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  1. #1
    sandrina 79
    Ospite non registrato

    disturbi dell'apprendimento

    Ciao a tutti.
    Ho appena finito l'esame di stato, e in queste settimane sto cercando di capire cosa voglio fare.
    Sono veramente molto confusa. In questo momento l'idea prevalente sarebbe quella di darmi un pò di tempo prima di cominciare la scuola e vedere cosa posso fare con la laurea e magari qualche corso o master.
    Dal momento che l'anno scorso ho fatto l'insegnante di sostegno per una bambina con problemi di apprendimento, e quest'anno mi occuperò di un bambino con problemi di linguaggio, pensavo di approfondire questa tematica.
    Ma una volta seguito corsi vari, come trovare lavoro? Cosa fare? Ma è un settore in espansione? E poi ci sono i pedagogisti..........
    Consigliatemi vi prego!!!!!

  2. #2
    Partecipante Assiduo L'avatar di noemi2004
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    Avrei una domanda.......
    che iter (corsi di formazione, iscrizioni a liste varie etc...) hai seguito per fare l'insegnante di sostegno?

    Scusa se te lo chiedo ma anch'io sono in confusione, in quanto non riesco a capire cosa voglio fare, cosa posso fare con la laurea.......

    Se li accetti ti do un paio di consigli: i corsi o i master ti danno solo ed esclusivamente una base teorica MA non ti fanno trovare un lavoro nel settore del master quindi prima di spendere soldi in un corso o un master conviene guardarsi bene intorno e cercare informazioni e consigli.

    Non ho avuto esperienze nel settore di cui parli ma un pochino lo conosco.....secondo me avrebbe delle potenzialità enormi ma ora come ora noi psicologi dobbiamo "scontrarci" con tutta una serie di figure professionali, prima fra tutte i medici. Questo discorso vale doppio quando si parla di disturbi dell'età evolutiva, quindi la figura dello psicologo risulta essere messa in disparte rispetto ad altre.
    Come trovare lavoro in questi settori........................................
    Quando lo scopri lo dici anche a me per favore?!?!?!?!

    Se non lo conosci già vai a vedere il sito www.ainp.it ma sopratutto www.neuropsicologia.it

    Ciao Ciao
    Rachele Agostini

  3. #3
    Super Postatore Spaziale L'avatar di sinonimo
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    CIAO SANDRINA, SEI NELLE MIE STESSE CONDIZIONI LAVORATIVE...ANCHE IO INSEGNO E ANCHE IO LAUREATA ( E IL TIROCINIO SVOLTO IN SCUOLE) DEVO ANCORA SOSTENERE ESAME DI STATO , IN NOVEMBRE..TRA POCO! GULP...
    CMQ VOLEVO DIRTI CHE LA FIGURA DELLO PSICOLOGO SCOLASTICO A SCUOLA NN è BEN AVVIATA E DEFINITA , NEANCHE IN TERMINI DI LEGGE , ESSENDO STATI FATTI ALCUNI DISEGNI DI LEGGE, OVVERO DAL 1997 AL 2000 BEN 4 PROGETTI DI LEGGE MA TUTTI DECADUTI CN LA FINE DELLA LEGISLATURA.... INSOMMA SE NE PARLA TANTO MA STENTIAMO ANCORA AD ESSERE RICONOSCIUTI NELLA NOSTRA SPECIFICA FUNZIONE, SPESSO CONFUSA CN QUELLA DEGLI PSICOPEGAGOGISTI.....I QUALI A SCUOLA DI FRONTE AD ALUNNI CN PROBLEMI COMPORTAMENTALI DI VARIO TIPO, IN SENSO LATO COMPORTAMENTALI, SAI CHE FANNO? CHIEDONO PARERE AGLI PSICHIATRI DELLE AUSL DEL TERRITORIO PER LA DIAGNOSI....ECCO CHE QUI LO PSICOLOGO RESTA FREGATO....VISTO CHE CO SONO PSICOPEDAGOGISTI, PSICHIATRI E ASSISTEMTI SOCIALI AD OCCUPARSI DEL CASO...
    EPPURE SE LEGGI IL DISEGNO DI LEGGE SALVATI VEDI CHE LA NOSTRA è E SAREBBE UNA FUNZIONE CHIAVE, SPECIFICA CHE FA Sì CHE LO PSICOLOGO ENTRI IN RELAZIONE CN INSEGNANTI DI SOSTEGNO, GENITORI E DOCENTI E NN SOLO.. OFFRENDO ATTIVITà DI COUNSELLING INDIVIDUALE E DI GRUPPO, STILANDO PROGETTI, FORNENDO INFORMAZIONI CIRCA ACQUISIZIONI SPECIFICHE SU DETERMINATE MATERIE SCOLASTICHE, OVVERO SU COME L'ALLIEVO DI UNA CERTA ETà E CN EVENTUALI DISAGI O DISTURBI SI PONE DIFRONTE AGLI APPRENDIMENTI, COME AIUTARLO, ETC....
    DICO IO...MA LO PSICOPEDAGOGISTA MICA è UNO PSICOLOGO! PUò FARE DIAGNOSI? NN CREDO.....SE LO FA LO FA IN MODO ARBITRARIO...PER QUEL CHE HO VISTO IO..E CHE HO CAPITO, LO PSICOPEDAGOGISTA FA DA TRAMITE TRA I GENITORI CN FIGLIO PROBLEMATICO E LO PSICHIATRA DELL'AUSL....INVECE SE CI FOSSE LO PSICOLOGO A SCUOLA, PIANTATO Lì, SI EVITEREBBERO QUESTI RIMANDI CONTINUI...CI PENSEREBBE LO PSICOLOGO CHE PUò FARE DIAGNOSI... CHE NE PENSATE?
    Buona vita a tutti!

