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Visualizzazione risultati 1 fino 14 di 14
  1. #1

    Recensioni e considerazioni

    Se avete da poco acquistato/ascoltato un disco sarebbe interessante ricevere e condividere le vostre recensioni e giudizi in merito.

    Possono essere nuove uscite, album storici, qualsiasi genere/artista...

    Allora inizio con X&Y dei Coldplay :

    Chris Martin e compagni hanno mantenuto e confermato in questo album il sound inconfondibile dei Coldplay.
    Ritmo incalzante e coinvolgente, con note elettroniche e synthetiche, in tracks come Square one, Low (con Brian ENO alle tastiere!!!), White Shadows, Talk in cui strizzano l'occhio al sound di U2 con estensioni figlie dei Pink Floid. Poi ci sono le ballate romantiche pop di Fix you, A messagge, Swallowed in the sea, The Hardest part che, tuttavia, non hanno la stessa forza melodica delle ballate dei precedenti album (vedi Trouble, The Scientist).
    Speed of Sound, il primo singolo, sembra il secondo tempo di Clocks, sempre accattivante ma poi da l'impressione di essere il jingle perfetto per pubblicità di vari prodotti. Bello invece il video, con il pannello di luci cangianti!

    Un album che conferma la band inglese come campione di vendite...tuttavia sul piano artistico il risultato non è esaltante, sono abbastanza prevedibili nel riproporre la linea melodica vincente dei precedenti due lavori, ottimo per un ascolto disimpegnato ma nulla che vedere con Parachutes.
    VOTO: 6 1/2
    "io sono Pessoa e...la Quarta...!"
    ....."MORBOSOooo"
    "Amo il rigore Bauhaus...cravattina nera, camicia bianca...stailosisssima"

    "...mi disturbi esteticamente..."

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  2. #2
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    castagnola!!!! am che bel 3d...adesso mi concentro, cerco un album di cui voglio parlare, e lo recensisco.
    ...non sono forse un accordo stonato, nella divina sinfonia,
    grazie alla vorace ironia che mi squassa e che mi morde?
    E' dentro la mia voce, come stride!
    E' il mio sangue, questo veleno nero!
    Sono lo specchio sinistro in cui si guarda la megera.
    io sono la piaga e il coltello! Sono lo schiaffo e la gota!
    Sono le membra e la ruota, e la vittima e il carnefice!
    Sono del mio cuore il vampiro,uno di quei grandi derelitti
    condannati all'eterno riso
    e che non possono più sorridere


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    Sono un'erinni



  3. #3
    Originariamente postato da morrigan
    castagnola!!!! am che bel 3d...adesso mi concentro, cerco un album di cui voglio parlare, e lo recensisco.
    Perfetto Morri-bella! ...siate spietati !!!!
    "io sono Pessoa e...la Quarta...!"
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  4. #4
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
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    Bjork - Medulla

    Un lavoro in cui gli strumenti sono quasi scomparsi (tranne in “Triumph of a heart” molto dance-oriented”), in cui si viene portati, come del resto succede con tutti i suoi album, in un’altra realtà fatta di luci, di ombre, di sensazioni cutanee. Al primo ascolto è come essere immersi in un liquido nero e viscoso e da tutte le parti arrivano suoni scarni e la sua voce così in contrasto con tutto il resto… Dopo, piano piano, come si riascoltano le tracce, si riemerge verso la superficie, ritornano i colori costituiti dalla base ritmica, la voce non appare più dissonante ma si pone come linea guida di tutto l’album. Infine si aprono gli occhi ed è come trovarsi al centro di tutti gli elementi l’acqua cristallina, il sole freddo, si ritrovano i tronchi bagnati della prima umidità della mattina, il fuoco che scalda ed illumina ritmi tribali, il battito delle ali di un rapace notturno immerso in una luce fioca, il rumore ipnotico delle onde sulla sabbia umida…

    Voto: 8

  5. #5
    Originariamente postato da Agony
    Bjork - Medulla

    Voto: 8
    Caro Agony concordo pienamente con l'8 alla fata islandese...la recensione anche...pura poesia e claro intellecto!
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  6. #6
    Demon Days - Gorillaz

    Il primo album trainato da Clint Eastwood si è rivelato un successo mondiale, esaltato dal genio della video-animazione James Hewlett. Questo nuovo lavoro, anticipato da Feel Good Inc., è altrettanto interessante. Demon and friends riescono ad amalgamare con maestria hip hop, ritmi funky e aneliti elettronici...la voce di Albarn poi, filtrata in modo che sembra provenire da una dimensione "altra", arricchisce e dà forza a tutte le tracce, a cui hanno lavorato tra gli altri Ike Turner ed MF Doom.
    Un album che, senza la pretesa di essere un classico, esalta ancora una volta il talento di questo gruppo tanto "virtuale" nel proporsi, quanto reale nel suo successo meritato.

