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  1. #1
    Postatore Compulsivo
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    Il piano del G8 per salvare l’Africa si presenta poco dissimile da un racket estorsi

    Un’aura di santità discende sugli uomini più potenti del mondo.

    Domenica i ministri dell’economia di sette nazioni del G8 (la Russia non era stata invitata) hanno promesso di cancellare il debito che i paesi più poveri hanno nei confronti della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale. La mano che tiene la spada è retta da angeli: angeli con le chitarre invece che arpe.

    Chi, a parte gli editorialisti del Daily Telegraph, potrebbe negare che la cancellazione del debito è una buona cosa? Non importa se, in primo luogo, gran parte del debito – denaro prestato dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale per corrompere i dittatori – non avrebbe mai dovuto essere richiesto. Non importa se, in termini di risorse depredate, di lavoro rubato e ora di danni causati dai cambiamenti climatici, i ricchi devono ai poveri molto di più di quanto i poveri debbano ai ricchi. Alcuni dei paesi più poveri pagano più per il debito che per la sanità o per l’istruzione. Qualunque siano le origini del problema, tutto questo è osceno.

    Vi aspettate che dica ‘ma’ e non vi deluderò. Il ‘ma’ arriva nel secondo paragrafo dello statuto dei ministri dell’economia. Per convalidare la cancellazione del debito i paesi in via di sviluppo devono “sconfiggere la corruzione, aumentare lo sviluppo dei settori privati” ed eliminare “gli ostacoli per gli investimenti privati, sia nazionali sia esteri”.

    Questi punti vengono denominati conditio sine qua non. Le conditio sono quelle politiche che i governi devono seguire prima di ricevere aiuti e prestiti e cancellazione del debito. A prima vista sembrano una buona idea. La corruzione indebolisce i paesi poveri, soprattutto l’Africa. I soldi che potrebbero dare a chiunque uno standard di vita ragionevole hanno invece reso incredibilmente ricca solo una manciata di persone. Le nazioni potenti sono giustificate nel cercare di scoraggiare questa pratica.

    Questa è la teoria. In verità la corruzione raramente è stata una barriera per gli aiuti e per i prestiti stranieri: fate caso ai soldi che abbiamo dato, direttamente e attraverso la Banca Mondiale e l’FMI, a Mobutu, Suharto, Marcos, Moi e a tutti gli altri criminali di prima categoria. Robert Mugabe, il demone dell’occidente, è stato meritatamente escluso dalle nazioni ricche. Ma egli ha causato meno sofferenza ed è responsabile di minor corruzione rispetto a Paul Kagame del Ruanda e a Yoweri Museveni dell’Uganda, entrambi citati ripetutamente dai paesi del G8 come esempi di “buon governo”. I loro eserciti, come ha dimostrato l’ONU, sono in larga parte responsabili del disastro nella Repubblica del Congo, che finora ha subito 4 milioni di vittime, e se ne sono andati con ricchezze che ammontano a miliardi di dollari. Eppure la Gran Bretagna, che ospita il summit del G8, rimane il loro principale finanziatore bilaterale. Finora ha sempre rifiutato di fare del ritiro dal Congo una conditio per gli aiuti esteri.

    La differenza, naturalmente, è che Mugabe non ha limitato i suoi attacchi ai neri: ha anche spodestato gli agricoltori bianchi e ha confiscato le proprietà straniere. Kagame, d’altro canto, ci ha prontamente fornito materiali che ci servono per i nostri cellulari e i computer: materiali che le sue truppe hanno rubato dal Congo. La parola “corrotto” viene spesso utilizzata dai nostri governi e giornali per definire quei regimi che non vogliono fare quello che si dice loro.

    La vera corruzione, d’altra parte, è tollerata e addirittura incoraggiata. Venticinque paesi finora hanno ratificato la convenzione ONU contro la corruzione, ma nessuno è membro del G8. Perché? Perché le nostre corporazioni ne fanno volentieri a meno. In Gran Bretagna le aziende possono corrompere legalmente i governi dell’Africa se operano attraverso il (profondamente corrotto) paradiso fiscale di Jersey. Lord Falconer, il ministro responsabile della buona riuscita di tutto ciò, si rifiuta di agire. Scorrendo l’elenco dei clienti dell’isola, molti dei quali sono nei primi 100 posti del FTSE, si comincia a capire qualcosa.

