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  1. #1
    alberag
    Ospite non registrato

    sulla parzialità delle informazioni in Italia

    Prendo la notizia come pretesto per lanciare una discussione che, nelle ultime settimane, ha fatto parecchio da sfondo e da mood per alcuni dei temi trattati in questo forum.
    Circa 200 morti e un numero imprecisato di feriti per un incidente ferroviario in Pakistan. Quanti articoli o servizi giornalistici avete letto/visto in merito? Io praticamente nulla, solo qualcosa su internet.
    Vi giro qualche link della notizia da corriere.it , dal sito ansa.it e dal tgcom

    Al di là dei commenti più generici sulla disinformazione per molte delle cose che accadono nel mondo (credo che se fosse accaduto negli USA avremmo visto i servizi con le interviste ai parenti e tutte le cose di contorno), quanto crediamo che l'informazione che abbiamo a disposizione sia veramente pluralista e "libera".
    Certo, è accaduto in concomitanza con l'attentato di Londra....ma proprio da non sentirne parlare? è così poco importante?

  2. #2
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    20-09-2004
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    Alberag. Mi spiace. È una battaglia persa. Basterebbe dare un'occhiata ogni tabto a Misna (l'agenzia di informazioni dei missionari cattolici) per vedere quanta carenza di informazioni abbiamo. Io cerco di cavarmela spulciando i quotidiani stranieri su internet (e facendo la tara degli interesssi delle rispettive nazioni, che non è che i francesi parlano dell'Africa solo perché sono buoni...), ma è un lavoro durissimo.
    Come per l'informazione scientifica. Quanti hanno commentato la notizia dell'assegnazione alla Francia del progetto internazionale di ricerca sulla fusione nucleare? Nessuno, credo. Eppure è estremamente importante. E non è ricerca pura, è ricerca applicata, di quella che poi ti dà dei riscontri in termini di brevetti, indipendenza economica ed energetica ecc.
    Che te devo dì? Leggere, ascoltare, confrontare... e stare zitti. Perché nel paese dei ciechi l'orbo non diventa re, viene linciato.

    Ciao

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    il punto a mio avviso non è pretendere nè di avere un'informazione scevra da condizionamenti nè di averla assolutamente globale, ma di esserne o meno consapevoli. Sapere che il servizio di tizio e caio e l'articolo di sempronio e pincopallo non sono la verità, ma uno dei modi di approssimarla/vederla/interpretarla. Questa piccola consapevolezza non ci renderebbe immuni da scivoloni semplicistici e lineari, ma almeno ci fornirebbe un piccolo filtro interpretativo.
    " E se scruti a lungo un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te" Nietzsche


    dai un'occhiata a questo sito www.altrapsicologia.it

    per usufruire del servizio contattare la scrivente per pattuire il compenso

  4. #4
    Postatore Compulsivo L'avatar di sunflower
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    Originariamente postato da ghiretto
    Sapere che il servizio di tizio e caio e l'articolo di sempronio e pincopallo non sono la verità, ma uno dei modi di approssimarla/vederla/interpretarla. Questa piccola consapevolezza non ci renderebbe immuni da scivoloni semplicistici e lineari, ma almeno ci fornirebbe un piccolo filtro interpretativo.
    E io credo che se estendessimo questo modo di considerare la realtà e noi tutti ad ogni tipo di messaggio veicolato, abbatteremmo diversi assolutismi e pregiudizi. Ognuno di noi prta con sè "uno dei modi di approssimarla/vederla/interpretarla" questa realtà. Relativismo? Consapevolezza direi, tolleranza, apertura

  5. #5
    minodegi
    Ospite non registrato
    Una stupefacente monotonia di menzogne e di silenzi regna sulla stampa italiana. Ah no certamente, da noi non vige nessuna censura militare; non c'è nessuna legge o apparato dello Stato che controlla l'informazione. No: c'è qualcosa di più profondo, di più invisibile e nello stesso tempo più ferreo e coercitivo. C'è una legge di mercato…politico.


    W Striscia la notizia!!!!!!!
    Ultima modifica di minodegi : 18-07-2005 alle ore 23.14.44

  6. #6
    alberag
    Ospite non registrato
    Grazie a tutti per questi primi riscontri!!

