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Discussione: Lavorare in comunità

  1. #1
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
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    Latina-Roma
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    Lavorare in comunità

    Ad esempio, in comunità di recupero tossicodipendenti. Come si fa? Chi è che "seleziona il personale" da inserire in organico?

    Se si volesse presentare un progetto, con chi bisogna parlarne? Ad esempio, preparo un progetto, ne parlo con lo psicologo responsabile della comunità (seh, figuriamoci se accetta mai di parlarne...vabbè, fingiamo di arrivarci a strappare questo colloquio), dopodiché cosa succede, bisogna vedere se il progetto ottiene finanziamenti dalla usl e simili? Oppure basta l'approvazione dello psicologo?

    Se la comunità è gestita in appalto da una cooperativa e quindi bisogna presentare il progetto alla coperativa, poi cosa fa la coperativa, lo presnta a qualche ente per ottenere il fianziamento o lo avvia subito?

    Anche volendo proporsi come educatori, come bisogna fare? Il curriculum vedo che non viene mai cagato da nessuno.

    Inoltre, in comunità chi è resposabile di tutti quei laboratori artigianali tipo giardinaggio, ceramica, teatro? Chi li decide e li gestisce?

    Non mi è chiaro come funzionano ueste comunità Qualcuno ha esperienza?

  2. #2
    Partecipante Esperto L'avatar di dario14
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    02-12-2004
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    307
    In genere sono gestite da organizzazioni no-profit (coop. sociali, associazioni, ong, ecc.) e sono per lo più finanziate dalla Regione/Asl di riferimento, dato che i progetti contro le tossicodipendenze afferiscono, in gran parte, ai capitoli di spesa della Sanità.
    Ciò non toglie che esistano forme di integrazione economica e progettuale sul versante sociale (Provincia, Comune, Municipi, le stesse scuole) per quanto concerne progetti di educazione, prevenzione e attività di integrazione e sostegno sul fronte lavorativo e formativo.
    Per presentare un progetto specifico, certamente ogni organizzazione ha i suoi referenti e i suoi meccanismi, ma credo che convenga rivolgersi direttamente al responsabile della stessa comunità o, comunque, a chi abbia in mano la gestione e la responsabilità concreta delle attività educative/formative.
    Altra ipotesi (non necessariamente alternativa) potrebbe essere quella di proporsi alla struttura in parallelo alla emanazione di un bando da parte di un Ente pubblico di riferimento, per cui ci si fa conoscere su una prospettiva potenzialmente concreta.
    Inoltre, e parlo anche per esperienza diretta, un modo tipico per conoscere e farsi conoscere è quello di prestare la propria opera da volontario, tirocinante, ecc. E' sicuramente faticoso, ma, se fatto con l'ottica dell'investimento, può dare sicuramente ottimi frutti.
    Purtroppo di questi tempi l'argomento tossicodipendenza non gode di molto respiro progettuale ed economico, ma ciò non toglie che ad oggi esistano e si sviluppino esperienze (soprattutto sul piano preventivo/educativo) che possono proseguire a fare breccia da un punto di vista operativo e culturale.
    Rimango a disposizione per proseguire il discorso, se vuoi.
    Intanto, in bocca al lupo.
    Dario

  3. #3
    Partecipante Figo L'avatar di Pandora
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    21-02-2005
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    Roma, nata e vissuta :)
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    Ciao ragazzi,
    ho fatto il mio tirocinio in una comunità per tossicodipendenti, cercando successivamente di sfruttare questa possibilità per trovare un lavoro in questo ambito.
    Purtroppo la maggior parte di queste comunità hanno disponibiltà di fondi veramente esigue, tanto che spesso nonostante abbiano bisogno di personale non possono permettersi di assumere.
    Mi riferisco soprattutto alle onlus in convenzione con la asl.
    In genere poi l'unico modo per entrare in questi circuiti è di conoscere qualcuno in contatto con queste strutture che ti segnala al responsabile...

    purtroppo ha ragione ste, loro magari ti dicono di inviare il curriculum, ma poi il lavoro lo danno alle persone segnalate dai colleghi.

