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  1. #1
    Super Postatore Spaziale L'avatar di firemoon
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    24-09-2004
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    Sardegna
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    disturbo di personalità borderline

    Ciao a tutti sono una studentessa di psicologia (triennale) prossima alla laurea! Ho scelto di fare il tirocinio presso un Centro di Salute Mentale della mia città (Cagliari); un'esperienza veramente bella! in quest'occasione ho avuto modo di stare a contatto con una vasta gamma di pazienti, e quindi ho potuto conoscere decisamente meglio (praticamente, e non solo teoricamente) la malattia mentale. Sono rimasta particolarmente colpita da giovani pazienti (miei coetanei) con disturbo di personalità borderline. Da lì è iniziata per me una ricerca personale su questa affascinante patologia, che è diventata l'oggetto della mia tesi! Mi piacerebbe sapere le vostre idee circa questo disturbo e magari se potete consigliarmi testi che ne trattano! grazie
    quando arrivano i conti, sai
    ognuno paga comunque i suoi
    quindi tu prega il tuo Dio
    che io prego il mio!

  2. #2
    Partecipante Super Esperto
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    26-07-2003
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    Non me ne sono mai occupata ma qualche anno fa avevo letto un bellissimo libro:
    HORWITZ, GABBARD, ALLEN, FRIESWYK, COLSON, NEWSON, COYNE
    Psicoterapie su misura: pazienti borderline e patologie mentali gravi
    CORTINA
    Vimae

  3. #3
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    20-09-2004
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    Albino (BG)
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    Lavoro da circa 10 anni con una collega diagnosticata come borderline, e a volte non è affatto facile, Attraversa periodi di forte depressione, con conseguenti assenze dal lavoro. Ma, nei momenti di depressione è - paradossalmente più sopportabile. Il problema vero nasce quando "decide" che io ce l'ho con lei. Allora inizia a lamentarsi che a me di lei non interessa nulla, che la disprezzo, che la considero una m..., e cose di questo genere.
    La difficoltà più grande è data dal fatto che lavoriamo entrambi in un laboratorio chimico che si occupa di ricerca sui materiali. Mentre a me il fatto che ogni materiale vada trattato in modo differente, e che non esistano regole precise e stabili per la definizione di quali analisi effettuare e in quale ordine, piace immensamente, per lei è fonte costante di difficoltà, di smarrimento e di angoscia. Semplicemente, avrebbe bisogno di un ambiente di lavoro molto più stabile, costante. Non creativo, magari, ma non così mutevole. Fa male vederla così in difficoltà, fa acora più male il sapere che non ci si può far molto.
    Gli attacchi che è in grado di lanciare sono forti. Ha una capacità notevole di percepire quali siano i punti deboli delle persone che le stanno attorno e, quando è arrabbiata, usa queste conoscenze in modo spietato.

    Per sommi capi, la mia piccola esperienza con una borderline. Per i testi: puoi dare un'occhiata su psychomedia

    Buona vita (e buona tesi)

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  4. #4
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di el loco
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    Lecce - Milano - Parma- Figline
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    8

    il gioco dell' (L)Otto.. Kernberg

    mi piace il grigio, devo dire che è un tono che ascolto spesso, tra me e me, ma di più tra me e gli altri..
    Ma a pensarci il vero fascino, duro, è riuscire ad amare solo il bianco e/o solo il nero.. non avere scelta, senza poter attraversare la doppia linea continua che abbiamo tracciata nella mente..
    credo sia qualcosa del genere.. uno scacco della comunicazione prima di tutto e del movimento.
    ce ne sono in giro che vivono questa 'esperienza'.. perchè non amo dire e sentire 'malattie mentali'..
    ne ho visto qualcuno ed ho trovato gente che si fa delle domande.. come a chiedersi: "lo vedi anche tu solo tutto questo nero? ci vedi nel nero, attraverso il nero?".. "sono solo io o questo bianco è così bianco che acceca anche te?"..
    servono gli occhiali giusti.

    ho preso ma devo ancora leggerlo..
    "Psicoterapia psicodinamica dei paz. borderline" di KERNBERG
    credo si chiami il libro, delle ed. Univ Romane.

