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  1. #1
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
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    30-06-2005
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    335

    Sull'immagine scientifica o meno della psicologia e le professioni associate

    Approfitto di un'interessantissima discussione (totalmente out topic) nata nel thread 'Seconda laurea', per proporre una riflessione sulla scientificità della nostra professione.

    Il punto di partenza è la dicotomia che da sempre caratterizza la psicologia, scienza della natura o dello spirito? metodo sperimentale o interpretazione dei vissuti e dell'interiorità umana?

    In italia, secondo l'opinione comune, la psicologia si occupa quasi unicamente di psicopatologia, e riesce a interpretare, spiegare e risolvere i problemi dell'interiorità umana.

    Un primo problema credo sia quello di scardinare questa idea e cercare di diffondere un'immagine più completa delle psicologo e meno parziale. Come più volte letto in molti thread, la psicologia ha molte potenzialità inespresse. Tra gli ambiti che usano unicamente il metodo sperimentale, (credo che in questo settore ci sono le professionalità meno conosciute, che in italia sono praticamente inespresse) ci sia l'ergonomo, lo psicologo che si occupano di psicologia cognitiva applicata e psicologia del pensiero, lo psicometrista etc.

    Un secondo aspetto è relativo a chi, psicologo o affine, diffonde nei mass media delle affermazioni su fenomeni psicologici spacciandole come scientifiche, quando di scientifico non hanno niente (caso mai rientrano nel campo dell'interpretazione dei vissuti interiori di una persona). Quest'ultimo punto ritengo che causi danni alla psicologia su più livelli: perpetua l'equazione psicologo = psicoterapeuta, diffonde un'idea di psicologia 'da salotto', semplicistica e banale, che ha una risposta per tutto. Di conseguenza eclissa ogni altro tipo di professionalità psicologica, come quelle citate sopra.

    La mia proposta e quella di diffondere maggiore consapevolezza epistemologica nei professionisti (vorrei quindi che fossero più consapevoli di quello che è un'affermazione scientifica e di quello che non lo è, e comportarsi di conseguenza) , aiutare la diffusione di altre professionalità non classiche, arginare nei mass media la diffusione di un'immagine della psicologia sbagliata e dannosa.

    Vorrei sapere che cosa ne pensate di queste riflessioni; mi rendo conto che per molti la psicologia è solo 'scienza dello spirito', per cui le professionalità appena citate sono 'poco psicologiche', ma ritengo che questo sia uno spazio importante per discutere e ampliare insieme le nostre prospettive.
    Ultima modifica di korianor : 03-07-2005 alle ore 15.15.06

  2. #2
    Zakk
    Ospite non registrato
    Ciao Korianor,
    io lavoro sia nell'ambiente della ricerca che in quello psicoterapeutico.
    Quest'anno con altri colleghi farò anche formazione per gli insegnanti ed ho intenzione di portare anche alcune ricerche oltre ai consigli pratici che sono la richiesta pricipale in questi aggiornamenti, proprio perchè credo si debba dare un'immagine della psicologia come scienza che studia i fenomeni in laboratorio oltre a fare psicoterapia.
    Inoltre secondo me si dovrebbe dare maggiore importanza a figure come lo psicologo del lavoro che attualmente è poco riconosciuta soprattutto a livello locale.

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
    Data registrazione
    30-06-2005
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    Ciao Zakk,
    grazie per la risposta! Come puoi immaginare approvo molto la tua posizione e quanto hai scritto sul dare un'immagine scientifica della psicologia. Inoltre mi piace molto una figura 'mista' come la tua, che abbina la psicoterapia alla ricerca! Pensa che io mi sono laureato in sperimentale, e durante gli anni di studio all'università ho sostenuto un'opinione molto dura e intransigente verso la psicodinamica in generale (sintetizzabile con 'sono solo discorsi e/o sciocchezze!'). Poi ho conosciuto una psicologa che ha un Phd in metodologia della ricerca ma che è anche psicoterapeuta, e la sua figura e sopratutto il modo che ha trovato di far convivere queste due anime mi ha colpito molto e mi ha fatto rivalutare di molto la psicodinamica.

