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Discussione: donne e psicologia

  1. #1
    charles
    Ospite non registrato

    donne e psicologia

    Secondo un recente rapporto del World Economic Forum L’Italia occupa il 45mo posto (tra la Tailandia e l’Indonesia) per l’uguaglianza tra i sessi. I dati drammatici e incontrovertibili sono accessibili qui:

    http://news.bbc.co.uk/1/shared/bsp/h...gender_gap.pdf

    Pensando alla condizione delle donne nel nostro paese mi viene spontaneo fare un parallelismo con lo stato della professione psicologica. Ci sono infatti alcune caratteristiche della nostra professione che, secondo me, hanno molto a che fare con la questione femminile in Italia. E’ risaputo che la stragrande maggioranza degli psicologi sono donne, ma c’e’ qualcosa di piu’ e piu’ sottile che lega la professione psicologica e la femminilita’. Avete mai riflettuto su come la professione viene in genere rappresentata nei diversi contesti? Non pensate che la visione degli psicologi come inconcludenti, tutte chiacchere e niente fatti, con la testa per aria, non faccia altro che contribuire alla “femminilizzazione” (in senso negativo) della disciplina e di coloro che la praticano? Non pensate che questo serva allo scopo di riprodurre inequalita’ e discriminazione? Non pensate che in Italia lo sforzo delle donne per un maggiore riconoscimento sociale possa trovare un terreno d’intesa e collaborazione con lo sforzo simile della psicologia? Mi piacerebbe avere l’opinione delle dirette interessate in merito.

  2. #2
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Caro Charles. Circa un anno fa, al termine del lavoro con la mia psicoterapeuta, le dissi più o meno così: "Con te ho finito e non ci vedremo più, ma, se mi servirà una mano per capire qualcos'altro di me, mi piacerebbe che fosse un terapeuta maschio. Puoi indicarmene uno?". La sua risposta è stata di questo genere: "Mi fai una domanda difficile, perché ne conosco molti, ma non ce ne sono molti di cui mi fidi.". Non vale per tutti e per tutti gli ambienti, ma da queste parti è così. E, per voci raccolte in giro da colleghi e pazienti visti/e in tirocinio, credo che abbia ragione.
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #3
    charles
    Ospite non registrato

    mmmh

    non capisco willy....
    Intendi dire che la femminilizzazione della psicologia è giustificata? Oppure che dalle tue parti le donne che si occupano di psicologia non sono affatto discriminate ma anzi avvantaggiate?

    Ciao

  4. #4
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Solo più brave. Mi è parso.
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  5. #5
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Un post sulle donne e stanno scrivendo in proposito solo maschi,che sono l'uno per cento del forum,interessante

    Onestamente non capisco per quale oscuro motivo il sesso dovrebbe influire sulle capacità come psicologi

  6. #6
    charles
    Ospite non registrato
    Il punto è che le donne sono di sicuro più brave degli uomini a far psicoterapia, o psicologia più in generale, nella misura in cui si condivide, consapevolmente o meno, il principio secondo cui la natura di questa professione è essenzialmente “femminile” (ascolto, comprensione, sensibilità etc.). Il che mi va assolutamente bene, questo accade non perché le donne siano geneticamente “diverse” ma perché, dopotutto, questi sono i valori della società occidentale e, in particolare, della nostra bella cultura latina… Ma il mio ragionamento è leggermente differente: il fatto che molti, e anche molti psicologi, pensino che la psicologia sia “roba da donne”, sta portando IN UNA SOCIETA’ COME LA NOSTRA al tragico effetto “riserva indiana”, i cui effetti sono a mio a avviso ben presenti sotto gli occhi di tutti. Parlo di una professione gradualmente isolata dai contesti produttivi e istituzionali, discriminata e condannata a sopravvivere grazie a un meccanismo autoreferenziale e cannibalistico: il famoso circolo perverso di psicologi che formano psicologi che fanno psicoterapia a psicologi che faranno terapia ad altri psicologi che…. e così via fino a quando tutto esploderà (ironicamente l’esperienza di willy conferma in maniera indiretta questa visione).

    Tra l’altro anch’io trovo paradossale che finora non ci sia alcun contributo femminile in questa discussione, che sia l’ennesima conferma che le donne in Italia mancano completamente di consapevolezza rispetto alla loro condizione sociale (e nel nostro caso professionale), contribuendo allegramente al perpetuarsi delle cose come sono?


    Ciao,

    Carlo

  7. #7
    Giurato di Miss & Mister OPs L'avatar di Parsifal
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    Nel buio vicino alle porte di Tannoiser
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    Originariamente postato da charles
    Il punto è che le donne sono di sicuro più brave degli uomini a far psicoterapia, o psicologia più in generale, nella misura in cui si condivide, consapevolmente o meno, il principio secondo cui la natura di questa professione è essenzialmente “femminile” (ascolto, comprensione, sensibilità etc.).
    Boh,è vero che è più facile che una donna sia attratta dalla psicologia che un uomo.Il fatto che ci sia una effettiva maggiore capacità legata al sesso non è vero; è invece opposta la visione che ne hanno di solito le persone comuni:in media si preferisce rivolgersi a un terapeuta uomo,ho l'impressione (a parità di altri fattori che comunque sono più rilevanti del sesso nella scelta).