    salute
    "... per favore Dio, per favore Knut Hamsun, non abbandonatemi adesso." (J. Fante)



    http://youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY

  5. #5
    letyzzetta
    Ospite non registrato
    Nell'ultimo decennio i pazienti sono nella maggioranza dei casi border-line, in questo senso è un bene che in questa prima esperienza clinica hai avuto la possibilità di cominciare a conoscerli.
    Ci sono modi molto diversi di considerare la patologia border. Il primo e, purtroppo, più comune è quello di considerare questi pazienti come sul limite (border) tra due altre classi patologiche, le nevrosi e le psicosi. Questa posizione, se magari aveva una ceta pregnanza 20 anni fa, oggi ne ha molto meno poichè quell'area intermedia contiene più soggetti dei "serbatoi" dei quali dovrebbe essere il confine.
    Una indicazione che sento di poterti dare è quella di considerare questi pazienti come dei casi limite, dei pazienti in cui è deficitaria la costituzione stessa del limite, le funzioni dell'Io.
    Nello scrivere la tesi focalizza l'attenzione su: a) la relazione oggettuale dei pazienti (relazione anaclitica), b) l'angoscia tipica del border (perdita dell'oggetto), c) deficit nella gestione degli impulsi, d) rischio di scivolare nella depressione.
    Nella tua bibliografia per la tesi non possono assolutamente mancare:
    1. Jacques Andrè: "Gli stati limite" F. Angeli
    2. Andrè Green: "Psicoanalisi degli stati limite" Cortina.
    Se li leggi fammi sapere che ne pensi.

  6. #6
    Super Postatore Spaziale L'avatar di firemoon
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    24-09-2004
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    ringrazio tutti per la collaborazione! se vi viene in mente altro, tipo esperienze personali che avete avuto con persone con questa patologia, scrivete!!! Io ho conosciuto due pazienti con questo disturbo quando ho fatto il tirocinio, e posso dire che creavano (ora non sono più aggiornata sulla situazione, ma penso sia invariata...) non pochi problemi: risposte ai farmaci minime o assenti (e già questo è un bel problema per un centro di salute mentale con "mentalità psichiatrica"), psicoterapia.... abbandonata dopo poche sedute! Scoraggiante!
    quando arrivano i conti, sai
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  7. #7
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    Urbino
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    Anche io sono venuta a contatto durante il tirocinio con persone borderline... potrei dire tante cose su questo (in effetti affascinante) disturbo, ma la cosa che per prima mi viene in mente è come sappiano succhiarti via tutto colpendoti proprio sui punti più deboli e scoperti... è fisicamente stancante avere a che fare con loro, a volte...
    *** Homo sum: humani nihil a me alienum puto ***

    oPS-StaNZa Di uRBiNo iL Mio FoRuM



    Anche Ember nella setta dell'ASD *asdatrice musicista*
    [thanks to Angelus, fondatore della setta]

  8. #8
    Pedrosalinas17
    Ospite non registrato
    Ciao Firemoon, ti consiglio un validissino scritto di Agostino Racalbuto ("I modelli dei casi limite") che, nell'ambito della patologia borderline, prova a descrivere vari modelli di casi-limite, situtandoli all'interno di un "continuum": da quelli meno compromessi a quelli più orientati al versante psicotico.
    Il testo di riferimento dove cercare l'articolo è il II volume del "Trattato di Psicoanalisi" (Cortina)
    Se all'Università avete una biblioteca (immagino di sì) ti consiglio di cercare lì il libro che è un vero tomo e non proprio uno di quelli da leggere sotto l'ombrellone...
    Buona lettura e in bocca al lupo per la tesi!