  4. #4
    Ospite non registrato
    Ciao Sinonimo,
    scusa se ti correggo, ma secondo i disegni di legge sulla psicologia scolastica, che all'inizio prevedevano di inserire una figura di stampo molto sanitario nelle scuole, ma che pian piano sono stati smontati, LO PSICOLOGO NON PUO' FARE DIAGNOSI A SCUOLA (e nessun altro lo può fare). Naturalmente ha molta più sensibilità (o almeno così dovrebbe essere) di uno psicopedagogista o pedagogista che sia, e inoltre l'invio dal Neuropsichiatra della AUSL talvolta può non servire, se questi non è specializzato nella cura e nell'intervento di Disturbi dell'Apprendimento (non è così in tutti i servizi territoriali, anche se in miglioramento), oppure nel caso in cui l'intervento sia per la prevenzione o l'intervento nei disturbi del comportamento, che tipicamente si esprimono nel contesto scolastico e familiare, e lì vanno ridotti o contrastati.
    In tanti altri casi, lo psicologo organizza progetti e consulenza per insegnanti e genitori, e opera predisponendo un servizio di sportello scolastico. Può sviluppare interventi in classe con bambini, anche se la cosa migliore che può fare è sempre responsabilizzare gli insegnanti, magari aiutandoli a fare chiarezza e a comunicare tra di loro per intervenire loro direttamente coi loro alunni, un lavoro tipicamente improntato all'analisi e alla modificazione delle dinamiche di gruppo.
    Spesso lo psicologo è una via di mezzo tra una figura di sistema per la scuola (con tutti gli svantaggi che ciò può comportare, ad esempio che i ragazzi non si fidino a chiedergli una consulenza), e una sorta di inviato esterno di un'ente, una cooperativa o nel caso della mia città dell'AUSL stessa. La sua forza è un pò questa, anche se sarebbe importante che fosse una figura inserita stabilmente a scuola, anche tramite contratto diretto con essa.
    Tuttavia, non è una figura sanitaria, non fa diagnosi nè interventi individuali che non siano di counselling, ma tiene i contatti col territorio per fare invii mirati, alla luce della sua specifica professionalità e conoscenze.
    Attenzione a questa cosa, perchè ci bruciano il terreno con le scuole, perchè se è vero che quando ci siamo ci "succhiano" letteralmente le energie mentali, andrebbero incontro a problemi enormi se si fanno cose senza il consenso coi genitori. E in generale il contesto scolastico non è adatto a queste cose, anche per un problema etico e di efficacia della cura.

    Magari ho capito male, e tu non intendevi dire questo, ma la pensi come.

    Quanto ai master e ai corsi di perfezionamento, io ne ho appena terminato uno a San Marino, sui DSA. E' stato molto teorico, anche se abbiamo avuto validi interventi da diversi psicologi, e visto un paio di casi clinici in videoripresa diretta. Oltretutto è stato previsto un tirocinio. Ecco, questa è una cosa da valutare, se scegliete di non fare subito la scuola.

    Il campo è certamente bello, ma abbastanza saturo, anche se secondo me noi psicologi abbiamo potenzialità maggiori di altri, perchè possiamo fare sia diagnosi (con ogni tipo di test) che trattamento riabilitativo. Tuttavia, c'è il marasma più completo, perchè i test di lettura li possono somministrare anche gli educatori, che possono se hanno esperienza riabilitare benissimo i bambini. L'unico campo nostro sono i test intellettivi, anche se anche i neuropsichiatri infantili li possono somministrare.

