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  1. #1
    Matricola L'avatar di diagnostic
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    01-02-2005
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    pietraperzia
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    i ragazzi e il loro cuore

    Ciao a tutti gli amici opsiani che leggeranno il mio messaggio.
    E' la prima volta che visito questa "stanza" del forum. Sono contenta della sua esistenza perché è una scusa per poter parlare di una questione che in questi ultimi giorni mi ha messo in discussione.
    Mi riferisco a tutti questi casi di ragazzi che dopo la bocciatura scolastica si tolgono la vita o muoiono per la forte scossa emotiva che il proprio fisico non riesce a reggere. E’ come se ad un “respinto” scolastico si “ respingono “ loro dalla vita. Perché? è la domanda che mi ritorna con più insistenza ripensando alla frase che i compagni del ragazzo di Marsala hanno scritto sui muri della scuola: “IMPARATE AD ASCOLTARCI”.
    Che cos’è l’ascolto? Come vogliono essere ascoltati oggi i ragazzi? Come si ascolta oggi a scuola o in famiglia??
    Molte volte parlando con i ragazzi del gruppo parrocchiale, in cui già da tempo svolgo il servizio di animatrice, mi rendo conto che vivono la scuola oberati dal senso del dovere che non li fa stare bene per 8 mesi l’anno e anche chi della scuola non gliene frega niente deve per forza avere “il pezzo di carta” costi quel che costi……………… In tutto questo lo spirito critico dov’è?
    Compiti a non finire, interrogazioni illimitate, lezioni su lezioni, compiti su compiti e nel frattempo che posto ha la mia vita su tutto questo? Chi mi insegna a stare nella vita e a saper assaporare le bellezze che mi offre? Boh!!!!!!!!!!!!!!!!
    Ritengo che la scuola sia qualcosa di importante nella vita di ognuno ma non è quello che mi dimostra quanto valgo.
    Qualche anno fa un mio amico carissimo, ormai scomparso , riferendosi ai ragazzi mi diceva”Bisogna cambiare rotta, dobbiamo trovare un nuovo modo per stare con loro”……………il mio amico dopo una settimana è venuto a mancare. Dalla sua morte sono nate tante cose per i ragazzi, sono state prese delle scelte di vita come ad esempio l’apertura di un centro giovanile.
    Che strano! da una morte può nascere tutto questo?? SI!
    E allora spero che anche queste morti siano motivo di riflessione profonda per tutti coloro che amano i ragazzi e che hanno deciso di investire la vita su di loro amandoli.
    Grazie per avermi ascoltata sono sicura che anche voi avrete qualcosa da dire in merito a queste vicende.aspetto con ansia le vostre opinioni .
    peace

  2. #2
    samy
    Ospite non registrato
    anch'io resto basita quando leggo ceh basta una bocciatura per togliersi la vita,forse però dovremmo vedere come la famiglia del ragazzo viveva la scuola(magari esigeva da lui troppo e quindi non ha potuto sopportare questo falimento)o vedere quanto questo ragazzo traeva la sua identità,la sua realizzazione dalla scuola(magari era l'unica cosa che per lui contava).
    Cmq sono d'accordo quabdo dici che la scuola andrebbe cambiata e non tanto per le lezioni o i compiti(che secondo me sono diminuiti)si impara sempre meno a scuola ed è un dato di fatto,quanto per il rapporto tra insegnanti e alunni.Io personalmente al liceo ho avuto esperienze molto negative,sono stata bocciata solo eprchè avevo avuto il coraggio di far valere i miei diritti e dopo quella bocciatura(cambiata scuola)per 3 anni mi sono sentita dare dell'incompetente,ignorante e che avrei dovuto fare l'ipsia e non andare al liceo e all'università.Per fortuna i miei genitori mi hanno aiutata a non scoraggiarmi e così ho superato tutto questo(ma i primi anni universitari sono stati duri perchè avevo perso ogni fiducia in me).Cmq questo per dire che i professori spesso fanno il loro lavoro senza cuyore,l'insegnamento non è solo far imparare la cultura,ma anche insegnare un modo di relazionarsi,diu vivere in classe,di rispettare gli altri,ma anche avere rispetto...cosa che nno c'è.I ragazzi vanno ascoltati,aiutati a trovare la loro strada e non giudicati e spesso mobbizzati(si dice così far mobbing?)
    Fine ho scritto troppo

