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  1. #1
    DEKXTARS
    Ospite non registrato

    Mi Kiedevo..................................

    CIAO A TUTTI,VOLEVO CHIEDERVI COME PAZIENTI E PSICOLOGI,COSA NE PENSERESTE NELL'AVERE UNO PSICOLOGO DI COLORE??????SINCERAMENTE(QUINDI SENZA IPOCRISIE,OGNUNO E' LIBERO DI PENSARE LIBERAMENTE,NO?)CI ANDRESTE COME PAZIENTI?????E LO APPREZZERESTE COME COLLEGA O LO IGNORERESTE????DITEMI SINCERAMENTE SE AVREBBE SXANZE NEL CAMPO DELLA PSICOLOGIA.ASPETTO CON ANSIA TUTTE(MA PROPRIO TUTTE)LE VOSTRE RISPOSTE.CIAO DEK.

  2. #2
    silviazero
    Ospite non registrato
    Ciao,
    non credo proprio che mi farei problemi. Perchè, il cervello di un uomo di colore dovrebbe funzionare meno di quello di un italiano?
    Silvia

  3. #3
    Partecipante Figo L'avatar di Doni
    Data registrazione
    17-12-2002
    Residenza
    Bologna
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    957
    Confermo quanto espresso da silviazero.
    L'unico problema potrebbe essere di matrice culturale: se questo ipotetico psicologo avesse vissuto fino ad un anno prima in un paese con un'impostazione culturale completamente diversa, magari potrebbe avere qualche difficoltà a comprendere le sfumature dei miei comportamenti o atteggiamenti.
    Ma se condivide la mia stessa cultura, perchè ci è nato o ha avuto modo di conoscerla a fondo, perchè no? Magari è più bravo di un "ariano" (scusa il termine nazista....)!
    La psicoanalisi è un mito tenuto in vita dall'industria dei divani (W. Allen)

  4. #4
    Eowin
    Ospite non registrato
    A me sembra una domanda del piffero.

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di marco.78
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    06-02-2005
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    243
    il punto è che in italia le persone prefessioniste (laureate) di colore sono ben poche (mentre invece le persone di colore abusive o con altri impieghi
    sono fin troppe!).....

    io personalemnte non ho mai visto dottori o professionisti di colore....
    sarebbe una sorpresa ma assolutamente non mi farei problemi!

    concordo con DONI circa la matrice culturale...è questa la cosa veramente importante!

  6. #6
    Partecipante Assiduo L'avatar di marco.78
    Data registrazione
    06-02-2005
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    243
    DEKXTARS: se sei a londra poi non dovresti preoccuparti (scusa te le lo chiedo: ma sei di colore? da come parli sembrerebbe di si...)....
    londra è probabilmente la città meno razzista del mondo...

  7. #7
    Postatore Compulsivo L'avatar di Calethiel
    Data registrazione
    19-04-2005
    Residenza
    Roma provincia
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    3,590
    Se è laureato in psicologia nn avrei problemi, basta che possa aiutarmi nel caso sia una paziente, e nessun problema se fosse solo un collega.

    p.s. è logico che nel caso fossi una paziente il retaggio culturale diverso sarebbe un problema, ma nel caso di colleghi potrebbe stimolare la mia curiosità vedere le cose da un punto di vista diverso-.

    Mentre il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito

    Non ti curar di loro, ma guarda oltre e passa

  8. #8
    DEKXTARS
    Ospite non registrato
    attualmente sn a londra per studi,ma in seguito avrei intenzione di tornare nel BelPaese per lavorare.per quanto riguardo la matrice culturale nn ho problemi visto ke sn nato ed ho vissuto tutta la mia vita in italia.per rispondere a Eowin,nn penso sia na domanda del piffero,visto ke mi sn incuriosito alla questione cutura differente e professione,in seguito ad un bruttissimo episodio avvenuto ad un mio amico(Italiano).infatti quest'ultimo era intenzionato a frequentare l'universita' in INGHILTERRA,ma quei "simpaticoni" gli hanno detto(testuali parole):"qui nn sei ben accetto,percio' torna da dove sei vento,e poi in italia nn avete delle universita?"quando me l'ha riferito ci sn rimasto di sasso.e rispondendo a Marco,ebbene si' sn di colore(precisamente Ghanese),ma ormai oltre ke a possedere la mia cultura d'origine,possiedo anche quella italiana(infatti i miei sn qui da 30 anni).ciao a tutti DEK.