    VOTO: 7 1/2
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  7. #7
    Endless Summer di Christian Fennesz


    Vive a una decina di chilometri da Vienna, in un piccolo villaggio raccolto sulle rive del lago di Neusiedl dove le nervose ondulazioni montuose si stemperano in splendide vallate pianeggianti che si infuocano al tramonto schiudendo orizzonti imperturbabili.
    Christian Fennesz è cresciuto in questo eremo vitale respirando umori mitteleuropei di lunga data, musicando quelle sensazioni attraverso le moderne tecniche elettroniche, infondendo cioè quella weltanshauung pensosa e elusiva, austera ma tenace nelle maree radioattive dei circuiti digitali, scovando altresì nei difetti tecnologici, nei bug, e nei test tones, una via d'espressione unica, personale, fatta di microvariazioni elettriche che contemplano quelle dello spirito.
    Nel viennese, tradizione e fermento cosmopolita si muovono di continuo, contraddistinguendo una ricerca musicale che vede nell'uso del laptop e della chitarra le sorgenti principali, le bacchette magiche con cui creare universi insondabili.
    Su piani non del tutto dissimili prende quota l'elegiaco Endless Summer, capolavoro del musicista che abbandona in parte il serioso dogma elettroacustico a favore di sottilissimi richiami agli immaginari spensierati della California dei tempi d'oro; e, attraverso superfici ancor più levigate, mescolate a sperimentazioni più scopertamente legate al suono acustico della chitarra si apre Venice, l'album di transizione che vede altresì la partecipazione di David Sylvian in una traccia.
    In Endless Summer, Fennesz ci accompagna in un ispirato miraggio estivo: otto brani che ci trascinano via come nel conforto di un sentito abbraccio, di un sorriso insperato, di una lacrima non trattenuta. Nel ricomporre queste atmosfere ibrani si sono spogliati di certe intemperanze, asprezze storiche del suono fennesziano, cercando un contatto più morbido, comunicativo destreggiandosi con maestria lungo la linea di confine del pop. Il risultato di questa attenta levigatura è in un lavoro - registrato con una strumentazione completamente analogica - che raggiunge livelli memorabili per tutta la sua durata, facendoci assaporare gioie acustiche di rara bellezza come nel caso di Endless Summer, Year in a Minute, Shisheido, Caecilia e Happy Audio.
    A fine disco si rimane senza parole, ridestarsi è difficile; ci ritroviamo interdetti a sfiorare con una mano il vetro di una finestra. Fuori c'è il caos, il mugghiare nevrotico della città, dentro la pienezza di un'estate infinita...

    Xavier
    VOTO: 8.5
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  8. #8
    The Silver Mount Zion Memorial Orchestra and TRa la la Band - Born into trouble as the sparks fly upward

