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Visualizzazione risultati 1 fino 7 di 7

Discussione: Mi chiedevo

  1. #1
    Nos*
    Ospite non registrato

    Mi chiedevo

    Fino a che punto sarebbe utile intervenire con la Psicoterapia nelle malattie mentali e sui detenuti nelle carceri?Che risultati diversi dalla Psichiatria,Criminologia..potrebbero uscirne fuori?In pratica se sottoponessimo a Psicoterapia tutti i malati mentali e i carcerati potremmo risolvere qualcosa?C'è gente che ci ha già provato ?
    Ultima modifica di Nos* : 17-09-2005 alle ore 21.44.05

  2. #2
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
    Data registrazione
    04-03-2002
    Residenza
    Nel buio vicino alle porte di Tannoiser
    Messaggi
    2,719
    Ma cosa intendi per sottoporre a psicoterapia i carcerati?cioè:con quale scopo?

  3. #3
    Nos*
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Parsifal
    Ma cosa intendi per sottoporre a psicoterapia i carcerati?cioè:con quale scopo?

    Affinchè capiscano mediante psicoterapia perchè siano arrivati a quel punto e così autocorreggersi..e di conseguenza migliorare...,magari un riisultato si ottiene

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492

    Re: Mi chiedevo

    Originariamente postato da Nos*
    In pratica se sottoponessimo a Psicoterapia tutti i malati mentali e i carcerati potremmo risolvere qualcosa?C'è gente che ci ha già provato ?
    Rispondendo alla tua domanda
    Innanzi tutto direi che il termine sottoporre non è il più appropriato.
    Per ottenere risultati interessanti, prima della psicoterapia è necessario affrontare una serie di passaggi.
    Nel colloquio di ACCETTAZIONE si valuta L' ANALISI DELLA DOMANDA.
    Se sottoporre significa somministrare forzatamente qualcosa, come si faceva anni fa con il bromuro nell' esercito, la terapia è destinata inesorabilmente a fallire.

    Detto ciò nelle carceri dovrebbero essere previsti dei percorsi di riabilitazione psicologica, non è terapia individuale ma con questa possono esserci dei punti di contatto.

    Mi chiedo: quanto funzionano?....lo chiediamo ad Angelo Izzo?



    Rubens
    Ultima modifica di wrubens : 18-09-2005 alle ore 10.12.16
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  5. #5
    Nos*
    Ospite non registrato

    Re: Re: Mi chiedevo

    Scusa se non ho usato il termine appropiato,scusami..si mi riferivo ad una terapia di massa e individuale..

  6. #6
    minodegi
    Ospite non registrato
    il disagio psichico della maggioranza dei detenuti è più che altro derivato dalla condizione di privazione della libertà e dagli effetti devastanti della depersonalizzazione dell'organizzazione totalizzante e inutilmente afflittiva del carcere
    in questa situazione il sostegno psicologico va inteso nella più ampia accezione di considerare il detenuto soggetto del trattamento titolare di diritti in quanto prima di tutto persona

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492

    Re: Re: Re: Mi chiedevo

    Originariamente postato da Nos*
    Scusa se non ho usato il termine appropiato,scusami..si mi riferivo ad una terapia di massa e individuale..
    Ciao Nos,
    non è questione di termine. L' ho usato come punto di riferimento per esprimere un concetto.

    E' l' idea di 'terapia di massa' ad essere già di per sè antiterapeutica. Come ti dicevo la terapia si basa sull' ACCETTAZIONE (da parte del cliente e del paziente) e sull' ANALISI DELLA DOMANDA.

    Un prerequisito essenziale per operare come può essere un bisturi per un chirurgo.


    rubens
    Ultima modifica di wrubens : 18-09-2005 alle ore 15.56.27
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

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