  9. #9
    silviazero
    Ospite non registrato
    E allora, Dek, in bocca al lupo!

  10. #10
    Ospite non registrato
    Ma il colore della pelle non influisce sulle funzioni cognitive, in quanto le funzioni cognitive sono le medesime in tutti gli esseri umani, tuttavià esistono vari elementi, che possono concorrere nel corretto andamento terapeutico, la mentalità e le idee l'educazione ed i valori che caratterizzano l'essere umano, un esempio se una persone di colore, è vissuta in un contesto socio ambientale diverso dal nostro, forse potrebbe incidire, se il paziente è xenofobo, oppure mostra sentimenti di aversione, come spesso accade purtroppo in molte nazioni, anche in questo caso la terapia non funziona o forse non raggiungerebbe, mai quello stato profondo poichè i sentimenti ostili o le idee ostili non permetteranno d'instaurare un rapporto di fiducia.

    Come paziente o ipotetico collega non ho problemi verso le persone che hanno il colore della pelle diversa dalla mia

  11. #11
    Partecipante Assiduo L'avatar di kikka5
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    16-10-2004
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    bologna
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    211
    altro che domanda del piffero...per noi forse appare un problema mediocre o forse addirittura una domanda retorica..
    ma purtroppo è un problema attuale e molto discusso...........

    io guardo le cose da 2 punti di vista:
    il primo il colore della pelle che ancora oggi suscita diffidenza ,
    il secondo la nostra professione che gia di suo spesso incontra ignoranza e pregiudizi..
    mettiamoli insieme....
    ne viene fuori un bel muro...

    io comunque sono dell idea che il professionista (qualunque lavoro svolga) debba essere tale e quindi nn uscire dal suo ruolo (religione,idee personali,cultura ecc dovrebbero rimanere fuori dal rapporto con il paziente anche se spesso nn è cosi..)
    poi un po di diversità nn guasta..
    sta nell intelligenza del paziente saper scegliere senza pregiudizi..e nel suo diritto rifiutare se nn approva..

    se siamo psicologi che sanno fare il proprio mestiere nn c è sesso,religione,colore della pelle che tenga.......dimostriamolo!!!!!!!!!!
    in bocca al lupo!!

    poi gli inglesi vogliono fare i multirazziali........roba da matti!!
    Ultima modifica di kikka5 : 20-09-2005 alle ore 13.54.42

  12. #12
    Postatore Compulsivo L'avatar di sulinari
    Data registrazione
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    provincia di Bologna
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    2,954
    Personalmente non credo avrei problemi.
    Un professionista non si valuta dal colore della pelle.
    Una cosa importante, però, parlando di PSICOLOGI, è che si tratta di professionisti che lavorano molto con le "parole", quindi secondo è importante avere un'ottima padronanza della lingua del paese in cui si lavora.
    Ci si fraintende spessissimo tra italiani ( o tra inglesi etc.), figuriamoci se uno vuol lavorare senza conoscere bene la lingua e la cultua dell'altro.
    Non mi pare però che questo sia il tuo caso Dek, visto che l'italiano lo conosci da madrelingua direi.
    Parlo di questo problema, perchè me lo ero posto per me stessa...stavo seriamente considerando di cercare di lavorare in Inghilterra..ma poi ho valutato molte cose, tra cui il fatto che prima dovrei perfezionare molto il mio inglese con una lunga permanenza là, perchè non basta sapere le regole etc....
    Comunque questa è una questione ben diversa dal colore della pelle di qualcuno.
    Temo che in Italia il pregiudizio sia estremamente forte, ancora...ma spero che si riesca ad abbatterlo in qualche modo, sarebbe ora!!
    qui ci sono anch'io --> http://internos7.wordpress.com/

    Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.