    Spero di non essere stata noiosa, ma il campo interessa moltissimo anche a me (ci lavoro da circa due anni) e mi fa piacere che anche a voi interessi.

    Ciao ciao!!

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di noemi2004
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    Informazioni insegnamento

    Una piccola domanda a tutte:
    che iter (burocratico, non formativo) avete seguito per arrivare a essere insegnante di sostegno in una scuola? Lavorate in una scuola pubblica o privata?
    Mi potete dare una piccola dritta?


    Rachele Agostini

  6. #6
    sandrina 79
    Ospite non registrato
    Ciao Noemi, io lavoro in una privata.
    Per entrare nel pubblico ci vuole la specializzazione.
    Per quanto riguarda il privato, alla materna con la laurea in psicologia ti prendono mentre alle elementari credo richiedano il diploma magistrale.
    Manda il curriculum!

  7. #7
    Partecipante Assiduo L'avatar di noemi2004
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    Grazie mille per le informazioni preziose!!!!!!!!!!!!!
    Rachele Agostini

  8. #8
    Super Postatore Spaziale L'avatar di sinonimo
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    Ciao PSIOCREA , nn sei stata affatto noiosa, tutt'altro, essendoti espressa in modo conciso e utile. Dunque gli psicologi scolastici nn possono fare DIAGNOSI perchè nn è previsto dalla legge? Correggimi se sbaglio, ma lo SCREENING per i disturbi di apprendimento, cn prove specifiche, ad es., nn fa parte della diagnosi intesa come individuazione di soggetti cn problemi di ordine psicologico? Credo di nn essermi espressa bene lasciando intendere che screening e diagnosi siano la stessa cosa, ma sappiamo che nn coincidono. Lo psicologo che entra in relazione cn soggetti (con loro genitori e insegnanti etc..in ottica sistemica) con problemi vari ( apprendimento, linguaggio, alimentari, nevrosi o psicosi...) dopo screening può segnalare ai genitori ( già informati dello screening condotto...) l'esistenza del possibile problema..e invitarli a rivolgersi ad un esperto ( es, nell'ambito del consultorio, o privato) che può prendersi ulteriore carico del soggetto in condizioni problematiche. Dunque lo screening è una fase di pre-diagnosi e in tal senso intendevo parlare di diagnosi. Se sbaglio dimmi, così imparo. Io mi riferisco soprattutto alla legge Salvati.

    Ora però mi sorge un dubbio..se i genitori richiedessero una diagnosi vera e propria? in fondo lo psicologo scolastico, abilitato può fare diagnosi, o no??????
    Buona vita a tutti!

  9. #9
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    Ciao NOEMI 2004 . Insegnare sostegno in scuole pubbliche: devi aver ottenuto titolo o molti anni fa con corsi privati a pagamento ( ormai banditi dalla cara Moratti) oppure prendere laurea in scienze formazione primaria per materna o elementare cn materie di sostegno. Devo dirti però che la laurea in questione nn basta da sola per lavorare cn sostegno, almeno nn appena laureata, poichè si tiene conto del punteggio delle graduatorie per insegnanti, le permanenti in particolare. Se hai insegnato per anni e prendi il titolo di sostegno cn laurea allora sì che hai buone speranze DI ENTRARE DI RUOLO O COMUNQUE DI AVERE INCARICHI. CIAO dalla SICILIA
    Buona vita a tutti!

  10. #10
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    PSICOCREA.....NN PSIOCREA...CIAO
    Buona vita a tutti!

  11. #11
    Ospite non registrato
    Ciao Sinonimo,
    lo screening è una cosa diversa dalla diagnosi, proprio come tu hai detto. Credo che sia possibile, qualora si individuino difficoltà, indirizzare i genitori verso uno specialista esterno per il bambino. Tuttavia i genitori devo essere sottoposti al consenso informato. Di queste cose gli insegnanti possono discutere all'inizio dell'anno con i genitori, quando gli presentano il POF. Parlare di screening è vago, bisogna chiedersi perchè lo faccio. Voglio sapere se, con un certo metodo di insegnamento, dopo tot mesi i bambini hanno acquisito la letto-scrittura? Voglio indagare quanti bambini con problemi di apprendimento ci sono, in modo da adattare per loro la programmazione? Tante cose possono essere fatte, ma è chiaro che se a priori i genitori rifiutano, il loro figlio non parteciperà al progetto.
    Prendi quello che ti dico con le pinze, perchè faccio un discorso di buon senso, non ho mai partecipato a progetti di screening.
    Non so se sia del tutto etico e comodo avere lo studio anche fuori e gestire gli stessi utenti che si gestiscono a scuola per altri motivi. Io devo ammettere che non ho letto tutto il testo della legge. Ho partecipato ad un convegno sulla Psy scolastica un anno fa, per questo mi intendo di alcune cose. So per certo che chiamare nel proprio ufficio a scuola i bambini e fargli la valutazione perchè ci sono stati segnalati dagli insegnanti non si può.