    Questa è la mia esperienza personale, ma recentemente ho letto una ricerca dell'ordine degli psicologi nella quale risulta purtroppo confermato che in questi ambiti il criterio di assunzione per conoscenza è quello che va per la maggiore

    Per quanto riguarda l'organizzazione interna, credo sia abbastanza simile nelle varie comunità: la struttura nella quale ho avuto modo di lavorare ha come referente primario uno psicologo responsabile che si occupa di organizzare l'attività dell'eqipe, costituita da psicologi ed educatori, a cui si affiancano assistenti sociali (esterni) e uno psicoterapeuta che si occupa della terapia di gruppo una volta a settimana.
    Le attività da quello che so vengono decise in base all'impostazione della comunità e alle disponibilità economiche; vengono proposte e discusse durante le riunioni degli operatori in maniera abbastanza democratica.
    Spesso oltre alle figure di cui sopra che compongono l'organico possono transitare tirocinanti, volontari e obiettori di coscienza.

    Spero di averti chiarito le idee senza tuttavia scoraggiarti, il consiglio che posso darti è, se ti è possibile, di coltivare quelle relazioni professionali che potrebbero essere fruttose in tal senso.

    Dove c'è la Ragione c'è il dispotismo, dove ci sono le ragioni c'è la libertà.
    (P. Martinetti)

    Giace l'alta Cartago, appena i segni
    dell'alte sue ruine il lito serba.
    Muoiono le città, muoiono i regni
    copre i fasti e le pompe arena et erba...

    (T. Tasso)

    -Membro del Club Del Giallo - tessera n°6-SEGRETARIA DI REDAZIONE

    TUTTO CIO' CHE NON CI UCCIDE CI RENDE PIU' FORTI

  4. #4
    ciao, effettivamente lavorare in questo ambito è dura: io ci sono dentro da una anno, lavoro anche i weekend e da ottobre ad oggi ho avuto veramente una miseria, da piangere quasi...il resto arriverà, dicono!Da quando ho minacciato di andarmene, pare che le cose abbiano iniziato a procedere un po' meglio. Non è facile, la mia è una Onlus. Per quanto riguarda le assunzioni, effettivamente si va di passaparola...il motivo è semplice, di solito c'è un forte turn-over e quindi spesso bisogno impellente di trovare qualcuno in sostituzione, per cui non c'è tempo di fare molti colloqui!!
    E' un campo affascinante, ma molto difficile, sicuramente è improbabile "il posto fisso"
    ciao onny 77

  5. #5
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Io sarei diponibile a lavorare anche nei week-end, nei festivi e di notte, anche senza una paga straordinaria, (tanto ormai sottopagare e sfruttare è la norma, e spesso non si riesce atrovare neanche quello), ma non riesco a entrare nel "giro di conoscenze" che alla fine è pressoché l'unica cosa che conta davvero, ok, sto imparando ad accettarlo. Non conosco nessuno e non ho santi in paradiso, il curriculum non lo cagano, se chiamo risponde qualche segretaria che non mi passa mai il capo e che in questi casi è istruita a dire "mandi il curriculm", qual è il modo per presentarsi che non sia accompagnata da uno sponsor ? Anche candidarsi solo per sostituzioni all'ultimo minuto, secondo te qual è il modo migliore per proporsi ? Telefono e cosa dico?

  6. #6
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    ragazzi lasciate perdere la comunità...io sono coordinatrice psicologa di una comunità x minori...sottopagata, sfruttata fino all'osso...nn ve lo consiglio, poi se va bene ci si ritrova a fare gli educatori e vedere cjhe il direttivo è composto da persone a cui interessa più il fatto economico che l'effettivo buon funzionamento della struttura....credo che x uno psicologo sia abbastanza frustrante, poi se fai l'educatore ti ritrovi a doverlo fare a vita....boh, io nn la vedo molto allettante come opzione....

    molte volte mi chiedo....era meglio se mi aprivo un bar, altrochè la laurea!!!!!