  8. #8
    Matricola L'avatar di Psi83
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    Sono rimasta un po' di tempo senza partecipare del forum e sono contenta di ritornare e trovare un bello argomento da discutere.
    Penso che la questione è molto influenzata culturalmente però quello che importa nella competenza del professionista è il saper ascoltare. Ogni psicologo, psicoterapeuta o no, deve sviluppare la sua competenza nell'ascoltare e quindi saprà gestire insieme al suo cliente le sue rappresentazioni o fantasie relative al sesso del suo consulente/psicoterapeuta. Allo stesso modo si può lavorare con queste rappresentazioni a livello sociale e pianpianino far capire alla gente che l'importante è che il professionista sia serio e competente e non che sia uomo o donna.
    Salutoni da
    Psi 83

  9. #9
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Monza
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    Originariamente postato da willy61
    Solo più brave. Mi è parso.

    Sì, ok... ma poi volevi andare da un uomo...?? Mi sfugge qualcosa

  10. #10
    Partecipante Affezionato L'avatar di psicofreud
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    emilia romagna
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    E' curioso discutere uno stereotipo che una volta tanto penalizza noi uomini...l'ascolto è forse una prerogativa più che altro femminile, ma non bisogna fare un unico fascio. In fondo le donne hanno lottato tanto x la parità, poi giustamente ottenuta, almeno sulla carta. A questo punto non vedo perchè nelle questioni che penalizzerebbero le donne il monito è di non generalizzare, mentre una volta che il pregiudizio è contro l'uomo...è giusto che rimanga...mah!

  11. #11
    Matricola L'avatar di Baudelaire
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    Qui non si parla di parità di diritti ma di diverse caratteristiche (statisticamente intuibili) legate al sesso, che non credo siano riconducibili solo a stereotipi.. se facessimo un test che misura l'empatia su due campioni di uomini e donne, qualcuno crede che non verrebbero fuori differenze significative??
    Sulla questione della femminilizzazione, (che poi avrei da ridire sulla tendenza ad associare femminilità alle caratteristiche mensionate dal primo postatore..) e sul presunto pericolo di discriminazione sessuale legato all'immagine dello psicologo, sinceramente non la vedo questa cosa, almeno dalle mie parti, ma nemmeno tanto nei media.. comunque ci pensero...
    Credo che in linea di massima le donne siano più motivate alla mente umana, questo spiegherebbe la maggioranza di psicologhe, e per la maggiore concentrazione di caratteristiche come empatia sensibilità emotività (monitorata dalle conoscenze ovviamente) credo siano più (sempre in linea di massima) avvantaggiate rispetto all'uomo nel contatto col paziente e quindi in psicoterapia.. al contrario forse, per un maggior rigore razionale l'uomo potrebbe essere più adatto alla ricerca... ma questo, lo sottolineo, tutto come ipotesi a grandi numeri; non mi sognerei mai di appoggiare una discriminazione in questo senso nella professione.. anche se personalmente, nella mia vita privata, ho scelto una psicoterapeuta, ho scelto in base al sesso, in base alle credenze statistiche che ho appena espresso.. ma potrei aver pescato nella minoranza...
    Spesso al vino capzioso ho chiesto di addormire per un giorno il terrore che m'assilla; ma il vino rende l'occhio più acuto e l'orecchio più fino.

    Ho cercato nell'amore il sonno dell'oblio; ma l'amore, per me, non è che un materasso d'aghi fatto per procurare da bere a crudeli puttane.

  12. #12
    Partecipante L'avatar di Vylandra
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    Scusate ma non credo che charles abbia aperto questa discussione per dire che le donne sono più brave ecc....
    Io credo che lui abbia trovato un'interessante parallellismo tra la discriminazione verso le donne e quella verso gli psicologi...e alla fine queste due linee parallele si incontrano nella reale maggioranza di donne psicologhe....detto altrimenti:
    la professione di psicologo richiede delle caratteristiche che sono ritenute CULTURALMENTE tipiche delle donne....che le caratteristiche delle donne non siano state molto esaltate negli ultimi duemila anni, bè non è una novità.....ed ecco che dunque, una professione che richiede tali caratteristiche...bè.... è femminilizzata come dice charles.....di conseguenza discriminata.....
    Solo un uomo poco profondo conosce veramente se stesso.

    Oscar Wilde

  13. #13
    charles
    Ospite non registrato
    Oi Vylandra,

    Ti ringrazio per la tua precisazione. Hai colto il senso delle mie parole alla grande. Avevo abbandonato questa discussione perche' come tu hai notato stava andando in una direzione completamente diversa da quella che avevo immaginato....

  14. #14
    Partecipante L'avatar di Vylandra
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    Solo un uomo poco profondo conosce veramente se stesso.

    Oscar Wilde

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