    Anche se non ho nessuna esperienza nell'ambito della psicologia del lavoro , mi trovi assolutamente d'accordo sull'osservazione che hai fatto; magari per rilanciare questa figura si dovrebbe far capire il suo valore anche nei piccoli contesti. In ogni caso ribadisco l'opportunità di valorizzare professionalità psicologiche più scientifiche: tra quelle che non ho citato nel primo post vorrei aggiungere il neuropsicologo. Ho alcuni amici che stanno cercando di entrare in quest'ambito, e sembra (almeno in prospettiva) che non sia impossibile.

    Non so se hai letto il dibattito sui corsi di laurea in psicologia e le materia scientifiche del thread 'seconda laurea', mi piacerebbe sapere la tua opinione su quanto abbiamo scritto.

    Un saluto

  4. #4
    Zakk
    Ospite non registrato
    ho dato un'occhiata al thread "seconda laurea".Certo che avete sviluppato una discussione molto accattivante, tra l'altro mi sto specializzando in una scuola di stampo junghiano quindi mi sta parecchio a cuore la relazione tra psicologia e filosofia.
    Credo in ogni caso che sia gli aspetti scientifici della neuropsicologia che quelli più psicologico-filosofici, come quello della psicosintesi, possano risultare molto utili.
    Molti degli effretti delle tecniche immaginative che sono storicamente legate ad un approccio dinamico, ad esempio,trovano riscontro negli studi neurofisiologici di Damasio, quindi penso che un'integrazione tra i 2 aspetti sia sicuramente possibile.

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
    Data registrazione
    30-06-2005
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    "Molti degli effretti delle tecniche immaginative che sono storicamente legate ad un approccio dinamico, ad esempio,trovano riscontro negli studi neurofisiologici di Damasio, quindi penso che un'integrazione tra i 2 aspetti sia sicuramente possibile"

    Concordo sull'esistenza di punti di contatto tra i due approcci, ma personalmente ritengo che sia necessaria molta cautela. Quante volte si leggono articoli (più o meno etichettati come scientifici) o libri dove viene celebrata questa integrazione, come se fosse un dato ormai certo e completo? Molto spesso questa operazione viene fatta in modo forzato per dare credito e scientificità alla teoria psicodinamica favorita. Credo che siamo molto lontani da un'integrazione quanto meno soddisfacente e che, allo stato attuale delle nostre conoscenze, sarà veramente difficile raggiungerla!

  6. #6
    Zakk
    Ospite non registrato
    Su questo sono d'accordo anch'io. Credo che l'integrazione non sia del tutto impossibile ma sicuramente molto difficile. Purtroppo anche a me spesso capita di leggere articoli autocelebrativi o discutibili dal punto di vista metodologico, per questo credo ci voglia molta cautela e magari un controllo un po' più accurato da perte di chi si occupa di pubblicazioni scientifiche.

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
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    Ovviamente sono d'accordo con te Zakk, ma ritengo che la cosa fondamentale (e qui mi ricollego al mio primo post) sia diffondere una maggiore consapevolezza metodologica in primo luogo agli studenti di psicologia e in secondo luogo ai non addetti ai lavori. Purtroppo molti studenti considerano i corsi di metodologia e/o statistica (ma lo stesso discorso, magari a un livello minore, si potrebbe fare anche con psicologia generale) come poco affini a quella che sarà la loro futura professione...magari serviranno per fare la tesi e leggere qualche articolo, ma tanto poi la 'vera psicologia' sarà un'altra! Secondo me la comprensione dell'importanza della scientificità della psicologia potrebbe dare tanto alla nostra disciplina, in termini di credibilità, affidabilità etc, nonchè potrebbe aprire numerosi settori professionali che in italia praticamente non esistono. Ma questo è un problema molto poco sentito...probabilmente una dimostrazione di questo fatto è che sei stato l'unico a rispondermi, ma, per esperienza, devo dire che non mi aspettavo molte risposte.