  7. #7
    Postatore Compulsivo L'avatar di sulinari
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    11-01-2005
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    romignola...trabocchi ottimismo!!!
    Seriamente...io ho avuto qualche esperienza come educatrice (all'handicap) per una cooperativa...effettivamente la paga era scarsina, il lavoro tanto e dovevo ogni mese lottare per avere quei due soldi.
    Avevo avuto il lavoro mandando curriculum in stile bombardamento aereo, cara Ste.
    Mi avevano anche chiamato per una comunità di tossicodipendenti, ma ho dovuto rifiutare per problemi miei.
    Lì effettivamente c'è un sacco di turn over (anche perchè la gente che ci lavora appena può fugge) e mi avevano chiamato perchè cercavano personale tramite un'agenzia di lavoro interinale.
    Di solito queste agenzie non hanno contatti con il sociale, ma capita...
    In ogni caso è vero che funziona soprattutto il passaparola, in tutti i campi, soprattutto nel nostro.
    Io ho cambiato città da pochi mesi e sto facendo una fatica boia per aprirmi una qualche strada nel campo in cui ho studiato....
    Infatti le pochissime cose che sto trovando..le trovo tramite passaparola..
    qui ci sono anch'io --> http://internos7.wordpress.com/

    Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.

  8. #8
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    CIAO!
    NN SI TRATTA DI ESSERE OTTIMISTI O MENO MA..DI FATTI, REALTA'....PURTROPPO POI ESSENDO IO CHE ASSUMO GLI EDUCATORI NELLA COMUNITA' DOVE LAVORO SO COME VANNO LE COSE...CMQ X FARE L'EDUCATORE MANCO BISOGNA ESSERE LAUREATI, IO SONO STATA FORTUNATA ANCHE SE A BREVE MI LICENZIERO' DALLA COMUNITA' PERCHE' VOGLIO FARE LA PSICOILOGA X DAVVERO...FORSE SARO' FOLLE CON LA CRISI DI LAVORO CHE C'E', MA...MALE CHE VADA APRIRO' STO BENEDETTO BAR
    CMQ RAGAZZI TENIAMO DURO E NN MOLLIAMO, MAI!!!!!

    PS: SULINARI DOVE TI SEI TRASFERITO? IN QUALE PARTE DEL MONDO???

  9. #9
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    PS: CASOMAI DOVESSI APRIRLO...UNA SBORNIA OFFERTA A TUTTI GLI ISCRITTI DI OPS!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!



    AZZ...SIETE TANTI PERO'........

  10. #10
    Postatore Compulsivo L'avatar di sulinari
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    Mi sono trasferita a parma....dalla ridente romagna a questa...come dire...chiusissima Emilia. ... no seriamente, parma è piuttosto chiusa come ambiente, a livello lavorativo e non...quindi è faticoso aprirsi un minimo di strada.
    Romignola sono con te, abbiamo studiato per fare le psicologhe, eccheccazz.. quindi lottiamo per fare le psicologhe!!!

    p.s. io per la sbornia ci sto...non ti costo neanche tanto...reggo poco l'alcol
    qui ci sono anch'io --> http://internos7.wordpress.com/

    Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.

