS-StaNZa Di uRBiNo iL Mio FoRuM



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  6. #6
    io mordo
    Ospite non registrato
    Si, immagino di si... ma allora tutta la terapia andrebbe impostata in altri termini rispetto a come la si attua tradizionalmente... niente "lei", collusioni a go-go ecc... no?

  7. #7
    silviazero
    Ospite non registrato

    Re: se lo conosco non lo posso accettare in terapia

    [QUOTE]Originariamente postato da wrubens
    [B]Ciao a tutti voi forumisti...

    1) Una delle regole che esiste in quasi tutte le terapie Ŕ questa: se conosco la persona non la posso accettare in terapia...perchŔ secondo voi?...

    ...PerchŔ se giÓ la conosci probabilmente ti sei fatto un'idea che potrebbe essere pregiudizievole nei confronti di un lavoro obiettivo...

  8. #8
    letyzzetta
    Ospite non registrato

    Re: Re: se lo conosco non lo posso accettare in terapia

    [QUOTE]Originariamente postato da silviazero
    [B]
    Originariamente postato da wrubens
    Ciao a tutti voi forumisti...

    1) Una delle regole che esiste in quasi tutte le terapie Ŕ questa: se conosco la persona non la posso accettare in terapia...perchŔ secondo voi?...

    ...PerchŔ se giÓ la conosci probabilmente ti sei fatto un'idea che potrebbe essere pregiudizievole nei confronti di un lavoro obiettivo...
    Ci˛ che impedisce, in modo assolutamente categorico, di prendere in carico una persona che conosci non Ŕ, come silvia0 riporta, un problema di comprensione da parte del terapeuta ma una impossibilitÓ di intendere ci˛ che accade nella relazione terapeutica come un.... devo dirlo per forza, TRANSFERT. In altre parole diverrebbe impossibile discriminare se ci˛ che il paziente fa o dice Ŕ espressione del transfert o Ŕ una relazione con noi come oggetto reale.

  9. #9
    io mordo
    Ospite non registrato
    Quindi nelle terapie in cui il transfert non viene preso in considerazione perchŔ non sarebbe comunque lecito prendere in carico un conoscente\parente?

  10. #10
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    743
    Di solito in una terapia si toccano temi molto personali e non sempre con i nostri amici/conoscenti/familiari possiamo aver voglia di aprirci fino a quel punto.
    L'estraneitÓ Ŕ una garanzia per poter essere liberi di fare e pensare, sia per il paziente/cliente, sia per il terapeuta (che altrimenti si trova a pensare "questo come glielo dico?" temendo di rovinare amicizie o altro).
    Dopotutto nemmeno i medici possono operare i propri familiari perchŔ quando ci sono di mezzo gli affetti si perde la luciditÓ.
    Se Ŕ un amico perchŔ dovrebbe pagarti per parlare con te?
    E se poi ti telefona a casa per sfogarsi perchŔ ha avuto una brutta giornata (Ŕ un tuo amico, ha il tuo numero) cosa fai: lo consideri terapia o chiacchierata fra amici?

    E anche se la persona Ŕ amico di amici possono esserci dei rischi secondo me: lui(paziente) ti conosce in modo professionale ma chi te lo ha presentato ti conosce in modo personale e magari gli ha raccontato di quella volta che..., insomma girano delle informazioni su di te che possono interferire con l'andamento della terapia.
    Chi sei: lo psicologo a cui si Ŕ rivolto o l'amico dell'amico che una volta si Ŕ ubricato e ha fatto chissÓ cosa...?

    La maggiore conoscenza di cui parli deve essere qualcosa che deriva dalle tue sensazioni, dai colloqui di approfondimento, dai test ma non dal fatto che avete fatto le medie insieme!
    Vimae

  11. #11
    silviazero
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Vimae
    Dopotutto nemmeno i medici possono operare i propri familiari perchŔ quando ci sono di mezzo gli affetti si perde la luciditÓ.
    Quoto! Il problema Ŕ anche per il terapeuta...