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di amorepsiche
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    Trovo queste notizie molto drammatiche ma nn credo che il movente principale del suicidio sia stata la bocciatura o la colpa è tutta dei genitori o dei professori.... Nel'adolescenza un pò tutti di noi hano vissuto quei momenti così forti di fragilità in cui venivi schiacciato dai tuoi problemi e penso a molte persone in momenti di forti dolore si siano detti xkè devo vivere nn sarebbe meglio per tutti e per me che ponessi fine a questo dolore e non per delle bocciature ma solamente perchè vivevao amplicando ogni emozione sopratutto le negative.... indubbiamente una bocciatura è vista come un segno di insuccesso ma i ragazzi già lo sanno prima se ce la faranno o meno....forse è solo un piccolo alibi per mascherare quelli che sono i veri motivi che spingono un ragazzo a suicidarsi oppure e semplicente è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso..... per qnt riguarda i prof indubbiamente non tutti danno il loro meglio però, infondo, sono lo specchio della società, e ti insegnano come sopravvivere all'interno di essa....per esempio io avevo 1 prof ke nn mi poteva molto vedere e nn mi valutava molto scolasticamente, io oltre a dimostrarle ke si è sbagliata di grosso (xkè nn mi piace subire in silenzio le offese ma dimostro il contrario) ho imparato ha nn farmi influenzare dal giudizio ke possono avere gli altri su di me insomma sn diventata più forte solo ke purtroppo nn tutti reagiscono al dolore, personalità fragili in periodo critico e in questa società portanoa quello ke vediamo.... Cmq spero ke la nuova "moda" di mettere psicologi all'interno delle scule possa aiutare molti ragazzi e magari anke i prof che cmq fanno 1 vita di merda perhcè insegnare a gente poco motivata, ke vuole solo fare casino, trovarsi a fare la badante più ke la professoressa dopo aver buttatto anni e anni di studio sui libri ed essere pagati troppo poko nn è per niente bello...............
    La Vita è OPPORTUNITA', COGLILA. La Vita BELLEZZA, VIVILA.
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  4. #4
    L'avatar di arwen
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    in viaggio verso il Paradiso (o qualcosa che ci assomiglia)
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    parlo da bocciata, ho perso un anno di scuola al liceo, e me lo meritavo anche
    io credo di aver imparato qualcosa dal punto di vista umano da una sola insegnate, quella di latino e greco. Le altre non mi hanno lasciato praticamente nulla
    Molte di queste persone erano anche competenti, preparatissime nel loro lavoro, ma assolutamente incapaci di comprendere una cosa per me fondamentale: a 14, 16, 18 anni, c'è bisogno di instaurare rapporti "alternativi" a quello con i genitori, rapporti con adulti che ti lascino dentro qualcosa, ma che al tempo stesso non siano mamma e papà... almeno, questo era quello di cui io avevo bisogno, e solo questa mia prof ha saputo darcelo
    tutto il resto di quello che so l'ho imparato altrove e da altre situazioni
    certo che è triste come discorso... ma almeno tra i miei prof c'era anche tanta gente frustrata, avevo almeno 3-4 insegnanti con competenze universitarie che erano finiti a fare gli insegnanti del liceo per mancanza di posti quando sei in certe situazioni è difficile provare passione per quello che fai
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  5. #5
    samy
    Ospite non registrato
    certo la nostra società fa un po' pena e me ne accorgo soprattutto ora che sto' cercando lavoro,che ho tanto entusiasmo,tante idee per aiutare soprattutto le scuole e le porte mi vengono sbatturte in faccia non tanto per mancanza di fondi,ma per menefreghismo...questo siamo un popolo che se ne frega di tutto.Ci sarebbe bisogno che,soprattutto la scuola impari ad ascoltare, ascoltare il disagio dei suoi alunni,dei suoi insegnanti e il consiglio di chi può aiutarli(noi),invece nessuno ha voglia di migliorarsi o imparare cose nuove...mi spiace essere pessimista,ma finchè non ci sarà interesse da parte della gente ogni tentativo di intervento sarà inutile e continueranno a capitare casi come questo,continueranno ad esserci prof frustrati e alunni che se ne fregano di tutto(imparano per primo dai loro genitori che se ne fregano di tutto)