    "il mio maestro diceva sempre che chi prende il largo con molte certezze affogherà in un mare di dubbi"

    Non mi ricordo chi l'ha detta - purtroppo con le citazioni sono una frana - ma penso che il solo fatto di essere consapevoli della parzialità (èpur necessaria) del nostro mondo, ci renda forse meno soggetti a subirne le conseguenze.
    Anche qui dentro.
    E me per primo.

  7. #7
    Serendipity
    Ospite non registrato
    parzialità dell'informazione.....sono giorni che mi faccio la seguente domanda(solo apparentemente ot)il12 settembre eravamo *tutti americani*, il 12 marzo *tutti spagnoli*, adesso *tutti londinesi*.con qualche riserva, personalmente. più che altro perchè da ciò che leggo e ascolto, tutti i giorni della nostra vita dovremmo essere *tutti irakeni*, *tutti afgani**tutti di Gaza*......a proposito di parzialità dell'informazione....perchè non ci è mai stato chiesto di esserlo?

  8. #8
    Io penso che quelle notizie non vengano date semplicemente perchè non importano alla maggioranza delle persone.
    Potremmo dire "perchè non fanno audience", ma alla fine è la stessa cosa chiamata in due modi diversi: le cose che fanno audience piacciono alle persone, o le interessano, o whatever.
    (questo non vuol dire nè che le persone facciano bene a disinteressarsi, nè che i giornali facciano bene ad essere conniventi: ma incidenti, piu' o meno grandi, con piu' o meno morti, accadono tutti i giorni in tutto il mondo. Mi sembra assurdo pretendere che vengano riportati tutti, a meno che non si parli di emittenti di news 24 ore al giorno)
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  9. #9
    L'avatar di Haruka
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    4
    Originariamente postato da willy61
    Alberag. Mi spiace. È una battaglia persa. Basterebbe dare un'occhiata ogni tabto a Misna (l'agenzia di informazioni dei missionari cattolici) per vedere quanta carenza di informazioni abbiamo. Io cerco di cavarmela spulciando i quotidiani stranieri su internet (e facendo la tara degli interesssi delle rispettive nazioni, che non è che i francesi parlano dell'Africa solo perché sono buoni...), ma è un lavoro durissimo.
    Come per l'informazione scientifica. Quanti hanno commentato la notizia dell'assegnazione alla Francia del progetto internazionale di ricerca sulla fusione nucleare? Nessuno, credo. Eppure è estremamente importante. E non è ricerca pura, è ricerca applicata, di quella che poi ti dà dei riscontri in termini di brevetti, indipendenza economica ed energetica ecc.
    Che te devo dì? Leggere, ascoltare, confrontare... e stare zitti. Perché nel paese dei ciechi l'orbo non diventa re, viene linciato.
    gran bel post Gugliè
    Concordo al 100%.. anche io dedico buona parte delle mie giornate a leggere più testate (italiane e straniere) possibili ma, sinceramente, non credo che questo porti a molto...
    Primo per il fatto che la comunicazione è la chiave di volta del mondo di oggi: chi la possiede (e ne possiede il controllo) ha in mano il potere, perchè la gente si fida di quello che legge e vede in tv.
    Nn dobbiamo pensare con la testa nostra, noi (almeno molti di quelli che leggo qui su questo forum o meglio in quest'area !) cerchiamo di usare il cervello, di leggere, di informarci, di capire, di scoprire, di conoscere.
    Ma la maggioranza della gente si beve tutto.
    Davvero tutto, basta che lo dicano persone che reputano degne di fiducia....
    E' incredibile.

    Ormai mi convinco sempre di più che l'unico modo per farsi un'idea delle cose è andare (nei limiti del possibile) in giro e vedere le cose con i propri occhi, documentando e registrando tutto in prima persona.
    Farlo come missione personale, semmai, per sapere che quello che uno vede e sente e tocca non è strumentalizzato perchè è diretto.
    Produttore-consumatore, se vogliamo dirla così.

    Sono conscia del fatto che sia impossibile ma mi ritrovo a non fidarmi più di nulla e nn vedo altre vie d'uscita.