  12. #12
    letyzzetta
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da io mordo
    Quindi nelle terapie in cui il transfert non viene preso in considerazione perchŔ non sarebbe comunque lecito prendere in carico un conoscente\parente?
    Il problema non Ŕ se il transfert viene o meno preso in considerazione, il tranfert c'Ŕ nella relazione e ne guida il corso a prescidere dalla teoria. C'Ŕ una teoria che lo studia ed altre che, appunto, non lo prendono in considerazione.
    Inoltre, per incrociare un altro 3d, se il mio paziente mi conosce, magari conosce la mia famiglia o il mio macellaio, il suo modo di comportarsi e di parlare con me Ŕ inibito (non libero) da ci˛ che, ad esempio, il macellaio un giorno gli disse riguardo a mio marito o al mio incidente d'auto!

  13. #13
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
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    492
    Originariamente postato da Vimae
    E anche se la persona Ŕ amico di amici possono esserci dei rischi secondo me: lui(paziente) ti conosce in modo professionale ma chi te lo ha presentato ti conosce in modo personale e magari gli ha raccontato di quella volta che..., insomma girano delle informazioni su di te che possono interferire con l'andamento della terapia.
    Chi sei: lo psicologo a cui si Ŕ rivolto o l'amico dell'amico che una volta si Ŕ ubricato e ha fatto chissÓ cosa...?
    ciao Vimae, penso proprio che la ragione che hai espresso sia quella generalmente pi¨ accettata : " insomma girano delle informazioni su di te che possono interferire con l'andamento della terapia."

    Tuttavia sarebbe interessante capire se ci pu˛ essere qualcos' altro. Per ora abbiamo parlato di una ' questione di immagine' ma l' immagine dipende anche dalla persona che sta guardando...

    non potrebbe essere un vantaggio il fatto che girino informazioni informali su di te?...forse l' intera terapia potrebbe beneficiarne se il paziente si ricordasse di te quella volta che ti sei ubriacato...perchŔ no...anche il transfert all' inizio della storia della psicoanalisi era considerato di intralcio..

    Bill Clinton piaceva a molti forse anche perchŔ si sapeva che si era fumato qualche canna e in occasioni particolari non disdegnava qualche approccio con segretarie dalle labbra carnose...questa immagine per qualcuno era rassicurante : se qualcuno ha in mano il futuro del mondo meglio che sia una persona che si sappia godere in qualche modo la vita...
    un' opinione totalmente diversa si ha invece nei confronti di un' immagine dura e militaresca come quella del bombarolo George W. Bush

    Rubens
    "il dubbio Ŕ il tarlo del delirio"
    Rubens

  14. #14
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
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    Anche io preferisco l'immagine di Clinton a Bush...
    il problema Ŕ che se mi trovo davanti un fan di Bush e ormai sa (a causa di queste informazioni) che io invece sono il contrario, questo potrebbe fargli avere un atteggiamento ostile o comunque interferire.
    Se non sa nulla pu˛ immaginare quello che preferisce: e a questo punto pu˛ essere interessante prendere in considerazione il perchŔ si immagina che io sia pro-Clinton (ha bisogno di sentirmi opposta a lui?) o perchŔ invece si immagina che io sia pro-Bush (ha bisogno di rispecchiarsi in un doppio?).
    Vimae

  15. #15
    letyzzetta
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Vimae
    Anche io preferisco l'immagine di Clinton a Bush...
    il problema Ŕ che se mi trovo davanti un fan di Bush e ormai sa (a causa di queste informazioni) che io invece sono il contrario, questo potrebbe fargli avere un atteggiamento ostile o comunque interferire.
    Se non sa nulla pu˛ immaginare quello che preferisce: e a questo punto pu˛ essere interessante prendere in considerazione il perchŔ si immagina che io sia pro-Clinton (ha bisogno di sentirmi opposta a lui?) o perchŔ invece si immagina che io sia pro-Bush (ha bisogno di rispecchiarsi in un doppio?).
    Chiamasi tranfert.

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