  6. #6
    Postatore Epico L'avatar di Megghina
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    anche io vengo da un liceo freddo in cui gli insegnati se ne fregavano.
    Secondo me, se un ragazzo arriva a togliersi la vita per una bocciatura, e' un fallimento della famiglia e della scuola.
    Piu' che cresco e piu' mi rendo conto che i ragazzi sono sempre piu' fragili, non riescono ad affrontare le cose (vi ricordate di quegli studenti che hanno allagato la scuola per non fare il compito?), e invece che rimboccarsi le maniche per affrontare le situazioni, perdono le loro energie a pensare a come evitarle.
    Sicuramente per arrivare a togliersi la vita ci sono anche altre cose dietro. Ma mi sento di dire ai genitori (perche' purtroppo non possiamo contare sugli insegnanti per questo) di ascoltare i loro ragazzi, di ascoltarli veramente, di guardarli, di parlargli. e di insegnargli, soprattutto, la vita. Non quella fatta di nozioni e formule, ma quella vera che si ha appena si chiude il portone della scuola.
    Io dalla scuola schifosa che ho fatto (pensate che per una ripicca della commissione di maturita' ci hanno dato a tutti voti da 36 a 40... e solo io ero candidata al 50) ho cercato di imparare la vita... usando la scuola come prova di vita... mi e' servito? non lo so.... ma sicuramente sapevo dimensionare un brutto voto.
    Ultima modifica di Megghina : 24-06-2005 alle ore 12.05.40
    Se non puoi esser strada, sii sentiero,
    se non puoi esser sole, sii una stella;
    vincere o perdere
    non ha a che vedere con la grandezza
    ma bisogna essere al meglio quello che si è




    docente del corso accelerato di Spigazione
    attendiamo iscritte

  7. #7
    Registered User L'avatar di alea
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    io e la mia amica Alessandra ne abbiamo parlato per ore al telefono di questa e altre vicende simili. Dov'è la famiglia, dov'è la scuola in queste vicende? Dalle nostre nottate al telefono ne è scaturito un "pezzo" perchè Ale è una giornalista, credo che sia stato un modo per FARE qualcosa, soprattutto perchè è stato pubblicato su una testata giornalistica on-line che ha come principali fruitori insegnanti e dirigenti scolastici, con la quale Ale collabora.
    Riflettere, pensare e poi ognuno con i mezzi che ha a disposizione :fare!

    P.S. Ale è anche una psicologa.
    http://www.tecnicadellascuola.it/notizie.nsf/wArticoli/

    uffa non so inserire direttamente i link comunque l'indirizzo è quello

    Pat

  8. #8
    Partecipante Assiduo L'avatar di *elettra777*
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    Io credo che per quanto assurdo possa sembrare un suicidio per una bocciatura non dobbiamo dimenticare che si sta parlando di adolescenti e che in qunto tali hanno una visione delle realtà un po' diversa da un adulto.Non è per far retorica, assolutamente, ma a quell'età gli insuccessi "sociali" sono ben più duri da sopportare....assumono caratteri di tragedia......è tipico dell'adolescenza
    Penso che in questa fase della vita si abbia la tendenza a vedere poco il futuro...come dse ogni cosa si esaurisse qui ed ora....in questo modo le conseguenze di un fallimento assumono grandezza colossale...perchè non si prende in considerazione la possibilità di porvi rimedio..tutto è qui adesso e quello che vedo è tutto quello che esiste....ci si sente intrppolati e senza via di fuga...
    CI SONO PERSONE CHE NECESSARIAMENTE SMARRISCONO LA STRADA PERCHE' PER LORO NON ESISTE UNA STRADA GIUSTA-Thomas Mann

  9. #9
    Registered User L'avatar di alea
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    Ciao Elettra, ho letto il tuo commento e se mi trovi daccordo sulla coloritura emotiva della fase adolescenziale così come da te riportata, allo stesso modo penso (io penso, quindi è una mia riflessione personale che non assurge a verità assoluta) che in tal modo si de-responsabilizza chi invece e parte in causa: famiglia, scuola ecc.
    Dal tuo commento il passaggio al pensare "l'atto suicidario" negli adolescenti è, come posso dire, "normale", insito nella stessa natura dell'essere "adolescente??? Allora le casistiche quanti suicidi dovrebbero riportare?
    Scusa, non voglio essere nè dura nè polemica, sono solo affranta. Ho litigato questo pomeriggio con un giovane adulto mentre ero in coda alla cassa del supermercato, avevo fatto una battuta con mio marito che era stato un pessimo errore portarci il bambino a far la spesa in quanto ostinatissimo piccolo-consumatore. Il giovane adulto come me in coda si lancia in disquisizioni infarcite di lana caprina sulle enormi responsabilità dei genitori che non sanno più educare i propri figli (dal che ho capito che non aveva figli). Lo stesso soggetto dopo pochi minuti, si gira a guardare una ragazzina sui pattini a rotelle abbigliata "alla moda", pantaloni a vita bassissima e mutandine in bella evidenza, prorompe in un ripugnante commento: "e poi si stupiscono se le violentano" ...
    a quel punto avevo il sangue alla testa, la pressione a mille e volevo strappargli il naso a morsi. Che genitore sarà mai il "triste" soggetto?????????????????
    Lui che per primo si scagliava sulle "colpe" dei genitori che non sanno educare?
    Bisogna che ognuno si prenda le sue responsabilità, e che chi è refrattario ad assumersele venga redarguito da tutta la società civile, ossai NOI, in modo che non ci si lasci andare ognuno a dire "è colpa della società" di volta in volta descritta come: edonistica, superficiale, consumista, globale-globalizzata ecc ecc, dare la colpa alla "Società" molto spesso nasconde un voler dire "Non è colpa di nessuno".
    Mi dispiace, io non ci sto.
    Quando io sono o mi sento responsabile, alzo sempre la mano e poi cerco gli strumenti, i mezzi, i contenuti, l'aiuto e quantaltro per "cambiare rotta", RIPARARE.