  13. #13
    Ospite non registrato
    Ti faccio tantissimi auguri DEK.
    Io lavorerei volentieri con te, anzi, ho seguito con grandissimo interesse un corso sulla cultura Ghanese e pure comprato un libro di racconti africani, quindi la cultura di origine dei tuoi genitori mi sembra molto affascinante. Oddio spero di avere usato le parole giuste e di averti lusingato e non fatto sentire un essere strano da studiare. Non è mia intenzione: anzi!
    Ti dò invece un consiglio: visto che sei immagino bilingue e conosci bene due culture (o tre, se sei stato in Inghilterra), magari inizia a lavorare come psicologo (se l'area ti interessa) per le persone di colore da poco immigrate in Italia: lì penso che non avrai (o ne avrai sicuramente molti meno) problemi di discriminazione, e anzi darai un ottimo contributo alle persone in difficoltà, in una cultura che sembra tollerante come la nostra, ma in realtà ... In realtà molto spesso la tolleranza è una facciata o uno slogan, e prima di dirsi veramente cosmopoliti, bisogna conoscere a fondo una cultura e/o persone di altre culture ... non basta andare al cinese a mangiare per conoscere i cinesi ... Bisogna sapere come queste persone comunicano, quali cose danno per scontato mentre comunicano e quali no, cosa intendono con certe espressioni ... ci sono modi di dire in dialetto e parole che in Italia cambiano da un paese all'altro (non sto scherzando) ...
    Quindi io ti dico molto sinceramente: non avendo amici o amiche extracomunitari (anche se l'anno scorso ho conosciuto una famiglia tunisina e una ragazza marocchina e frequentati abbastanza a lungo), non so se mi farei curare da te. Magari ti dico, potrebbe (e conoscendomi sicuramente lo sarebbe) un problema di impatto e quindi magari dopo due o tre sedute le differenze si appianano ...
    Ma comunicando con persone italiane, a meno che non ti conoscano come una persona che da anni vive qui, non è facile farsi accettare.
    Però se vivi dalle parti di Torino ti consiglio di provare lì, perchè è una città dove ci sono molti immigrati e molti servizi per loro. La psicologa che mi ha fatto quel corso che ti dicevo si chiama Talliani e lavora per un'associazione di Torino. In internet potresti trovare più informazioni: magari prova a contattarla. Te lo consiglio davvero perchè è una bravissima professionista che secondo me sa lavorare benissimo con le persone della tua cultura!
    Spero di averti aiutato, e se ti sei offeso per qualche motivo, non era mia intenzione.

    In bocca al lupo!!

  14. #14
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
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    Perchè per le persone di colore sarebbe meglio avere psicologi di colore?
    Rischiamo di alimentare un razzismo al contrario...
    se una persona di colore mi discrimina perchè sono bianca mi incavolo quanto una persona di colore discriminata a sua volta (fra l'altro parlo così perchè mi è successo...).
    Concordo sull'importanza della padronanza di una lingua: anche io qualche anno fa mi stavo per trasferire all'estero e mi sono fermata proprio davanti a questo ostacolo che probabilmente non mi avrebbe permesso di esercitare la professione per cui avevo studiato...
    ma la padronanza linguistica non è legata al colore e comunque ho conosciuto psicologi stranieri che lavorano in ASL e nessuno si è mai posto il problema culturale/linguistico... sarà mica perchè si tratta di persone dai tratti somatici europei e al massimo con un accento spagnoleggiante?
    Vimae

  15. #15
    Partecipante Assiduo L'avatar di kikka5
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    16-10-2004
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    bologna
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    mi trovi daccordo..
    ci sono per la lingua...
    tutto il resto credo sia superfluo.
    colore,credenze,religione ecc ecc NON DEVONO influenzare il nostro lavoro,nn è professionale.
    l importante a fine lavorativo è che chi sta dall altra parte si senta a suo agio e riesca a lavorare con noi..(ed è difficile x chiunque anche se troviamo uno psicologo /paziente similissimo a noi!!)

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