  11. #11
    whitestar
    Ospite non registrato
    Vi porto anche la mia esperienza presso una comunità per madri tossicodipendenti: ho fatto il tirocinio in questa struttura e ho imparato molto , ma posso confermare ciò che hanno detto gli altri forumisti. Gli orari sono massacranti e talvolta devi coprire anche l'orario di qualche collega in malattia o maternità. Le cooperative che gestiscono le comunità contano anche molto sul volontariato (almeno, quella in cui ero io, si).
    Per quanto riguarda i laboratori attivati nella comunità in cui sono stata, c'era una operatrice che, una volta alla settimana, organizzava un corso di cartonage. Lei era molto abile in questa tecnica dunque l'aveva proposta all'equipe della comunità.I lavori venivano poi venduti alla titolare di un negozio. Purtroppo, il laboratorio é stato poi chiuso in quanto le utenti più in gamba avevano finito il percorso e le altre rimaste non si impegnavano o non erano molto precise. In un centro diurno appartenente alla stessa cooperativa, si tenevano laboratori di falegnameria e di tecnica dei fiori essiccati. A mio avviso, se tu hai una buona manualità e conosci già alcune tecniche per organizzare qualche attività, vale la pena provare a proporre un progetto all'equipe o responsabile di qualche comunità.In genere sono i responsabili a tenere la contabilità e a vagliare la proposta. Per gli educatori, i laboratori sono anche delle aree in cui si valutano altre capacità degli utenti: il saper lavorare in gruppo, la precisione, la manualità (negli alcolisti gravi spesso é piuttosto compromessa dai tremori),la creatività, le capacità organizzative,la costanza e il senso di responsabilità nel portare a termine un compito.

  12. #12
    Partecipante
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    Sulinari tu mi capisci!!!!
    lunedì prox invierò le dimissioni...ormai sono decisa, e nn tornerò indietro...dalla ridente romagna a parma??? credimi, nn conosco parma ma...sicuramente è meglio di macerata, quantomeno per la parlata ( chiedo scusa a tutti i maceratesi)
    di dove sei?
    io ho deciso di riprovare a battere le strade romagnole in cerca di un'occasione lavorativa qua in zona....

    e cmq...l'invito x la sbornia c'è sempre!!!!

  13. #13
    Partecipante
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    mi sono resa conto che...l'espressione "battere le strade romagnole" può essere equivocata....cmq nn nel senso del mestiere più antico del mondo (di cui c'è sempre una gran richiesta), ma vedere se posso fare qualcosa (progetti, collaborazioni, ecc) con qualche ente qua in zona....

  14. #14
    Postatore Compulsivo L'avatar di sulinari
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    Io sono di Imola, ho studiato a cesena.
    Sono circa 6 mesi che vivo a Parma...niente da dire ..una bellissima città...ma decisamente freddina e chiusa.
    sarà che ero abituata a Bologna?
    Mah...non so come sia macerata, ma ti assicuro che qui è difficile la situazione.
    Tutti poi mi dicono "ma come ...parma è una città ricca, come fai a non trovare lavoro?". ma che cavolo, la recessione c'è ovunque, e poi qui non mi conosce nessuno, e questa non è una cosa da poco!!!!!!
    qui ci sono anch'io --> http://internos7.wordpress.com/

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  15. #15
    Partecipante Figo L'avatar di Pandora
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    Ciao Sulinari
    non conosco nello specifico la situazione lavorativa nelle comunità marchigiane, una persona esperta mi ha detto però che in generale là c'è una richiesta di psicologi superiore rispetto al resto dell'Italia.

    Sicuramente la concorrenza non è fortissima come a Roma, dove le persone segnalate dagli operatori che lavorano nelle strutture sono una marea.
    Figurati che lo scorso anno mi hanno inviato in una comunità dove cercavano uno psicologo per due mesi per sostituire una maternità.
    Tutto questo chiaramente perchè conoscevo una psicologa che in passato aveva lavorato lì, la quale era abbastanza sicura che mi prendessero.
    Bene, mi hanno detto che dopo il colloquio mi avrebbero fatto sapere qualcosa e invece niente, chiama poi la psicologa mia amica per informarsi e le dicono che al colloquio ci siamo presentanti all'incirca in quaranta, tutti inviati da qualcuno e alla fine hanno preso una persona con una semplice motivazione: è un uomo.
    Ebbene si, si è presentanto un solo psicologo di sesso maschile, sicuramente sarà stato bravo, non discuto, ma il motivo per cui è stato assunto, candidamente ammesso dall'operatrice addetta alle selezioni è proprio quello, alcuni sostengono che con i td gli psi maschi funzionano meglio perchè possono essere visti come la figura paterna autoritaria verso cui il td ha avuto il vissuto problematico che ha sviluppato il sintomo....

    Che dire, si organizza una colletta e si va tutte a Casablanca?

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