    Side-project di quella singolare comune anarchico-musicale che si riunisce sotto il nome di Godspeed You Black Emperor! Efrim Menuck (chitarra, piano e voce), musicista atipico schivo, stoico oppositore delle politiche sociali globalizzanti e dell'appiattimento artistico creato da un mercato discografico endemicamente vincolato agli interessi di poche grandi major Ispiratore è demiurgo di questo terzetto canadese le cui caratteristiche costituzionali si rifanno ad un forte immaginario ermetico che si esplica non solo nei passaggi musicali ma anche nei titoli degli album e delle tracce.
    The Silver Mount Zion è una piccola formazione cameristica, formata insieme a Thierry Amar e Sophie Trudeau con lo scopo di superare i limiti fisiologici imposti da un ensemble democratico e numeroso come quello dei Godspeed attraverso un percorso immaginifico volutamente introspettivo, riflessivo, che desse conto di un vigore personale.
    Rispetto ai Godspeed l'aggiunta del violoncello, di un secondo violino e di un'altra chitarra ha contribuito nel rendere il suono decisamente corposo con arrangiamenti sofisticati, complessi che ne hanno aumentano la già tracimante propensione evocativa anche grazie a degli inserti vocali simpatetici, calibrati con maestria nel suggerire, serrare e rifulgere. “Born into truble…”, e in generale il gruppo di Montreàl, coglie a piene mani dal grande movimento romantico e espressionista del XVIII-XIX sec., sia nelle idee che nelle soluzioni, un filo sottile lo lega alle esperienze di Mahler, Wagner e Schonberg compositori che seppero trasformare la musica nella manifestazione più alta dello spirito umano, l'arte sublime che doveva sobillare gli animi, svelare rappresentando le mistificazioni di una società alienante, incline allo sfacelo, specchio della crisi dell'individuo moderno. E' negli impeti melodrammaticamente apocalittici quanto nelle avvolgenti pause di contemplazione mitigante, in questo lirismo epico che oscilla tra tragedia e trionfo in un prorompere di emozioni intense, qui tutto il cuore fremente di questi giovani scapigliati bohemien: nel recupero e nell'esaltazione degli ideali del “maledettismo francese”, nel rifiuto della norma imposta, nella ricerca di una verità arcana, di un senso universale da afferrare con la musica. Una musica che varca il tempo e lo spazio con la forza dell'istinto, della rabbia e di una dolcezza pura, per tramutarsi in sangue e fiori, in linguaggio esistenziale. Otto passaggi toccanti sintetizzano questo manifesto radicale, volute metafisiche che richiamano con enfasi i vasti territori dell'ambient, del neo prog, delle lunghe suite morriconiane, del neo-classicismo finendo poi per prenderne le distanze in una trasmutazione assolutamente originale: l'incantevole apertura diSisters!Brothers!Small boats of fire are falling from the sky! con lo straziante coro di archi e il leggero arpeggio di piano a ricamare, l'elettronica leggera di This gentle hearts like shot bird's fallen , la dilatata e sommessa Built then burnt, la convulsa angoscia di Take these hands and throw them in the river con la voce di Menuck in primo piano, la lunga incontenibile malinconia dei violini celesti in Could've moved mountains…, la racheliana Tho you're gone I still often walk w/you, il risveglio alla gloria con la monumentale marcia di C'moncomeon, la chiusura lasciata alla meravigliosa The triumph of our tired eyes dove i SMZ scendono in terra per regalarci l'ultimo sussulto, una poesia rassicurante in “forma canzone”; segue un silenzio indefinito, poi cala il sipario e si raccolgono le ultime fragili speranze.
    Se ne vanno così i nostri canadesi, fuori dalle luci della ribalta da un mondo che non è il loro, con l'umiltà e la consapevolezza dei grandi, lasciandosi alle spalle un'opera immensa, ideale.

    “If people use music as a way to confront and accept their own sadness or unhappiness, then the key maybe is to try to link sadness to dissatisfaction, and to try to universalize this dissatisfaction somehow, otherwise you end up as just another celine dion on the maudlin heartbreak train... it's something we have to give more thought to, and work harder at achieving... we don't want to encourage self-pity; ideally we'd like to make music that would make our friends feel better about getting out of bed in the morning...”

    Xavier e B.R.

    VOTO: 9
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  9. #9
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    STEVE VON TILL - As The Crow Flies (Neurot)

    Il volo del corvo è lento, maestoso, sinistro, circolare. Sono questi i quattro aggettivi che meglio si prestano a descrivere il primo album solista di Steve Von Till, cantante/chitarrista dei Neurosis. As The Crow Flies è uno di quei rari casi in cui il titolo racchiude in sè l'essenza stessa di un album. A differenza della primitività metal della band originaria, però, ci troviamo di fronte ad un'opera completamente acustica. Calma è la prima parola che viene in mente quando la musica comincia, cullando con severa lentezza i pensieri, rendendoli liberi di vagare lontano. Gli arpeggi di chitarra, come gocce di pioggia autunnale su foglie ingiallite, ossessionano e circondano in spire invisibili. Sostengono e sottolineano la pacata e solenne voce di Steve Von Till, simile a quella di un cantore medioevale e giocano con le splendide orchestrazioni, scarne ma maestose, di violino e violoncello. L'album scorre via lentamente, il tempo si dilata, i brani sembrano infiniti e, riecheggiando di cupe suggestioni Drakiane, si dipanano in un discorso circolare costruito in giri concentrici. Niente fronzoli, solo intime emozioni difficili da spiegare. Quando la musica finisce e ritorna il silenzio, si ha come l'impressione di aver partecipato a qualcosa di magico: la calma è penetrata nel cuore e si ha nuovamente voglia che l'album ci rapisca nelle sue spire, così come vola il corvo.
    ...non sono forse un accordo stonato, nella divina sinfonia,
    grazie alla vorace ironia che mi squassa e che mi morde?
    E' dentro la mia voce, come stride!
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    io sono la piaga e il coltello! Sono lo schiaffo e la gota!
    Sono le membra e la ruota, e la vittima e il carnefice!
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  10. #10
    Originariamente postato da morrigan
    STEVE VON TILL - As The Crow Flies (Neurot)
    Bellissima recensione Morri...ma me l'aspettavo da te!!! ...mi hai fatto venire voglia di ascoltarlo...dopo mi metto a cercare!
    "io sono Pessoa e...la Quarta...!"
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  11. #11
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    castagnola del mio cuore! che piacere rileggerti!! ...comperalo, sono sicura che ti piacerebbe! poi fammi sapere...anche tu mi hai fatto venir voglia di comperare...arf arf arf
    ...non sono forse un accordo stonato, nella divina sinfonia,
    grazie alla vorace ironia che mi squassa e che mi morde?
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    io sono la piaga e il coltello! Sono lo schiaffo e la gota!
    Sono le membra e la ruota, e la vittima e il carnefice!
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  12. #12
    Postatore Compulsivo L'avatar di HellSt0rm
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    Insomnium - Above the weeping world

