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  1. #1

    Dopo i pedagogisti clinici arrivano i consulenti filosofici

    Sembra che la concorrenza si faccia più agguerrita...anni fa un esperto psicoterapeuta torinese mi diceva che la nostra è una professione per natura poco difendibile dagli assalti di chi si "improvvisa"...per questo non ci resta che puntare sulla qualità del servizio che offriamo.

    http://www.basilicatanet.it/news/article.asp?id=355578

    Ciao
    Altanx78

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di sulinari
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    11-01-2005
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    ma porca miseria...
    Ora...cosa cavolo significa "fornire un servizio alternativo a quello della psicoterapia a tutti coloro che, pur essendo fondamentalmente sani, necessitano di sussidio e collaborazione per affrontare problemi esistenziali, morali e decisionali".
    Fondamentamentalmente sani???? sussidio per affrontare problemi MORALI????
    Ma cos'è?
    Qui c'è da mettersi le mani nei capelli.
    Anzi..c'è da chiedersi perchè ultimamente sia tutto un proliferare di queste cose, di corsi e studi ALTERNATIVI alla psicologia o alla psicoterapia..sembra che psicologia sia diventata una parolaccia.
    probabilmente è anche legato al sentire comune di andare dallo psicologo = essere un po' matto, o per lo meno stare molto male, o non essere capace di cavarsela da solo.
    Mah...sono rattristata da queste cose..
    qui ci sono anch'io --> http://internos7.wordpress.com/

    Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.

  3. #3
    Postatore Compulsivo
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    il problema potrebbe essere proprio questo

    La rappresentazione sociale della Psicologia è clinico/sanitaria, tuttavia l'ambito della "cura" ha il suo professionista che è il medico. Per la cura, la gente si rivolge ai medici...

    Pensate che ad oggi la maggior richiesta non attiene alla "cura", bensì al "benessere"... in teoria potremmo avere grandi opportunità, tuttavia - schiacciati dall'immagine che hanno di noi - lasciamo il campo libero a professioni limitrofe non timbrate come "sanitarie".

    La gente è portatrice di vari malesseri che non richiedono il medico - quindi lo psicologo - ma professioni più easy: counselor, life coach, motivatore, ecc...

    Anch'io credo poco alla "difesa dei confini attraverso leggi e normative". Credo più in un discorso di qualità e di orientamento al cliente, tuttavia - a mio avviso - è prioritario "ri-posizionare" la psicologia in un universo di significati non clinico-sanitario.
    Dobbiamo ri-comunicarci diversamente per andare incontro alla nuova e larga domanda di benessere

    Il problema, e questo nessuno lo dice, è che questo cancro di professioni affini, lo hanno creato internamente alla nostra comunità professionale. Le scuole di specializzazione, che una volta formavano solo colleghi psicoterapeuti, con l'aumentare del loro numero (ad oggi circa 270) ed il diminuire degli iscritti (servono soldi ed il lavoro non sarà assicurato), hanno aperto le porte a casalinghe, ragionieri, panettieri... pur di rimpinguare le case e continuare a proliferare. Queste non sono mie riflessioni, ma storia
    Ovviamente non si vuole affermare che tutte le scuole sono erbaccia, ma solo che in linea di massima questo è successo...

    Ed allora che fare?
    Da parte mia, sto lavorando con altri colleghi per proporre un progetto per la professione in grado di intervenire su questi squilibri e paradossi.
    Vi consiglio, anzi, di partecipare ad un'indagine sulla qualità nelle scuole di specializzazione che stiamo portando avanti. Il questionario lo trovate a pagina http://www.altrapsicologia.it/conten...1590&zoneid=71


    nicola piccinini

  4. #4
    silviazero
    Ospite non registrato

  5. #5
    Originariamente postato da nico


    Ed allora che fare?
    Da parte mia, sto lavorando con altri colleghi per proporre un progetto per la professione in grado di intervenire su questi squilibri e paradossi.
    Vi consiglio, anzi, di partecipare ad un'indagine sulla qualità nelle scuole di specializzazione che stiamo portando avanti. Il questionario lo trovate a pagina http://www.altrapsicologia.it/conten...1590&zoneid=71


    nicola piccinini
    Ho già visitato il sito del progetto e lo trovo molto interessante.
    Io credo che fino ad ora il lavoro dell'Ordine sia stato carente per prima cosa nell'informazione al pubblico.
    Il problema della corretta immagine della professione viene ancora prima di quello della lotta alla "psicologia selvaggia".