  10. #10
    alberag
    Ospite non registrato
    Trovo sia triste ma abbastanza vero che non possiamo uscire dal giro degli informatori...manco fossimo poliziotti!!
    Però su una cosa non sono d'accordo Haruka: tu dici
    anche io dedico buona parte delle mie giornate a leggere più testate (italiane e straniere) possibili ma, sinceramente, non credo che questo porti a molto
    Ma davvero non porta a molto? Porta al fatto che se sei una persona che si informa e confronta fonti diverse, lo sforzo che fai in termini di tempo, denaro ed energia a qualcosa serve: sarai meno controllabile, meno succube di ciò che ti viene propinato.
    D'altra parte non è forse vero che chi possiede l'informazione possiede il potere? Se io cerco fonti di informazioni varie e possibilmente discordanti fra loro, può darsi che arrivi ad un'idea "vagamente bilanciata" di ciò che accade e continua ad accadere.
    Io, per esempio, cerco di confrontare le notizie che ci vengono passate su Israele dalla TV e dalla stampa con il sito Informazione Corretta, che è assolutamente filo-israeliano anche quando la posizione è insostenibile. Per carità, mi incazzo ogni volta che ci vado sopra, ma almeno ho un punto di vista altro rispetto a ciò che vedo in Italia. E sono giunto alla conclusione (dal mio punto di vista) che quel servizio dovrebbe cambiar nome, ma di cose che loro documentano ne vengono "passate in silenzio" a palate.

  11. #11
    Serendipity
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Dreamstalker
    Io penso che quelle notizie non vengano date semplicemente perchè non importano alla maggioranza delle persone.
    Potremmo dire "perchè non fanno audience", ma alla fine è la stessa cosa chiamata in due modi diversi: le cose che fanno audience piacciono alle persone, o le interessano, o whatever.
    (questo non vuol dire nè che le persone facciano bene a disinteressarsi, nè che i giornali facciano bene ad essere conniventi: ma incidenti, piu' o meno grandi, con piu' o meno morti, accadono tutti i giorni in tutto il mondo. Mi sembra assurdo pretendere che vengano riportati tutti, a meno che non si parli di emittenti di news 24 ore al giorno)
    ...la mia era una domanda retorica,ovviamente.
    purtroppo la risposta "non fanno audience" mi sembra si avvicini molto ad una realtà che,personalmente,trovo alquanto agghiacciante.
    ma potremmo anche dire che per l'Occidente, ancorchè si senta così ferito, minacciato, messo in discussione, esistono morti di serie A, e morti di serie B. gli inglesi,americani,spagnoli,sono morti di serie A. gli afgani,irakeni, palestinesi,curdi sono morti di serie B...ma anche c,d...e via ad libitum.
    e credo che le ferite e le minacce siano proporzionali alle serie b,c,d eccetera.

  12. #12
    Angelus
    Ospite non registrato
    mi sentirei già più tranquillo se non si facesse "disinformazione"...
    io non so come definire come sono rimasto dopo che ho letto questo:
    clikka

    "Ma insomma: quei filmati? Max Ferrari, il direttore di «TelePadania», sbanda un po’: «Noi la notizia abbiamo cercato di accertarla. E ci siamo convinti che era buona. Certo, i filmati non potevamo averli ». E allora? Cede all’onestà: «Ci siamo arrangiati con immagini di repertorio, girate da un’altra parte dopo l’11 settembre». Roba d’archivio. Montata in modo tale da confondere non solo la gente comune che stava davanti alla tivù, ma anche due uomini di governo come Calderoli e Castelli che, diciamolo, si sono lasciati un po’ andare. Come potevano dubitare di «TelePadania»? E pensare che di solito sono così sobri e prudenti..."

  13. #13
    Malkavian
    Ospite non registrato
    Piccolo ot:

    Originariamente postato da willy61
    [...]Leggere, ascoltare, confrontare... e stare zitti. Perché nel paese dei ciechi l'orbo non diventa re, viene linciato.
    Questa è una delle cose più vere e intelligenti che io abbia sentito dire da molto, molto tempo ad oggi.