  9. #9
    Super Postatore Spaziale L'avatar di firemoon
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    Originariamente postato da Pedrosalinas17
    Ciao Firemoon, ti consiglio un validissino scritto di Agostino Racalbuto ("I modelli dei casi limite") che, nell'ambito della patologia borderline, prova a descrivere vari modelli di casi-limite, situtandoli all'interno di un "continuum": da quelli meno compromessi a quelli più orientati al versante psicotico.
    Il testo di riferimento dove cercare l'articolo è il II volume del "Trattato di Psicoanalisi" (Cortina)
    Se all'Università avete una biblioteca (immagino di sì) ti consiglio di cercare lì il libro che è un vero tomo e non proprio uno di quelli da leggere sotto l'ombrellone...
    Buona lettura e in bocca al lupo per la tesi!
    grazie mille, lo consulterò quanto prima!
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  10. #10
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    provincia di Latina
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    anch'io sono venuta a contatto con persone borderline durante il tirocinio...fra le tante cose che mi hanno colpito è la loro (credo sia un tratto comune ma non saprei dirlo con certezza ) capapacità di ferirti e colpirti esattamente nel momento e nel punto giusto...sembra ti conoscano meglio di quanto ti conosca tu stessa..e forse è cosi' il problema principale (x me) è stato che questa ragazza 8adolescenza, per cui le cose si complicano ulteriormente) sapeva darti l'anima e riprendersela con una velocità allucinante lasciandoti esterefatta e...anche un po' inc... ta!!!! però..anche a me è rimasta dentro..lei come persona e la patologia..occhio che a contatto con queste patologie ti verranno tanti dubbi..si dice che lo psicologo in genre soffra di tutti i disturbi con cui ha a che fare..beh con me e la sindrome borderline è accaduto proiprio così....

  11. #11
    Audrey
    Ospite non registrato
    ragazzi io sto considerando un tirocinio in ambuto psichiatrico (seppure in ambito protetto)

    cosa intendete quando dite che vi feriscono negli aspetti più fragili?se il rapporto è professionale, come fa a capire di voi la parte fragile? e come si fa a trasformare gli attacchi in una rielaborazione che può anche essere utile su se stessi? dobbiamo forse non farsi coinvolgere?ma com'è possibile?
    Ultima modifica di Audrey : 16-11-2005 alle ore 22.05.02

  12. #12
    io mordo
    Ospite non registrato
    Ma perchè allora mentre inizi il tirocinio non vai da uno psicologo che sicuramente ti aiuterà ad elaborare tutte queste paure? sarà una specie di supervisione
    ciao

  13. #13
    Postatore Epico L'avatar di Ember
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    22-07-2002
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    Originariamente postato da Audrey
    cosa intendete quando dite che vi feriscono negli aspetti più fragili?se il rapporto è professionale, come fa a capire di voi la parte fragile? e come si fa a trasformare gli attacchi in una rielaborazione che può anche essere utile su se stessi? dobbiamo forse non farsi coinvolgere?ma com'è possibile?
    Dove ho fatto io il tirocinio, era una comunità dove non ci si occupava personalmente della loro terapia (lo faceva lo psichiatra, o la mia tutor), però questa gente devi aiutarla anche da altri punti di vista... lavorativo, quotidiano (spesa, pensione...) ed è li che ti scopri molto...
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  14. #14
    Audrey
    Ospite non registrato
    ciao
    grazie per le risposte

    non si tratta di paura, è un timore. ritengo che la mi posizione possibilista (d'altronde finchè non ci lavori non sai come potrai reagire) sia più consapevole di chi, animato dal sacro fuoco di salvatore, non considera come possa reagire a questi pazienti da un punto di vista emotivo. molti ragazi non ci pensano prima, e poi fanno fronte a sentimenti di frustrazione o paura o shock.


    ho fatto questo post per avere una testimonianza obiettiva di chi con queste persone ha lavorato. in questi mesi vorri prepararmi dal punto di vista emotivo, per adottare l'atteggiemnto che possa essere più in sintonia con loro, senza farmi coinvolgere troppo dal punto di vsita personale.
    Ultima modifica di Audrey : 16-11-2005 alle ore 22.05.55

  15. #15
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Audrey
    ciao
    grazie per le risposte

    non si tratta di paura, è un timore. ritengo che la mi posizione possibilista (d'altronde finchè non ci lavori non sai come potrai reagire) sia più consapevole di chi, animato dal sacro fuoco di salvatore, non considera come possa reagire a questi pazienti da un punto di vista emotivo. molti ragazi non ci pensano prima, e poi fanno fronte a sentimenti di frustrazione o paura o shock.

    Francamente non ho capito bene come fai a sapere cosa mi anima , di esperienza ti posso offrire solo quella che ho fatto su di me, non poca, e comunque meglio del niente , in altre parole ritengo di essere decisamente più consapevole di te su certi aspetti, un po' di meno sulle mie possibili reazioni con questi pazienti, su questo hai ragione, ma se sono così fastidioso ti chiedo scusa, comunque non starò mai zitto

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