    P.S. Oggi un mio amico ingegnere mi parlava del fatto che dovrà inserire dei dati provenienti da operatori umani all'interno di una simulazione di un certo fenomeno. Immediatamente ho pensato che uno psicologo esperto di psicofisica avrebbe potuto dare un contributo sostanziale a questo lavoro! Infatti il mio amico ha intenzione di farsi dare dei giudizi da queste persone in termini di percentuali basate sulla loro esperienza; grazie ai metodi psicofisici, invece, oltre a determinare dei valori quantitativi più precisi di questi giudizi, si potrebbe considerare (e valutare numericamente) tutta quella serie di fattori che intervengono nell'operatore umano (quanto è incline a rischiare, come varia la sua sensibilità, etc). Ma come fai a presentarti agli ingegneri o agli enti che commissionano queste ricerche dicendo 'sono uno psicologo' con l'idea che c'è di psicologia a livello di immaginario collettivo? A volte penso che un laureato in psicologia che si voglia occupare di questi settori farebbe meglio a presentarsi come 'scienziato cognitivo'...

  8. #8
    Ospite non registrato
    Salve , sono uno studente iscritto al primo anno di Psicologia , ed esattamente al corso di "valutazione e consulenza clinica" di Psicologia 1 dell' università "La Sapienza" di Roma . Devo ammettere di esser rimasto estremamente affascinato dal vostro dibattito ; lo ritengo profondamente necessario , logico e giusto . Sono solo una delle tante nuove matricole , e non sono neanche uno studente modello , ma dopo aver sostenuto alcuni degli esami del primo anno ho colto insistentemente 3 segnali estremamente forti :
    1 . La Psicologia è una disciplina "nuova" , in continua trasformazione , obbligata a seguire strade empiriche già in parte tracciate da altre scienze naturali o simili (Medicina , Biologia , Chimica)
    2 .La Psicologia deve elevarsi a scienza naturale per poter esistere e farsi strada . Deve riuscire a cogliere ciò che di scientifico e empirico c'è nella sua storia evolutiva ( da wundt e freud in poi..) per potersi unire e connettere ad altre scienze naturali ricche di "sapere" pronto e disponibile per essere "rubato"
    3 .E' profondamente necessaria una chiarificazione "pubblicitaria" in toto sul reale significato e senso della nostra disciplina nei confronti della massa popolare , che ancora ci identifica come "sociologi del personale" o "curatori dei matti" .

    Non a caso , per tutti questi motivi , sono estremamente deciso nel cambiare da subito il mio corso di studi , da "clinico" passerò a "cognitivo-informazionale" , per poi intraprendere la specialistica "Psicologia dell'elaborazione dell'informazione e della rappresentazione della conoscenza" , cioè applicazioni pratiche su robot ( I.A.) di nozioni e teorie sin ora sviluppate dalla Psicologia ( cognitivista in primis..).

    Scusate lo/a sfogo/confessione ,sentivo il bisogno di rendermi partecipe alla vostra discussione . Spero solo che molti studenti come me possano riflettere sulla reale e fondamentale importanza delle scienza naturali.

    Andrea Grant

  9. #9
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
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    Ciao Andrea,

    come puoi immaginare il tuo post mi ha fatto un enorme piacere. Siamo in pochi a pensarla così, ma spero che piano piano aumenteremo (anche se, a volte, lo sconforto è alle stelle!).
    Negli interventi precedenti, ma specialmente nel thread seconda laurea (sempre di questa stanza), ho spiegato nei dettagli la mia posizione: se ti va leggili, così possiamo discuterne un po' magari con PM!
    "Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere" (L. Wittgenstein)

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