  14. #14
    MarioG
    Ospite non registrato
    Mi è capitato 2 volte, nell'arco della mia vita lavorativa, e proprio a causa del lavoro, di avere a che fare con un paio di giornalisti, di diversa tendenza politica, che fra l'altro mi hanno intervistato. Ebbene, fatti e parole sono stati modificati, celati, raramente venuti fuori così come li avevo citati. In entrambi i casi comunque, ognuno dei giornalisti aveva portato l'acqua al suo mulino.
    E' notorio che tutte le informazioni gestite da un essere umano si ritrovano ad essere manipolate in base all'esigenza ed ai gusti del giornalista di turno. Tranne rari casi, il giornalista che si ritrova a fare un servizio non ha lo scopo o la necessità dell'obbietività, ma si ritrova a fare i conti con le sue ambizioni, gli ordini della redazione, i gusti personali. Può scaturire qualcosa di oggettivo da tutto questo? Non credo, e quand'anche il giornalista si ritrovi in buona fede, e, scevro da forzature dettate dall'alto, a voler descrivere i fatti, questi saranno sempre, come già avete detto, arricchiti dalla sua interpretazione e da inclinazioni caratteriali.
    C'è da aggiungere una problematica tipica dei giorni nostri, e cioè la caduta libera dell'etica.
    Oggi presentare una notizia falsa non crea più problemi, in tempi di depenalizzazione di falsi di bilancio, quel che conta, soprattutto con l'avvento della televisione, è la capacità di destare emozioni per l'audience, fornire le immagini che il pubblico vuole (ovvero, quel che il pubblico è stato abituato a volere), e contemporaneamente manipolarlo nel modo più proficuo.
    Ecco quindi la giusta necessità di cercare l'informazione da più fonti, cercare di carpire il reale, ma con la consapevolezza dell'impossibilità di riuscirci pienamente.
    Vorrei aggiungere un 'ultima cosa, e mi riattacco al discorso di WillY61. Perdonami WillY, ma, la tua affermazione 'Leggere, ascoltare, confrontare... e stare zitti' mi sa tanto di resa, di cedimento all'ineluttabilità degli eventi. Io credo che il silenzio, soprattutto in un momento come questo, sia la soluzione peggiore, quella che lascia spazio a chi vuole in mala fede decidere per noi. A costo di essere giudicato idealista, sovversivo, ingenuo, a rischio di esser preso a sassate, sputato in faccia, non importa. Io voglio, nel mio piccolo, parlare, discutere, istillare il dubbio, fare democraticamente tutto quel che posso, finchè posso.
    Perchè il silenzio, oggi, è una forma di complicità, e giammai voglio sentirmi complice di questa gente che nulla rispetta, forse nemmeno se stessa.

  15. #15
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Originariamente postato da MarioG
    ...
    Vorrei aggiungere un 'ultima cosa, e mi riattacco al discorso di WillY61. Perdonami WillY, ma, la tua affermazione 'Leggere, ascoltare, confrontare... e stare zitti' mi sa tanto di resa, di cedimento all'ineluttabilità degli eventi. Io credo che il silenzio, soprattutto in un momento come questo, sia la soluzione peggiore, quella che lascia spazio a chi vuole in mala fede decidere per noi. A costo di essere giudicato idealista, sovversivo, ingenuo, a rischio di esser preso a sassate, sputato in faccia, non importa. Io voglio, nel mio piccolo, parlare, discutere, istillare il dubbio, fare democraticamente tutto quel che posso, finchè posso.
    Perchè il silenzio, oggi, è una forma di complicità, e giammai voglio sentirmi complice di questa gente che nulla rispetta, forse nemmeno se stessa.
    Complimenti. Questo è uno degli interventi più intelligenti e belli che abbia letto da molto tempo!

    Quanto allo stare zitti, la mia era una provocazione, ma solo a metà. Perché mi pare che ci troviamo nella paradossale condizione per cui chiunque può parlare, tanto nessuno lo ascolta. Inoltre, considera che io vivo in Leghizia. E davvero qui, a volte, parlare chiaro qui equivale a perdere collaborazioni, contatti per il lavoro, a volte il lavoro stesso. Altre volte persone anche simpatiche, ma che non riescono a sopportare di non essere al centro del mondo conosciuto.
    Io inviterei alla riflessione. Ché credo abbiamo bisogno di persone vive, non di eroi morti. E non confonderei la fuga del prigioniero con la diserzione del guerriero. Sono due cose diverse. E, a volte, fuggire rappresenta una soluzione interessante e nobile.
    Non uccide, non rinuncia. Semplicemente cerca altre menti e altri luoghi.

    Buona vita e spero di risentirti

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

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