    Era atteso da tre anni ormai il ritorno di una delle band death metal melodico finlandesi più famose. E il ritorno conferma che questa band continua ad esserci tra l'olimpo di un genere non facile da suonare nè tantomeno da comporre. L'album parte con la strumentale "The Gale", intro che al primo ascolto lascia subito con una calda sensazione di malinconia, che piano piano, con le chitarre e lo scroscìo di pioggia in sottofondo porta al singolo dell'album, Mortal Share, pomposa e melodica al tempo stesso, dura, veloce e diretta, proprio come ci avevano abituati da tempo gli Insomnium. L'album scorre via senza mai annoiare, con continui cambi di ritmo e di suoni, passando dall'aggressivo riffing in pennata alternata fino alla melodicità delle chitarre acustiche. Manca a mio avviso quello stacco di melodicità "sincera". Stavolta infatti è un pò più forzato, sintomo forse di qualche lacuna in fase compositiva che comincia a venire fuori. L'album tutto sommato, come già detto, si lascia ascoltare molto facilmente, ha molti spunti degni di ascolto e di riflessione, ma manca l'apporto decisivo in fase compositiva.

    Brani consigliati:
    The Gale
    Mortal Share
    The killjoy
    Change of heart

    Voto: 6,5
    Ultima modifica di HellSt0rm : 21-09-2006 alle ore 20.47.49
    "La sincerità è il primo passo verso la solitudine..."

    "Chi parla male degli altri con te, parla male di te con gli altri"

    "Ste pagliacciate e fann sul e viv, nuje simm serie, appartenimm a mort!"

    A computer is like an air conditioner, it stops working when you open Windows.

    Prendete e cliccatene tutti...questo è un mio video

    Omen Mortis Live @ Heinjoy

    Omen Mortis - Delirium Tremens live @ Heinjoy

  13. #13
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
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    Vorrei portare alla vostra attenzone un piccolo gioiello in cui sono raccolte 13 preziosissime tracce.
    "Fleur Etudiant" di Mormun Agolewo
    Un piccolo scrigno di sogni che riescono a far immergere l'ascoltatore in una dimensione fantastica e parallela, ove potrebbe incontrare, così, come per caso, frammenti indefiniti della propria coscienza che altrimenti sarebbero stati sepolti in un limbo dificilmete raggiungibile.
    13 pezzi collegati l'uno all'altro dalla tragedia, dalla noia, dalla sonnolenza.
    Ma che sono realmente sicuro, non faranno altro che risvegliare profondità a voi sconosciute.


  14. #14
    Postatore Epico L'avatar di Syrinx
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    ..in mancanza di un nuovo album degli Strokes (che attendo ancora ma ci spero sempre meno )
    ho comprato "Yours to Keep" di Hammond (che è il chitarrista del suddetto gruppo)



    non è male..
    5 o 6 tracce potete ascoltarle anche sul suo space www.myspace.com/alberthammondjr

    meritano:
    -in transit
    -bright young thing
    -101
    -call an ambulance
    -scared
    -holiday

    il mio consiglio è di comprarlo solo se lo trovate a 10 € o meno (io l'ho pagato 8 €)
    ad ogni modo è piacevole da ascoltare
    "Remember me and smile...for it's better to forget than to remember me and cry"

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