    Questo so.

    Spero di non essere sembrata presuntuosa.

    Ciao ciao!!

  12. #12
    Super Postatore Spaziale L'avatar di sinonimo
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    Ciao Monica, nn sei stata presuntuosa,sei semplicemente informata e ne dai atto.
    Grazie per le ulteriori precisazioni, in effetti concordo. Riguardo la questione dell' utenza unificata ( alunno che è anche un paziente nel privato) penso che sia piuttosto una questione di comodità, di tempi personali dell'operatore che di eticità. Infatti penso che cn il consenso dei genitori, in sede di P.O.F. e in itinere nel corso dell'a.s., si può offrire suporto ulteriore per sogetti cn gravi disturbi, tipo disturbi alimentari. A scuola lo psicologo offrirebbe supporto a livello di counselling continuativo affiancandolo ad attività extrascolastiche pomeridiane tipo progetti per lo sviluppo e il sostegno alla formazione del'identità corporea.Nel privato , se i genitori richiedono ulteriore supporto, si può procedee cn un lavoro più individualizzato. Uno dei vantaggi potrebbe essere quello che il soggetto già conosce lo psicologo e si evita di sballottarlo a destra e a sinistra
    ponendolo di fronte a figure diverse ( cn relativi rischi che l'alleanza terapeutica venga minata in qualche modo dalle percezioni derivanti dal lavoro condotto a scuola con figura diversa). Certo esiste anche il dialogo tra operatori differenti lo so, ma a volte per un soggetto cn problemi di identità , scarsa autostima e fiducia nell'adulto meglio sarebbe PROBABILMENTE che venga seguito da uno stesso psicologo. Se ciò accade occorre che lo psicologo in sede di programmazione o collegio docenti o consiglio interclasse nn dica mai il contenuto delle sedute private ( in base al codice deontologico degli psicologi)
    limitandosi tuttavia a dire ( saper dire) ciò che è funzionale alla presa in carico, da parte degli insegnanti , del soggetto in quanto alunno oltre che persona.
    riguardo allo screening, io ho partecipato a screening nelle scuole in modo concreto durante il tirocinio annuale post lauream , sotto supervisione del tutor e devo dire che è stato interessantissimo. Ho partecipato a un progetto e tante attività cn docenti, con genitori, cn operatori altri ( psichiatri, assistenti sociali etc.) lavorando in scuole di quartieri a rischio di dispersione scolastica.
    Mi rendo conto ke la figura dello psicologo scolastico nn è affatto ben definita, ben delineata ma certo si presta a utilizzi vari, molto interessanti.
    Ciao, EMY.
    Buona vita a tutti!

  13. #13
    Ospite non registrato
    Ciao,
    condivido con te il fatto che è una comodità avere lo stesso psicologo fuori e dentro la scuola. Probabilmente a volte potrebbe essere una questione di tempi: se la figura dello psicologo scolastico prendesse piede così tanto (e la legge e la condizione economica ci aiutasse) sarebbe una figura di sistema, impegnata a scuola su molteplici fronti (lavori di gruppo, gestione delle dimaniche tra i vari soggetti che vivono a scuola, orientamento scolastico e professionale, prevenzione a vari livelli, screening ...) e penso che se fosse così rimarrebbe poco tempo per fare altre cose al di fuori con lo stesso livello di efficienza ... Però condivido pienamente che in certi casi è meglio sballottare il meno possibile il ragazzo tra uno specialista e l'altro!

    Beh vedo che non sono poi tanto più informata di te, anche tu hai avuto le tue esperienze e ti faccio tanto di cappello!

    Ciao!!

  14. #14
    Super Postatore Spaziale L'avatar di sinonimo
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    Certo occorre poi valutare se si ha il tempo per fare tutto sempre nell'interesse dell 'efficacia della cura e degli interventi a scuola ( stiamo ragionando sempre in termini ipotetici....previa definizione dello status effettivo dello psicologo scolastico)...Magari le leggi potrebbero dare un limite al numero dei casi da seguire nel privato, tipo 3...E poi costituire un comitato di valutazione del servizio degli psicologi scolastici impegnati nel privato....
    mah, forse do i numeri..vabbè che sono pure cn l'influenza....
    Buona vita a tutti!

  15. #15
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    non c'entra nulla..MA COME FAI A INSERIRE LE FACCINE??
    Buona vita a tutti!

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