    Sono stata bocciata, non mi sono suicidata.
    Il mio primo amore mi ha tradita nel peggiore dei modi, non mi sono suicidata.
    Ho perso in un colpo solo tutti gli amici che avevo e in cui credevo, non mi sono suicidata.
    Ero adolescente.
    Ma non mi è crollato il mondo addosso, ovvero mi è crollato rovinosamente addosso ma qualcuno mi ha aiutato a reggere il peso di tutto quello che era crollato e a scrollarmelo via di dosso, poi insieme a me ha pianto delle mie ferite e mi ha aiutato a lenire il dolore e a riscoprire la forza di sorridere.
    La mia famiglia, i miei insegnanti, li ho avuti accanto.

    Pat

  10. #10
    Partecipante Assiduo L'avatar di *elettra777*
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    Pat.....forse non mi sono espressa nel modo migliore......non volevo dire qualcosa che sembrasse verità assoluta...non volevo deresponsabilizzare nè la famiglia nè la scuola...nemmeno tutti quegli altri supporti sociali che non attivandosi nel modo "corretto" sono in parte responsabili. Nè tnto meno volevo presentare il suicidio come una normale modalità dell'adolescente di affrontare i problemi....solo che penso questo aspetto abbia un suo peso per quelli che compiono quest'atto...
    La mia voleva solo esssere una analisi della coloriutra emotiva, come giustamentre hai detto, del tutto insufficiente da sola a spiegare.....utile solo per comprendere.....il colore dello sfondo per intenderci sulla quale poi la tela viene dipinta...
    CI SONO PERSONE CHE NECESSARIAMENTE SMARRISCONO LA STRADA PERCHE' PER LORO NON ESISTE UNA STRADA GIUSTA-Thomas Mann

  11. #11
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    Mi attirerò le vostre ire funeste lo so

    Io penso che sbolognare all'adolescenza le problematiche esistenziali sia un modo difensivo di deresponsabilizzarci come adulti, qualunque sia il ruolo che ricopriamo con loro, parenti, amici, insegnanti.
    Sapendo bene che le massificazioni sono nello specifico insignificanti, trovo che il nostro voler rendere ai bambini ai ragazzi la vita sempre piana liscia, senza difficoltà, sia il modo migliore per placare le nostre paure i nostri sensi di colpa, ma il peggiore per crescere uomini e donne sicuri di Sè, quel tanto che basta a vivere i dolori che prima o poi a tutti la vita infligge, senza la disperata sensazione di "essere" dolore o di esserne vissuti.
    " E se scruti a lungo un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te" Nietzsche


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  12. #12
    Partecipante Assiduo L'avatar di *elettra777*
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    Sono in daccordo con te......fermo rstando che abbiamo delle responsabilità che vanno adempiute e che cmq....che poi era quello che volevo dire col mio primo post.......la percezione del tempo e dellle consguenze delle nostre azioni e la visione esistenziale sono diverse in ogni età della vita....o qualcuno vuol dirmi che un evento ha lo stesso peso a qualunque età???
    CI SONO PERSONE CHE NECESSARIAMENTE SMARRISCONO LA STRADA PERCHE' PER LORO NON ESISTE UNA STRADA GIUSTA-Thomas Mann