    L’idea, accettata passivamente dalla maggior parte dei commentatori, che le condizioni che i nostri governi impongono aiutino a evitare la corruzione è ridicola. Per convalidare i fondi della Banca Mondiale, il nostro cliente modello, l’Uganda, è stato costretto a privatizzare la maggior parte delle compagnie di proprietà dello stato prima di avere i mezzi di regolarizzare la loro vendita. Una svendita che avrebbe dovuto far aumentare a 500 milioni di dollari il fondo ugandese che invece è aumentato a 2 milioni di dollari. Il resto è stato suddiviso dagli ufficiali del governo. Senza pudore, la Banca Mondiale ha insistito che – per convalidare il programma di cancellazione del debito che ha ora approntato il G8 – il governo ugandese svenda le sue forniture d’acqua, i servizi agricoli e banche commerciali, di nuovo con una regolamentazione minima.

    E così ci ritroviamo al vero problema delle conditio del G8, che non si fermano alla pretesa di evitare la corruzione, ma si impicciano in ogni aspetto del governo sovrano. Quando i ministri dell’economia dicono “buon governo” e “eliminare gli ostacoli per gli investimenti privati”, quello che vogliono dire è commercializzazione, privatizzazione e liberalizzazione del commercio e dei flussi di capitale. E questo significa nuove opportunità per il denaro occidentale.

    Fermiamoci per un attimo sull’Uganda. Alla fine degli anni ’80 l’FMI e la Banca Mondiale hanno obbligato l’Uganda a imporre “ticket” per la sanità di base e l’istruzione primaria. Lo scopo sembra essere quello di creare nuovi mercati per capitali privati. La frequenza scolastica, soprattutto femminile, crollò. Lo stesso successe con i servizi sanitari, soprattutto per i poveri delle campagne. Per scongiurare una possibile rivoluzione, Museveni reintrodusse l’istruzione primaria gratuita nel 1997 e l’assistenza sanitaria di base nel 2001. L’iscrizione alla scuola primaria passò da 2,5 milioni a 6 milioni, e quasi raddoppiò il numero dei pazienti non ricoverati. La Banca Mondiale e l’FMI – che sono controllati dai paesi del G8 – erano furibondi. Durante l’incontro dei sovvenzionatori nell’aprile 2001 la direzione della delegazione bancaria ha fatto presente che, quale risultato del cambiamento della politica, riteneva il ministro della sanità un “cattivo investimento”.

    C’è un ovvio conflitto di interessi in questa relazione. I governi del G8 sostengono di voler aiutare i paesi poveri a svilupparsi e a essere competitivi in modo vincente. Ma essi possiedono un potente incentivo commerciale per assicurarsi che essi non siano competitivi, e che le nostre aziende possano impossessarsi dei loro servizi pubblici e ottenere le loro ricchezze a prezzi bassissimi. Le condizioni imposte ai paesi poveri li tengono a un laccio molto corto.

    Questo non è il solo conflitto. Lo statuto dei ministri dell’economia del G8 insiste sul fatto che la Banca Mondiale e l’FMI monitoreranno i progressi dei paesi indebitati, e decideranno se sono adatti a essere sgravati del loro peso. La Banca Mondiale e l’FMI, naturalmente, sono le agenzie che hanno più da perdere dalla loro rinascita. Essi hanno un interesse molto forte nell’assicurarsi che la cancellazione del debito abbia luogo nel modo più lento possibile.

    Inserire condizioni come queste negli aiuti è già abbastanza meschino. Equivale a dire: “Vi diamo spiccioli in cambio dei gioielli della corona.” Inserirle nella cancellazione del debito sposta invece la questione su un piano morale: “Smetteremo di prendervi a pugni in faccia se ci date i gioielli della corona.” Il piano del G8 per salvare l’Africa è di poco migliore di un racket estorsivo.

    Credete ancora che i nostri leader appena fatti santi hanno guadagnato la loro aureola? Se sì, avete accettato passivamente una marea di sciocchezze. Sì, dovrebbero cancellare il debito. Ma dovrebbero farlo senza condizioni.


    Link utili:
    G8 di Gleneagles - http://www.g8.gov.uk/servlet/Front?p...=1078995902703
    Banca Mondiale - http://www.worldbank.org/
    Fondo Monetario Internazionale - http://www.imf.org/

    Fonte: http://www.commondreams.org/views05/0614-22.htm
    Tradotto da Elena Mereghetti (elena_m72@yahoo.it) per Nuovi Mondi Media - http://www.nuovimondimedia.com

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    per chi non fosse convinto qui c'è un altro articolo molto interessante sul tema

    http://www.luogocomune.net/lc/module...hp?storyid=670

    " E se scruti a lungo un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te" Nietzsche


    dai un'occhiata a questo sito www.altrapsicologia.it

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  3. #3
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    AFRIQUE
    Les pays riches envisagent d'accroître leur aide au développement pour l'Afrique. Que pensez-vous d'une telle mesure?

    Elle peut contribuer de manière significative au développement du continent 29,2%
    Elle n'aura aucun effet concret en terme d'éradication de la pauvreté 67,3%
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    Mi sembra che gli abitanti dell'Africa ci vedano chiaro.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

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