    Se l'informazione fosse corretta l'utente non si affiderebbe al primo venuto ma valuterebbe un po' più attentamente quanto le diverse figure professionali gli possono offrire.

    Propongo di creare una tabella in cui si descrivono le varie figure professionali che operano negli ambiti: benessere psicologico, salute mentale, counseling ecc....in modo da mostrare all'utenza qual è la loro formazione (o non formazione) e quali di queste figure sono riconosciute da un punto di vista legale.

    Ciao Altanx78

  6. #6
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    Sicuramente una corretta e chiara informazione è necessaria, ma deve viaggiare di pari passo con una buona rispondenza alla "domanda di servizio"

    In altre parole, se non saremo in grado di proporci come "altro dal clinico/sanitario" potremo informare quanto ci pare...

    Differenziarci dalla cura non significa solo offrire nuove informazioni, ma anche cambiare alcuni elementi strutturali. Qualche esempio?!?
    1) il nostro Ordinemento, la 56/89, è prettamente clinico sanitario: parla di diagnosi, abilitazione, riabilitazione, ecc...
    2) sottostiamo ad una normativa sulla pubblicità che è medica
    3) i consiglieri dell'Ordine sono in gran parte terapeuti e dipendenti USL
    4) sottostiamo al sistema Educazione Continua in Medicina

    Come vedete, le problematiche sono molte e complesse... al momento stiamo cercando di acquisire il maggior numero di info così da avere una visione panoramica realistica. Da lì cercheremo di elaborare delle proposte di cambiamento!

    Vi prego quindi di iscrivervi alla newsletter ed alla mailing list, di informare i colleghi, di partecipare alle discussioni. Il lavoro da fare è veramente tanto ed il contributo di ciascuno è oltremodo prezioso

    Un saluto,
    nicola piccinini

  7. #7
    Condivido la tua analisi...la cosa che mi preoccupa è che il mercato viaggia molto più velocemente di un cambiamento strutturale di questo tipo.
    Si rischia di ottenere dei cambiamenti strutturali quando si è già fuori dal mercato.

    Nell'immediato, a parte cambiare la modalità di fare informazione e porre le basi per quei cambiamenti strutturali di cui parli, dovremmo forse formarci di + in tutto ciò che è promozione della salute e del benessere.
    Un cambiamento di prospettiva di questo tipo non può avvenire nell'utenza se non avviene prima in noi stessi...al di là dell'aspetto formale (per fare un es. anni fa alcuni psicologi dell'ordine organizzarono una serie di giornate formative gratuite denominate "oltre il lettino" che andarono praticamente deserte!!).

    :-)

    Ciao

  8. #8
    Partecipante Affezionato L'avatar di korsy
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    rilancio con l'articolo de "il messaggero" intitolato: (rullo di tamburi)

    "FILOSOFIA COME MEDICINA, a napoli un master per CURARE LA DEPRESSIONE CON IL SAPERE "

    se non è incoscienza questa...

    articolo allegato o reperibile nella rassegna stampa del miur
    Files allegati Files allegati
    Ultima modifica di korsy : 26-08-2005 alle ore 14.37.17

  9. #9
    Postatore Compulsivo
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    ho appena pubblicato un articolo su queste tematiche, fatemi sapere che ne pensate

    "Counseling: e se gran parte della responsabilità fosse delle Scuole di psicoterapia?"
    29.08.2005 - Autore: Nicola Piccinini
    http://www.altrapsicologia.it/conten...sp?a=1595&z=71
    Da tempo oramai offrono un prodotto formativo ridondante in counseling e sempre più hanno la necessità di compensare il graduale ed inesorabile calo del numero di richieste di specializzazione con altre offerte formative rivolte ad utenti laureati e non...