  13. #13
    Registered User L'avatar di alea
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    Ok Elettra, capito
    purtroppo non reggo più (ma è un mio problema personale e un personalissimo vissuto) chi si lava le mani, chi se ne tira fuori, chi trova comodo scaricare sugli "Altri".
    In un pezzo di Repubblica, un insegnante diceva che "i ragazzi hanno problemi e difficoltà scolastiche perchè non hanno un metodo di studio" ma diamine ... un insegnante, la scuola DEVONO DARE un metodo di studio, cosa si aspettava che i ragazzi a scuola ci arrivino già con metodi consolidati ed efficaci, strategie di problem solving, strategie di coping e quantaltro ... e chi dovrebbe avergliele insegnate "amici di Maria de Filippi", "il grande Fratello" le vetrine dai prezzi stratosferici del centro, le figurine dei Pokemon??? se mi guardo intorno di "Adulti" ne vedo ben pochi, chi darà la sveglia a chi? Chi ancora conserva la capacità di indignarsi, fare la voce grossa e uscire fuori dal coro? Io non voglio più essere "connivente" e omertosa. Non ho la pretesa di sapere cosa sia GIUSTO, di sicuro ho qualche mezzo (conoscenza, libero arbitrio, un pochino di cultura, umanità, solidarietà, amore) per capire cosa sia di sicuro sbagliato!!!!!!!!!!!!!

    Pat

  14. #14
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    nell'orbita di Anarres
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    Alea, è vero, sicuramente quello che dici tu e l'insegnante, però e ti parlo da docente e non da psicologa, spesso ti trovi a lottare solo, con un apparato burocratico pazzesco, risorse che non sappiamo più cosa voglia dire questa parola, classi stracolme. Da me esistono classi con 25 di cui due portatori di handicap. Dare ascolto a tutti seguire ognuno secondo le sue peculiarità trovare sempre la risposta giusta è più difficile di quanto non si creda. E si sbaglia. Io sbaglio almeno. Al di là di questo però, il problema fondamentale a mio avviso è che proprio con i bambini più difficili i rapporti di compliance con le famiglie sono ostici, ti faccio un esempio banale ma illuminante. Un bambino difficile di quasi sei anni mi spunta a scuola un giorno con le figurine di questo "sport" tanto in voga alla tv di gente cattivissima che si tira i capelli si prende a ginocchiate e altre amenità simili, io prendo le figurine e le sequestro. Il giorno dopo la madre me le chiede perchè costano un euro a bustina e io le rispondo che sono allegramente finite nella spazzatura e che non mi pare il caso di comprarlee bla bla bla... risposta "ma lui le vuole", ora io piccola docente di scuola materna come faccio a cercare di passare un messaggio di gestione delle conflittualità che vada oltre l'agito quando i miei modelli sono così in contrasto con quelli familiari? Cioè da sola quanta strada posso fare?
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  15. #15
    Registered User L'avatar di alea
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    da solo un insegnante non può fare tutto, ma può fare. Quel che tu dici è sacrosanto, l'istituzione non c'è, la scuola è povera, impoverita, derubata, bene bisogna alzare la voce.

    Si chiama wresling, il più in voga è Jhon Sina (credo si scriva così), Matteo incuriosito dai compagni di classe ha fatto breccia su suo padre e si è fatto comprare: maglietta con immagine degli Omoni, figurine e giocattolini dalle sembianze di lottatori.
    Quando ero ragazzina io è arrivato sui nostri schermi il wresling giapponese, Tiger mask, Antonio Hinoki e anche le ragazze, Mimi qualcosa. Ne ho guardate a bizzeffe di quelle trasmissioni.
    Il punto è non cosa guardo ma come e con chi.
    Matteo ha abbandonato le figurine per tornare alle carte napoletane con cui insieme giochiamo al gioco della memoria. Mi batte sempre. Tu hai censurato, sacrosanto togliere le figurine se con le figurine si distrae dai lavori in classe o sono un mezzo per pavoneggiarsi coi compagni ecc ecc ecc una volta tolte a mio avviso era meglio riconsegnarle alla mamma e chiederle con chi guarda la Tv il bambino, se con i compagni si lancia in lotte imitative di quel che vede ecc ecc ... mia modesta opinione di mamma piena di sensi di colpa, ma che non demanda il "suo" specifico ruolo. Matteo non è aggressivo, non lo è mai stato, la sua maestra mi dice che è un "moderatore" nonchè molto protettivo con i più piccoli. Matteo parla, argomenta, discute. Io commetto molti errori e molti ne commetterò, posso apparire presuntuosa (qualche volta lo sono). L'ignoranza si combatte con la cultura, a volte con l'ironia, altre volte con l'indignazione.
    Ti prego non "tirarti" indietro di fronte a condizioni di lavoro spaventose. Ci credo davvero, a volte un buon insegnante anche senza mezzi, anche senza l'appoggio della struttura, anche stanco e intristito PUO' FARE MOLTO.

    Un abbraccio stritolaossa con schienamento e conteggio fino a tre.

    Pat

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