  10. #10
    Originariamente postato da nico
    ho appena pubblicato un articolo su queste tematiche, fatemi sapere che ne pensate
    Ottimo! Hai pensato di girarlo ad ordini e scuole di specializzazione?
    Sarebbe bello far capire loro che se non cambiano atteggiamento è la volta buona che imbracciamo i forconi!


    Ciao
    altanx78


  11. #11
    Postatore Compulsivo
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    Originariamente postato da altanx78
    Hai pensato di girarlo ad ordini e scuole di specializzazione?
    Sarebbe bello far capire loro che se non cambiano atteggiamento è la volta buona che imbracciamo i forconi!
    Ti ringrazio per l'apprezzamento, tuttavia più che aspettare un loro cambiamento di atteggiamento (è da sei anni che stanno lì!) stiamo cercando di proporre un progetto professionale nuovo

    A stretto giro pubblicheremo su AP proposte di lavoro e riforma su molti argomenti scottanti. Quindi sarà sulla base di proposte concrete e nuove che ci proporremo e non con critiche... queste sono utili a far conoscere diverse situazioni ai colleghi, ma in ultima analisi siamo noi tutti a doverci rimboccare le maniche senza delegare ulteriormente e nuovamente a questi soggetti qui che in 6 anni non si capisce cosa abbiano prodotto di significativo

    Piuttosto facciamo girare voce di queste informazioni e portiamo colleghi ad interessarsi del comune futuro professinale

    un saluto e grazie

  12. #12
    Semplicemente per ridere un po' ( mi si apre adesso il mondo dei counsellor ), vi mando questo link: http://www.psico.it/file.php?file=si...at=sico&area=3
    è il sito a cui fa riferimento l'articolo di cui stiamo parlando. Scrivendo sulla loro professioni, fra le altre cose dicono:

    "La figura professionale del counselor nasce negli anni trenta in America e risponde a tutte quelle persone che pur "non desiderando diventare psicologi o psicoterapeuti svolgono un lavoro che richiede una buona conoscenza della personalità umana."

    e più sotto:

    "Il Counselor è la Figura Professionale che, avendo seguito un corso di studi almeno triennale, ed in possesso pertanto di un diploma rilasciato da specifiche scuole di formazione di differenti orientamenti teorici, è in grado di favorire la soluzione di disagi esistenziali di origine psichica che non comportino tuttavia una ristrutturazione profonda della personalità. "

    In sostanza, è un amico specializzato nell'ascoltare e consigliare?

    " CONOSCI TE STESSO - Γνωθι Σεαυτον " Oracolo di Delfi, Socrate.

  13. #13
    Postatore Compulsivo L'avatar di sunflower
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    Originariamente postato da Darkgianlu85

    In sostanza, è un amico specializzato nell'ascoltare e consigliare?
    La mia esperienza quasi quasi mi farebbe rispondere sì. E vi dirò: ci sono terapeuti scarsamente professionali, che aldilà del titolo, si comportano allo stesso modo. E forse counsellor che si sono maggiormente preparati e almeno deontologicamente seguono meglio il cliente, piuttosto che analisti che dopo anni e anni se ne escono con "Bene, ora iniziamo ad andare a fondo", mentre prima parlavano di sintomi e comportamenti a livello puramente esteriore.

    Forse vado OT e questa risposta andrebbe nei 3d in cui trattiamo di psicoterapia... scusate...

  14. #14
    L'articolo 21 del codice deontologico recita:

    art. 21 Lo psicologo, a salvaguardia dell'utenza e della professione, è tenuto a non insegnare l'uso di strumenti conoscitivi e di intervento riservati alla professione di psicologo, a soggetti estranei alla professione stessa, anche qualora insegni a tali soggetti discipline psicologiche. E' fatto salvo l'insegnamento agli studenti del corso di laurea in psicologia, ai tirocinanti , ed agli specializzandi in materie psicologiche.

    Possibile che poi ci siano offerte formative di questo tipo:

    http://www.comunicati.net/comunicati/varie/14908.html

  15. #15
    silviazero
    Ospite non registrato
    Davvero vergognoso!

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